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martedì 18 agosto 2015

Viaggi fruttariani: quando necessitá fa virtú

Cari lettori, proprio oggi leggevo tra le mie emails personali, di un mio amico crudista/fruttariano (ma piú fruttariano) in viaggio attraverso parte del Sud America con un budget molto ristretto, alla scoperta dell´Europa Equatoriale.
Il suo scopo é di riuscire a combinare  le leggi favorevoli all´immigrazione con le condizioni climatiche ed alimentari di un paese europeo lontano dall´Europa..



Il suo resoconto mi ha inspirato a scrivere questo post.

Partendo dall´Ecuador - dove la sua esperienza con la frutta non e´ stata delle piú soddisfacenti - e attraversando velocemente il Perú per poi viaggiare sul traghetto per 4 gg fino Manaus, capitale dello stato brasiliano Amazonas (dove per qualche tempo ho vissuto anch´io) e poi la Guyana, il Suriname fino a raggiungere la Guyana Francese, il suo viaggio e´stato costellato da moltissimi momenti di introspezione e curiositá e persone che hanno aiutato lungo il cammino ma e´stato (ed e´ancora per il momento..) un pó difficile dal punto di vista alimentare, dato che non sempre e´possibile (specialmente nel caso dei traghetti che attraversano la foresta amazzonica..) fare delle soste e trovare a portata di mano venditori ambulanti con frutta matura (e di buona qualitá) che ti aspettano dall´altra parte della banchina..

Colgo l´occasione qui per smentire la diceria che specialmente in Brasile,la frutta buona sia dappertutto; solitamente nelle grandi e medie cittá si ha accesso  ad alcune varietá ma appena si va un pó fuori, ecco che giá diventa piú difficile perché i brasiliani preferiscono il churrasco (carne alla brace) e alla frutta acida che cresce dimenticata nei loro cortili (maracujá, graviola..) basta aggiungere dello zucchero raffinato per saziare il loro "dente dolce".

Leggevo cosí del mio amico rigorosamente crudista che trovando ospitalita´ tra le persone locali, ha accettato un buon jackfruit ed ...una zuppa al glutammato!

Cio´mi ha fatto sorridere. Mettendomi nei suoi panni capisco che l´abbia presa "cosí cosí" ma allo stesso tempo sono felice che l´abbia accettata, non solo per non creare contrasti con altri che possono non comprendere le scelte alimentari  del mio amico, ma sopratutto perché una zuppa (con o senza glutammato..) aiuta a non far sí che il corpo consumi le sue riserve vitali specialmente quando di energie ne servono molte, viaggiando..

Sono stati moltissimi i luoghi che ho esplorato da fruttariana. Dall´Europa al Kenya, fermandomi per alcuni anni in Sud America e America centrale per poi arrivare nel Sud est Asiatico, sono sempre riuscita a portare frutta con me oppure a trovarla anche in luoghi a mio avviso, improbabili, sopratutto alle ore piú impensabili..

Mi viene in mente una notte del 15 di Agosto di alcuni anni fa quando ancora in Roma, mi recai con alcuni amici al Lago di Vico per passare una giornata insieme e fare picnic.
Portai con me vari meloni ma non furono sufficienti e cosí, con il loro supporto, ci recammo nel bel mezzo della notte con la macchina in una stradina poco abitata e trovammo un bar aperto con delle banane mature al punto giusto. Il gestore, gentilissimo, ce le diede, senza neanche farci pagare.

L´"angelo della frutta" ed i suoi aiutanti umani, vegliano sempre su di noi!

Senza arrivare sull´orlo della disperazione, ecco alcune possibilitá che ci si  presentano quando vogliamo viaggiare da fruttariani/crudisti organizzati:



Frutta secca

Raccomando di seccare banane, mele, fichi, datteri, mango etc se si vuole viaggiare leggeri ma con lo stomaco pieno, evitando di cadere in preda a pericolosi "morsi di fame" improvvisi.
Alcuni tipi non richiedono di essere reidratati prima del consumo, ma altri invece sí, altrimenti troppo duri ed indigesti, per cui una ciotola con tappo ermetico e dell´acqua, possono essere di fondamentale importanza. Lasciare ammollo fino a che non diventano soffici.

