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martedì 11 maggio 2010

Il mio viaggio verso il meraviglioso mondo della Frutta

Il frutto non cade lontano dall'albero
(Proverbio Popolare)

Come un frutto maturo al punto giusto, il mio corpo si è staccato dalla pianta madre finendo sul suolo poco distante dall'Albero che l'aveva generato, potenzialmente schiavo della sua futura natura che lo vede stanziale, punto di riferimento per tante altre creature.
Se Natura non avesse creato esseri mangiatori di frutta (lo sono un pò tutti in fondo, dagli erbivori ai carnivori ed ovviamente l'uomo, fruttariano par excellence) io, piccolo seme, sarei marcita letteralmente vicino a mia madre, a quell'albero a cui biologicamente somiglio troppo e non avrei potuto svilupparmi in un'altra meravigliosa pianta da frutto il cui scopo principale è quello di crescere e svilupparsi non solo per sè stessa bensì per la Vita e l'evoluzione spirituale delle creature a cui è affidato il piacevole compito di mangiare dei miei pomi succosi.
La Natura/Dio ha disposto tutte le cose in maniera perfetta ed il suo Ordine è insito nella creazione stessa; solamente la creatura uomo si è disconnessa da questa Armonia Cosmica lasciandosi pervertire giorno dopo giorno, dalla coscienza dell'Ego/Serpente che lo ha sedotto nelle spire della sua visione antropocentrica trascinando l'Adam sempre più verso la fossa dell'Onnivorismo. Dell'uomo (e della donna..) che doveva dominare su tutte le creature del mondo non v'è traccia su questa terra; vi'yirdu (Ebraico per "aver dominio") che appare nel verso di Genesi 1:26 significa pure "discendere" ai livelli più bassi, oltre qualsiasi bestialità.

L'uomo era stato avvertito da D-o: o dominerai su tutti i tuoi animali interiori oppure ne sarai schiavo e ciò porterà inevitabilmente dolore e sofferenza a tutto il resto del Creato.
Mangiare le altre creature viventi significa tentare di dominare (rettificare) le proprie passioni che corrispondono a diversi regni dell'essere: gli animali rappresentano il regno delle emozioni, le piante quello della mente. I frutti dell'albero sono l'unico cibo donato completamente gratis e senza alcuna violenza inferta alla pianta; mangiando del frutto anzi, aiutiamo questa creatura a compiere lo scopo per il quale è stata creata, cioè ad "essere feconda e a moltiplicarsi".
Allo stesso modo l'uomo dovrebbe mangiare, non per sè stesso ed il proprio piacere perverso, ma per la gioia ed il sapore genuino del frutto che sono la gustosa ricompensa per aver agito in accordo con Dio/Natura.
Quando mangiamo membra di animali e vegetali morti, uccisi dalla mano dell'uomo e poi dall'azione trasmutatrice del fuoco, ci stiamo alimentando di sofferenza raffinata.

Sono cresciuta in un contesto familiare in cui le credenze familiari rappresentavano quelle dominanti del modello alimentare vigente per cui fui nutrita e mi nutrii di morte (prodotti animali cotti, verdure cotte, cereali [pasta, pane, dolci] legumi) e sofferenza fino all'età di 24 anni.
Mia madre non era a conoscenza di questi processi spirituali ed era accecata dalla scienza umana che con le sue teorie, grafici aberranti e polverine magiche da brava fattucchiera esperta incantava le genti ottenebrandone il singolo giudizio.
Come un incantesimo d'amore che bypassa il libero arbitrio, così gli incantesimi scientifici ingannavano i sensi facendo credere alle persone che ciò che avevano davanti agli occhi era l'oggetto del proprio desiderio, portandole infine a credere di non poter vivere senza la presenza di "colui che credevano fosse l'amato del proprio cuore", instillando dipendenza fisica, psicologica e mentale.
Queste sono le intossicazioni fisiologiche dei farmaci, l'origine delle malattie psicosomatiche e la dipendenza mentale da credenze "religio-scientifiche".

