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venerdì 11 giugno 2010

Dal blog di Valdo Vaccaro: risposta ad Antonio



Agrumi si, agrumi no. Cosa pensare?
Quale animale mangia il limone?



Caro Antonio, ho letto il tuo intervento sul blog di Vaccaro dove esponi le tue perplessità circa gli agrumi. Se non ti dispiace, dato che mi sento indirettamente chiamata in causa, vorrei portarti la mia testimonianza di vita.

Scrivi – quotando Valdo – che chi parla male degli agrumi lo fa perché ha un intestino scombussolato, cosa dire invece di tutti quei fruttariani (tipo me ad esempio) a cui invece hanno sanguinato le mucose delle labbra, della lingua, delle gengive, ha sanguinato il naso, hanno corroso otturazioni di pasta sintetica…? Rientriamo anche noi in questi che hanno l’intestino scombussolato?
Il guaio è che il sig Valdo Vaccaro non ha capito o fa finta di non capire che tanti igienisti con esperienza di fruttarismo ventennale alle spalle, trovandosi a fare largo uso di frutta acida (e quindi non solo arance per l’esattezza) hanno avuto gravi problemi di salute, hanno perso i denti e c’è chi, dopo alcuni (2) anni di monodieta a sole arance, sono addirittura deceduti.
Qualcuno potrà obiettare che il problema non sono le arance ma le monodiete invece questo risulta essere falso sulla base dei dati che abbiamo in nostro possesso ovvero che monodiete con altri frutti, tipo melone e pomodori non sono altrettanto indicati per l’uomo ma a parità di tempo, non portano alla morte come la frutta acida… Come esempio illuminante che ci deve far riflettere, abbiamo la testimonianza pluriventennale di Yana Louis, melariana in perfetta forma.

Credo che anche un bambino di fronte a questi dati non possa far altrimenti che constatare l’adeguatezza della mela rispetto all’aggressività dell’arancia…

Non ho potuto fare a meno di constatare – con dispiacere – che le tue domande dirette a Valdo Vaccaro circa la sua alimentazione personale e a quale animale sia destinato il frutto del limone sono state abilmente glissate dall’arte della prolissità filosofica di cui il sig Vaccaro ha dato più volte prova di esser maestro.

Questo mantenersi vaghi rispetto a dei quesiti talmente mirati mi ha un po’ sconcertato perché non ne capisco il fine… Se non ti dispiace, rispondo io alle domande che hai posto al Vaccaro, dandoti un’idea di un modo diverso di essere “fruttariani”.

Personalmente, non mangio semi, noci, germogli, radici, tuberi, ortaggi, verdure. Di recente ho anche abbandonato il consumo della cosiddetta “fruttortaggio” comprendente pomodori, cetrioli, zucchine, melanzane, zucca, peperoni, peperoncino.
Mi nutro dunque di sola frutta di terra e di albero intesa come melone, mela, albicocca, pesca, banane, avocado, pere ecc

Mangio pochissima frutta acida soprattutto dopo i recenti malesseri accusati ai denti degli ultimi mesi. Limito dunque mango, fragole, ananas, kiwi, clementine, arance…
Il limone è un frutto che non ho mai considerato per forza di cose: si può mangiare un limone come se fosse una mela? O una pesca, fate voi, altrimenti finite col prendermi per una fissata di mele a priori…

Per rispondere alla tua domanda sul limone, ti posso dire che ho avuto modo di vedere degli agrumeti di limone recentemente e per quel che ho potuto constatare, quando i limoni cadono in terra maturi, rimangono lì a marcire interi senza che alcun uccello vada a cibarsi neanche dei suoi semi. Non saprei proprio quale altro animale possa avvicinarsi a tale frutto vista la sua forte acidità ma non sono un’esperta con un foglio di laurea da sventolare davanti al viso di tutti...

Abbiamo la Sicilia, terra generosissima continua il sig Valdo, e allora? Abbiamo pure immensi piantagione di grano ma i farinacei non sono adatti alla specie umana.
Gli agrumi sono un gran business in Italia ma con questo? Sembrerebbe che a difenderli, solamente perché il nostro paese ne sia ricco, nasconda dietro qualche secondo fine economico perché altrimenti questo ragionamento non fila proprio…

Si parla di costi contenuti, che non è fruttariano chi non mangia agrumi in Italia, che senza questo frutto si ricade nella coca cola e nelle nutelle, che chi mangia prodotti animali non riesce a bere del succo d’arancia…
Mai lette tante assurdità una dietro l’altra!

Sui costi contenuti ci siamo ma questo vale per qualsiasi frutto di stagione e per quanto riguarda il resto smentisco categoricamente! Lo scorso inverno ne presi in modeste quantità ed ebbi dei danni, il prossimo farò certamente più attenzione. Confesso che durante la dura stagione invernale mi venne proprio un forte desiderio di clementine e un poco di arance, mai di limone però. Devo pure dire che dopo aver preso della frutta acida il corpo mi chiamava immancabilmente alle noci, il cui elevato consumo porta anch’esso una sensibilità dentale. Insomma, ho appurato in poche parole che questa frutta acida è l’ultima nel gradino della frutta adatta all’uomo perché è quella che ti porta più facilmente fuori binario fruttariano rispetto ad altri tipi, persino delle banane. Questo fatto, alla luce dei dati che abbiamo in nostro possesso, ci ha portati ad essere ulteriormente convinti che se il fruttarismo non si sia diffuso più largamente e non sia stato perpetrato per più di un tot di anni, uno dei fattori più critici può esser stato questo discorso degli agrumi. Abbiamo testimonianze di ex fruttariani che mangiavano frutta acida e poi venivano chiamati dalle verdure per alcalinizzare i loro corpi acidificati internamente dall’azione delle arance.
Tutto questo non accade se si mangia frutta dolce e succosa. Le verdure, i semi, le radici non servono quando si mangia frutta adatta all’uomo. Anche mangiando la fruttortaggio, bacche acide come pomodori ti portano facilmente a desiderare una controparte proteica sottoforma di semi di noce juglans o anacardio e dunque ad uscire dal fruttarismo...
Le scimmie antropomorfe mangiano solo frutta se c’è abbondanza di questa e non toccano altro preferibilmente… mangiare frutti non appropriati per l’uomo crea il terreno affinché ci si avvicini verso un’”alimentazione d’emergenza” a cui naturalmente questi animali si sottrarrebbero se potessero invece noi abbiamo facoltà di scegliere (più o meno consciamente) cosa mangiare e quando.

Il sig Vaccaro parla di “cura del durian, cura del mango, cura dell’uva”… rinominando in termini umani un’inclinazione assolutamente naturale per qualsiasi animale libero in natura.
Il monotrofismo (mangiare un solo tipo di cibo) è una condizione di assoluta normalità per tutte le creature viventi. I cuccioli d’uomo (i bambini) nascono monotrofici, nutrendosi di solo latte anche per alcuni anni dopo la nascita (se gli viene permesso da vari fattori) dunque abbiamo anche un esempio relativo alla nostra stessa specie.
Ovvio che il monotrofismo non possa mai esser protratto vita natural durante perché la Vita stessa segue dei ritmi per noi ancora in parte misteriosi ma abbiamo solide basi per capire che il cibo elettivo di una specie rappresenta appunto l’optimum ed è importante mantenersi sempre su questo binario per stare egregiamente in salute.
Verranno momenti in cui dovremo inevitabilmente distaccarci dalla frutta che amiamo di più (nel mio caso la mela stark deliziosa) però il tutto va concepito in un’ottica di ciclo naturale, di armonia cosmica, intelligentemente e soprattutto attivamente compresa da quell’essere fruttariano cosciente che sa sostituire il suo cibo elettivo con quello del gradino immediatamente sotto, senza scivolare dalla…padella alla brace…dalla mela al limone tanto per capirci…

Non mi nutro di alcuna verdura/ortaggio da mesi e mi sento sempre meglio. Ho appurato che se provassi a reintegrare - solamente a titolo sperimentale – anche una cipolla, un ciuffetto di spinaci teneri, salterebbe in bocca un sapore amaro troppo forte a cui le mie papille gustative non sono più abituate, nonostante negli ultimi due anni io abbia mangiato verdure scondite a non finire. Chi ha avuto modo di vedere le mi insalatone di verdure può ben capire di cosa stia parlando.
E’ altresì impossibile per me mangiare modeste quantità di noci e semi in quanto appena ne mangio due o tre comincia a prendermi un leggero mal di testa che se non smetto subito e non ci mangio dietro un frutto succoso, continua a crescere in maniera esponenziale. Tutto si placa magicamente con una mela. Provato e sperimentato.

Il sig Vaccaro fa affermazioni che non stanno assolutamente in cielo né in terra quando afferma in maniera perentoria che se non si vuole essere scheletrici bisogna bere del succo di arancia in inverno perché abbiamo visto che in effetti accade proprio il contrario; più si prende di questi agrumi più si perde peso rispetto ad un altro frutto, e qui ci riallacciamo alla testimonianza di un’altra persona che recentemente le scrisse dicendo che sua moglie aveva ripreso a bere latte dopo aver usato come "scusa" la tossicità delle arance per sfuggire finalmente alle pressioni di suo marito…

Con gli agrumi si perde peso, il corpo è come se si asciugasse dall’interno. Con altri frutti non accade questo.
Ho un fisico longilineo, slanciata, sono magra ma non scheletrica. Eppure non tocco agrumi da Gennaio, credo, da quando sanguinai alle gengive e l’acido mi corrose l’otturazione.
Inutile dire che superai il resto dell’inverno benissimo, senza ricorrere a nutelle e cole varie. Anzi, addirittura mi apprestai a divenire fruttariana al 100% come lo sono oggi.
Fu un miracolo il mio?

