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domenica 21 giugno 2015

Il solstizio d´Estate e l´illuminazione interiore

Il Solstizio d´Estate e´un momento per celebrare la luce della Coscienza dentro di noi stessi e negli altri, e riflettere sul potenziale da risvegliare. Il progresso del Sole attraverso l´anno simboleggia il processo di "illuminazione" ed il solstizio d´Estate e´il momento culminante di questo viaggio, con le piu´lunghe ore di luce di tutto l´anno.
Simboleggia inoltre l´ascensione trattate in moltissime tradizioni spirituali.
Nell´equinozio di Primavera, viene celebrata la resurrezione ed il ritorno del Figlio/sole alla Dea Madre.

Seguendo questa logica, il solstizio d´estate simboleggia il ritorno/ascensione allo Spirito del Padre.
E´tempo di celebrare il trionfo della luce sopra le ombre ed il ritorno all´Uno in cui il Figlio, la Dea Madre ed il Dio Padre diventano una coscienza unificata - una luce completa che illumina l´individuo.

I Druidi, gli antichi Egizi, i Maya, gli Esseni, i Romani e molti altri popoli, hanno allineato i loro edifici sacri con il solstizio d´Estate e condotto cerimonie in questo giorno.
Il sole de solstizio corona la testa della Sfinge; i Druidi celebravano il matrimonio tra cielo e terra e la sconfitta del dio oscuro dell´anno allo stesso modo in cui gli Egiziani celebravano la sconfitta del dio Seth per mano di Horus, il dio Sole; e nell´Antica Roma la festa di Vestalia continuava la tradizione druidica del preservare il fuoco sacro.

La natura della luce e´spirituale, e dunque il sole e le stesse hanno un significato spirituale che ha le sue radici nelle dimensioni superiori - in molte tradizioni antiche infatti vengono descritte come forze creatrici.
Di conseguenza, il solstizio d´estate e´davvero un giorno speciale.
Questo giorno segna l´uscita dal mondo terreno e l´entrata in quello spirituale sia da parte di Krishna, nella Bhagavad Gita, sia nei disegni delle cave segrete di Mithra.

Il Sole spirituale

Nei testi sacri e nelle tradizioni del mondo, ci sono molti riferimenti ad un´antica venerazione spirituale del sole. Questo perche´il viaggio annuale del sole e´simbolo del viaggio verso l´illuminazione. I popoli antichi esprimevano questa saggezza secondo i loro usi e costumi, ma i loro insegnamenti sacri presentano molte somiglianze perche´si basano su principi universali.
Ecco perche´il Cristo, il Figlio divino o eroe solare, nasce durante il solstizio d´inverno, muore e risorge nell´equinozio di primavera nei miti di tutto il mondo.
La resurrezione e´seguita dall´ascensione, rappresentata dal solstizio d´estate.



Perche´celebrare il Solstizio d´Estate?

Popoli  antichi e mistici nel corso della storia, erano in contatto con una maniera diversa di ottenere la conoscenza rispetto a come lo facciamo noi oggi. Il loro modo di imparare e´senza tempo, e si ottiene attraverso la pratica individuale, l´esperienza e l´osservazione del mondo naturale, al contrario del sapere ottenuto dai libri.
Oggi, sebbene l´umanita´sia molto distante ed a volte addirittura ostile verso l´ambiente stesso in cui vive, i principi della creazione rimangono eterni. Essi sono infatti dentro di noi e tutt´intorno.
Questi principi uniscono popoli differenti tra loro.
Anche se il solstizio e l´equinozio sono fenomeni  cosmici, essi avvengono anche a livello personale.
Non comunicano solo principi cosmici ma anche quelli personali.
Spesso, si hanno diversi ragioni per le quali celebrare questo evento ma questo evento da´la possibilita´ai partecipanti di far esperienza di questi principi spirituali in maniera diretta.

Si puo´ decidere di celebrare in gruppo in una localita´specifica, oppure durante un evento pubblico o anche semplicemente da soli.
L´importante e´che la celebrazione avvenga il piu´possibile in un luogo naturale, all´aperto o qualora non possibile a causa di condizioni climatiche avverse, per lo meno in una stanza le cui finestre siano orientate verso est.

Letteratura sulla Wicca


Per approfondire...


Sotto la Luna del Solstizio
I Riti del Solstizio

sabato 12 giugno 2010

Siamo ciò che mangiamo - le frequenze vibratorie dell'anima umana


 In realtà, ogni volta che ingeriamo qualsiasi alimento, ci stiamo nutrendo di luce condensata racchiusa nelle forme solide del cibo che ci apprestiamo a mangiare.


Il cibo che mangiamo è indice del nostro livello vibrazionale di coscienza per questo esistono vari tipi di frutta e vari tipi di fruttarismo, per esteso, vari tipi di alimentazioni e vari tipi di diete.
Le persone sono attratte naturalmente dai cibi che “vibrano” sulla stessa lunghezza d’onda in armonia con le frequenze di certe campi sottili intorno all’uomo. La frutta copre ovviamente un vasto range di frequenze – dalle più sottili della mela alle più basse della fruttortaggio - e ce ne sarebbe un po’ per tutti se non fossimo intossicati fin sopra i capelli da prodotti cotti, raffinati, cadaveri animali e vegetali.
L’uomo manipolando intensamente i cibi è riuscito a privare delle scintille di vita (luce solare che è Luce spirituale condensata) le materie prime naturali a costo di voler appropriarsi di alimenti non adatti alla propria specie. D-o ci ha dato in dono (non solamente alla creatura uomo bensì a tutti i viventi) il cibo nel suo stato di “potenza spirituale” e valore nutritivo massimo affinché potessimo trarne sempre nuovo vigore sia nell’animo che ne corpo. In questo modo, grazie a tale nutrimento “dualistico” animico-biologico saremmo stati costantemente “connessi” con la coscienza del Creatore sul piano spirituale, della Natura sul piano fisico.
D-o e Natura sono una cosa sola. Secondo la saggezza della lingua Ebraica, vediamo che il valore numerico di tutte le lettere di queste due parole (Elokim – Dio, Teva – Natura) corrisponde, indicando dunque una relazione intrinseca.