Quando il mio fiore si trasformò in frutto ed il seme fu pronto per generare un nuovo essere, mi staccai dall'albero di mia madre, cadendo poco distante da lei. A questo punto ebbi due possibilità: rimanere "sotto" di lei, adottando il suo stesso modello di alimentazione usato da generazioni oppure divenire cibo per un'altra creatura lasciando consumare la bellezza e la fragranza del mio pomo affinchè il seme Interiore ivi contenuto potesse venir trasportato lontano, in un terreno sconosciuto dove metter finalmente radici e realizzare così a pieno la propria indipendente esistenza.
Vivere per sè stessi è come marcire; è morire fisicamente come un pomo che cade sotto l'albero che l'ha generato; è vedersi negata come seme la potenzialità di Divenire...
Mangiare frutta per me significa sintonizzarsi con la Natura/D-o; significare prendere nutrimento attraverso il frutto e dare nutrimento agli altri attraverso la diffusione di una certa cultura alimentare (fruttarismo), spargendo semi (metaforicamente e fisicamente) affinchè la Vita continui a fluire dentro e fuori di me.
Questo è il ciclo ed il senso della Vita; chi finisce per trattenerla egoisticamente per sè genera morte, il suo alter ego. Chi sottrae la Vita da un animale, da un vegetale si ciba di morte perchè ha preso di una vita che non gli spettava di naturale diritto.
I nostri enzimi, i nostri corpi sono degli indicatori di cosa è appropriato per noi; non abbiamo la struttura di un mangiatore di carne nè quella di un mangiatore di erba, siamo frugivori, adatti a mangiare frutta dell'albero, della terra e degli arbusti.

Il mio Matri-Monio Alimentare

Schematizzando potremo riassumere così
  • ALIMENTAZIONE ORIGINALE (seguita dai genitori) :
Cereali/legumi di base (40%),
prodotti animali (25%)
verdure (25%)
frutta (10%)

  • ALIMENTAZIONE PERSONALE (quella adottata da me, in età adulta prima della ri-volta alimentare):
CEREALI: 40%
PRODOTTI CARNEI (insaccati, fettine, uova, pesce) 30%
SOTTOPRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE (formaggi, latticini,) 25%
VERDURE/LEGUMI/FRUTTA 5%

Le fasi della mia Ri-Volta Alimentare
( clicca qui per la versione dettagliata del mio percorso)



  • PASTAFARIANA IN TRANSIZIONE:
    PRODOTTI CARNEI (insaccati): Eliminati
    SALSE (maionese, ketchup): Eliminati
    CEREALI: Dimezzo la quantità di pasta (80gr) , 50 gr di pane, in pasti separati
    FORMAGGI: Limito fortemente formaggi (50 gr di fiocchi di latte light o 50 gr di mozzarellina a pranzo e cena)
    PESCE: 1 pesce fresco al giorno (circa 500 gr in due pasti) oppure 160 gr di tonno in scatola
    VERDURE: A volontà, di cui un 50% cotto ed un 50% crudo
    FRUTTA: Di vario tipo, a volontà; mele stark (miglior frutto per non soffrire i sintomi della falsa fame)



    • CRUDISTA IN TRANSIZIONE:
      CEREALI: 50 grammi di farro ammollato, 50 gr di pane, in pasti separati
      FORMAGGI: Eliminati
      PESCE: 1 pesce fresco al giorno (circa 500 gr in due pasti) oppure 160 gr di tonno in scatola
      VERDURE: A volontà; tutto crudo. Ciò che non mi piaceva mangiare crudo tipo Cavolfiore, Cavolini di Bruxelles, Broccoli ecc, lo elimino
      FRUTTA: Di vario tipo, a volontà; mele stark (miglior frutto per non soffrire i sintomi della falsa fame)


      • CRUDISTA VEGAN CARBO-FREE (senza cereali):
      CEREALI: Eliminati
      PESCE: Eliminato
      VERDURE: A volontà; tutto crudo
      FRUTTA: Di vario tipo, a volontà; mele stark (frutto per eccellenza)
      SEMI OLEOSI: Semi di Noce Juglans/Anacardi/Noci di Macadamia con parsimonia



      • FRUTTARIANA:
        VERDURE: Eliminate, tranne la cipolla
        FRUTTA: Di vario tipo, a volontà; mele stark (frutto per eccellenza)
        SEMI OLEOSI: Eliminati


        • MELARIANA/FRUTTARIANA:
          VERDURE: Eliminata anche la cipolla
          FRUTTA: Di giorno solo mele stark, di sera frutta di vario tipo, a volontà