Per quanto riguarda il quesito: “cosa significa essere fruttariani” ne parlai tempo fa ed elencai inoltre almeno 10 motivi (per fare da eco alle dieci parlate ricevute sul Sinai) per intraprendere questo percorso meraviglioso nel fantastico mondo della frutta che non si limita assolutamente ad un discorso di alimentazione, appagamento e salute come invece sembra sottolineare Valdo, ma si estende fin dove l’animo dell’essere umano può arrivare.
Non ci sono davvero limiti con il fruttarismo; è la via per la vera libertà.

Grazie a tutti per avermi ascoltato.

giovedì 10 giugno 2010

Frutta acida: una questione di fede

Vorrei rispondere anch'io andando subito al nocciolo, senza troppi giri di parole alle perplessità di una persona intervenuta nel blog di Valdo Vaccaro circa la questione della frutta acida – se e quanto consumarla – dopo aver assistito alla conferenza tenuta all’AVA dove ero presente in quanto quell’incontro pubblico venne organizzato da me e dal mio amico Andrea Fruttariano a rappresentanza della “punta fruttariana” romana in seno alla suddetta associazione.

Questa persona – dopo aver riportato in maniera molto sintetica e peraltro un poco inesatta le parole di Andrea circa le ragioni per cui sarebbe meglio limitare il consumo di questo tipo di frutti – si sfoga con Valdo – difensore degli agrumi ad oltranza – lamentando il fatto che a causa di queste informazioni sulla tossicità delle arance – sua moglie, grande consumatrice di latte e convertita a forza a spremute di 5/6 arance al mattino – “spaventata” da queste rivelazioni – decise dunque di tornare ad assumere latte per colazione, cosa che sicuramente, secondo suo marito, le farà di nuovo riacquistare quei kg persi dopo tanto lavoro di persuasione abietta.

Questa persona chiede inoltre a Valdo a quale tesi sia meglio “credere”, a chi “deve credere” l’uomo della strada; se ad un fruttariano che ha provato sulla sua pelle – o meglio – sulle sue urine – l’acidità delle arance e che porta la testimonianza diretta di altri fruttariani – me compresa – i cui vissuti con gli agrumi si sono rivelati drammatici e dolorosi nel corpo e nello spirito oppure se a delle tabelle nutrizionali ed esperimenti condotti inserendo arance in qualche recipiente metallico nel folle tentativo di paragonare la meravigliosa macchina biologica umana ad un rozzo e primitivo bidone della spazzatura inorganico – esperimento che per analogia ricorda molto tristemente il principio aberrato della vivisezione che si prefigge di studiare effetti di certe sostanze da adibire ad un consumo umano sperimentandole - nel nostro caso neppure su di un animale vivo, bensì un qualcosa di inanimato – su di una creatura diametralmente opposta per funzioni bio-chimiche rispetto all’uomo pretendendo per di più di capirci qualche cosa…

Tra moglie e marito non mettere l’agrume…
A questi interrogativi vorrei rispondere dando il mio parere non tanto in veste di fruttariana che ha subito in prima persona gli effetti nefasti degli acidi degli agrumi sul suo corpo (vorrei cogliere questa occasione per ricordare a tutti la mia esperienza con le clementine che mi hanno letteralmente corroso un’otturazione dentaria) quanto come individuo libero-pensatore - e con libero intendo pure laico – dato che qualcuno definisce il mio approccio al fruttarismo di tipo “ascetico” solamente perché grazie a questa alimentazione riesco a percepire e a godere “delle meraviglie del creato e della bellezza delle sue creature” come forse del resto, “dovrebbe” esser questa “conditio sine qua non” per ottenere finalmente la felicità ed il benessere che noi tutti ci affanniamo a cercare guardando sempre in direzioni sbagliate perché vaghiamo intossicati da un luogo ad un altro senza giunger mai ad alcuna meta che non sia un fallimento artificioso prodotto dell’umana mente e non della Sapienza di Madre Natura.

Perché imputare l’errore delle proprie imposizioni sugli altri chiamando in causa la frutta acida?
Stavolta la “difendo” io. Questo è un tentativo bello e buono di far terrorismo facendo passare per santo un demonio bello e buono…
La donna in questione è tornata a prendere latte (di origine animale a quanto mi pare di aver capito) perché le venne sottratto dal marito e lei di fondo non ne fu mai affatto d’accordo.
Non c’entra niente la frutta acida. E’ solo un abbaglio pensare che a causa del messaggio di Andrea che sconsiglia gli agrumi, allora la sua testimonianza possa essere deleteria e vincolante per tutti quelli che vogliono avvicinarsi alla frutta lasciandosi alle spalle – come in questo caso – prodotti di origine animale.
Andrea non le ha mai detto infatti di tornare a prendersi del latte di origine animale; al massimo le avrà potuto consigliare una mela integra al mattino, come di suo solito…
E cosa c’è di tanto errato in tutto ciò? Le ha semplicemente consigliato la soluzione migliore e di sicuro, la più naturale di tutte le altre alternative…
La spremuta è un’operazione innaturale che porta ad una modificazione non prevista dalla natura i cui risvolti finali non possono essere da lei garantiti. Spremere i succhi di un qualsiasi frutto come pure fare un frullato non equivale a mangiare del frutto intero, tralasciando il fatto assodato che ogni operazione di estrazione acidifica quasi istantaneamente qualsiasi cosa.

Grazie a queste diavolerie meccaniche siamo in grado di riuscire a mangiare tre o quattro frutti tutti assieme, prendendo in giro il nostro organismo.

Io ho fatto questa semplice prova: un giorno ho mangiato una mela e poi subito dopo una banana (entrambi i frutti maturi, ovviamente) ed ho accusato pesantezza allo stomaco; questo accadde perché mescolai due frutti con due tempi di digestione diversi uno dall’altro.
Un altro giorno invece mi sono frullata 2 mele ed una banana e non ho accusato alcun problema.
Come potete capire benissimo senza l’ausilio di alcuna laurea in scienza dell’alimentazione, filosofia ecc il “semplice”fatto di aver frullato/manipolato la frutta per mezzo di un procedimento non escogitato dalla natura ha fatto sì che io potessi ingerire maggiori quantità di frutta di diversa specie senza accusare alcun disturbo digestivo. La tecnologia perversa dell’uomo ha bypassato la flebile voce della natura che sconsiglia qualsiasi tipo di mix, il rumore fastidioso del motore di questo elettrodomestico ha messo a tacere la voce delicata della verità rendendoci sordi al suo richiamo…
Grazie a D-o poi il mio corpo forte ha saputo gestire la situazione al meglio senza stressare troppo il mio microcosmo però non escludo che un po’ ne abbia risentito anche se la mia coscienza non ne venne mai al corrente…

Per tornare allora al nostro discorso, mi rivolgo personalmente a questo signore preoccupato che sua moglie riprenda i kg persi con la reintroduzione del latte vaccino, e umilmente le consiglio di non imputare alcuna colpa alle “parole forti” ma veritiere di Andrea ma di prendere una volta per tutte la situazione di petto che riguarda non la frutta acida bensì il rapporto con la sua compagna. Perché è inutile e dannoso per lei, per sua moglie e per tutti coloro che hanno modo di leggere questa testimonianza coprirsi dietro un dito per nascondere una situazione di disaccordo familiare talmente evidente da spaventare più dell’acidità di tutti gli agrumi del mondo..
Il problema di sua moglie non è la frutta acida, mi ascolti bene, ma il fatto che desidera ancora il latte vaccino ma a causa delle sue pressioni costanti, è stata costretta a cedere ad un compromesso che le andava stretto da tempo…

Vaccaro dice – dall’alto dei suoi 10 giorni di sola frutta! - che ci sono tante persone (onnivore) a cui il durian rimane indigesto e per questo ne parlano male a chi si appresta a mangiarne dicendo che non ha alcun senso credere alle parole di una persona che mangia malissimo ed ha sicuramente problemi di digestione a causa della carne, dei prodotti cotti che ingerisce dando la colpa dei suoi mali ad un frutto innocente…
Ebbene, questo è un po’ ciò che accade anche nel nostro caso, cari lettori…

Il fisico di un crudista-vegan neanche 100% rispetto ad un fisico fruttariano crudista al 100%, di cui 75% monotrofico melariano (che mangia solo mele) è alquanto diverso e chi è mai costui che si arroga il diritto di dire che quel tale fruttariano che ha avuto problemi con una certa categoria di frutti – in linea peraltro con tantissimi altri fruttariani-crudisti di mezzo mondo – non sta bene fisicamente e per questo accusa problemi vari che erroneamente associa alle arance?

