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lunedì 26 aprile 2010

Qual è il primo passo verso il Fruttarismo?


Contrariamente a quello che qualcuno forse potrebbe pensare, il primo passo verso il Fruttarismo non è incrementare la quantità di frutta consumata in una giornata, comprarsi un pezzo di terra per coltivare il proprio frutteto personale, studiare voluminosi libri di anatomia comparata per fugare ogni residuo di dubbio sulla struttura frugivora dell'uomo...
Tutte queste cose fanno certamente bene alla salute, alla soddisfazione personale, alla mente ma sono esperienze "settoriali", sono spicchi di una mela tagliata in più parti, una divisione dell'Intero. Il Fruttarismo invece, ai suoi più sublimi livelli, è uno stato di Coscienza Messianica, un morso dato al frutto dell'Albero della Vita.
E, come tutte le cose veramente Integre in questo mondo, come tutte le cose Naturali, esse nascono perfette e l'uomo non può far altro, nel suo piccolo, di nutrirsi di questa perfezione per poterla fare sua, affinchè possa crescere spiritualmente, mentalmente, emotivamente, fisicamente, attraverso l'attività entropica divoratrice dei denti della sua bocca..
Nutrirsi di cibi "integri" è un remetz (allusione) a preservare il cibo nel suo stato naturale perchè in questo modo, è sicuro esso possegga intatte tutte le sostanze necessarie per nutrire la creatura a cui è stato destinato. Dal canto suo infatti, essa è dotata "dentro di sè" degli enzimi per assimilare al meglio ciò che ha necessità di "ricevere", affinchè tutte le informazioni ivi contenute possano giungere alla coscienza della creatura nella maniera più chiara possibile, senza distrarre o stressare il cervello intestinale.
Per questo, consiglio a tutti coloro che mi chiedono quale sia questo "fatidico" primo approccio al Fruttarismo, di avventurarsi nel tempo libero quanto più possibilmente a contatto con la Natura incontaminata (ce n'è rimasto ancora qualche sprazzo anche nel nostro Paese) affinchè ci si possa trovare immersi a 360° in un ambiente libero e naturale, ossia quello che ricorda più da vicino il luogo dal quale siamo venuti, il Giardino di Eden.

In queste zone infatti, la dittatura del sistema antropocentrico non ha alcun interesse ad investire perchè non vi è difatto nessun uomo da controllare, perchè quelli che voleva mantenere sotto controllo sono stati tutti riuniti nei campi di concentramento dei grandi centri urbani.
Quando raggiungerete questi posti, chiudete gli occhi per qualche minuto, poi riapriteli e cominciate a guardarvi intorno.
Pensate che questa sia la prima volta nella vostra vita in cui avete aperto DAVVERO gli occhi!
Dimenticate tutto ciò che conoscete (che credete di conoscere) e lasciate che siano le domande del bambino curioso dentro di voi a stimolare la fantasia e voglia di sapere.
Cominciate ad osservare le piante, gli insetti, gli uccelli, qualche piccolo roditore sugli alberi se ne avete fortuna... Insomma...immergetevi quanto più potete, cercando di lasciarvi alle spalle i problemi di lavoro, le ansie personali, gli alti e bassi di Wall Street...

Una volta fatto questo, comincerete a rendervi conto di due cose in particolare:

  1. L'uomo è l'unico animale che fa uso del fuoco per pre-digerire i suoi alimenti
  2. L'uomo è l'unico animale che mescola più tipi di cibo allo stesso tempo

Questi due semplici fatti sono fondamentali per sintonizzare la vostra coscienza con uno stile di vita Fruttariano. Vi renderete subito conto infatti che non c'è alcun cibo che l'uomo odierno mangia interamente crudo quotidianamente, come pure vi renderete subito conto del numero elevato di ingredienti che si utilizzano per preparare un banale piatto di pasta al sugo...