La frutta è il cibo elettivo dell’uomo in quanto è l’unico alimento che può esser mangiato crudo, integro e senza alcun condimento (aggiunto) di altre sostanze per accompagnare un pasto completo dal punto di vista nutrizionale (dotato di tutti gli aminoacidi, sali minerali, vitamine ecc) nonché di acqua alla stato “organico” e dunque assimilabile ed utilizzabile dall’organismo.

La frutta è Chesed (amorevole bontà, pilastro bianco) allo stato puro, tutti gli altri cibi rappresentano Gevurah (rigore, pilastro rosso), nel mezzo c’è Tiferet, il piccolo Volto, la bellezza del seme dell’ Uomo in potenza che ri-copia l’essenza del suo Creatore.

Potremo definire scientificamente l’essere umano come essere un “batterio simbiotico” che si è sviluppato appunto in simbiosi con gli alberi da frutto che avevano bisogno di un partner animale per diffondere i propri semi e proliferare dal punto di vista spirituale invece l’essere umano mangiando dei frutti dell’albero, non ha solamente il compito di propagare la specie vegetale in un atto d’amore incondizionato, ma ha l’opportunità ed il compito di divenire un tutt’uno con queste creature meravigliose e straordinariamente evolute dal punto di vista spirituale, imparando perciò a trasformarsi egli stesso in un albero, in una pianta capace di provvedere a sé stessa traendo nutrimento non più dal lavoro di un’altra creatura ma direttamente dalle “mani” del proprio Creatore in un connubio straordinariamente magico dove il risultato finale è un frutto d’amore incondizionato per tutta la creazione.

Cosa significa “essere come gli alberi”?
Significa divenire creature che sanno far quadrare i loro migliori interessi personali con quelli di tutte le altre creature affinché il bene di un individuo corrisponda al bene di tutti.
“Essere” in questo modo significa dis-velare la vera Natura intrinseca della creatura uomo, batterio simbiotico dell’albero e non parassita approfittatore quale si sta dimostrando ora nei confronti del suo prossimo e di tutta la creazione.

L’uomo, a differenza di tutte le altre creature viventi, è un ponte che connette spirito e materia in forma cosciente. Lo scopo dell’essere umano è quello di vivere tutta la maestosità e l’ordine divino nella creazione esercitando attivamente la facoltà del libero arbitrio, presente unicamente nell’animale umano al fine di comprendere appieno l’affascinante fenomeno della Vita manifesta sulla Terra.
La parola stessa che de-signa l’essere uomo – A-dam è composta dalla particella trascendentale Alef (l’infinito) e Dam (sangue), a riassumere brevemente tutto il concetto della sua multidimensionale essenza.
Trascendere questa realtà fisica divenendo come un albero è la tappa ultima conosciuta come “breatharianism” (respirarismo).
In questa fase spirituale dell’Essere, l’uomo – nutrito dalle energie di amore incondizionato che circolano libere tutt’intorno a noi – diventa ricevente attivo della Gloria Divina ed ha finalmente accesso al “nutrimento dei nutrimenti” ossia l’emanazione fisica dell’essenza del Creatore stesso, che è la Luce solare.
Questa è una dimostrazione meravigliosa di come la creatura “uomo” possa diventare cosciente della magnificenza di D-o, facoltà per ora latente nel mondo vegetale ed animale inferiore.

Attraverso l’evoluzione dell’uomo, tutta la creazione potrà accedere a più alti livelli di coscienza in tempi minori, accelerando così la venuta della tanto attesa “era messianica”, periodo in cui sarà possibile godere dei frutti più deliziosi che la nostra terra – il cuore – abbia mai potuto offrirci.

venerdì 4 giugno 2010

The Apple Revealed: mystical approach to fruit

Jewish tradition attributes healing qualities to the apple. Although today the apple is low in nutritional value, it is rich in antioxidants helpful in preventing heart disease and cancer. In the End of Days, the apple - along with all other trees - will be restored to the complete strength it enjoyed in the Garden of Eden. See the Appendix at the end of this article for a detailed assessment.

Abraham Ibn Ezra interprets the first two words of Song of Songs 2:5 as meaning "Invigorate me with apples." Rashi comments on this verse that our Sages advised bringing apples to the sick to heal them. Today the apple still symbolizes good health, as reflected in the popular folk saying, "An apple a day keeps the doctor away."

The Zohar (Acharei Mot) says that the apple has healing qualities: Just as the apple heals all, so the Holy One, blessed be He, heals all.

The Zohar continues: Just as the apple has various colors (white, red, green), so the Holy One, blessed be He, has various supernal colors (white, red, green, corresponding to the attributes of chesed [loving-kindness], gevura [might], and tiferet [beauty]), (Zohar, Acharei Mot; Ziv HaZohar, VaEtchanan).

The symbol of the green apple reveals some of the hidden meaning behind this teaching of the Zohar. Tiferet, the kabbalistic attribute of harmony and beauty, is associated with green, the color of healing. The word tav-pei-alef-reish-tav (tiferet) derives from the root pei-alef-reish (pe'er), as reflected in reish-pei- vav-alef- hei (refu'a), healing.