Un po’ di umiltà signor Vaccaro; crede forse che solo la sua salute sia impeccabile grazie alla dieta che segue e tutti gli altri che non sono come lei – vuoi perché onnivori vuoi perché fruttariani – siano sbagliati?
Eppure nei suoi libri, nei suoi articoli lei parla di fruttarismo come dieta ideale dell’uomo anche se però si percepiscono in realtà le sue riserve in merito a questo tipo di alimentazione – riserve che lei è abile nell’aggirare in maniera subdola asserendo che sì, fruttariani si nasce ma in questa vita mai ci si diventa a causa di scuse assolutamente banali, come la moglie che alla sera ti fa trovare in tavola una “bella” zuppa di legumi oppure un “buon” piatto di pasta a cui non si può (vuole) resistere oppure la vita sociale, il lavoro ecc…
Tutto questo discorso mi porta alla mente un famoso proverbio: quando la volpe non arriva all’uva dice che è irrancidita…

Certamente la famiglia, gli amici, il lavoro sono sfere della vita molto importanti per l’uomo ma non sono vincolanti. Dovremmo forse noi per accontentare gli altri fare qualcosa che sappiamo essere errato e quanto mai deleterio per la nostra salute solamente perché le persone intorno a noi non vogliono prestare ascolto alla verità nuda e cruda che mangiare altri cibi oltre la frutta può causare scompensi più o meno gravi all’organismo? Berremmo mai della candeggina perché nostra madre ci dice di farlo? O piuttosto ci prenderemo in giro un giorno si e quell’altro indulgendo in cibi dannosi per l’organismo solamente perché in realtà non abbiamo il fegato di restare a solo frutta più di un tot di tempo?

Quando si incappa in situazioni di questo tipo e non vi sono dunque “reali” motivazioni di forza maggiore ma garbugli etico-psico-sociologici di imprecisa natura a frenare il treno fruttariano, allora entra in gioco un meccanismo diverso, ovvero riaffiora piano piano un dubbio latente di fondo che viver di sola frutta non sia davvero possibile. Io stessa ci sono passata per certi versi, senza uscire dal fruttarismo però perché impossibilitata dal fatto che le verdure oramai erano diventate letteralmente come pezzi di carta nella mia bocca, che non riuscivo proprio a deglutire. Ricordo però che molte volte mi vidi tentata a farmi dei frullatoni di verdure a foglia verde miste con frutta al mattino per assicurarmi tale nutrienti… Grazie a D-o superai questa fase senza alimentare inutilmente dubbi assolutamente infondati frutto di intossicazioni di natura estranea alla genuinità della vita.

Ma del resto questo è lo stesso meccanismo che il vegetariano prova subito dopo esser uscito dall’onnivorismo carnivoro, del vegan che ha lasciato da poco il vegetarismo, del vegan crudista che ha lasciato da poco il cotto e del fruttariano che ha lasciato da poco il vegan crudo…
Perché che senso ha, se non una dipendenza mentale psicologica, mangiare un formaggio od un uovo, o farsi un frullatone di verdure una volta al mese per scongiurare eventuale carenze dovute ad una dieta che si sospetta errata? Se pensassi davvero che il fruttarismo fosse inappropriato per l’uomo, ma chi me lo farebbe fare ad andare avanti? Piuttosto allora continuerei per la mia strada alla ricerca della dieta perfetta…


Le radici dell’istinto
Io credo che la paura della morte sia uno degli istinti più forti nell’uomo, quello in grado di poter risvegliare in qualsiasi creatura una forza fisica e d’animo sconosciuta, latente nel profondo, capace però di smuovere montagne se innescata e dunque ogniqualvolta ci si concede di mangiar dei prodotti cotti (soprattutto vegan) al posto della frutta, ecco che allora c’è davvero qualche cosa che non va in background, qualche inclinazione pericolosa contro natura che si è insidiata nella coscienza – l’ego, ossia il piacere della gola.

La gola e le voglie smodate dell’intestino sono state e sono tutt’ora la causa delle più gravi malattie dell’essere umano e perseverare dunque in piaceri malsani per fini esclusivamente edonistici mettendo da parte la salute – è un’inclinazione troppo frequente, un compromesso troppo pericoloso a cui spesso si incorre per debolezza di spirito.

Non è incoraggiante sentire proferire dalla bocca di un non neanche fruttariano che essere fruttariani al 100% senza mai sgarrare è impossibile perché chi si può conoscere meglio le “problematiche” dell’esser fruttariano se non un mangiatore di frutta a tempo pieno?

Fruttariani si può: ecco le prove
Io sono testimonianza in prima persona di fruttariana che lo è sempre e comunque, senza alcuno sgarro, che porta sempre con sé nello zainetto qualche frutto al posto della bottiglietta d’acqua, qualche frutto per la cena fuori con amici, qualche frutto nel bagaglio a mano dell’aereo… Chi mi conosce di persona può ben dire che frutto porto sempre con me..

Conosco fruttariani che lavorano e si portano dietro una busta di frutta da consumare durante le ore fuori casa e fanno questo ogni santo giorno.
Coloro che non riescono perché asseriscano sia un problema conciliare la frutta con gli inviti a prendere un caffè al bar con i propri colleghi, non stanno vivendo un reale impedimento a discapito della vita sociale, stanno vivendo una costante tentazione tra qualcosa di sano e di mal-sano; una battaglia interna tra tentazione e rinuncia. Quando si presenta un dilemma del genere di solito accade perché interiormente nel profondo, si è ancora intossicati da un certo modo di pensare e vedere la vita, in pratica non ci si è ancora fruttificati nel profondo.

Perché qui non si tratta di astenersi dal fare determinate cose; si tratta di rettificarle.
Il problema non sono gli altri che si vanno a prendere un caffè che sono sbagliati; siamo noi che non riusciamo a stare con loro al bar mentre ci mangiamo un frutto perché dentro moriamo dalla voglia di farci fuori una brioche e non riusciamo proprio ad addentare quella mela dal sapore così delicato…

Lo sbaglio è nostro, come pure la piena responsabilità delle nostre azioni e non-azioni. Spesso non portiamo il nostro essere fruttariani “fuori nel mondo”, tendiamo anzi a nasconderlo per paura di venir giudicati strani ed anticonformisti, paura di esser presi come degli ortoressici e dei montati, paura di essere incompresi..

E’ vero…tutto ciò accade. Il mondo onnivoro, il mondo vegan cotto, persino quello crudista-vegan non ci vede sempre di buon occhio e ci scambia spesso per estremisti ma qual è il problema?
Devo fingermi meno diverso solamente per tenermi delle amicizie false, tenere in vita rapporti fondati sulla menzogna e sul far finta di niente? Quale rapporto di questo tipo può farmi crescere, arricchire nel profondo dell’animo? Esattamente allo stesso modo, che senso ha mangiare di un cibo denaturato?

Un fruttariano sa che non ha alcun senso mangiare la pasta o qualsiasi prodotto cotto perché riconosce che, oltre a non essere appropriato a partire da grezzo, nel suo stato naturale, lo è ancor meno quando viene sottoposto all’azione disintegrante del fuoco…

I nodi prima o poi vengono al pettine e non possiamo certo rovinare le nostre esistenze dietro a persone che hanno deciso di vivere la propria vita in maniera opposta alla nostra, soprattutto in un tempo in cui l’ignoranza, l’incompetenza e l’inesperienza dilaga.

Il Fruttariano ha deciso di tagliare via i cadaveri vegetali ed animali nonché il cotto; ha dato un taglio netto alla finzione, ha scoperto la verità attraverso la genuinità ed i semplici gesti che la natura ha indissolubilmente scritto nelle anime e disegnato nei corpi di ciascuno di noi.
E’ difficile rinunciare alla verità quando troppo tempo fu speso a cercarla invano in posti dove ella per forza di cose, non poteva dimorarvi a causa della detronizzazione da parte dell’ego deviato.


Il mio appello ai Fruttariani
Il seguente appello si rivolge ai fruttariani e al loro rapporto personale con il proprio sè, non contempla la condizione onnivora, vegetariana, vegan, vegan crudo perché tutti questi stili alimentari sono ben lungi dall’essere vicini alla realtà della natura delle cose.

Non possiamo pensare di vivere la nostra vita di sola frutta vita natural durante (e sarà lunghissima, quindi prepariamoci!) in maniera conflittuale con noi stessi, sentendoci dei freaks (degli individui fuori dal comune) ogniqualvolta vediamo una terza persona che mangia pasta, carne oppure una foglia di lattuga! Apriamo un po’ gli occhi, santo cielo!

Ridefiniamo i nostri concetti
La condizione fruttariana non è una condizione “freak”, “border line” perché ci si nutre di sola frutta; questa è la condizione normale dell’essere umano. Pertanto, quando i miei amici vanno in pizzeria, non sono io quella fuori luogo perché la pizzeria in primis non dovrebbe esistere per tantissimi motivi, non solo alimentari.
Dunque, il fatto che io mangi frutta al tavolo con loro è solo l’ultima nota stonata di una sinfonia completamente inascoltabile di cui le nostre orecchie dovrebbero necessariamente fare a meno se vogliono rimanere in salute…

Il Fruttarismo è l’unica alimentazione naturale, integrale per l’uomo, è il traguardo a cui tutti gli uomini devono aspirare di diventare, ognuno con i propri tempi e transizioni di sorta senza mai però perdere di vista l’obiettivo finale.

Detto questo vi saluto tutti con gioia e vi abbraccio augurandovi tanta serenità nel vostro percorso alla ricerca di un’esistenza sobria all’insegna dell’Amore Incondizionato.