Tutto questo accade semplicemente perchè l'uomo sta mangiando un cibo che non gli è consono, un cibo che non si trova in natura nello stato presente in cui lo produce/acquista bensì è "frutto" del suo ingegno, della sua "arte", della sua ancestrale voglia di giocare al "piccolo alchimista in cerca della pietra filosofale" perchè inconsciamente sa bene che ha perso un immenso tesoro che un tempo, aveva con sè da qualche parte anche se purtroppo all'oggi, non ricorda bene dove l'abbia potuto riporre..
Dentro di sè l'uomo sente un grande vuoto allo stomaco, un grande senso di (falsa) fame a cui non riesce a dare mai l'appagamento duraturo che vorrebbe, nonostante abbia un'infinita varietà di pietanze di cui cibarsi a sua disposizione..
Questo accade perchè l'uomo sta concentrando le sue ricerche al di fuori di sè stesso, sta maneggiando il fuoco esterno al suo corpo, per trasmutare cibi che per nulla si addicono ai suoi bisogni spirituali/mentali/fisici; sta consumando un cibo povero per le sue vere necessità.
L'unico lavoro che l'Adam avrebbe dovuto davvero fare era quello di lavorare il terreno spirituale/materiale del Giardino di Eden, e di trasmutare/ri-finire l'Opera della Creazione collaborando attraverso l'applicazione dell'energia entropica dei suoi denti e del suo fuoco gastrico... Invece, ha finito per mangiare prodotti non consoni alla sua natura pre-digerendoli su di un intestino artificiale chiamato "macchina del gas", ammalandosi per di più!
L'animale, al contrario, vive la maggior parte della sua vita mangiando un solo cibo per volta, crudo, non è costretto a lavorare per procacciarsi il sostentamento di cui necessita e per ultimo, ma non certamente di secondaria importanza, è forte e sano, più di suo fratello che abita in uno zoo cittadino.

Cosa sta accadendo allora?

L'intossicazione alimentare con cui l'uomo ha dovuto fare i conti a partire dall'uscita del Giardino di Eden e le successive condizioni atmosferiche avverse - hanno fatto sì che egli dimenticasse CHI fosse, a cominciare proprio dal cibo di cui si nutriva.
La frutta sta diventando sempre più una sconosciuta nella nostra società ricca di prodotti lavorati, sterilizzati, conservati ecc
Le riserviamo sempre poco spazio in cucina rispetto agli interi scaffali che dedichiamo alla pasta, pane, dolci, patatine ecc
Addirittura abbiamo adibito alcuni vani della nostra casa letteralmente in..camere mortuarie dove in appositi celle frigorifere, imprigioniamo cadaveri oramai esanimi di quelli che una volta erano esseri viventi che correvano, saltavano oppure semplicemente stavano fermi su sè stessi, a vivere la propria vita dedicandosi completamente a ringraziare il Sole..

Abbiamo investito molto nei valori della guerra e della morte che la Vita, l'essenza di cui siamo fatti, ci è sfuggita di mano ed è per questo se oggi, non sappiamo più trarre godimento dalla succosità di un frutto integro, naturale.
Non riusciamo ad immaginare di poter vivere il resto della nostra vita mangiando solamente frutta, per non parlare di monodieta...
Come abbandonare quel dolcetto invitante, quella pasta sfiziosa..
Io, ebbi la fortuna di non pormi mai queste domande, perchè arrivai al Fruttarismo naturalmente, senza troppi schemi ed obiettivi prefissati.
E questo credo, sia l'unico metodo con il quale arrivarci per rimanerci a vita, se D-o vuole.
Eppure ci sono tanti motivi per cui varrebbe la pena intraprendere questa avventura una volta valutati i benefici..
Ma quelli che ho elencato del resto, cosa sono se non 10 parti di un Intero?
Potrete certamente scegliere l'approccio che più vi piace tanto per incominciare ma vi assicuro se vi fermerete solo a quello senza curarvi di integrare man a mano tutti gli altri, purtroppo la vostra esperienza Fruttariana sarà duramente messa alla prova.
Chi all'inizio era partito ben saldo potrebbe ritrovarsi improvvisamente a vacillare fino a non rimanere più in piedi.
Facciamo una scelta sensata nella nostra vita, decidiamo finalmente di investire per il bene comune, nell'interesse di tutta la Creazione, facciamo come gli alberi fanno con i semi, torniamo ad essere noi stessi.

Cominciamo dunque a prendere coscienza di CHI siamo e, per una volta, invece di fare domande a qualcun altro, proviamo ad ascoltare la voce della Natura trasportata dal vento tutt'intorno a noi che ci sta chiedendo da tanto, troppo tempo: Uomo, DOVE sei?

venerdì 2 aprile 2010

Il fruttariano, i mobili e la carta: come conciliare?