The patriarch Jacob is associated with tiferet and the balance and harmony between kindness and severity, and he has a special connection with health. Talmud Ta'anit 5b says, "Our father Jacob did not die."

Moreover, the Midrash associates Jacob with apples because his father Isaac sensed a fragrance of apples when the disguised Jacob came for his father's blessing. (See Rashi on Gen. 27:24. Rebecca gave Jacob Adam's garments from the Garden of Eden, which had been passed down to Esau via Nimrod. When Esau wore them, the fragrance was hidden; but when Jacob wore them, the fragrance overwhelmed Isaac.)

The Ben Ish Chai writes that the apple tree is the only fruit tree that has its spiritual source in the attribute of tiferet. This is yet another indication of the special connection of the apple with healing (Ben Ish Chai, Halakhot, Nitsavim).

Tiferet and healing are attributes which, for the Jew, operate on a supernatural level. Our request for health is the eighth blessing in the weekday Shemoneh Esrei prayer:

Heal us, O L-rd, and we shall be healed; help us and we shall be saved; for You are our praise. Grant complete cure and healing to all our wounds; for You, A-lmighty King, are a faithful and merciful healer. Blessed are You, L-rd, Who heals the sick of His people Israel.

As G-d created the universe in seven days, the number eight connotes "above nature," beyond the usual natural order. Brit mila (circumcision) is generally performed on the eighth day after the birth of a Jewish male child. The brit itself is a sign that the Jew is connected to G-d on a supra-natural level. Raphael, the angel of tiferet, came disguised as a guest to heal Abraham on the third day after his circumcision (Rashi on Gen. 18:2).
" The Zohar tells us that everything in Creation is inscribed with this special Name of G-d"

The ineffable four-letter Name of G-d, which we respectfully refer to as yud-kay-vav-kay, symbolizes G-d's transcendence and control of nature. This Name is associated with the attribute of tiferet (see Be'er Mayim Chayim on VaEtchanan). The tetragrammaton is the central Name of G-d, and all other Divine Names are secondary to it (Pri Tsaddik, Volume 5, 134). By the strength of this Name the nature of the universe can be broken (Be'er Mayim Chayyim, VaEtchanan).

The Zohar tells us that everything in Creation is inscribed with this special Name of G-d. It is His trademark on everything, showing Who created it (Zohar, Ra'aya Mehemna, VaEtchanan). It is like the hidden signature of an artist on his paintings.

With this in mind, if we cut an apple open along its horizontal axis, we can find markings that suggest G-d's inscription of His holy Four-Letter Name on the apple itself. (I heard this interpretation of the apple from Rabbi Abraham Brandwein of the Old City of Jerusalem, in the name of Rabbi Yitzchak Ginsburgh.) The letter yud (numeric value = 10) is indicated by the ten dots in the pulp surrounding the seeds. The letter hei is indicated by the five seed spaces in the core of the apple. The shape of the letter vav is drawn by the stem. The second hei is indicated by the five seeds.

On Sabbath eves, some kabbalistic rabbis give apples to their students. If we eat an apple with the proper intention, and if we serve G-d with the strength that we gain from eating this apple, we thereby join ourselves to G-d in holiness.

Upon leaving Egypt, the Jewish people were informed that G-d and His Torah are their source of healing:

If you obey G-d your L-rd and do what is right in His eyes, carefully heeding all His Commandments and keeping all His decrees, then I will not strike you with any of the sicknesses that I brought on Egypt. I am G-d Who heals you (Ex. 15:26).
" May we connect ourselves, like apples, to the tree of G-d and unite with His attribute of tiferet"

Spiritual health is the source of our physical health. Torah is the remedy. Spiritual perfection - full Torah observance - is the gateway to physical health. May we connect ourselves, like apples, to the tree of G-d and unite with His attribute of tiferet. When we fully cleave to G-d and Torah, the Tree of Life, we shall be healed.

Appendix

Despite its dismal nutritional appearance, the apple contains various healing agents which are not apparent under the standard procedures of assessing nutritional composition. These healing agents relate to both of today's greatest health problems: heart disease and cancer. The apple contains agents that can lower blood cholesterol levels, a major risk factor in heart disease, as well as cancer-preventing agents.

Antioxidants - phytochemicals present in apples in very small amounts - are powerful cancer and heart-disease preventers. Flavonoids are polyphenic antioxidants that occur naturally in vegetables and fruits, and apples are a major source of flavonoids. Flavonoids help to lower blood cholesterol levels and prevent blood clotting, thus reducing the likelihood of a fatal heart attack. Flavonoid intake has been shown to have an inverse correlation with mortality from coronary heart disease (Lancet, Volume 342 [October 23, 1993], pages 1007-1011).

Apples also contain nutritional fiber, which has a protective influence on our health. Nutritionists generally speak of two types of fiber, soluble and insoluble. Soluble fibers are non-nutrient components that are soluble in water; insoluble fibers are not water soluble. The apple contains both types of fiber, with all of their disease-preventing benefits. The soluble fibers have the potential to lower serum lipid (fat, i.e., cholesterol, triglyceride) levels. Pectin, a major soluble fiber, is present in significant amounts in apples. Apples are the most common food source for cholesterol-lowering pectin. The apple peel, which mainly consists of insoluble or indigestible fiber, has long been noted for its anti-constipation and anti-cancer potential.

martedì 11 maggio 2010

Il mio viaggio verso il meraviglioso mondo della Frutta

Il frutto non cade lontano dall'albero
(Proverbio Popolare)