Frutta acida: l'esperienza diretta di un fruttariano

Questo che segue è - a mio avviso - un preziosissimo documento  che arriva direttamente da un fruttariano il quale ha deciso di fare chiarezza sull'attuale situazione in merito al discorso "frutta acida" ampliatosi esponenzialmente in questi ultimi tempi e specialmente negli ultimi giorni dopo che il dottor Valdo Vaccaro - rientrato in Italia dopo un suo viaggio all'estero - ha trattato nel suo blog per rispondere ai quesiti di alcune persone che chiedevano delucidazioni circa le proprietà benefiche degli agrumi, messe in discussione fortemente nel recente ciclo di conferenze sul fruttarismo tenutesi alla sede dell'AVA di Roma da parte di Andrea Fruttariano.

Buona lettura

Un chiarimento definitivo sulla frutta acida

Ciao Valdo, sono Salvo dalla Sicilia, finalmente parto per Roma è cercherò di dare una svolta alla mia vita, essendo fruttariano 100% dalla fine del 2009 volevo un attimo chiarire e conciliare l’opinione discordante che si è venuta a creare riguardo alcuni temi sulla frutta acida.
Noi fruttariani ci auguriamo che tutto il mondo a breve abbracci il veganismo crudista considerato da noi come obbiettivo minimo indispensabile per il miglioramento delle proprie condizioni fisiche, del pianeta, dell’economia e di tutto ciò che da questa alimentazione certamente ne deriva. Perché sappiamo che dall’alimentazione scaturisce tutto e poco importa se adesso qualcuno mi accuserà di ortoressia.


La perfezione è Natura

Riporto una tua bellissima frase dal libro alimentazione naturale :“L’obbiettivo che tutti noi dobbiamo cercare sempre e soltanto è la perfezione ”
Quindi ognuno fa quel che puo’ , arriva dove si sente di arrivare ponendosi come obbiettivo minimo il veganismo, se poi si arriva al veganismo-crudista, al crudista-fruttariano o il fruttariano simbiotico si è semplicemente riusciti a scalare la cosiddetta scala dell’evoluzione alimentare proposta da Renè Andreani è si è riusciti a raggiungere un alto livello di perfezione che non considero ossessivo se si ci arriva a cuor leggero, senza sentirlo come un peso.
E aggiungo che la perfezione è natura.

Si parla poco di fruttarismo puro

Qualche fruttariano sembra offeso dal fatto che si dice che l’uomo è fruttariano, ma poi si propone una dieta vegana-crudista, senza nemmeno citare che una dieta fruttariana è il traguardo a cui ognuno dovrebbe aspirare. Bisognerebbe parlarne un po’ di più, se poi dopo si vuole promuovere una dieta che faccia da compromesso tra quella che è la vecchia tradizionale cucina insana dieta onnivora ed il fruttarismo rurale e puro degli uomini primitivi come il crudismo che ben venga, in modo che queste persone sappiano che il crudismo non è il massimo della dieta , ma è stato creato per chi ama cucinare , mantenere certe tradizioni a tavola mangiando sano e vivere certamente a lungo esente quasi totalmente da malattie.
In modo che tali persone sappiano e possano scegliere se accettare il compromesso che il crudismo mette a disposizione per chi ama le tradizioni o la perfezione fruttariana libera della schiavitù della cucina e da tutto il resto. Fruttarismo puro che prevede poi soltanto frutta fresca in continua analisi attraverso le sperimentazione diretta. Ribadisco che ammiro i crudisti e i fruttariani in tutte le loro forme, ognuno di loro ha raggiunto un obbiettivo formidabile magari con tanto sacrificio , quindi giustamente quando sentono parlare di fruttariani come loro che però hanno come obbiettivo una perfezione superiore, che si chiedono quali sono i frutti più indicati per l’alimentazione umana e che funzione hanno, reagiscono di stizza, come se stessimo sminuendo i risultati da loro raggiunti.


Il monotrofismo come traguardo assoluto della dieta fruttariana

La mia ricerca affonda le sue basi sul monotrofismo anche se si tratta di un qualcosa che deve ancora essere sviluppato ulteriormente. Un monotrofismo inteso come alimentarsi di un solo frutto a pasto o al giorno, o settimana o per una stagione a seconda del tipo di ricerca che vogliamo portare avanti.
Qualsiasi forma di monotrofismo prolungato oltre una stagione non può essere scientifico poiché un frutto in genere non esiste per tutto l’anno.
Il monotrofismo come traguardo assoluto della dieta fruttariana, quel monotrofismo praticato da ogni animale, quel monotrofismo di cui lei parla quando asserisce che ogni cibo ha bisogno di un ambiente specifico nello stomaco per essere digerito al meglio.

Questione frutta acida

Per la questione della frutta acida, qui sta succedendo la stessa cosa tra onnivori e vegani; chi è indietro nella scala alimentare si sente minacciato e oltraggiato nel proprio stile alimentare ,come quando ad un onnivoro viene detto che la carne fa male . Il discorso per fortuna non chiama in causa cadaveri, ma una perfezione fruttariana che ha l’intento di capire quali sono i frutti più indicati per l’uomo.
Qualcuno ha espresso male o in maniera drastica le ricerche che portiamo avanti con sperimentazione diretta e testimonianze di chi ha già provato.
Mi propongo di portare umilmente la mia testimonianza di fruttariano al 100% acquisita in parte direttamente sul campo della vita ed in parte grazie a materiale reperibile in rete, libri vari ecc, cercando di unificare il tutto per poter giungere finalmente quanto più vicino alla verità (intesa qui come “naturalità”) in pace e tranquillità con me stesso e gli altri.
Sperimentazione personale

Personalmente anch’io ho provato incredulità sulla frutta acida,quindi ho provato la mia sperimentazione diretta su tali frutti , ma la ripeterò quando avrò sulle spalle più anni di dieta fruttariana al 100%, per assicurarmi che tale ricerca in passato non sia stata corrotta da un corpo ancora non perfettamente disintossicato .


La frutta acida non regge il monotrofismo

Ho visto che una monodieta di mele , pere , meloni, pesce , albicocche , portata avanti anche per settimane e senza limiti di quantità non dà alcun sintomo.
Quando invece ho provato i limoni non ho retto 2 giorni, non riuscivo a ingerire le giuste quantità per soddisfare il fabbisogno calorico, perchè 100gr di limoni contengono appena 11 calorie contro una media-frutta di 40-50cal.
Dovevo quindi ingerire 4 volte la quantità di un normale frutto ma non riuscivo neanche a mangiarne la metà.
Le reazioni fisiche con i limoni sono state un immediato affossamento delle guance o degli occhi, come se mi avessero asciugato. Il sudore le prime volte mi usciva dai capelli ed un prurito in testa mi turbava per alcuni istanti, questo sintomo svani presto, notavo comunque che lo stomaco ne traeva beneficio, sentendolo asciutto senza quella sensazione di succhi gastrici che qualche frutto lascia .
Però la bocca a fine serata risultava fortemente danneggiata dal succo , forti lacerazioni apparivano nel palato e sulla lingua.

Frutta acida a scopo terapeutico

Continuai per altri 3 giorni facendo però solo la mattinata di limoni , e il pomeriggio mi rifacevo con le banane, la mia bocca aveva così il tempo di riposare e potevo così soddisfare il fabbisogno calorico.
Negli ultimi giorni notai tanta stanchezza, e cominciai a sanguinare dal naso traendo la conclusione che tale frutto non è un frutto alimentare ma un frutto a scopo curativo e siccome tutti sappiamo che una medicina anche naturale se viene abusata porta a delle controindicazioni, un limone mi aveva curato, ma più giorni a limoni mi avevano danneggiato.
tale frutto ci fornisce abbastanza dati per dire che dato il suo scarso apporto calorico , data la sua asprezza, dato che è dimostrato che sia un potente antisettico, rinfrescante, stimolante del sistema immunitario, un efficace battericida, febbrifugo, diuretico, disintossicante, tonico del sistema cardiaco e nervoso è inoltre un antiacido gastrico, previene la gotta, è antisclerotico, abbassa la pressione sanguigna, è un buon fluidificante del sangue. Non ci sono dubbi che la natura abbia fatto tale frutto a scopo curativo e non nutrizionale.
Stesso discorso vale per il cedro e i kiwi.
La monodieta con questi frutti è andata quasi allo stesso modo.

Un fruttariano integralista

Personalmente quando mangio un frutto considero polpa e buccia
Negli agrumi, polpa-buccia-scorza
Quindi nel mio modo di vivere il fruttarismo considero necessario alimentarsi dell’intero frutto,
poco importa se esso è ananas,melone,arancia, limone.
Sono un sostenitore dell'integrale a tutti i costi, di quelli che non buttano via nulla (per coerenza dovrei mandare giu la buccia dell’anguria , ma diffido dei frutti così grossi, concedendomi solo meloni e qulache ananas) Per essere considerata una protezione, per essere considerato uno scartola fibra contenuta nella scorza d’arancia, regola l'assorbimento degli zuccheri, dei grassi e delle proteine evitando il diabete, l'arteriosclerosi, e favorisce il transito intestinale riducendo i fenomeni putrefattivi. Poi il sapore amaro serve proprio per non eccedere in tale frutto.

La buccia sazia mentalmente

Ormai vedo la creazione in maniera perfetta, quando si mangiano le bucce o la scorza ci si sazia nel cervello prima di scoppiare nello stomaco,mentre senza buccia ad esempio potrei mangiare 5 meloni , ma non più di uno con la scorza.
Eccezion fatta per le banane che quando mature si aprono o si rompono dalla gambetta aprendosi.
A pensarci bene se provo per un attimo a pensare di non avere coltelli sottomano e se riesco a decondizionarmi dalle usanze, la buccia mi piace pure.