Domanda: Come si può conciliare uno stile di vita Fruttariano se poi si usano mobili di legno, carta, colori di origine vegetale etc? Possibile che questa "filosofia del rispetto", o cos'è, si limiti all'alimentazione? E' una scelta salutistica?
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Degli Arredi del Fruttariano

Per quanto riguarda i mobili di legno vale lo stesso discorso dei vestiti: la casa dove vivo è già arredata. Qualora un giorno dovessi avere necessità di possedere altri mobili vedrò di prenderli usati magari da qualche parente oppure recandomi al bazar più famoso di Roma, Porta Portese dove si possono trovare tante occasioni convenienti.

La Creatività del Fruttariano

Dell'uso della carta e dei colori vegetali ne parlavo giorni fa con una mia amica artista che dipinge.
Mi disse che esistono delle terre con cui eventualmente colorare per esprimere la propria creatività interiore. C'è da dire che tutte le forme d'arte in realtà sono delle esternazioni di sensazioni interiori represse che l'individuo ha necessità di sfogare ricorrendo all'uso di materiali esterni alla sua persona prevalentemente perchè tra umani si fa sempre più fatica ad esprimersi. In pratica l'uomo avrebbe perso progressivamente nel tempo la capacità di ascoltare suo fratello, immedesimarsi in lui, gioire e soffrire con lui e dunque, sarebbe nato così l'Auto-ascolto, ossia l'Arte in tutte le sue forme che poi via via, con il tempo, è andata perfezionandosi esteticamente perdendo di vista lo scopo reale per cui era nata, trasformandosi esclusivamente in una rigida ricerca del Bello..

Una parafrasi valida pure per tanti altri aspetti della nostra società che è finita per venerare la mera bellezza fisica esteriore tanto da disinteressarsi a ciò che invece c'è dentro l'individuo.
Questo depauperamento della persona ha avuto inizio secondo me quando l'uomo ha incominciato sempre più a delegare a qualcun altro il proprio lavoro - quando ha smesso di curare il suo frutteto - per recarsi al lavoro allo scopo di pagare per ricevere distrazioni inutili, per stressarsi, mangiando spazzatura perchè troppo impegnato a fare lo schiavo tutto il giorno per il suo avido padrone.

Della Cultura del Fruttariano

A volte mi capita ancora di comprare dei libri; purtroppo c'è poca gente in giro che ha i miei stessi gusti in ambito letterario e non godrei appieno dell' eco- logico/nomico book-crossing ma questa è una forma di dipendenza verso la conoscenza che sta diventando sempre più insostenibile con il tempo, per cui devo sicuramente lavorarci.

Un tempo la Tradizione veniva esclusivamente tramandata oralmente ed il pro era la sua completa gratuità nonchè sostenibilità però aveva come contro il fatto che pochi potevano accedere a questa fonte di sapere e come risultato, l'ignoranza dilagava. Oggi, grazie a D-o, c'è Internet che ci consente di non sprecare per lo meno carta ed inchiostro (sebbene attualmente fruiamo del petrolio ma ciò non preclude un giorno di adottare una fonte energetica alternativa) e di diffondere indistintamente (o quasi) le nostre idee, il nostro sapere in un batter d'occhio. I libri non sono necessari. Il vero sapere si trova altrove.
Nei libri la Verità viene uccisa, soffocata da fogli di cadaveri uno sopra l'altro, come se giacessero in una fossa comune.

La Verità è viva ed è nell'Intelletto Attivo di ogni uomo.

Dell'Essenza del Fruttarismo

Il Fruttarismo come avrai modo di leggere prossimamente nelle mie pagine, ha moltissimi risvolti, tra cui certamente, quello di gravare il meno possibile sull'ambiente attraverso un certo stile di vita/alimentazione e anche quello salutistico. La frutta ed in special modo la mela, è il cibo elettivo dell'uomo. Tutto il resto seppur commestibile, è spazzatura e la sua ingestione affatica ed ammala (alla lunga) l'organismo umano. Con "spazzatura" mi riferisco a tutti i prodotti cotti in generale, sia derivanti da prodotti animali che vegetali.
Il rispetto non significa "privarsi di ciò che si ha", bensì "apprezzare ciò che già si possiede".