Come un frutto maturo al punto giusto, il mio corpo si è staccato dalla pianta madre finendo sul suolo poco distante dall'Albero che l'aveva generato, potenzialmente schiavo della sua futura natura che lo vede stanziale, punto di riferimento per tante altre creature.
Se Natura non avesse creato esseri mangiatori di frutta (lo sono un pò tutti in fondo, dagli erbivori ai carnivori ed ovviamente l'uomo, fruttariano par excellence) io, piccolo seme, sarei marcita letteralmente vicino a mia madre, a quell'albero a cui biologicamente somiglio troppo e non avrei potuto svilupparmi in un'altra meravigliosa pianta da frutto il cui scopo principale è quello di crescere e svilupparsi non solo per sè stessa bensì per la Vita e l'evoluzione spirituale delle creature a cui è affidato il piacevole compito di mangiare dei miei pomi succosi.
La Natura/Dio ha disposto tutte le cose in maniera perfetta ed il suo Ordine è insito nella creazione stessa; solamente la creatura uomo si è disconnessa da questa Armonia Cosmica lasciandosi pervertire giorno dopo giorno, dalla coscienza dell'Ego/Serpente che lo ha sedotto nelle spire della sua visione antropocentrica trascinando l'Adam sempre più verso la fossa dell'Onnivorismo. Dell'uomo (e della donna..) che doveva dominare su tutte le creature del mondo non v'è traccia su questa terra; vi'yirdu (Ebraico per "aver dominio") che appare nel verso di Genesi 1:26 significa pure "discendere" ai livelli più bassi, oltre qualsiasi bestialità.

L'uomo era stato avvertito da D-o: o dominerai su tutti i tuoi animali interiori oppure ne sarai schiavo e ciò porterà inevitabilmente dolore e sofferenza a tutto il resto del Creato.
Mangiare le altre creature viventi significa tentare di dominare (rettificare) le proprie passioni che corrispondono a diversi regni dell'essere: gli animali rappresentano il regno delle emozioni, le piante quello della mente. I frutti dell'albero sono l'unico cibo donato completamente gratis e senza alcuna violenza inferta alla pianta; mangiando del frutto anzi, aiutiamo questa creatura a compiere lo scopo per il quale è stata creata, cioè ad "essere feconda e a moltiplicarsi".
Allo stesso modo l'uomo dovrebbe mangiare, non per sè stesso ed il proprio piacere perverso, ma per la gioia ed il sapore genuino del frutto che sono la gustosa ricompensa per aver agito in accordo con Dio/Natura.
Quando mangiamo membra di animali e vegetali morti, uccisi dalla mano dell'uomo e poi dall'azione trasmutatrice del fuoco, ci stiamo alimentando di sofferenza raffinata.

Sono cresciuta in un contesto familiare in cui le credenze familiari rappresentavano quelle dominanti del modello alimentare vigente per cui fui nutrita e mi nutrii di morte (prodotti animali cotti, verdure cotte, cereali [pasta, pane, dolci] legumi) e sofferenza fino all'età di 24 anni.
Mia madre non era a conoscenza di questi processi spirituali ed era accecata dalla scienza umana che con le sue teorie, grafici aberranti e polverine magiche da brava fattucchiera esperta incantava le genti ottenebrandone il singolo giudizio.
Come un incantesimo d'amore che bypassa il libero arbitrio, così gli incantesimi scientifici ingannavano i sensi facendo credere alle persone che ciò che avevano davanti agli occhi era l'oggetto del proprio desiderio, portandole infine a credere di non poter vivere senza la presenza di "colui che credevano fosse l'amato del proprio cuore", instillando dipendenza fisica, psicologica e mentale.
Queste sono le intossicazioni fisiologiche dei farmaci, l'origine delle malattie psicosomatiche e la dipendenza mentale da credenze "religio-scientifiche".

Quando il mio fiore si trasformò in frutto ed il seme fu pronto per generare un nuovo essere, mi staccai dall'albero di mia madre, cadendo poco distante da lei. A questo punto ebbi due possibilità: rimanere "sotto" di lei, adottando il suo stesso modello di alimentazione usato da generazioni oppure divenire cibo per un'altra creatura lasciando consumare la bellezza e la fragranza del mio pomo affinchè il seme Interiore ivi contenuto potesse venir trasportato lontano, in un terreno sconosciuto dove metter finalmente radici e realizzare così a pieno la propria indipendente esistenza.
Vivere per sè stessi è come marcire; è morire fisicamente come un pomo che cade sotto l'albero che l'ha generato; è vedersi negata come seme la potenzialità di Divenire...
Mangiare frutta per me significa sintonizzarsi con la Natura/D-o; significare prendere nutrimento attraverso il frutto e dare nutrimento agli altri attraverso la diffusione di una certa cultura alimentare (fruttarismo), spargendo semi (metaforicamente e fisicamente) affinchè la Vita continui a fluire dentro e fuori di me.
Questo è il ciclo ed il senso della Vita; chi finisce per trattenerla egoisticamente per sè genera morte, il suo alter ego. Chi sottrae la Vita da un animale, da un vegetale si ciba di morte perchè ha preso di una vita che non gli spettava di naturale diritto.
I nostri enzimi, i nostri corpi sono degli indicatori di cosa è appropriato per noi; non abbiamo la struttura di un mangiatore di carne nè quella di un mangiatore di erba, siamo frugivori, adatti a mangiare frutta dell'albero, della terra e degli arbusti.

