Vorrei rispondere anch'io andando subito al nocciolo, senza troppi giri di parole alle perplessità di una persona intervenuta nel blog di Valdo Vaccaro circa la questione della frutta acida – se e quanto consumarla – dopo aver assistito alla conferenza tenuta all’AVA dove ero presente in quanto quell’incontro pubblico venne organizzato da me e dal mio amico Andrea Fruttariano a rappresentanza della “punta fruttariana” romana in seno alla suddetta associazione.
Questa persona – dopo aver riportato in maniera molto sintetica e peraltro un poco inesatta le parole di Andrea circa le ragioni per cui sarebbe meglio limitare il consumo di questo tipo di frutti – si sfoga con Valdo – difensore degli agrumi ad oltranza – lamentando il fatto che a causa di queste informazioni sulla tossicità delle arance – sua moglie, grande consumatrice di latte e convertita a forza a spremute di 5/6 arance al mattino – “spaventata” da queste rivelazioni – decise dunque di tornare ad assumere latte per colazione, cosa che sicuramente, secondo suo marito, le farà di nuovo riacquistare quei kg persi dopo tanto lavoro di persuasione abietta.
Questa persona chiede inoltre a Valdo a quale tesi sia meglio “credere”, a chi “deve credere” l’uomo della strada; se ad un fruttariano che ha provato sulla sua pelle – o meglio – sulle sue urine – l’acidità delle arance e che porta la testimonianza diretta di altri fruttariani – me compresa – i cui vissuti con gli agrumi si sono rivelati drammatici e dolorosi nel corpo e nello spirito oppure se a delle tabelle nutrizionali ed esperimenti condotti inserendo arance in qualche recipiente metallico nel folle tentativo di paragonare la meravigliosa macchina biologica umana ad un rozzo e primitivo bidone della spazzatura inorganico – esperimento che per analogia ricorda molto tristemente il principio aberrato della vivisezione che si prefigge di studiare effetti di certe sostanze da adibire ad un consumo umano sperimentandole - nel nostro caso neppure su di un animale vivo, bensì un qualcosa di inanimato – su di una creatura diametralmente opposta per funzioni bio-chimiche rispetto all’uomo pretendendo per di più di capirci qualche cosa…
Tra moglie e marito non mettere l’agrume…
A questi interrogativi vorrei rispondere dando il mio parere non tanto in veste di fruttariana che ha subito in prima persona gli effetti nefasti degli acidi degli agrumi sul suo corpo (vorrei cogliere questa occasione per ricordare a tutti la mia esperienza con le clementine che mi hanno letteralmente corroso un’otturazione dentaria) quanto come individuo libero-pensatore - e con libero intendo pure laico – dato che qualcuno definisce il mio approccio al fruttarismo di tipo “ascetico” solamente perché grazie a questa alimentazione riesco a percepire e a godere “delle meraviglie del creato e della bellezza delle sue creature” come forse del resto, “dovrebbe” esser questa “conditio sine qua non” per ottenere finalmente la felicità ed il benessere che noi tutti ci affanniamo a cercare guardando sempre in direzioni sbagliate perché vaghiamo intossicati da un luogo ad un altro senza giunger mai ad alcuna meta che non sia un fallimento artificioso prodotto dell’umana mente e non della Sapienza di Madre Natura.
Perché imputare l’errore delle proprie imposizioni sugli altri chiamando in causa la frutta acida?
Stavolta la “difendo” io. Questo è un tentativo bello e buono di far terrorismo facendo passare per santo un demonio bello e buono…
La donna in questione è tornata a prendere latte (di origine animale a quanto mi pare di aver capito) perché le venne sottratto dal marito e lei di fondo non ne fu mai affatto d’accordo.
Non c’entra niente la frutta acida. E’ solo un abbaglio pensare che a causa del messaggio di Andrea che sconsiglia gli agrumi, allora la sua testimonianza possa essere deleteria e vincolante per tutti quelli che vogliono avvicinarsi alla frutta lasciandosi alle spalle – come in questo caso – prodotti di origine animale.