E questa è una qualità che dovrebbero avere tutti gli uomini, nessuno escluso.

giovedì 1 aprile 2010

Come dovrebbe vestirsi un Fruttariano?

Domanda: Come dovrebbe vestirsi un Fruttariano?

Risposta: Cara A., grazie per la domanda che mi hai fatto, sono davvero felice di poterti rispondere e magari suscitare in te altri nuovi, interessanti quesiti sulle varie sfaccettature in tema fruttarismo.

PREMESSA:
Lo scorso Luglio ho compiuto 26 anni e, se avrai letto il mio percorso, ho intrapreso un certo cammino sul sentiero dell' alimentazione che mi ha portata in 3 anni da onnivora a fruttariana crudista senza essermi fissata alcuna meta all'inizio del mio viaggio nel fantastico mondo del cibo. Tutti gli aspetti di cui oggi sono cosciente hanno maturato pian piano come frutti al sole delle stagioni della mia vita. C'è molta frutta ancora sull'albero, tantissime altre cose per me da scoprire, da indurmi a credere che ciò che ho conosciuto sino ad oggi altro non è che un piccolo spiraglio da cui sbirciare per intravedere la completa realtà di un mondo a cui ora faccio fatica anche solo a pensare. Pertanto, ti invito a considerare ciò che segue, per quanto esauriente possa sembrarti, come ad un "lavori in corso", in costante espansione, dove sicuramente anche tu, occupi un posto importante con tutti i dubbi, le curiosità, i quesiti che il tuo attento cervello ha colto sino ad oggi.

Le Vesti del Fruttariano

Allora si aprirono gli occhi ad entrambi e s'accorsero che erano nudi; unirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture. Gn 3:7

L’uomo, come del resto tutte le altre creature, viene al mondo provvisto di tutto ciò di cui ha bisogno per poter vivere perché la natura non lascia nulla al caso. Se l’uomo non fosse stato perfetto così com’era (cioè nudo) che senso avrebbe avuto creare in primis un essere fatto in questo modo? Forse che l’uomo è venuto al mondo con lo scopo di autoprodursi i vestiti? Certamente no. La natura è come la Torah: non c’è mai una parola in più dove non ci dovrebbe essere.

Nel Genesi troviamo riferimenti circa la vita s-vestita (naturale – naturista diremmo poi) di Adam e Chava, il che ci lascia intendere, a rigor di logica, che ci fu necessariamente un periodo (seppur breve rispetto ad altri) in cui l’uomo prima di “ingegnarsi” a creare vestiti modificando materie prime vegetali/animali, abbia vissuto tranquillamente senza alcun bisogno di coprirsi. Se le condizioni non fossero state favorevoli, si sarebbe certamente estinto prima.
Dunque, questo dato ci porta a dedurre due fattori fondamentali nel discorso Fruttariano:
  1. che le temperature nelle zone in cui si sviluppò la creatura uomo fossero miti
  2. sufficientemente calde per consentire la crescita e lo sviluppo sia dell’uomo che degli alberi da frutto (da cui vi egli vi traeva nutrimento) in vari periodi dell’anno.

Accadde ad un certo punto qualcosa che modificò drasticamente le abitudini dell’uomo ed il suo habitat – le glaciazioni. Esattamente dopo l’aver mangiato dell’Albero della Conoscenza, gli occhi di Adam e Chava si aprirono e si scopersero nudi. Il “male” (l’aver mangiato con il desiderio dell’Ego, della gola) pro-viene dal Nord, dicono i saggi.
E fu così che arrivo l’Inverno (spirituale) anche in Gan Eden.
Per questo essi si coprirono in un primo momento con “cinture”(perizomi per essere più precisi) ricavate da“foglie di fico”.
Questo era il loro cibo – la frutta. Non presero pelli di animali per fabbricarne vestiti perché non ne mangiavano. Per lo meno, non ancora.
L’aver mangiato ascoltando la voce del Serpente, della gola, portò l’uomo a diventare onnivoro e di conseguenza, uno schiavo:
Poiché (riferito ad Adam) hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato del frutto dall'albero circa il quale io ti avevo ordinato di non mangiarne, la terra (in Ebraico adamah) sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con affanno, tutti i giorni della tua vita. Esso ti produrrà spine e rovi, e tu mangerai l'erba dei campi; mangerai il pane con il sudore del tuo volto, finché tu ritorni nella terra (adamah) da cui fosti tratto; perché sei polvere (עָפָר) e in polvere ritornerai.