L’arancia è un ottimo alimento. Le si attribuiscono numerose proprietà salutari: nutritiva, vitaminizzante, mineralizzante, tonica, disintossicante, digestiva, venotonica, antiemorragica, lassativa, ringiovanente cellulare, febbrifuga (scorza).
Anche le arance appartenente alla famiglia agrumi secondo me vanno considerate più come frutto curativo che alimentare . Mangiandone pure la scorza arrivo a 3-4 arance e mi sazio alla grande , mentre mangiando soltanto la parte cosidetta edibile seguendo l’istinto di sazietà, potrei mangiarne 2 kg per volta , provocando un appesantimento eccessivo dello stomaco e un riacutizzarsi della fame a breve tempo. Forse proprio per l’impatto glicemico causata dall’assenza della buccia.


Frutta acida che cura, frutta acida da limitare

Tutti i frutti curano e nutrono ma immaginando una linea retta metteremo in una estremità gli agrumi con una etichetta che reca la dicitura “curativi”, dall’altra estremità quelli più energetici e di conseguenza meno curativi (banana), al centro quelli più equilibrati , mele , pere , pesche, ecc…
Quando lei sottolinea che gli agrumi siano i migliori frutti al mondo o addirittura migliore delle mele è perché si sta guardando da una estremità della linea retta e quindi un agrume fa più bene di una mela perché cura di più.
Se lo analizziamo dall’altra , cioè a scopo energetico, risultano essere altri frutti migliori dell’arancia che possono essere mangiarti a kg per giorni consecutivi perché non danno sintomi da sovradosaggio curativo perché sono prettamente energetici.
È un altro risultato lo avremmo guardando i frutti che stanno al centro di questa line a retta.


Assurdità di qualche fruttariano

Trovo anch'io  assurdo quanto detto da un fruttariano che l’arancia contenga troppo calcio e troppa vitamina C ; lei giustamente ci insegna che la natura ad ogni frutto mette le quantità di minerali in modo proporzionato e guardando le tabelle nutrizionali della frutta si riscontra ad esempio che per 100/ 150mg di potassio sono accompagnati in genere 1 mg di sodio per essere assorbito, e sicuramente quelle quantità di calcio e vitamina C saranno accompagnati da altri minerali che ne implicano l’assorbimento, poi un minimo margine di surplus la natura se lo concede, ma in quel caso intervengono i nostri organi emuntori, se no che ci stanno a fare?

Spero dunque che tutti i miei colleghi contro la frutta acida correggano il tiro , sposando queste mie osservazioni, non dicendo più “attenzione, non abusate della frutta acida perché potreste stare male” ma spiegando il tutto come riportato sopra.
Spero di non apparire troppo presuntuoso proponendo quanto detto , anzi spero che questo sia la base per continuare a capire insieme le proprietà di ogni frutto.

Conclusioni personali

Concludo correggendo quanto espresso fin oggi sulla frutta acida da parte di qualche fruttariano , dicendo che appartiene all’uomo, ma avendo più una funzione curativa che alimentare non va pertanto abusata, tutto ciò confermato dall’esperienza delle nostre monodiete.

Argomenti da approfondire

Ci sarebbe poi da parlare della fruttaortaggio e del perchè nessun animale se ne cibi e di come molti fruttariani una volta abbandonati tali frutti abbiano ulteriormente migliorato le proprie condizioni di salute psicofisiche.
Anche in quel caso posso fornire il mio punto di vista.
Ci sarebbe da dire che esistono uccelli fruttariani che non digeriscono la buccia e che guarda caso si cibano di quei frutti che buccia non hanno (vedi fragole) quindi tra i frutti da non abusare oltre a quelli curativi (vedi frutta acida), ci sarebbero quelli non elettivi per l’uomo ,(vedi bacche), limitarli quindi perché il monotrofismo dimostra che una monodieta incentrata su quei frutti porta ad un disequilibrio.

Discorso perfezionistico

Ovviamente tale discorso perfezionistico risulta improponibile a chi ancora è legato ad una dieta malsana ,a chi disconosce tutto ciò, ma anch’io fino ad un anno fa ero onnivoro, quindi forse a mio avviso andrebbe detto , fornendo alternative meno drastiche (veganismo, crudismo e fruttarismo nelle varie forme), in modo che ognuno possa arrivare al proprio limite di perfezione.

Spero una volta a Roma di poterla conoscere personalmente.

sabato 15 maggio 2010

L'arancia, il limone, i denti e la monodieta...

Le Vie del Signore sono Infinite, 
quelle delle arance e dei limoni un pò meno..

Allora oggi mi ero messa a cercare delle cose con google e mi ritrovo "per vie traverse" molti articoli che parlavano di nuovo degli effetti deleteri a lungo e breve termine della frutta acida, in special modo delle arance e dei limoni. Vi giuro che per un pò avevo deciso di astenermi da questo capitolo perchè ne avevo parlato molto in precedenza ma sembra proprio che debba tornare ad occuparmene seriamente. In effetti, devo ammettere che dopo aver letto certe cose, non potevo esimermi dal tradurre il tutto e portarlo così all'attenzione del popolo fruttariano/crudista Italiano con una certa urgenza. Intanto ieri (Venerdì 14/05/10) , Andrea ha tenuto la sua brillante conferenza all'AVA approfondendo la questione della corretta alimentazione fruttariana che deve, se vuole mantenersi sempre in splendida forma, limitare l'uso di frutta acida, specialmente agrumi (arance, limoni, mandaranci, mandarini, clementine ecc)

Cominciamo per gradi...
Sul ben noto network vegan-crudista/fruttariano 30Bananas a Day, DurianRider apre una discussione ponendosi la seguente domanda: Si può vivere solamente di frutta?
Lui dice di non aver conosciuto nessuno personalmente che si nutrisse in questo modo e continua citando le parole di Doug Graham che però nella sua trentennale esperienza invece ne ha conosciuti alcuni e riporta così:
(Doug): Avevo un amico negli anni ottanta, che provò a vivere di arance. Stava bene per un certo periodo di tempo, un anno o due, ma poi la sua salute cominciò a declinare. "Non c'entra niente la mono dieta" diceva. Quando morì, fummo tutti molti tristi, ma questo fatto non fermò un altro ragazzo dal provare la stessa cosa. Anch'egli morì. Un altro ragazzo che conobbi, provò a vivere solamente di meloni e non morì. Ma danneggiò molto il suo cervello che sebbene riuscii a convincerlo a smettere la mono dieta a base di meloni, anche alcuni anni dopo non si riprese del tutto.  Era confuso.
Ci fu una persona che provò a vivere solamente con i pomodori. Anche così non funzionò".
Inoltre, Doug aggiunse che le persone che provarono a vivere di sole arance erano nella fasce d'età compresa tra 20 e 30 anni, mentre quello del melone sulla quarantina.

E' importante dire pure che sempre su questo stesso network sono presenti molte discussioni sulla frutta acida ed i suoi effetti nefasti sulla salute.
Ricordo a tutti che questo network è prevalentemente crudista dunque le persone che vi scrivono fanno largo uso di vegetali a foglia verde.

Poi, la mia ricerca si sposta su google che mi trasporta in questo sito (Beyond Veg), di cui torneremo a parlare più tardi e qui , trovo un link interessante ad un libro online che è un'enciclopedia della frutta tropicale e subtropicale. Scorro fino ad arrivare alle arance e con mia sorpresa scopro che alla voce "Tossicità" dice: Le persone che si trovano in prossimità degli alberi di arance in fiore possono avere delle reazioni respiratorie avverse. La segatura del legno degli alberi d'arancia, usata per pulire l'argenteria, causa asma. Un eccessivo contatto con gli olii volatili nelle bucce d'arancia possono produrre dermatiti. Le persone che succhiano le arance soffrono spesso di irritazioni alla pelle intorno alla bocca (io ne sono testimone in prima persona, quando bevevo succo d'arancia alla mattina nel mio periodo crudista e quando mi è capitato di mangiare tante clementine intere, NdR). Le persone che sbucciano arance in grandi quantità possono avere delle eruzioni e delle vesciche tra le dita. Se si toccano il viso, possono avere gli stessi sintomi. Nel sud della Florida, una giovane donna scosse un albero di arancio di modo che i suoi frutti cadessero dall'albero. Un'ora dopo ebbe l'orticaria, presumibilmente perchè si espose a degli spruzzi di olio dai peduncoli rotti, dall'estremità dell'attaccatura della buccia,  dai piccioli delle foglie rotte. Una reazione simile è accaduta scuotendo i frutti di un albero di lime a Miami. Le persone sensibili possono accusare delle reazioni respiratorie in prossimità delle emanazioni volatili delle bucce di arancia rotte.

Bene, passiamo al limone adesso.
"Le spine dell'albero di limone infliggono dolorose punture e graffi. L'olio della buccia di limone causa dermatiti da contatto, cronica in quelli che la maneggiano, la tagliano e spremono limoni quotidianamente. Le parti del corpo toccate con le mani contaminate mostrano reazioni gravi dopo l'esposizione solare. Le persone che succhiano i limoni possono soffrire di irritazioni ed eruzioni intorno alla bocca. Il legno degli alberi di limone e la sua segatura può indurre reazioni cutanee ai falegnami sensibili."