Andrea non le ha mai detto infatti di tornare a prendersi del latte di origine animale; al massimo le avrà potuto consigliare una mela integra al mattino, come di suo solito…
E cosa c’è di tanto errato in tutto ciò? Le ha semplicemente consigliato la soluzione migliore e di sicuro, la più naturale di tutte le altre alternative…
La spremuta è un’operazione innaturale che porta ad una modificazione non prevista dalla natura i cui risvolti finali non possono essere da lei garantiti. Spremere i succhi di un qualsiasi frutto come pure fare un frullato non equivale a mangiare del frutto intero, tralasciando il fatto assodato che ogni operazione di estrazione acidifica quasi istantaneamente qualsiasi cosa.
Grazie a queste diavolerie meccaniche siamo in grado di riuscire a mangiare tre o quattro frutti tutti assieme, prendendo in giro il nostro organismo.
Io ho fatto questa semplice prova: un giorno ho mangiato una mela e poi subito dopo una banana (entrambi i frutti maturi, ovviamente) ed ho accusato pesantezza allo stomaco; questo accadde perché mescolai due frutti con due tempi di digestione diversi uno dall’altro.
Un altro giorno invece mi sono frullata 2 mele ed una banana e non ho accusato alcun problema.
Come potete capire benissimo senza l’ausilio di alcuna laurea in scienza dell’alimentazione, filosofia ecc il “semplice”fatto di aver frullato/manipolato la frutta per mezzo di un procedimento non escogitato dalla natura ha fatto sì che io potessi ingerire maggiori quantità di frutta di diversa specie senza accusare alcun disturbo digestivo. La tecnologia perversa dell’uomo ha bypassato la flebile voce della natura che sconsiglia qualsiasi tipo di mix, il rumore fastidioso del motore di questo elettrodomestico ha messo a tacere la voce delicata della verità rendendoci sordi al suo richiamo…
Grazie a D-o poi il mio corpo forte ha saputo gestire la situazione al meglio senza stressare troppo il mio microcosmo però non escludo che un po’ ne abbia risentito anche se la mia coscienza non ne venne mai al corrente…
Per tornare allora al nostro discorso, mi rivolgo personalmente a questo signore preoccupato che sua moglie riprenda i kg persi con la reintroduzione del latte vaccino, e umilmente le consiglio di non imputare alcuna colpa alle “parole forti” ma veritiere di Andrea ma di prendere una volta per tutte la situazione di petto che riguarda non la frutta acida bensì il rapporto con la sua compagna. Perché è inutile e dannoso per lei, per sua moglie e per tutti coloro che hanno modo di leggere questa testimonianza coprirsi dietro un dito per nascondere una situazione di disaccordo familiare talmente evidente da spaventare più dell’acidità di tutti gli agrumi del mondo..
Il problema di sua moglie non è la frutta acida, mi ascolti bene, ma il fatto che desidera ancora il latte vaccino ma a causa delle sue pressioni costanti, è stata costretta a cedere ad un compromesso che le andava stretto da tempo…
Vaccaro dice – dall’alto dei suoi 10 giorni di sola frutta! - che ci sono tante persone (onnivore) a cui il durian rimane indigesto e per questo ne parlano male a chi si appresta a mangiarne dicendo che non ha alcun senso credere alle parole di una persona che mangia malissimo ed ha sicuramente problemi di digestione a causa della carne, dei prodotti cotti che ingerisce dando la colpa dei suoi mali ad un frutto innocente…
Ebbene, questo è un po’ ciò che accade anche nel nostro caso, cari lettori…
Il fisico di un crudista-vegan neanche 100% rispetto ad un fisico fruttariano crudista al 100%, di cui 75% monotrofico melariano (che mangia solo mele) è alquanto diverso e chi è mai costui che si arroga il diritto di dire che quel tale fruttariano che ha avuto problemi con una certa categoria di frutti – in linea peraltro con tantissimi altri fruttariani-crudisti di mezzo mondo – non sta bene fisicamente e per questo accusa problemi vari che erroneamente associa alle arance?