In questa affermazione, che il testo rende come una “maledizione”, una “punizione” di D-o per la disobbedienza dell’uomo, in realtà vediamo chiaramente come l’uomo sia caduta vittima solamente di se stesso!
E’ lampante come questi versetti, da migliaia di anni, ci stanno dicendo ininterrottamente che, non solo l’uomo si è auto-maledetto da solo ascoltando i suoi bassi istinti, ma che la causa della sua sciagura più grande – la schiavitù del lavoro – fu l’onnivorismo!

Vedete la parola per “polvere” in Ebraico è costituita dalle stesse lettere della parola “oreph”
ערף che significa “esofago”, come abbiamo già avuto modo di incontrare in un precedente post.
Un giorno tutto tornerà “all’esofago” ossia nel passaggio stretto dove passa il cibo!
Ed il Sign-re D-o fece ad Adam e a sua moglie dei vestiti di Ohr ( pelle/luce), e li vestì. Gn 3:21


E con questo arriviamo all’introduzione della carne nell’alimentazione umana con conseguente uso di pellame per fabbricarne vestiti.

I saggi ci dicono che questo verso allude sia alla discesa materiale dell’Adam nella dimensione di Assiyah (la fisica) e dunque le vesti di luce – ossia i corpi spirituali di Adam e Chava – si “infittirono” tanto da solidificarsi sottoforma di pelle “terrena”, sia all’impiego – per la prima volta - di pelli di origine animale (cammello, pecora, le opinioni sono varie) nella storia dell’uomo.
Sul nostro pianeta arrivò un momento cruciale in cui le temperature calarono irrimediabilmente tanto da obbligare l’uomo a migrare (uscire dall’Eden) in luoghi più caldi e nel far questo, si vide costretto ad attraversare ambienti come la savana, inadatti per la prolificazione di alberi da frutto e per questo dovette cambiare necessariamente alimentazione introducendo perciò carne e cereali nella sua dieta.
Prima mangiò per necessità le carni degli altri animali e solo dopo dalle carcasse, ne trasse vestiti.

Per tornare a noi, devo dire che i miei cassetti sono pieni di vestiti accumulati nel tempo per cui non credo di averne bisogno almeno per un bel po’.
Qualora un giorno dovessi avere necessità di possedere altri vestiti vedrò di prenderli usati magari da qualche parente oppure recandomi al bazar più famoso di Roma, Porta Portese dove si possono acquistare addirittura capi firmati a solo 50 cents!

Bisogna vivere con i tempi. Non ha alcun senso essere Fruttariani oggi e voler vivere come un Homo Erectus nell’era Paleolitica.
Siamo riusciti a modificare solamente l’ambiente esterno creando metropoli, strade, fabbriche ma dentro di noi, siamo rimasti sempre uguali. Sia animicamente che biologicamente: mangiatori di luce (spirituale), mangiatori di frutta (luce spirituale condensata).
In fondo il frutto non è che la forma condensata della luce del Sole (spirito) dell’acqua e del terreno, trasformati dal lavoro interiore dell’Albero.
Per cui, se ai giorni nostri non ha senso spogliarsi (letteralmente) di tutto e vivere come un Homo Erectus in un contesto urbano, è vero però il contrario: non ha senso - e soprattutto – non è sano che un uomo continui a mangiare spazzatura (prodotti non adatti alla sua specie) ora che possiamo – seppur non senza alcuni compromessi – cibarci di frutta tutto l’anno.