Il mio Matri-Monio Alimentare

Schematizzando potremo riassumere così
  • ALIMENTAZIONE ORIGINALE (seguita dai genitori) :
Cereali/legumi di base (40%),
prodotti animali (25%)
verdure (25%)
frutta (10%)

  • ALIMENTAZIONE PERSONALE (quella adottata da me, in età adulta prima della ri-volta alimentare):
CEREALI: 40%
PRODOTTI CARNEI (insaccati, fettine, uova, pesce) 30%
SOTTOPRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE (formaggi, latticini,) 25%
VERDURE/LEGUMI/FRUTTA 5%

Le fasi della mia Ri-Volta Alimentare
( clicca qui per la versione dettagliata del mio percorso)



  • PASTAFARIANA IN TRANSIZIONE:
    PRODOTTI CARNEI (insaccati): Eliminati
    SALSE (maionese, ketchup): Eliminati
    CEREALI: Dimezzo la quantità di pasta (80gr) , 50 gr di pane, in pasti separati
    FORMAGGI: Limito fortemente formaggi (50 gr di fiocchi di latte light o 50 gr di mozzarellina a pranzo e cena)
    PESCE: 1 pesce fresco al giorno (circa 500 gr in due pasti) oppure 160 gr di tonno in scatola
    VERDURE: A volontà, di cui un 50% cotto ed un 50% crudo
    FRUTTA: Di vario tipo, a volontà; mele stark (miglior frutto per non soffrire i sintomi della falsa fame)



    • CRUDISTA IN TRANSIZIONE:
      CEREALI: 50 grammi di farro ammollato, 50 gr di pane, in pasti separati
      FORMAGGI: Eliminati
      PESCE: 1 pesce fresco al giorno (circa 500 gr in due pasti) oppure 160 gr di tonno in scatola
      VERDURE: A volontà; tutto crudo. Ciò che non mi piaceva mangiare crudo tipo Cavolfiore, Cavolini di Bruxelles, Broccoli ecc, lo elimino
      FRUTTA: Di vario tipo, a volontà; mele stark (miglior frutto per non soffrire i sintomi della falsa fame)


      • CRUDISTA VEGAN CARBO-FREE (senza cereali):
      CEREALI: Eliminati
      PESCE: Eliminato
      VERDURE: A volontà; tutto crudo
      FRUTTA: Di vario tipo, a volontà; mele stark (frutto per eccellenza)
      SEMI OLEOSI: Semi di Noce Juglans/Anacardi/Noci di Macadamia con parsimonia



      • FRUTTARIANA:
        VERDURE: Eliminate, tranne la cipolla
        FRUTTA: Di vario tipo, a volontà; mele stark (frutto per eccellenza)
        SEMI OLEOSI: Eliminati


        • MELARIANA/FRUTTARIANA:
          VERDURE: Eliminata anche la cipolla
          FRUTTA: Di giorno solo mele stark, di sera frutta di vario tipo, a volontà

          domenica 4 aprile 2010

          Fruttarismo: dieci OTTIMI motivi per esserlo

          Essere Fruttariani non significa mangiare esclusivamente frutta bensì entrare in una nuova dimensione dell Essere con il corpo, la mente e con lo spirito! Il Fruttarismo è un viaggio meraviglioso alla Ri-scoperta di se stessi!

          Ecco 10 validi motivi per cui ho scelto di applicare il Fruttarismo alla mia vita.


          1. Fattore Salutistico: Sono stata una purista del crudismo vegan per qualche tempo e grazie a questo stile di vita ho migliorato molto la mia salute rispetto a prima, quando ero onnivora, ma il successivo passaggio al Fruttarismo ha davvero rivoluzionato significativamente il mio concetto di Salute e del sentirsi in splendida forma. Un cambiamento straordinario, tangibile, illuminante.

          2. Fattore Etico: La Natura ha creato i frutti affinchè le altre creature mangiandone, potessero ottenere il massimo del nutrimento corretto di cui hanno bisogno per vivere una vita piena e significativa e, allo stesso tempo, dare possibilità all'albero madre di moltiplicarsi per assicurare di nuovo cibo per tutti, gratis! L'unico lavoro per assicurare cibo a tutti era...mangiare! E' possibile di fatto, nutrirsi senza uccidere alcuna creatura!

          3. Fattore Antropologico: L'uomo è nato frugivoro. Non possiede enzimi per scindere la cellulosa nei vegetali (che ne contiene i nutrienti) come non possiede quelli per assimilare la carne, latticini, cereali. Si e' evoluto in simbiosi con gli alberi da frutta (in special modo il melo); ecco perche' non e' in grado di sintetizzare la vitamina C, come pure alcune scimmie ed una particolare specie di pipistrello fruttariano.

          4. Fattore Ecologico: L'unica dieta veramente sostenibile per il pianeta è quella fruttariana. Uno stile di vita vegan basato principalmente su prodotti cerealicoli per giunta cotti, è insostenibile per il pianeta. Se tutto il mondo mangiasse cereali, ci vorrebbero 5 pianeti come la Terra per assicurare cibo a tutti - uomini ed animali. Per non parlare dell'inquinamento causato dalla cottura, dalla conservazione/lavorazione dei prodotti.

          5. Fattore Economico: Milioni di persone muoiono al mondo perchè sono malnutrite. Le malattie del mondo Occidentale e la Fame nel mondo possono esser sconfitte semplicemente fornendo cibo appropriato alla specie umana in grado di provvedere a tutte le necessità nutritive dell'individuo.

          6. Fattore BioEnergetico: La carne, i latticini, i cereali (specialmente quelli cotti) non fanno altro che abbassare le nostre frequenze vibratorie e quando ciò accade ci ammaliamo, diventiamo tristi e non riusciamo più a trovare un senso alla nostra vita. Questo perchè siamo come svuotati da dentro; siamo dei gusci vuoti che camminano.