Noci, semi e  leguminose

Qualsiasi tipo purche´a portata di mano si abbia una ciotola e dell´acqua sufficiente per esservi reidratate prima di essere mangiate, specialmente quando le si acquista nei supermercati. Quando fresche, possono essere mangiate anche senza reidratazione. C´e´un´enorme differenza di gusto e consistenza da non sottovalutare tra le noci "vecchie" e quelle fresche..

Noci brasiliane fresche, in guscio.



Frutta fresca

Se si preferisce optare per il fresco, fatelo solamente quando siete piu´che certi che lungo il viaggio, ci siano piú possibilitá di rifornirsi con frutta e vegetali di buona qualitá e maturi al punto giusto.
Spesso, perche´non familiari con la zona, e´facile sbagliare la valutazione reale delle circostanze e si finisce solitamente per acquistare vegetali/frutti di bassa qualitá a prezzi elevati, e che poi finiscono inevitabilmente schiacciati qui e lá a causa del trasporto in autobus, traghetto, aereo etc..


Frutta ideale

E´difficile fare una lista specifica di frutti ideali al trasporto quando maturi.
Dipende sopratutto dalle stagioni e dal luogo in cui ci si trova.
Sicuramente, tutta la frutta con una consistenza "dura", aiuta certamente quando gli spostamenti sono difficili ed improvvisati (in 3+ su di una motocicletta..)


Frutti sconsigliati per esperienza

Meloni ed angurie, sebbene abbiano una consistenza abbastanza dura, non sono sicuramente i miglior frutti da portarsi in viaggio perche´pesanti, ricchi di acqua (il che stimola la minzione e ci forza a ricorrere alla toilette frequentemente, ma a meno che il WC non sia veramente pulito, meglio evitare questo stress..) e non apportano molte calorie, costringendoci a dover mangiare spesso..

Le banane fresche , pur essendo ideali nella praticitá e nelle reperibilitá e nei costi contenuti, quando mature, hanno moltissime probabilitá di finire ammaccate ed essere per questo gettate via, specialmente quando l´ammaccatura risale ad alcune ore e la frutta e´stata conservata in un sacchetto di plastica..


Alcuni esempi di miei viaggi fruttariani.


BUS


  1. Europa: Romania - Portogallo 4 gg  con fichi secchi reidratati e mele fresche di stagione.
  2. Sud America: Brasile: Bahia - Paraná 3 gg  comprando banane fresche ad ogni sosta. Comprato due ananas durante una sosta prolungata in una cittá dove si svolgeva un mercato locale.


TRAGHETTO

Sud America: Brasile: Manaus - Maues 3 gg con tucuma´(frutta grassa silvestre di consistenza dura),  banane fresche.


AEREO

Sud America - Europa: Brasile - Germania 13 hs con platani e noccioline.


Considerazioni finali

Viaggiare a sola frutta/vegetali si puó ed é preferibile per la salute in quanto il "tenersi leggeri ed idratati" aiuta contro la stanchezza e tipici malesseri inerenti ai lunghi spostamenti e jetlag.
Acquistare un essiccatore aiuta considerevolmente, specialmente quando si ha accesso a grandi quantitá di frutta di stagione a basso costo.

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lunedì 13 luglio 2015

Frutta Noni ed i suoi benefici

Incontrai questo frutto a me totalmente sconosciuto in America Centrale. La gente del posto lo chiama volgarmente " frutta- formaggio" a causa del suo sapore ed odore pungente. Alcuni dei miei amici crudisti/fruttariani lo usano per insaporire insalate di fruttortaggi vari perche´ mangiato da solo, ha davvero un sapore forte ed in un certo senso, "piccante".



 Ho avuto una fase in cui non potevo davvero fare a meno di mangiare Noni in abbondanti quantita´, per il mio mono-meal pomeridiano. Ogni giorno per quasi due settimane, mi recavo presso le sponde di un fiume dove crescevano due alberi giovani e tornavo sempre con un cestino colmo di frutti che offrivo anche agli altri. A quei tempi le mie mestruazioni erano a volte dolorose ma riscontrai personalmente che dopo aver mangiato sufficiente Noni quotidianamente, il ciclo seguente non sono fu solamente meno doloroso ma anche con flusso minore.



 Molte persone mi dissero di non esagerare con le quantita´ma io semplicemente non riuscivo a smettere.. Poi, naturalmente, dopo un periodo di assenza del frutto e sua successiva riapparizione, feci molta fatica a reintrodurlo nella mia dieta. Ancora oggi non mi sento piu´ attratta dal frutto fresco ma ho imparato ad assumerlo sottoforma di frutti essiccati al sole e poi lasciati in acqua o sottoforma di bevanda calda. Quel sapore pungente che a molti disturba viene meno durante il processo di essiccazione.