L’uomo moderno ha perduto via via la capacità di prodursi il cibo da solo partendo dall’albero (natura) come primo fornitore appena “caduto” nella dimensione fisica per poi arrivare alle multinazionali della spazzatura (scienza), che con tutti i loro “veleni intelligenti” stanno inquinando i corpi di miliardi di persone – alcuni con troppo cibo, altri con troppo poco.
Disporre di frutta tutto l’anno attraverso l’impiego di serre/importazioni da paesi tropicali è il segnale che si sta cominciando ad invertire/correggere la rotta dell’Errore – l’essersi allontanati dal nostro cibo elettivo.
S-fruttare la tecnologia egoistica - la stessa che ci ha fatto giungere fin qua – per tornare più velocemente alle nostre origini, è proprio l’azione che da senso alla caduta stessa!
Ben venga, allora!
Ovviamente, noi fruttariani, attendiamo tutti impazientemente di trasferirci in paesi tropicali dove non esiste alcun inverno che dimezzi la disponibilità e la varietà di frutti commestibili perché comprare di stagione in Italia, significa trascorrere come minimo 3 mesi prevalentemente di frutta acida, il che –come abbiamo avuto modo di constatare – tanto bene non fa.

sabato 20 marzo 2010

Come conciliare vita sociale con uno stile di vita crudista/fruttariano?

Domanda: ho iniziato a leggere il tuo blog! anche io sono crudista-fruttariano, più fruttariano. Una cosa che mi riesce difficile è riuscire a fare come mi pare sempre! perchè spesso tra cene e pranzi mi riesce difficile mangiare solo frutta e prendere la sola insalata, perchè ai ristoranti comuni solo quella trovi non è un ascelta piacevole per ovvie ragioni e quindi a volte mi capita di dover prendere un piatto di patate o verdure cotte, con tutto quello che poi ne segue in negativo per il mio fisico. Mi chiedevo, tu come ti comporti in queste occasioni? socialmente come la vivi?


Risposta: Ciao A., grazie per aver formulato questa domanda-chiave che mette in crisi tanti crudisti-fruttariani dei nostri giorni. Devo dire che io sono riuscita sempre a gestirmela bene quando mi trovavo fuori a cena. Preferivo e tutt'ora preferisco andare in certi ristoranti che sono un pochino più specializzati sulla scelta delle insalate e che quindi ti danno la possibilità di personalizzare il tuo piatto con pochi euro in più. Esigo che mi venga servita scondita e che tutto sia crudo e fresco. E' bene specificare sempre al momento dell'ordinazione questi dettagli perchè altrimenti, può capitare che ti portino un'insalata condita con olio/aceto/sale in quantità che potresti non gradire ma sopratutto perchè non si ha possibilità nell'immediato di verificare la qualità di questi condimenti. Un esempio: non si può determinare se l'olio è stato spremuto a freddo. A volte mi sono trovata in questi ristoranti e volevo mettere l'olio ma sull'etichetta del prodotto non c'era specificato proprio nulla così chiesi al cameriere ma questo non sapeva cosa rispondere e quando gli dissi di andare a chiedere in cucina, mi disse che non aveva tempo... Questo episodio mi è successo tra l'altro, recentemente, per cui il mio consiglio è di tenere in conto che l'olio con molta probabilità non è stato spremuto a freddo e dunque tecnicamente non è crudo... Un altro ingrediente da tenere sotto controllo sono le olive. Anche in questo caso non è possibile ottenere informazioni preziose sulla qualità del prodotto e se decidiamo di includerle nel nostro piatto, dobbiamo scendere a compromessi con noi stessi. Dobbiamo tenere a mente che molto probabilmente saranno state pastorizzate/sterilizzate, dobbiamo tenere a mente che probabilmente le olive, se nere, contengono uno stabilizzante del colore E579, gluconato ferroso che di per sè, è innocuo però potrebbe causare problemi di interazione con altre sostanze, per esempio se si stanno assumendo farmaci.

Quando organizzo io un pranzo/serata fuori con gli amici spesso e volentieri prendo in mani le redini della situazione tenendo però sempre in considerazione i bisogni dei miei commensali ma anche in questo senso questa catena di ristoranti specializzati in insalate mi facilita molto le cose perchè offre una vasta gamma di prodotti. Tendenzialmente comunque le mie frequentazioni si limitano ad un ambiente vegan-crudo-fruttariano per cui è chiaro che non c'è pericolo finisca in una steak-house... Quando invece sono gli amici che hanno disposto tutto, gli chiedo di darmi informazioni sul ristorante in questione ma in linea di massima sono abbastanza tranquilla perchè male che vada, sono sicura che in qualsiasi cucina degna di tale nome, non possono certamente mancare alimenti quali lattuga romana, cipolla, carota (per quando ero crudista) pomodori, peperoni, zucchine. Le persone a me più vicine conoscono le mie abitudini e dunque tengono a mente alcune mie necessità.