Un po’ di umiltà signor Vaccaro; crede forse che solo la sua salute sia impeccabile grazie alla dieta che segue e tutti gli altri che non sono come lei – vuoi perché onnivori vuoi perché fruttariani – siano sbagliati?
Eppure nei suoi libri, nei suoi articoli lei parla di fruttarismo come dieta ideale dell’uomo anche se però si percepiscono in realtà le sue riserve in merito a questo tipo di alimentazione – riserve che lei è abile nell’aggirare in maniera subdola asserendo che sì, fruttariani si nasce ma in questa vita mai ci si diventa a causa di scuse assolutamente banali, come la moglie che alla sera ti fa trovare in tavola una “bella” zuppa di legumi oppure un “buon” piatto di pasta a cui non si può (vuole) resistere oppure la vita sociale, il lavoro ecc…
Tutto questo discorso mi porta alla mente un famoso proverbio: quando la volpe non arriva all’uva dice che è irrancidita…
Certamente la famiglia, gli amici, il lavoro sono sfere della vita molto importanti per l’uomo ma non sono vincolanti. Dovremmo forse noi per accontentare gli altri fare qualcosa che sappiamo essere errato e quanto mai deleterio per la nostra salute solamente perché le persone intorno a noi non vogliono prestare ascolto alla verità nuda e cruda che mangiare altri cibi oltre la frutta può causare scompensi più o meno gravi all’organismo? Berremmo mai della candeggina perché nostra madre ci dice di farlo? O piuttosto ci prenderemo in giro un giorno si e quell’altro indulgendo in cibi dannosi per l’organismo solamente perché in realtà non abbiamo il fegato di restare a solo frutta più di un tot di tempo?
Quando si incappa in situazioni di questo tipo e non vi sono dunque “reali” motivazioni di forza maggiore ma garbugli etico-psico-sociologici di imprecisa natura a frenare il treno fruttariano, allora entra in gioco un meccanismo diverso, ovvero riaffiora piano piano un dubbio latente di fondo che viver di sola frutta non sia davvero possibile. Io stessa ci sono passata per certi versi, senza uscire dal fruttarismo però perché impossibilitata dal fatto che le verdure oramai erano diventate letteralmente come pezzi di carta nella mia bocca, che non riuscivo proprio a deglutire. Ricordo però che molte volte mi vidi tentata a farmi dei frullatoni di verdure a foglia verde miste con frutta al mattino per assicurarmi tale nutrienti… Grazie a D-o superai questa fase senza alimentare inutilmente dubbi assolutamente infondati frutto di intossicazioni di natura estranea alla genuinità della vita.
Ma del resto questo è lo stesso meccanismo che il vegetariano prova subito dopo esser uscito dall’onnivorismo carnivoro, del vegan che ha lasciato da poco il vegetarismo, del vegan crudista che ha lasciato da poco il cotto e del fruttariano che ha lasciato da poco il vegan crudo…
Perché che senso ha, se non una dipendenza mentale psicologica, mangiare un formaggio od un uovo, o farsi un frullatone di verdure una volta al mese per scongiurare eventuale carenze dovute ad una dieta che si sospetta errata? Se pensassi davvero che il fruttarismo fosse inappropriato per l’uomo, ma chi me lo farebbe fare ad andare avanti? Piuttosto allora continuerei per la mia strada alla ricerca della dieta perfetta…
Le radici dell’istinto
Io credo che la paura della morte sia uno degli istinti più forti nell’uomo, quello in grado di poter risvegliare in qualsiasi creatura una forza fisica e d’animo sconosciuta, latente nel profondo, capace però di smuovere montagne se innescata e dunque ogniqualvolta ci si concede di mangiar dei prodotti cotti (soprattutto vegan) al posto della frutta, ecco che allora c’è davvero qualche cosa che non va in background, qualche inclinazione pericolosa contro natura che si è insidiata nella coscienza – l’ego, ossia il piacere della gola.
La gola e le voglie smodate dell’intestino sono state e sono tutt’ora la causa delle più gravi malattie dell’essere umano e perseverare dunque in piaceri malsani per fini esclusivamente edonistici mettendo da parte la salute – è un’inclinazione troppo frequente, un compromesso troppo pericoloso a cui spesso si incorre per debolezza di spirito.