 Gli erboristi Polinesiani e gli specialisti in medicine tradizionali, hanno da sempre enormemente apprezzato la polpa grigiastra del frutto Noni - scientificamente conosciuto come Morinda citrifolia - per le sue elevate proprieta´ medicinali. I frutti vengono posti in recipienti e lasciati fermentare a lungo nel proprio succo di color ambrato.

 Anche se la pianta e´originaria del Sud Est Asiatico, oggi viene coltivata nella maggior parte dei Tropici.

Tutto viene usato: foglie e frutti per la medicina/alimentazione, con il suo tronco legna da ardere e con le radici e la corteccia e´ possibile ottenere delle tinte naturali per colorare tessuti. Il frutto in sé non ha un aspetto invitante ma vale sicuramente la pena andare oltre le apparenze e guardare ai numerosi effetti terapeutici di questa pianta.

Vediamo insieme quali:

Azione Depurativa 

 Data la quasi impossibilitá nel separare la polpa dai semi (di medie dimensioni), questa frutta aiuta nei casi di costipazione, promuovendo la peristalsi anche grazie a delle sostanze chiamate antrachinoni.

Protezione contro Ictus

Bere il succo di Noni aiuta a proteggersi contro gli effetti dannosi che un ictus puo´causare. Esperimenti di laboratorio hanno dimostrato che le proprieta´antiossidanti e antinfiammatorie del succo proteggono il cervello durante l´interruzione temporanea di sangue.

 Proprieta´ Analgesiche 

Anche in questo caso, la ricerca scientifica ha provato che il succo di Noni e´in grado di ridurre la sensibilita´al dolore in patologie infiammatorie quali artrite, piú efficacemente di ben noti farmaci.

 Abbassa Colesterolo 

 Il colesterolo alto e´un fattore di rischio nello sviluppo di malattie cardiovascolari. Gli estratti delle foglie, del frutto e delle radici hanno dimostrato di ridurre in maniera significativa i livelli di colesterolo e trigliceridi.

 Proprieta´ Antibatteriche 

 Un team di ricercatori Indiani ha condotto studi sulla capacita´ antibatterica degli estratti di Noni in polvere contro batteri quali E.coli, Staphylococco Aureo, Candida Albicans e Proteus Vulgaris. Ancora una volta, le tradizioni medicinali erboristiche si sono riscontrate valide.


La frutta Noni possiede un basso Indice Glicemico.


Per tutti quelli che non hanno accesso diretto a questa pianta, il mercato ci viene in aiuto proponendo Integratori a Base di Noni di alta qualita´.


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domenica 7 giugno 2015

Dieta Paleolitica ed Entomofagia

Su tali presupposti, incominciai ad avventurarmi verso la dieta Paleolitica, ovvero quel regime alimentare che aspira ad essere quanto più possibile composto di cibi con i quali gli uomini cacciatori/raccoglitori del passato si nutrivano (ed in alcune tribu´indigene si nutrono tutt´ora) PRIMA dell´avvento dell´agricultura  e - qualora le quantità di cibi silvestri non fossero reperibili - si avvale del principio di "minor_domesticazione" possibile.

Vivendo a pochi kms dall'Oceano Atlantico, mi decisi di provare a mangiare pesce e scampi/gamberi crudi pescati alcune ore prima.

Ottimi ai sensi, allietarono i miei pasti per alcuni mesi.

Trascorsi 3 mesi in compagnia di questo ragazzo (oramai ex fruttariano anche lui) e poi - in preda alla nostalgia di casa ed ai rimorsi per come aveva trattato i genitori a causa delle loro abitudini alimentari onnivore - vi fece ritorno per poi pentirsene quasi appena tornato..

Nel tempo trascorso insieme, esplorammo queste nuove idee, andammo a pescare alla laguna, al fiume ed al mare.. Facemmo fuochi a cielo aperto, dormimmo sotto lo stelle, arrostimmo una gallina ruspante (nata e cresciuta all´aperto con cibi naturali) che ci era stata offerta da un amico..

Andatosene, sprofondai nella tristezza e solitudine.
Spesi quasi 3 anni e mezzo (forse poco più) da sola, senza un compagno che il pensiero di rimanere solo un'altra volta, senza sapere quando l' Universo mi avrebbe dato un'altra chance, mi assaliva in continuazione.