E poi, leggendo tra i suoi usi medicinali trovo:  "Il succo di limone nell'acqua calda è stata ampiamente utilizzato come lassativo quotidiano e per prevenire il raffreddore, ma le dosi giornaliere si è visto erodano lo smalto dei denti. L'uso prolungato riduce i denti al livello delle gengive."

Googolo di nuovo e trovo questo articolo, che assomiglia molto di più ad un appello accorato di Frederic Patenaude circa la salute dentale. Egli scrive: "Sto condividendo con voi quest'informazione perchè questo argomento mi è molto caro. A causa della disinformazione che ho ricevuto attraverso la lettura di certi libri sul crudismo e ai cattivi consigli ricevuti da molte autorità del movimento crudista e di quello dell'igiene naturale, ed anche a causa della mia stessa ignoranza, la mia salute dentale ha sofferto tremendamente. Prima di diventare crudista, all'età di 20 anni, senza avere alcuna cura speciale della mia dieta e della mia igiene dentale, ebbi solamente qualche otturazione. Dopo 4 anni che seguivo una dieta cruda o una dieta vegan cruda, ho avuto 19 carie. Anche allora, con sforzi sempre rinnovati per invertire la situazione, il decadimento continuò il suo corso ed ebbi altre carie.
Questa situazione infelice mi portò a trovare la verità e le falsità circa il decadimento dentale ed i disturbi gengivali ed ecco perchè sto condividendo con voi queste informazioni oggi.
Seguendo le avvertenze di cui sotto sono stato in grado di invertire la situazione  e sono riuscito a ricostruire lo smalto su alcuni miei denti.
Comprendi bene questo: Solamente una cosa provoca decadimento dentale, erosione e problemi gengivali: l'acidità che proviene dai cibi che mangi, o quella che viene prodotta dai batteri che vivono nella bocca. Questi batteri vivono di zuccheri e dalle particelle di cibo decomposte. Se i denti sono puliti, se l'acidità viene rimossa dai denti in tempo; se lo zucchero non rimane nella bocca per molto a lungo e se nella dieta sono presenti sufficienti minerali per costruire dei denti resistenti al decadimento, allora eviterai l'erosione e non avrai mai più problemi con i tuoi denti e con le gengive.
Da qui segue una lista di cibi e comportamenti da tenere a mente e vediamo che nella lista compaiono i nostri cari amici, agrumi, al punto 3 :"
I crudisti mangiano troppi cibi acidi. I cibi acidi hanno un impatto negativo sui denti. Questi includono succo di limone, succhi di frutti, agrumi, frutti non maturi, aceto ed altri cibi acidi."

I succhi di qualsiasi frutto diventano acidi se frullati/centrifugati. La natura li ha disposti affinchè li mangiassimo Integri. Questo è il prezzo che si paga nel modificare ciò che non dovremmo fare.

Per Frederic che è un crudista, la soluzione sta nel mangiare poco dopo delle verdure a foglie verde, perchè sono alcaline e riassettare perciò l'equilibrio ma questa soluzione fa uscire dal Fruttarismo.
Infatti, tanti fruttariani a causa delle arance e degli agrumi in generale, sono tornati a mangiare verdure a foglie verdi perchè "grazie" a questi frutti sono andati in acidità.
Quindi, se un crudista che mangia tanti agrumi si salva con le verdure, un fruttariano che vuole rimanere tale deve eliminare o limitare di molto (ovviamente a sua discrezione) questo tipo di frutta e togliersi assolutamente dalla testa di imbarcare in una monodieta ad arance a lungo termine (sto parlando di anni, non mesi) perchè abbiamo visto sopra come qualcuno ci sia rimasto secco (anche nel senso letterale del termine, dato che una monodieta a base di arance abbiamo visto abbia la capacità di scavare in profondità nel corpo).
Torniamo ora ad occuparci del sito Beyond Veg dove si può trovare una sezione creata per sfatare il "mito del fruttarismo". Infatti, secondo l'autore del sito stesso, Tom Billings, un tempo fruttariano per 8 anni, questa dieta non è adatta all'essere umano solamente perchè lui personalmente sbagliò l'approccio alla frutta e trasse quindi considerazione sbagliate nel corso della sua esperienza, tra cui l'avventura di una monodieta a base di agrumi..
In questo sito cominciamo a conoscere meglio questo personaggio attraverso i commenti di una persona che lo conosce meglio e passa in rassegna tutti gli "sbagli" che quest'uomo ha compiuto nel corso della sua avventura con la frutta e possiamo vedere chiaramente a chi Tom Billings si ispiri maggiormente (digiuni, frutta acida...vi ricorda qualcuno?)
Arriviamo ad un punto per noi cruciale: Tom Billings dice : "In uno dei miei viaggi, vissi con una monodieta a base di mandaranci per un mese."
Ecco di seguito il commento di Lawrence J. Forti: Una monodieta a base di agrumi è alquanto insensata: gli agrumi contengono molti acidi liberi e dissolvono il calcio dai denti. Molti sperimentatori della diete a base di frutta sono caduti vittima di questo errore, anche io. Continua dicendo: "(Se non credete che gli agrumi e gli altri frutti acidi disciolgono lo smalto dei vostri denti fate questa prova. Strofinate i vostri denti: sentirete che sono lisci. Mangiate un pezzo di arancia; strofinate i denti e li sentirete ruvidi, perchè il calcio è stato eroso dalla superficie. (Se proprio volete mangiare agrumi ed ananas, fatene un succo e beveteli con una cannuccia per minimizzare il contatto tra il succo ed i denti)."

Posso dire personalmente che questa soluzione funziona ma non è raccomandabile lo stesso perchè se è vero che bevendo si evita di molto il contatto con i denti rispetto a mangiare il frutto integro, l'acido viene ingerito comunque ed i suoi effetti potrebbero non essere tanto diversi sulle ossa...
Per chiudere in bellezza, ecco la testimonianza del Dottor Bass che cito testualmente:
"La mia esperienza personale con il Fruttarismo: "Ho provato ad essere fruttariano in prima persona quando ero sulla trentina. Ho seguito gli insegnamenti di Arnold Ehret e sono incorso in problemi quali infiammazioni gengivali, perdita di denti , pallore molto notevole ed una perdita di peso da 77 kg a 63 kg."

Dopo quanto detto, vedete come è facile sbandierare ai quattro venti che il fruttarismo è una dieta impraticabile per l'uomo? Basta sbagliare 1 frutto che succede un putiferio e le persone si fanno molto male..

martedì 27 aprile 2010

Considerazione sulla Frutta Acida Pt3


Domenica 25 Aprile è stato letteralmente il giorno della Liberazione dall'Ascesso Oppressore che, da un pò di tempo a quella parte, stava mettendo a dura prova la mia Resistenza Stoica al Dolore.. Il dente del giudizio inferiore sx era stato di nuovo bersaglio del corrosivo attacco della frutta acida che avevo mangiato poco prima in modeste quantità e non ero riuscita - per motivi pratici - a rimuovere tempestivamente dalla superficie dello smalto, lasciando così che questa venisse scavata quasi indisturbata.
Sfortunatamente la posizione errata di questo ottavo determina una pulizia limitata della sua superficie per cui, grazie all'azione corrosiva della frutta acida sullo smalto, non fu troppo difficile per tutti i batteri che vi campeggiavano allegramente nei paraggi, di penetrare le mie difese senza troppe difficoltà.. In condizioni normali, cioè quando non mangio frutta acida oppure se la mangio rimuovo immediatamente le sostanze corrosive che questa deposita sui miei denti, tutto questo non accade ed anzi, devo dire che da quando sono passata da un'alimentazione onnivora cotta ad una vegan crudista, questo fattore ha contribuito grandemente al benessere del mio cavo orale, segno inequivocabile di come le mie difese generali si fossero notevolmente rinforzate grazie ad un'alimentazione più integrale, sana e priva di conservanti chimici.
La frutta ha davvero operato "miracoli" su di me ma gli acidi sono acidi e fanno ciò per cui sono stati creati: di-sciogliere.
Alcuni frutti generalmente classificati come "acidi" infatti, quali Ananas, Kiwi, agrumi, fragole ed a volte semi-acidi come ad esempio la papaya, contengono nel loro fitocomplesso, anche enzimi proteolitici (bromelina, papaina ecc) ossia in grado di rompere le proteine.
Ecco perchè molte persone oltre me, hanno riscontrato problemi di sanguinamenti della mucosa orale. Questi sono solamente i sintimi visibili dell'azione di tali frutti.
C'è chi ha addirittura perso i denti dopo aver seguito una monodieta a base di agrumi.
In ogni caso, ognuno di noi ha una sensibilità personale verso questo cibo e ciò determina inevitabilmente le dosi che si possono sopportare senza riscontrare sgradevoli controindicazioni più o meno fastidiose per l'organismo e per la salute dell'individuo in generale.
Io e la frutta acida non siamo mai stati buoni amici anzi, anni fa ricordo che non potevo assolutamente sopportare l'odore di alcune essenze naturali all'arancio, estratte cioè direttamente dalle bucce non trattate, che i loro olii mi arrivavano direttamente al cervello dandomi una sensazione di perforamento diretto...
Questa è la stessa sensazione che ho provato quando gli acidi si sono andati a depositare sullo smalto del mio dente, lasciandolo "nudo" di fronte ai batteri.
Inoltre, ricordo pure che un tempo, anche solo alla vista, i colori fortemente accesi, troppo "vivi" degli agrumi specialmente, mi infastidivano non poco e successivamente, studiando vari testi esoterici, appresi che questi frutti, sono spesso correlati al Sole, ed io, non sono esattamente un tipo molto solare... La natura in cui mi trovo meglio è sicuramente lunare, con i suoi toni più delicati, meno aggressivi, più freddi a volte, se vogliamo...
Il Sole è sicuramente alla base della vita ma ricordiamo che fine fece Icaro, quando cercò di avvicinarvisi più del dovuto...
E' chiaro perciò che le basi di questa sensibilità affondano ben oltre la mia cavità orale..
E non demonizziamo i batteri, per carità! Questi c'erano, ci sono e sempre ci saranno. E sopratutto DEVONO esserci! Senza di loro, non saremmo ciò che siamo.
Sfortunatamente i dottori del nostro tempo curano gli ascessi prescrivendo anti-biotici, che sono in realtà dei chemioterapici in versione "naturale", che vanno a distruggere indistintamente tutti i batteri di un certo ceppo presenti nel nostro organismo, così alla cieca, basando la loro vittoria sul fattore numerico dei batteri e sul tempo intercorso dall'avvenuto contatto; in pratica una competizione nel Far West..
L'ascesso del resto, non è altro che una (dolorosa ed antiestetica) soluzione salvifica che il nostro corpo ci offre isolando la zona "affetta" dall'infezione.
L'infezione non è che uno stato di salute (equilibrio) corrotto.