Non è incoraggiante sentire proferire dalla bocca di un non neanche fruttariano che essere fruttariani al 100% senza mai sgarrare è impossibile perché chi si può conoscere meglio le “problematiche” dell’esser fruttariano se non un mangiatore di frutta a tempo pieno?
Fruttariani si può: ecco le prove
Io sono testimonianza in prima persona di fruttariana che lo è sempre e comunque, senza alcuno sgarro, che porta sempre con sé nello zainetto qualche frutto al posto della bottiglietta d’acqua, qualche frutto per la cena fuori con amici, qualche frutto nel bagaglio a mano dell’aereo… Chi mi conosce di persona può ben dire che frutto porto sempre con me..
Conosco fruttariani che lavorano e si portano dietro una busta di frutta da consumare durante le ore fuori casa e fanno questo ogni santo giorno.
Coloro che non riescono perché asseriscano sia un problema conciliare la frutta con gli inviti a prendere un caffè al bar con i propri colleghi, non stanno vivendo un reale impedimento a discapito della vita sociale, stanno vivendo una costante tentazione tra qualcosa di sano e di mal-sano; una battaglia interna tra tentazione e rinuncia. Quando si presenta un dilemma del genere di solito accade perché interiormente nel profondo, si è ancora intossicati da un certo modo di pensare e vedere la vita, in pratica non ci si è ancora fruttificati nel profondo.
Perché qui non si tratta di astenersi dal fare determinate cose; si tratta di rettificarle.
Il problema non sono gli altri che si vanno a prendere un caffè che sono sbagliati; siamo noi che non riusciamo a stare con loro al bar mentre ci mangiamo un frutto perché dentro moriamo dalla voglia di farci fuori una brioche e non riusciamo proprio ad addentare quella mela dal sapore così delicato…
Lo sbaglio è nostro, come pure la piena responsabilità delle nostre azioni e non-azioni. Spesso non portiamo il nostro essere fruttariani “fuori nel mondo”, tendiamo anzi a nasconderlo per paura di venir giudicati strani ed anticonformisti, paura di esser presi come degli ortoressici e dei montati, paura di essere incompresi..
E’ vero…tutto ciò accade. Il mondo onnivoro, il mondo vegan cotto, persino quello crudista-vegan non ci vede sempre di buon occhio e ci scambia spesso per estremisti ma qual è il problema?
Devo fingermi meno diverso solamente per tenermi delle amicizie false, tenere in vita rapporti fondati sulla menzogna e sul far finta di niente? Quale rapporto di questo tipo può farmi crescere, arricchire nel profondo dell’animo? Esattamente allo stesso modo, che senso ha mangiare di un cibo denaturato?
Un fruttariano sa che non ha alcun senso mangiare la pasta o qualsiasi prodotto cotto perché riconosce che, oltre a non essere appropriato a partire da grezzo, nel suo stato naturale, lo è ancor meno quando viene sottoposto all’azione disintegrante del fuoco…
I nodi prima o poi vengono al pettine e non possiamo certo rovinare le nostre esistenze dietro a persone che hanno deciso di vivere la propria vita in maniera opposta alla nostra, soprattutto in un tempo in cui l’ignoranza, l’incompetenza e l’inesperienza dilaga.
Il Fruttariano ha deciso di tagliare via i cadaveri vegetali ed animali nonché il cotto; ha dato un taglio netto alla finzione, ha scoperto la verità attraverso la genuinità ed i semplici gesti che la natura ha indissolubilmente scritto nelle anime e disegnato nei corpi di ciascuno di noi.
E’ difficile rinunciare alla verità quando troppo tempo fu speso a cercarla invano in posti dove ella per forza di cose, non poteva dimorarvi a causa della detronizzazione da parte dell’ego deviato.