La nuova dieta (un lauto pasto mattutino a base di frutta) ed uno pomeridiano (a base di proteine animali) mi andava bene e non ebbi alcuno spiacevole effetto (gas intestinali, odori del corpo forti, sensazioni di pesantezza etc..) in seguito all'adozione di questo regime.

I prodotti animali non erano sempre crudi; dipendeva dal tipo di carne.
Gli irriducibili del veganismo asseriscono - a supporto delle loro tesi - che il consumo di prodotti animali è possibile solo previa cottura e uso di sale/spezie..

Di solito il pesce lo mangiavo crudo, al naturale, ma quello di mare; una volta in Amazzonia, ebbi grandi difficoltà a mangiare pesce d'acqua dolce crudo che presi l'abitudine di cuocerlo intero in una foglia di banana a mo' di cartoccio sulla brace.

Il pesce era sempre selvatico, mai allevato. Provai anche a mangiare della carne di vitello cruda allevata all'aperto ma pur sempre una specie domesticata.

Non mangiai molte volte carne di vitella -sebbene mi piacesse alquanto - perchè non mi trovavo e trovo tutt'ora daccordo con il principio dell'allevamento forzato di animali in batterie e di piante, in piantagioni.

Per questo, guardai all' entomofagia (del mangiare insetti) e sue tradizioni  di tutto il mondo e mi resi conto che quando gli uomini vivevano da cacciatori/raccoglitori - prima dell'avvento dell'agricoltura e della domesticazione -  facevano (ed in alcuni aree del pianeta fanno tutt'ora) largo se non esclusivo uso di vari tipi di insetti presenti sul territorio circostante.

E non bisogna pensare esclusivamente alle tribù indigene dell'equatore per trovare tracce di questa forma sostenibile nonchè nutritiva di cibo. Culture come quella della Roma Antica, della Grecia e dell'Egitto ci mostrano come vivere (e nutrirsi) in armonia con la Natura.




Mangiai gli insetti crudi, appena "raccolti" tra le piante.
Sapevano proprio di erba fresca. Del resto era ciò di cui si cibavano.

Il pensiero di arrivare un giorno ad alimentarmi esclusivamente di funghi, piante, animali selvatici riempiva i miei giorni con tante speranze per un futuro più libero, senza più dipendere dal sistema almeno per quanto riguardava il discorso "cibo".

Fu un piccolo traguardo, vincere le mie repulsioni, instillate inconsciamente, all'oscuro della mia Volontà, dalla mente collettiva dell' Addomesticatore che ci desidera tutti uguali, controllabili e docili, da usare per i propri loschi fini.

Anche gli esseri umani, sono creature addomesticate, non più selvatiche (abitanti della Selva).
La nostra ragion d'essere - agli occhi dell'Addomesticatore - è di produrre soldi, che poi finiscono nelle tasche di industriali e politici guerrafondai a discapito del benessere di tutte le altre forme di vita su questo Pianeta.


Più che motivata da tali pensieri, la mia mente sognava l'Amazzonia, la grande foresta pluviale.

Dopo un soggiorno-lampo in America Centrale, per visitare alcuni amici ed assaporare per la prima volta frutti quali Durian, ChampedakMamey Sapote ed altri la cui fama mi aveva sempre incuriosito sin dai tempi delle chiacchierate fruttariane con il mio amico N, decisi di riprendere contatti con quel signore proprietario di una terra di oltre 70 ettari di foresta vergine in Brasile ma il pensiero di inoltrarmici da sola mi spaventava un pochino ma fu allora che l'Universo - attraverso questa persona - mi mandò un nuovo compagno (in principio, vegan) che in realtà già si trovava molto vicino a quel luogo dove volevo andare. Anzi, per dirla tutta, lui ci era già stato ma aveva preferito tornare a stare in una fazenda di amici per non restare isolato..

In previsione di questo rientro inaspettato, salvai delle sementi di DurianMamey SapoteAlupag e Ackee più una radice di Shampoo Ginger con i cui succhi dei fiori mi lavavo i capelli come usano tradizionalmente le donne in aree rurali della Polinesia perchè sapevo che purtroppo in Brasile queste specie fruttifere non vengono coltivate..


Io e R, ci incontrammo finalmente in Venezuela dove ci fermammo a stare per una decina di giorni e successivamente andammo a stare in quella terra di cui sopra, per 6 mesi.