          7. Fattore Politico: Il Fruttarismo è libertà dalla schiavitù del lavoro in cambio di cibo, è liberta dalle multinazionali dell'industria alimentare e farmaceutica, ed è l'unico sistema per arrivare velocemente ad abolire la moneta. Il Fruttariano per vivere, dipende esclusivamente dall'albero e pertanto, non può essere ricattabile. Questo del cibo, è ovviamente un primo passo verso una sempre più crescente (ed auspicabile) consapevolezza Anarchica.

          8. Fattore Scientifico: Ci sono moltissime pubblicazioni scientifiche oggi che provano i benefici concreti della frutta sull'organismo umano ma per verificarne la veridicità, consiglio di provare a tutti in prima persona!

          9. Fattore Filosofico: "Non uccidere" non si applica all'omicidio di una sola specie, bensì a tutti gli esseri viventi e questo comandamento fu scritto nel cuore dell'uomo molto prima di essere proclamato sul Sinai". Lev Tolstoy

          10. Fattore Spirituale: La Torah (Pentateuco) è l'unico testo che ci informa della natura spirituale e fisica dell'essere umano; nel libro di Genesi infatti, apprendiamo che D-o creò il Giardino di Eden affinchè l'uomo lo coltivasse e se ne prendesse cura, mangiando liberamente dei frutti di tutti gli alberi.

          NOT: L'ordine con cui ho elencato tutti i benefici dell'Esser Fruttariani non è perentorio; posso ben dire che tutte le motivazioni hanno lo stesso valore per me perchè non ha alcun senso mettere prima una cosa anzichè un'altra quando sono tutte importanti e sopratutto - interdipendenti.
          Ma sopratutto, chi è l'uomo per poter decidere quale motivazione sia la migliore?
          Nell'umiltà il fruttariano abbandona il suo ego, la sua scala di valori fittizia, costruita solamente sulla propria percezione delle cose senza pretendere che "una" (o più) scelte siano da favorire rispetto ad altre perchè OGGETTIVAMENTE giuste e razionali, tanto da avere una qualche priorità...
          I motivi che fin'ora ho sperimentato sulla mia pelle sono TUTTI importanti, sono TUTTI sullo stesso piano; sono carte da gioco stese su di un tavolo e noi dobbiamo solamente SCEGLIERE quale carta scoprire per incominciare il gioco.
          Se ci blocchiamo (mai sia!) e cominciamo a pensare di limitarci ad uno (o più) aspetti che il nostro antropocentrismo deviato ci fa apparire come "sufficienti" per condurre una vita dignitosa, stiamo oggettivamente dando ascolto ai NOSTRI bisogni personali, non a quelli della natura (di cui fanno parte gli animali, le piante ed i minerali) ma stiamo favorendo solamente il nostro moralismo, per giunta finto.
          Così facendo l'uomo non applica una compassione genuina, bensì fa uso dell'antropocentrismo deviato che gli impedisce di vedere quanto egli stesso sia cieco e sordo ai problemi del mondo, preferendo di nuovo, soddisfare le urgenze del proprio ego e non quelle delle altre creature che invece, si è promesso di aiutare.

          Da qualche parte bisogna pur cominciare... Bene, di motivi ce ne sono per tutti i gusti e non importa quale sia il punto di partenza che uno sente più vicino al proprio modo di essere: ciò che conta è fare il primo passo per migliorare se stessi, in tutti i sensi.
          Bisogna tenere bene a mente che la natura è strutturata talmente in maniera perfetta che riesce a far coincidere il benessere di un individuo con quello dell'intero pianeta ed il Fruttarismo pratico ne è la palese dimostrazione.

          Tuttavia si fa spesso fatica a concepire questo concetto perchè viviamo in un mondo dove ognuno pensa ai propri problemi, ai propri vantaggi, talvolta ottenendoli a discapito degli altri.
          Esiste il concetto di giustizia in Natura e funziona egregiamente, non come il corrotto sistema giuridico umano.

          mercoledì 31 marzo 2010

          Fruttarismo e Spiritualità: quando il cibo fisico nutre l'Anima


          Una persona che si interessava di “spiritualità” e “pratiche esoteriche”, al culmine di una discussione con la qui presente, mi chiese: pensi davvero che la pratica del Fruttarismo sia sufficiente allo sviluppo spirituale dell’uomo? Perché sai, io credo proprio di no, perché l’uomo in primo luogo deve “conoscere se stesso”, “nosce te ipsum”.

          Come si può pensare che l’essere umano non possa conoscere se stesso attraverso ciò che mangia?

          Come si può dis-conoscere che l’atto del mangiare, quando consapevole, è la più grande forza entropica dell’universo, completamento del lavoro creativo di D-o?
          Rimasi basita. Per un attimo. Poi mi ripresi.
          Provai a riformulare allora la domanda che mi ero posta e scopersi che, in realtà, non c’era alcuna domanda da farsi a priori.
          Un onnivoro che mangia cadaveri animali e vegetali possiede la morte dentro ed è molto faticoso per il suo Intelletto Attivo emergere da tutte quelle sozzure interne quando sostanze secondarie, quali antibiotici, coloranti, conservanti, esaltatori vari ne ipnotizzano lo spirito e ne ammalano il corpo.