Il mio appello ai Fruttariani
Il seguente appello si rivolge ai fruttariani e al loro rapporto personale con il proprio sè, non contempla la condizione onnivora, vegetariana, vegan, vegan crudo perché tutti questi stili alimentari sono ben lungi dall’essere vicini alla realtà della natura delle cose.
Non possiamo pensare di vivere la nostra vita di sola frutta vita natural durante (e sarà lunghissima, quindi prepariamoci!) in maniera conflittuale con noi stessi, sentendoci dei freaks (degli individui fuori dal comune) ogniqualvolta vediamo una terza persona che mangia pasta, carne oppure una foglia di lattuga! Apriamo un po’ gli occhi, santo cielo!
Ridefiniamo i nostri concetti
La condizione fruttariana non è una condizione “freak”, “border line” perché ci si nutre di sola frutta; questa è la condizione normale dell’essere umano. Pertanto, quando i miei amici vanno in pizzeria, non sono io quella fuori luogo perché la pizzeria in primis non dovrebbe esistere per tantissimi motivi, non solo alimentari.
Dunque, il fatto che io mangi frutta al tavolo con loro è solo l’ultima nota stonata di una sinfonia completamente inascoltabile di cui le nostre orecchie dovrebbero necessariamente fare a meno se vogliono rimanere in salute…
Il Fruttarismo è l’unica alimentazione naturale, integrale per l’uomo, è il traguardo a cui tutti gli uomini devono aspirare di diventare, ognuno con i propri tempi e transizioni di sorta senza mai però perdere di vista l’obiettivo finale.
Detto questo vi saluto tutti con gioia e vi abbraccio augurandovi tanta serenità nel vostro percorso alla ricerca di un’esistenza sobria all’insegna dell’Amore Incondizionato.
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giovedì 10 giugno 2010
Frutta acida: una questione di fede
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FruiTanya
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pensiero critico
martedì 8 giugno 2010
Fruttariani nel paese di Onnivorandia
Perchè il "miraggio della perfezione Vegan" è un miraggio idiopatico
Sono fiera di essere fruttariana e soprattutto non ho alcuna intenzione di nascondere la mia identità alimentare a coloro che mi fanno domande dirette oppure reprimere la mia voglia di frutta se in compagnia di altri, per motivi di lavoro o per diletto..
Essendo semplicemente me stessa e portando sempre dietro con me la mia frutta ho suscitato nel mio prossimo varie reazioni, tutte comunque abbastanza positive ed alcune certamente inaspettate che mi hanno dato forza nel mio percorso evolutivo convalidando in maniera anche indiretta la veridicità indissolubile della scelta di vita che ho deciso di portare avanti fino alla fine dei miei giorni.
Perché non si può pensare veramente di essere capiti, rispettati e compresi se non ci si mostra al prossimo realmente per ciò che si è dentro.
Non ci può essere rispetto se manca la chiarezza, non c’è alcuna giustizia se manca la verità.
Aver offerto frutta a delle persone in strada che invece chiedevano due spiccioli per comprarsi certamente qualche veleno (dall’alcohol a qualsiasi prodotto cotto per me non c’è alcuna differenza) è stata una grandissima soddisfazione e se non avessi avuto la mia “mania” di portarmela sempre dietro, mi sarei trovata a mani vuota, magari combattuta con quell’intossicato senso di colpa che ti vede negare del denaro di fronte ad un individuo che ti sta chiedendo qualcosa per vivere.
In realtà è un intossicato come tutti gli altri che però invece hanno i soldi per drogarsi in maniera “onesta” e quel che più conta “legalizzata” e dunque non sono di alcun impaccio al sistema capitalistico, anzi ne rappresentano proprio il suddito modello.
Offrire parte del mio pasto, del vero cibo appropriato per la razza umana è un dono talmente prezioso per me che non è possibile equipararlo a tutte le monete del mondo.
In un mondo di falsità, ipocrisie e compromessi di comodo, la verità schietta stride assordando tutti coloro che non sono pronti ad accettare la naturale evenienza di certi processi oramai sempre più inarrestabili.
Io, fruttariana, non mi faccio schiacciare da questo sistema intossicato che va contro natura perché ho fatto di questa mia scelta la fonte di sostentamento primario per la mia intera esistenza.