Ricapitolando brevemente, gli enzimi proteolitici presenti nel fitocomplesso della frutta acida (specialmente nel flavedo e nell'albedo degli agrumi) sono la causa dell'erosione dello smalto che ha permesso così ai batteri di penetrare in profondità attaccando il dente.
Non allarmatevi però! Limitate le vostre porzioni di questa tipologia di frutti, specialmente se come me, avete sensibilità particolari ai denti, gengive e mucose, senza dimenticare però che i denti fanno parte dell'apparato scheletrico e quindi, come l'acido è in grado di corrodore all'"esterno", così pure è capace di fare all'interno, acidificando il vostro PH, operazione a cui poi il vostro organismo dovrà necessariamente porre rimedio prendendo calcio dalle vostre ossa per ri-alcanizzarvi.

E' interessante notare come l'endocarpo (cioè la polpa) degli agrumi non sembri contenere enzimi proteolitici come invece hanno la buccia e la pellicina bianca che la circondano; forse che una spremuta abbia una minore azione "acidificante" di un frutto intero?
Teniamo sempre a mente però che la Natura non fa mai le cose a casaccio e se già la buccia degli agrumi più l'albedo - che tra l'altro è difficile da separare dalla polpa - devono esser esclusi artificialmente (con coltelli affilati e spremiagrumi) perchè contengono elevate quantità di enzimi proteolitici dannosi al nostro organismo, questo deve farci fermare a riflettere prima di ingerirne grandi quantità.
Lasciamo che ogni frutto venga mangiato dalla specie appropriata che ne detenga facoltà (di trarne al massimo senza alcun problema) e noi, concentriamoci nell'armonizzare sempre di più il principio di Integrità del frutto, chiaro indice di quanto un cibo sia realmente indicato ad un determinata specie anzichè un'altra.

Dal canto mio, voglio sicuramente approfondire le ragioni spirituali/materiali della mia sensibilità verso la frutta acida e degli agrumi in particolare, sperando di arrivare presto alla radice del problema - di certo, mi auguro prima che ci arrivino i batteri!

Have a FruitFull Day!

P.s: A proposito, la mela non contiene alcun enzima proteolitico.

lunedì 19 aprile 2010

Considerazioni sulla Frutta Acida Pt 2


Vorrei tornare sul discorso della cosidetta frutta acida perchè c'è bisogno di far chiarezza su questo punto perchè ne va della salute di tutte le persone che ne mangiano ma sopratutto, nel nostro contesto, perchè tutti quelli che vogliono avvicinarsi al Fruttarismo devono necessariamente sapere che non tutta la frutta è kosher (appropriata) per il genere umano.
Non so come abbia avuto origine questa falsa credenza che tutta la frutta sia adatta all'uomo, che sia il suo cibo elettivo quando abbiamo costantemente davanti agli occhi l'oggettività di Madre Natura che ci mostra come esistano bacche velenose per noi ma non per alcune specie di uccelli, di cui essi, anzi, ne vanno letteralmente ghiotti e ne costituiscono pertanto il fondamento della loro alimentazione. In questo ultimo mese (siamo in Aprile) nei mercati, sui banchi di frutta stanno apparendo sempre di più frutti come meloni, uva, prugne...primizie di stagione che, sconsiglio ancora di acquistare perchè potrebbero non soddisfare il prezzo elevato impostogli.
Vorrei soffermarmi invece, su di un altro frutto (bacca) che sta spopolando come ogni anno del resto, cioè le fragole. Non sono mai stata un'amante di questo cibo per cui non ne ho mai fatto un largo uso in passato, specialmente considerando che, nel mio caso, specifico, ero un'onnivora pastafariana che preferiva dei biscotti al cioccolato piuttosto che frutta anche caramellata/zuccherata/lavorata in genere, figurarsi quindi al naturale.
Da fruttariana ora, mi sono lasciata tentare e appena ne ho avuto l'occasione, ho acquistato una cassetta di fragole da un contadino bio.
Neanche il tempo di mangiarne una decina che il mio dente del giudizio sx e la gengiva limitrofa hanno cominciato letteralmente a pulsare molto forte scanditi dal ritmo incessante di un invisbile trapano perforante che però mi stava scavando letteralmente il centro del dente...

Dovete sapere che io ho dei trascorsi con questo dente ma non solo con lui; i miei denti e le gengive in generale, sono da sempre stati molto sensibili a tutto, persino al caldo ed al freddo.. perciò tenete in considerazione che le dosi di frutta acida che io posso sopportare sono di molto inferiori alla media e che se voi, al contrario di me, non avete questi problemi di ipersensibilità, le dosi possono ovviamente cambiare ma l'importante è tenere a mente un certo limite imposto dal buon senso.


Purtroppo, accadde che, già in un altro episodio con protagonista la frutta acida (clementine), ebbi un effetto simile sui denti, solamente che quella volta, la vittima non fu quello del giudizio, bensì un altro dente dapprima cariato e poi otturato (non con amalgame) ed ebbi modo di constatare che, non solo il dente mi doleva a causa della violenta sensazione di un qualcosa che scavava, ma che parte dell'otturazione si era addirittura scurita ed appariva come parzialmente corrosa.. Tutta la mia bocca, tutte le mie gengive e denti, uno per uno, erano comunque provati dall'ingestione di questa frutta acida e sentivo come una patina tutt'intorno a ciascuno di loro, come avvolti da una pellicola invisibile che ne contribuiva ad aumentarne la sensibilità.

In un certo senso, avrei dovuto aspettarmelo invece, molto ingenuamente, mi avvicinai a questa bacca senza troppi scrupoli, felice di poterne finalmente godere.
Sfortunatamente, non feci neanche in tempo a soddisfare la mia voglia che i disagi cominciarono subito a farsi sentire. Questa volta, al contrario dell'esperienza catartica con i datteri, l'orgasmo edonistico non arrivò, venne stroncato quasi sul nascere; potremmo paragonare queste esperienza sensoriale al pari di una triste sveltina dove solo uno dei due giunge al culmine (in questo caso le fragole).

I dolori erano molto forti. Sentivo la necessità di sciacquarmi subito la bocca e fare qualche gargarismo per togliere l'acido dal dente ma purtroppo, non avevo accesso ad alcuna fonte di acqua dove mi trovavo. Dovevo assolutamente lavare via ogni traccia dei miei eccessi di gola, come a voler negare alla coscienza di essermi lasciata trasportare in un qualcosa che sapevo incosciamente, essere stato un errore, un'intossicazione che anzi, andava sicuramente evitata.

Ah se solo avessi avuto un pò d'acqua nei paraggi!!

Decisi di non farmi prendere troppo dal panico, altrimenti avrei sicuramente rischiato di andare fuori di testa per cui decisi saggiamente di smettere di mangiare fragole.
Tornai a casa solamente alcune ore dopo e mi sciacquai la bocca. Purtroppo era passato un bel pò di tempo e l'acido aveva avuto sicuramente modo di penetrare abbastanza in profondità.
Il danno oramai era stato fatto ed era troppo tardi per tornare indietro. Il giorno dopo infatti, mi svegliai con i primi segnali di un rigonfiamento gengivale che ho imparato a conoscere a mie spese e a cui ho trovato - dopo aver subito i tremendi effetti collaterali di una sospensione antinfiammatoria sintetica orale - un temporale rimedio, ossia la supposta di Aulin o similare, di cui vi parlerò presto in un altro articolo. Per ora, sappiate che, grazie alle fragole, sono di nuovo qui, al 20 di Aprile, con una gengiva gonfia e con una sensazione pazzesca di un qualcosa che mi sta corrodendo il dente sino alla radice ed io, sicuramente, non ho ancora ben compreso qual sia la radice spirituale di tutto questo mio soffrire. Non è mia intenzione voler demonizzare alcun frutto a priori, solamente dare la mia testimonianza di vita e tentare di fare chiarezza tra frutta kosher e non kosher per l'uomo affinchè chiunque voglia intraprendere l'avventura fruttariana, possa usufruire della mia esperienza avanzando "senza strappi al motore, evitando le buche più dure"...