          Perché è vero che dal letame organico in decomposizione si può sviluppare la vita ma qui stiamo parlando di rifiuti tossici inorganici (i prodotti cotti morti) che intasano i nostri corpi, le nostre menti ed è difficile che da un barile colmo di veleni sintetici possa svilupparsi una vita…

          Non mi stupisco più di incontrare persone sedicenti spiritualiste, che hanno fatto lunghi pellegrinaggi in India, in Tibet, in America dagli Sciamani, in Israele dai Rabbini Kabbalisti che violano addirittura le convenzioni umane della kosherut (leggi alimentari esplicitamente descritte nella Torah riguardanti il divieto di consumare allo stesso tempo prodotti carnei e prodotti di latte) aprire bocca e vomitare letteralmente tutti i cadaveri animali e vegetali della cui uccisione si sono resi complici. Non posso prendere sul serio una persona che mi parla di amore, compassione, “equivalenza della forma con il Creatore” (principio Kabbalistico che vede come scopo finale dell’uomo quello di imitare le qualità di Hashem attraverso la correzione in questo mondo, del desiderio pervertito/speculare, opposto a quello dell’Onnipotente), vantarsi in maniera sciocca del suo onnivorismo smodato mancando di rispetto alla sensibilità non solo altrui (la mia, in questo caso) ma soprattutto a quella degli animali a cui ha tolto indirettamente la vita.
          La violenza e la perversione, tutte le brutture di questo mondo sono l’emanazione speculare dell’Amore di D-o.
          Ma le religioni essoteriche non ci insegnano tutto questo; i testimoni di Genova, gli avventisti annunciatori della lieta novella, monaci s-trappisti e l-uter-ani, Ka(nni) bbalisti di quelli che…il venerdì sera (shabbat) trasformano le loro tavole in fetidi cimiteri dove la Morte – e non la Shekinah - è la vera ed indiscussa protagonista, al limite, ci suggeriscono (timidamente) di provar a contenere il consumo di carne al fine di controllare gli instabili temperamenti emotivi e le sanguigne passioni dell’uomo causate dall’ingestione di prodotti animali, non tanto per la morte e sofferenza dell’ animale.
          Che D-o forse abbia mai accettato sino in fondo che l’uomo si cibasse di carne?
          Come dite…D-o ha detto all’uomo che poteva “aver dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”? (Gn 1:26)
          Vero, ma sappiate che vi hanno detto solamente una parte di ciò che D-o intendeva dire…
          Perché Lui parla una lingua antica e sconosciuta ai più che insegna: vi’yirdu – parola Ebraica per “avere dominio” significa anche “discendere”. La stessa abilità che l’uomo ha di elevarsi sui propri istinti animali può farci discendere ai più bassi livelli di depravazione molto più di quanto un animale potrebbe”. Uno dei tanti modi con cui mostrare Compassione (la qualità di Chesed del Creatore, con cui Egli ha creato questo mondo) verso gli animali è quello di affermare la nostra superiorità morale nell’astenerci dallo sfruttare i regni animale e vegetale.

          Non voglio sentire le prediche di un pastore/prete/rabbino/laico/”spiritualista” (new-ager/acquariano) onnivoro-carnivoro o di un catto-vegetariano, di uno spiritualista vegan che ogni tanto però mangia del formaggio che parlano di amore universale con la bocca sporca di sangue!
          Non posso credere che una persona che abbia percorso una via di auto-conoscenza VERITIERA possa esser sorda e cieca di fronte alle grida di dolore di centinaia, migliaia di esseri viventi (piante ed animali) solamente per soddisfare un mero peccato di gola!
          Come può un uomo spiritualmente evoluto non saper controllare e soprattutto riconoscere, che questi istinti di piacere sono specchietti luminosi per le allodole, trappole dell’Ego, inganni del Nachash (serpente in Ebraico, dove la radice nshk significa morso e “chash” silenzio, perché il serpente quando attacca, non da alcun preavviso sonoro) , dove il verbo “nachash” significa incantare, affascinare, stregare, e la sua radice “risplendere come ottone”?
          Questo Ego è sostanzialmente una moneta falsa!
          Falsa come del resto, tutte le monete create dall’uomo.
          Ma le religioni purtroppo, non ci insegnano tutto questo. Per colpa loro, in determinati periodi dell’anno, ossia nei periodi delle festività rituali comandate di Pasqua/Pesach, Natale/Chanukkah, Shavuot/Pentecoste , Shabbat/Venerdì ecc si fa ab-uso di prodotti animali, così tanto da commettere un vero e proprio eccidio universale che coinvolge tutto il creato (compreso il regno minerale per la presenza di sale!).
          Questi giorni di festa, che dovrebbero esser –di regola- lieti, si trasformano nel peggior incubo per chi ha un minimo di sensibilità umana, sono un crimine contro l’intera creazione divina.
          Tra le mura domestiche si consumano, in silenzio, le più atroci violenze ed è il trionfo dell’Ego in pompa magna.
          Agli occhi del Vero Spiritualista, ogni pranzo, ogni cena quotidiana, ma soprattutto queste giornate “di festa” in particolare, appaiono in tutta la loro “cotta” essenza: l’orchestra della morte diretta magistralmente dall’uomo suona la marcia funebre che accompagna la Creazione verso la sua tetra tomba: l’oscurità infinita.

          Non posso credere che una persona che non abbia capito che l’alimentazione sia alla base di QUALSIASI conoscenza terrena/spirituale pretenda di moralizzare ed insegnare/tramandare dei valori al suo prossimo, a qualunque credo essi facciano riferimento.
          Non VOGLIO accettare come maestro un individuo che mangia carne/latticini/verdure e venga a farmi la predica circa i miei difetti (uno su tutti, la presunzione) quando egli è il primo ad essere incapace di resistere alle tentazioni basse del suo intestino nonostante le conseguenze delle sue azioni siano CHIARAMENTE manifeste in questo mondo.