Non voglio cedere a nessun compromesso che io non possa in alcun modo provare a contrastare con tutte le forze in mio potere perché rinunciare anche di tentare per evitare di cadere in una qualsiasi “via di mezzo” è in un certo senso voler assecondare e sottostare riconoscendo al Sistema imperante la forza di annientarti solamente perché si è in minoranza numerica.
Dobbiamo sforzarci di tenere sempre a mente che il fruttarismo è lo stato naturale dell’essere umano e che tutte le pizzerie, i bar, le pasticcerie etc altro non sono che dei luoghi fantascientifici purtroppo divenuti tristemente una realtà ma che non hanno alcuna ragione d’esistere e non ha per questo alcun senso continuare ad alimentare assiduamente le loro vendite recandoci di nostra sponte in questi tetri luoghi per di più accontentandoci di mangiare un piatto che neanche ci piace troppo, per giunta pagandolo a peso d’oro.
Non a caso questo tipo di alimentazione con il tempo riesce a distaccarti talmente tanto dalla realtà inquinata dove viviamo che ben presto questo desiderio insano di andare a cena fuori almeno una volta alla settimana passa perché ci si rende ben presto conto che non è normale passare 6 giorni chiusi in casa a lavorare per gli interessi di terze persone…
Gli amici intimi ed i parenti sapranno comprendere le nostre esigenze ed il cibo non sarà in alcun modo motivo di divisione anche se diverso nella sostanza ma anzi, fortificherà le relazioni umane fino a quel momento inconsapevoli perché appunto la tavola sarà finalmente un luogo d’incontro, un’agora dove poter confrontarsi per crescere insieme invece di un posto dove neanche in compagnia d’altri si riesce a fare un minimo sforzo per concentrarsi sulla propria persona e sui bisogni del prossimo.
Voler tenere comodamente il piede in due staffe dichiarando candidamente che è un’utopia quella della perfezione alimentare è un escamotage furbesco che non sta assolutamente in piedi e giova solamente all’egoismo umano che in questo comfort mental-psicologico trova terreno fertile per proliferare indisturbato giorno dopo giorno per poi sfociare “tutto di un colpo” in una malattia cronica molto grave…Un bel giorno da fruttariani che eravamo ci risvegliamo ad essere come “minimo” vegan-cotti senza ricordarci come vi arrivammo…
Si tratta in realtà di alzare il limite del veto, il limite della sofferenza che si vuole infliggere al nostro prossimo e all’ambiente, all’amore che abbiamo per la verità e per la nostra salute.
E’ ora di andare oltre le sofferenze animali, è ora di occuparsi un po’ del benessere e di riacquisire pian piano uno stile di vita naturale, umano.
Perciò via il cotto! Basta cucinare verdure, cereali, legumi. Ciò che non è naturale per l’uomo non si può mangiar crudo. Oramai è assodato tutto ciò, dunque perché si dovrebbe continuare a perpetrare questo terribile sbaglio quando la verità e la soluzione ai problemi è stata disgelata?
Ci vuole un poco di forza di volontà certamente per sganciarsi dal sistema e dalle abitudini malsane ma con la pratica e la costanza si ottiene tutto e si arriva a livelli impensati, proprio come è accaduto a me personalmente con il mio percorso triennale da onnivora a fruttariana crudista 100% senza semi e verdure di alcun tipo, tutto sta è affidarsi ai propri istinti, inseguire i propri sogni, perseguire i propri obiettivi.
Non si potrà mai smettere di fumare pensando che una sigaretta una volta ogni tanto non faccia poi così male…
Forse fisicamente (ma ho i miei dubbi) non farà poi così male mangiare ogni tanto qualche cosa di cotto ma quel che io condanno soprattutto, è l’atteggiamento mentale “molle”, che sa di star facendo qualcosa contro natura ma gli piace prendersi in giro pensando di tener sotto controllo certe voglie limitandole appunto a determinati giorni della settimane, determinate occasioni con amici fuori la sera, quando in realtà certe abitudini servono solo per nascondere una crisi d’astinenza dalla peggior droga possibile al mondo: il cereale.