Ho avuto modo di ascoltare tanti punti di vista su questo argomento e sicuramente, la pubblicazione di un mio articolo - sempre sullo stesso tema - su di un social network, mi ha permesso di collezionare altre preziose esperienze di vita con la frutta acida in un tempo molto più breve di quanto ce ne volle in passato per recuperarne solamente un paio!
Da questa specie di inchiesta, è emerso che generalmente chi vede di buon occhio la frutta acida ne consuma discrete quantità e, qualora riscontri degli effetti negativi palesi, li considera come prova che la frutta acida stia sciogliendo muco ed altre impurità dai loro corpi, imputandogli dunque proprietà curative non indifferenti e sicuramente necessarie per ottenere un'efficace pulizia interiore. Dunque, queste persone, nonostante sanguinamenti ed irritazioni varie, vanno avanti imperterriti ad assumere frutta acida, convinti di farsi del bene.
Altri invece, non avendo accusato nessun sintomo visibile all'esterno, (sanguinamenti, dolori vari ecc) hanno continuato a mangiare grandi quantità di agrumi senza preoccuparsi di nulla, magari credendo pure di aver raggiunto un buon livello di disintossicazione..

A queste persone, vorrei porre il seguente quesito che mi assilla da qualche giorno, da quando cioè ho avuto di nuovo problemi ai denti a causa della frutta acida...

Se è vero che la frutta acida crea questi spiacevoli effetti collaterali perchè di fatto sta sciogliendo il muco, per quale motivo i miei genitori che sono onnivori e, tra l'altro, seguono pure una dieta onnivora scombinata, non accusano alcun sintomo mangiando grandi quantità di frutta acida?
Forse che essi siano intossicati a tal punto tanto da inibire gli effetti benefici degli agrumi?
Oppure, dato che ci sono state testimonianze di alcuni crudisti e fruttariani asintomatici, dobbiamo presumere che i miei genitori siano puliti come loro? Oppure è vero il contrario, ossia che questo crudista e questo fruttariano siano in realtà intasati al massimo come un onnivoro scombinato?

Il fattore che li accomuna è che nessuno di loro ha misurato effettivamente l'acidità presente nelle proprie urine dopo aver mangiato qualsiasi frutto acido, cosa che ha fatto invece una persona che io conosco direttamente ed ha avuto una bella sorpresa... Dopo aver stabilizzato infatti il suo PH, prese della frutta acida ed i suoi livelli di acidità si alzarono alle stelle!
La mia tesi - e quella di tante altre persone, compreso il più vecchio igienista vivente, il Dr Bass - è che la frutta acida corroda - oltre che i denti - anche le ossa e questo è molto difficile da vedere esternamente e sicuramente impiega tempo prima di poter manifestare sintomi di dolore osseo...

Dunque, è assolutamente fuori discussione che i miei denti siano molto più sensibili rispetto alla media e questo potrebbe spiegare perchè appena con dieci fragole io abbia accusato violenti dolori ma sta di fatto che una corrosione avviene comunque, che ce ne accorgiamo o meno.
Alla luce di tutto ciò, non posso credere all'affermazione che gli effetti collaterali della frutta acida siano una prova di come gli acidi purifichino il corpo e che questi smettano di dare certi problemi quando tutti i blocchi di muco sono stati finalmente sciolti perchè se lo facessi, allora dovrei equiparare un onnivoro ad un fruttariano- crudista ed essere costretta a constatare che questi stiano di fatto sullo stesso livello, nel bene e nel male.

In attesa dei vostri pareri a riguardo, vi auguro una buona serata!

martedì 6 aprile 2010

Gli Effetti dannosi di una Dieta Fruttariana a base di Frutta Acida



Articolo estratto da: Fruit: Friend or Foe? di S. Bass

Gli effetti dannosi di una dieta Fruttariana a base di Frutta acida

Dieta a base di Frutta

[...] Anni dopo, come molti nutrizionisti del tempo, caddi sotto l’incantesimo di Arnold Ehret. Il suo sistema di guarigione della dieta senza muco mi ispirò moltissimo. Egli asseriva che tutte le malattie erano causate dal muco prodotto dai cibi ingeriti non naturali e che il cibo migliore in assoluto era la frutta insieme ad alcune verdure a foglia verde, e che l’uomo poteva raggiungere la perfezione solamente cibandosi di frutta. Ecco dunque l’inizio dei miei esperimenti con il “Fruttarismo”.
Ad intervalli seguii lunghi periodi di soli succhi – alcuni di 10 giorni, altri di 20, varie volte l’anno. Ad un certo punto, dopo essermi cibato esclusivamente di succo d’uva per oltre 2 settimane (a volte imbottigliato senza zuccheri) ho notato che le mie gengive sanguinavano, ed intorno al 10esimo giorno, i miei denti cominciavano a ballare sulle gengive. Tutto questo mi spaventò e smisi di bere questi succhi.

Anni dopo, mentre lavoravo come musicista a New Jersey nell’Ashbury Park, bevvi per 70 giorni succo d’arancia fresco senza prendere altro. Persi mezzo chilo al giorno fino al 20esimo giorno quando il mio peso rimase stazionario, perdendo qualche kg settimane più tardi. Mangiavo circa una dozzina di arance per pasto e sputavo la polpa. Avevo voglia di verdure ma mi rifiutai di mangiarle, perché credevo nell’insistenza di Arnold Ehret che la frutta fosse il cibo perfetto – la dieta del Giardino di Eden fatta apposta per l’evoluzione spirituale dell’uomo.

La Frutta ed i Denti

Quando mi trovavo nei miei 30 anni, ebbi la fortuna di incontrare un Naturopata e Chiropratico, un grande leader ed insegnante nel campo dell’Igiene Naturale, il Dr Christopher Gian Cursio, che mi introdusse nel fantastico mondo della nutrizione bilanciata. Mi raccontò delle sue esperienze mentre seguiva Arnold Ehret, che portarono carenze nella sua dieta. Provò il rimedio dell’uva, consigliato da Johanna Brandt. Visse esclusivamente d’uva per 35 giorni. Ne mangiava kg ad ogni pasto. Al 32esimo giorno le sue gengive sanguinavano ed i suoi denti erano allentati alla base. Mi disse che uno dei suoi denti gli cadde dalla bocca e lui esclamò: “Mio D-io, mi sto disintossicando dai denti” In quel momento si rese conto che c’era qualcosa di sbagliato con la dieta di frutta. Se ne rese conto solo più tardi, quando lesse l’articolo di un famoso nutrizionista Britannico chiamato “Frutta, il suo uso ed abuso”. Mi disse che questo fu il miglior libro sulla frutta che avesse mai letto. Questo dottore di cui non ricordo il nome disse che secondo la teoria della nutrizione, la frutta era alcalina nelle sue ceneri dopo la digestione e che questo andava bene per il nostro corpo. Ma, dopo ciò che osservò in molte persone, arrivò alla conclusione che le ceneri alcaline presenti dopo la digestione erano a causa della frutta acid ache succhiava via I minerali dal corpo per neutralizzare gli acidi nella frutta. L’organismo non stava dunque ottenendo dei minerali, ma li stava perdendo dalle ossa, dai denti e da se stesso.
Tutto ciò spiega chiaramente cosa accade a me quando provai una dieta basata sui succhi di frutta acida. Spiega pure cosa accadde al Dr Cursio durante la sua dieta a base di uva, ricca in acido malico. Questo spiega cosa accadde a tutte quelle persone che provarono una dieta a base di frutta acida. Ricordo cosa mi successe quando ero in un Hotel a New York mentre lavoravo con un’orchesta, quando alcuni miei denti si allentarono ed uno con l’ascesso mi gonfiò tutta la faccia. Non volendo abbandonare il lavoro, iniziai un digiuno di sola acqua, un metodo che usai spesso nelle emergenze, se avevo dei dolori. In pochi giorni, il gonfiore ed il dolore andarono via e al decimo giorno era quasi scomparso tutto e due giorni dopo sentii qualcosa nella mia bocca. Lo estrassi e vidi che era un molare con un grande buco nel centro. Il mio corpo aveva espulso un dente morto. La stessa cosa mi accadde un’altra volta quando il mio corpo rigettò un altro dente. Quando raccontai questa storia a due dentisti, mi dissero che non avevano mai sentito dire prima una cosa del genere. L’osso della mia mascella si ritirò dal dente a causa della perdita di minerali dall’acido della frutta. Un anno dopo persi altri due denti sempre per lo stesso motivo.
Un chirurgo dentista che era un Igienista Natura e successivamente divenne il mio dottore, a Rockaway Beach, Moe Leichter, mi disse che la peggior recessione delle gengive e perdita di denti la riscontrò in pazienti vegetariani e Igienisti Naturali che vivevano prevalentemente cibandosi di frutta. Disse che i loro denti erano rigati e carenti di calcio. Credeva fosse meglio evitare la frutta acida. Il Dr Curio raccomandò l’uso esclusivo di frutta semi acida, povera di acidi come le pere, le mele rosse deliziose e la frutta non acida come i meloni, la frutta migliore.