          La mia Dieta Attuale: Aprile-Maggio 2010

          Dall'Aprile 2010 scorso, ho incominciato a praticare un regime melariano diurno nel contesto di uno fruttariano crudista 100% serale. In pratica questo sistema combinato consiste nel cibarsi di solo mele dal momento in cui ci si alza fino a sera, quando per cena (non ho orari stabiliti per mangiare, di solito lo faccio quando posso e quando ne ho voglia, comunque di media verso le 21:30) ci si concede un mix di fruttortaggi (pomodori, peperoni, zucchine) volendo con un filo d'olio e della paprika come condimento.

          I primi giorni a solo mele furono un pò difficoltosi per me dato che venivo dal regime fisso di due pasti al giorno ad orari abbastanza regolari (stile "pranzo" e "cena") ed i sintomi della falsa fame avevano una forte presa su di me, al punto che arrivai a mangiare anche 10 mele fino a sera, quando era tempo di cambiare un pò sapore con il mix di fruttortaggi. Inoltre, osservai che sul mio polso sx e sul braccio dx, apparvero delle macchioline rosa, di una tonalità leggermente più scura del mio incarnato, che rimasero per qualche giorno fino poi a scomparire definitivamente senza lasciare alcuna traccia .
          Con il passar del tempo ho avuto modo di osservare alcuni meccanismi curiosi del mio corpo a cui prima non avevo mai fatto caso, ovvero del fenomeno dell'orologio interno e dell'emotional eating.
          Nel primo caso il corpo comincia ad inviare segnali di falsa fame verso le ore in cui si era soliti mangiare precedentemente facendo così emergere alla coscienza la schiavitù degli orari comandati a cui per una vita si era stati condannati più o meno inconsapevolmente dai ritmi di una società frenetica che con la sua perversione e "fame" di profitto, è in grado di manipolare la tua.
          L'emotional eating invece è quell'attaccamento psicologico-sensoriale al cibo che ti lega ad esso attraverso rituali quali la preparazione del cibo, la selezione, lo sminuzzamento e l'atto proprio del mangiare con il richiamo alla mente di determinati sapori/odori associati a certi stati emotivi.

          E' stato interessante per me aver notato come questi due fattori negativi non abbiano trovato terreno fertile in ambito melariano diurno e come anzi, la mela sia stato il frutto che più di altri in assoluto, è rimasto scevro da residui di intossicazioni mentali e psicologiche che una certa forma mentis acquisita nel passato aveva ben consolidato nel tempo.

          Man mano che andavo avanti seguendo questo regime, la quantità di mele consumate durante il giorno diminuiva sensibilmente. Le attività che svolgevo erano disparate; un giorno potevo rimanere in casa e dedicarmi interamente alla traduzione di alcuni articoli per questo sito oppure lunghe passeggiate nel verde con il cane, oppure ancora in città per fare colloqui di lavoro spostandomi con metro, mezzi pubblici e tragitti a piedi. Non ho mai avuto piacere di correre/fare sport senza un reale motivo per cui non comincerò a farlo di certo adesso solamente per prendere tempi e km percorsi da fruttariana perchè essere fruttariani significa liberarsi da convenzioni ed obblighi mentre misurarsi per controllare le proprie prestazioni fisiche mi sa molto di maniacale ed ossessivo, come se un ghepardo ogni volta che va a caccia setti il suo orologio per fare una statistica delle sue condizioni fisiche..
          Quando il mio corpo ha necessità di "scuotersi" un pò  me lo fa capire e allora io lo assecondo espletando attività motorie quali il ballo, le passeggiate nella natura, un pò di pilates in casa e gite in bicicletta, attività che mi danno gioia ed un senso di completa libertà.

          Ecco il mio piano alimentare (Aprile 2010)

          • COLAZIONE-PRANZO : Mele Stark Delicious (quantità variabile, in media 4-6 mele [circa 1,5 kg ])
          • CENA: Pomodori, Peperoni, Zucchine (non meno di  500 gr pomodori, 1 peperone medio-grande, 2 zucchine medie)
          • EXTRA (dopo cena): Avocado, Banane, Datteri Medjool/ Deglet Nour, Fragole (con moderazione), Pere Conference