Non ho mai fatto eccezioni per quanto riguarda i prodotti cotti perchè il mio corpo non è più stato invogliato a mangiarne, neanche in rare occasioni. Al ristorante era un piacere prendere un'insalata, sebbene ovviamente non aveva lo stesso gusto di casa, di quando la preparo io..
E' inutile dire che preferisco mille volte di più organizzare una cena a casa mia o a casa di qualche amico per poter scegliere i cibi e la qualità degli ingredienti che deciderò di mangiare quella sera ma non mi sono mai fatta troppi problemi, neanche quando per motivi di studio, ero spesso fuori casa a pranzo e a cena. Infatti ci fu un periodo intenso in cui giravo per mezza Roma con il mio fedele portapranzo e le mele in un sacchetto, che fungevano da bottiglietta dell'acqua. Solitamente mi sedevo su di una panchina, al tavolino di un bar (prendevo con la scusa un caffè), oppure seduta sull'erba di un parco pubblico a mangiare e poi via...di nuovo al lavoro!
Per quanto riguarda la categoria di bar/pub/caffetterie devo dire che la situazione è un pò più critica.. La maggior parte di questi locali infatti non offrono succhi di frutta freschi ossia ottenuti spremendo/frullando/centrifugando frutta all'istante ma usano appunto succhi di frutta confezionati che hanno subito vari trattamenti e sofisticazioni, tra cui, onnipresenti, la pastorizzazione e lo zucchero. Quindi, in questi casi, non prendo nulla oppure, se mi trovo in zona, mi reco in luoghi che conosco dove so che posso trovare un frullato di vera frutta al 100% per un prezzo ragionevole.

Quando vai in un pub/bar e chiedi un frullato ricordati di specificare che non vuoi venga aggiunto del latte e dello zucchero ed informati sempre sull'origine degli ingredienti.
Tempo fa, mentre ero ancora in transizione tra crudo e cotto, nel pieno della fase pescetariana, intorno quindi ad una percentuale di 60% crudo e 40% cotto (indicativamente), mi capitò di acquistare un panino con tonno e pomodori alla stazione del treno e durante il viaggio ne mangiai. Arrivata a destinazione, passai un'intera nottata al bagno accompagnata da forti dolori di pancia. Non ho mai pensato (e non lo penso neanche oggi) che questa dissenteria scaturì dal prodotto cotto, specialmente dal cereale cotto - sono infatti molto più incline a pensare che dipendesse certamente dalla qualità scadente degli ingredienti usati, come olii di cattiva qualità, tonno di seconda scelta.. Dopo questa esperienza decisi di non acquistare più niente di questo genere, anche se mi fossi trovata fuori casa ed impossibilitata a comprare altro (vedi frutta).
Come tu stesso hai detto, purtroppo quando si mangia fuori si corre il rischio di mangiare cose non proprio genuine che ci fanno star male e noi crudisti/fruttariani che facciamo molta attenzione a ciò che mangiamo, sentiamo due volte tanto lo scombussolamento che questo ci arreca. In conclusione caro A., spero di averti offerto degli spunti salva-salute da applicare nella tua città per passare una splendida serata in compagnia dei tuoi amici più cari senza per questo rimpiangere di averlo fatto il mattino dopo!

Un bacione e tienimi aggiornata

lunedì 20 aprile 2009

Frutti, bacche, drupe e fruttortaggio...


Domanda: Quali sono i frutti/bacche ed i fruttortaggi che un Fruttariano mangia di solito?

Il fruttariano di solito mangia tutti i tipi commestibili di frutta/drupa da albero cioè mela, pera, susina, pesca, albicocca ecc e le bacche come mirtilli, fragole ecc integrando il tutto con la fruttortaggio a cui appartengono zucchine, peperoni, pomodori*, cetrioli, zucca e melanzana.

*Il pomodoro è considerato pure come bacca.

La noce di cocco non è un frutto ma un seme che serve alla pianta per riprodursi così come lo sono pure le noci di juglans regia, le noci di anacardio, le noci dell'Amazzonia (noce del Brasile), le castagne ecc e per questo, non vengono consumate dal Fruttariano attento alla salute e al risvolto etico/filosofico della questione.