          Il vero Maestro non è il moralizzatore di turno del potere religioso; non è colui che dalla posizione rialzata (privilegiata) dell’altare/bimà legge un brano del vangelo/Pentateuco poiché dalla bocca di quest’ultimo, se impuro nelle parole, opere, ed azioni (digestione errata) persino parole sante di Torah possono trasformarsi in perigliosi pretesti che inducono più o meno consapevolmente, l’anima ipnotizzata ad im-boccare la strada del peccato.
          E questo purtroppo è quello che accade ripetutamente! Non ho mai sentito dire da nessuna autorità religiosa/ spiritualista che non bisogna mangiar carne/verdure perché quest’atto è chiaramente una violazione dei valori contro la vita animale/vegetale!
          Tuttavia, alcune religioni hanno più scusanti di altre in merito a questa faccenda: i loro testi di riferimento in fondo, non dicono espressamente di non mangiare animali, di non causare sofferenza inutile alle altre creature… Ma per quanto riguarda l’Ebraismo, come la mettiamo?
          In questa religione che io considero la più illuminante e, per certi versi, più vicina alla Verità rispetto ad altre, i saggi parlano chiaramente di tza'ar ba'alei chayimdivieto di nuocere a qualsiasi creatura”.
          Purtroppo, coloro che avrebbero dovuto farsi portatori del messaggio che Hashem aveva inteso per la Sua creazione e che avrebbero dovuto diffondere, attraverso l’insegnamento (esempio) in prima persona, sono i primi che fanno esattamente il contrario o non sono di molto migliori degli altri (al massimo sono vegetariani).

          Cosa dire allora di tutti quei Kabbalisti asceti, visionari che hanno regalato al mondo opere di pura luce spirituale dopo 40 anni di reclusione in una caverna a mangiar esclusivamente carrube (frutta)?
          Che sono venuti fuori dalla caverna per tornare a mangiar cadaveri…?!
          La frutta è in grado di elevare alla massima potenza le facoltà spirituali dell’uomo perché è il cibo kosher (appropriato) dell’uomo, l’unico in grado di nutrire senza perciò intossicare i canali di comunicazione tra anima e corpo.

          Il velo di Maya comincia ad abbassarsi e a lasciare spazio ad una chiaro-veggenza, che non è semplicemente qui intesa come la facoltà di vedere le auree ed altre entità incorporee, bensì la facoltà di vedere l’Inganno del Serpente mantenendo semplicemente l’intestino pulito, il che favorisce appunto, lo svilupparsi del pensiero critico, l’embrione di un’Idea Originale.

          In Ebraico, la gola viene chiamata MeiTZaR hagaron che letteralmente significa “la restrizione del collo”. Attraverso questo passaggio stretto passano tre organi necessari al sostentamento della vita: la trachea, situata alla destra della gola che trasporta aria; l’esofago, situato alla sinistra, leggermente dietro la trachea, vicino alla nuca trasporta il cibo; le vene giugulari e le arterie carotidi trasportano il sangue.

          Vediamo cos’ha da dirci in merito un grande mistico della Tradizione Kabbalistica:

          Rabbi Nachman di Breslov insegna che le storie della Torah contengono tantissimi messaggi preziosi per le nostre vite attuali ed egli ci fa l’esempio della terra d’Egitto, MiTRZayim in Ebraico, che corrisponde a MeTZAR hagaron.
          La storia degli Ebrei come popolo inizia con la loro discesa nell’esilio in Egitto, derivata dalla vendita di Giuseppe come schiavo.
          PhaRaOH, il sovrano d’Egitto, che rappresenta le forze del male, in Ebraico – ha in comune le stesse lettere della parola ORePH, la nuca, il retro del collo, alludendo all’esofago, al mangiare.
          Per attirare gli Ebrei, il Faraone ebbe bisogno dell’assistenza dei suoi tre ministri: il mastro macellaio, il mastro pasticciere ed il mastro sommelier (Gn 37:36, 40:2). Queste tre figure rappresentano i principali fonti di nutrimento da cui dipendiamo: carne (animale), prodotti da forno/pane (vegetale) e vino (liquidi). Dunque, per avere il controllo sugli Ebrei, il Faraone li manipolò attraverso la loro necessità primaria:
          il bisogno di mangiare.
          Sebbene fu venduto come schiavo in Egitto (meitzar hagaron), Giuseppe, la persona veramente spirituale, perseverò nell’inseguire la santità. Nel racconto biblico, troviamo che Giuseppe si trovò faccia a faccia con tutti e tre i ministri del Faraone in condizioni particolarmente sfavorevoli. Ma lui continuò a digiunare, finendo per controllare chi voleva controllarlo..
          Questo ci insegna che chi rimane saldo nei suoi sforzi spirituali può elevarsi al di sopra delle circostanze tutt’intorno e diventare padrone del proprio destino.


          Sfortunatamente però, i discendenti di Giuseppe e quelli della sua famiglia – gli Ebrei, soccombettero al Faraone ed ai suoi ministri. Strinsero amicizia con i loro vicini Egiziani, mangiarono del loro pane (furono intrappolati nella strettezza del collo – meitzar hagaron) ed infine divennero loro schiavi. Ovviamente, la strada per il maleschiavitù spirituale – vede le sue origini dal modo scorretto di mangiare.

          Abbiamo avuto da tempo immemore, la chiave per la liberazione dalla schiavitù del Faraone in terra d’Egitto.
          Possiamo sempre, in qualunque momento, porre rimedio a tutti i disastri fatti fin ad ora..
          Pensate che il potere della mela è così straordinario che, se anche ieri aveste mangiato cadaveri fino allo svenimento, basterebbe solamente uno di questi frutti consumati OGGI per innescare dentro il vostro corpo un meccanismo di pulizia fisica/mentale/spirituale.
          Siamo ancora in tempo! Ogni secondo ci viene data la possibilità di cominciare una nuova vita ex-nihilo!