Perché parliamoci chiaro…chi vuole sgarrare lo fa con la pasta o con un derivato cerealicolo non certamente con un germoglio o con una costa di verdura… per alimenti di questo tipo non vale neanche la pena scomodarsi tanto!
E’ triste e deleterio far finta di nulla, non voler prendere atto delle proprie dipendenze mascherandole alla coscienza sottoforma di impossibilitazioni di varia natura, tra cui la scusa del lavoro è quella che si sente più spesso usare.
Perché si sa, il lavoro è una cosa su cui non si può scherzare al giorno d’oggi e merita dunque il più assoluto rispetto, soprattutto di fronte a chi un lavoro fisso non ne ha ed è vulnerabile per questo.
Ma la verità è un’altra per chi vuole guardarsi davvero allo specchio, perché ci sono fruttariani che lavorano, che fanno pure lavori pesanti e mangiano sempre e solo frutta senza sgarrare perché si sono organizzati al meglio.
Non c’è cibo più semplice, veloce e pulito da trasportare che la frutta. E qui entra in gioco anche il discorso della differenziazione tra frutti adatti all’uomo e quelli meno, necessaria e vitale se si è deciso di basare la propria vita unicamente sul consumo di frutta perché non tutti i frutti sono uguali tra loro e non tutti vanno bene in determinati periodi dell’anno oppure più semplicemente in momenti della giornata.
Mi dispiace notare che sempre più personaggi che parlano di fruttarismo ed indicano questo e quel frutto come essere il migliore in assoluto perché possiede queste e quelle proprietà in realtà se si va ben a leggere nelle biografie personali, vediamo che non solo questi individui non sono laureati in alcuna scienza dell’alimentazione (una laurea per me ha lo stesso valore “nutritivo” di una foglia recisa di lattuga) ma quel che è più grave, non sono neanche fruttariani e dunque per questo non hanno alcuna esperienza in prima persona della materia che stanno così tenacemente difendendo a spada tratta solamente per preservare un dogma che si è deciso di stabilire come vero su cui appoggiare pure le proprie membra magari troppo provate dall’ingestione di qualche frutto dopo l’aver consumato un piatto di pasta vegan…
Come può cercare di comprendere cosa significa essere fruttariani una persona che pensa che la frutta possa essere d’impiccio durante il suo orario di lavoro?
Come si può davvero amare la vita e dedicarle tutta l’esistenza se pensiamo che essa possa ostacolarci in qualsivoglia attività noi desideriamo svolgere durante la giornata?
Questi sono quesiti filosofici che però a quanto pare neanche più i filosofi si curano più di porsi.
Forse perché oggi non esistono più neanche questi personaggi, che un tempo vivevano sulla propria pelle le verità che scoprivano man mano nel corso delle loro esperienze in prima persona ed oggi sono diventati come dei predicatori della domenica, che parlano di virtù agli altri continuando a lasciarsi trastullare dai vizi e quando poi vengono colti nel fallo delle loro contraddizioni, allora ecco che sfoderano le armi del vaniloquio e affermano con tutta tranquillità che la perfezione (leggi coerenza) non è sempre possibile a causa di situazioni assolutamente banalissime che basta solamente un poco di forza di volontà per superarle alla grande.
Fino a poco tempo fa quando mangiavo ancora la fruttortaggio al ristorante mi veniva facile prendermi un’insalatona personalizzata con pomodori, peperoni e zucchine crude ora, credo sarà più selettivo il processo perché dovrò assicurarmi che il locale dove mi reco abbia a disposizione della frutta integra per me da mangiare, oppure altrimenti dovrò provvedere a portarmela da casa.
C’è da dire che io non esco mai senza frutta al seguito proprio perché non mi piace avvertire gli stimoli della fame (e anche quelli della falsa fame) e della sete senza aver la serenità di poter addentare una mela succosa quando ne ho più bisogno.
Io non faccio eccezioni neanche per l’acqua; preferisco portarmi dietro dei frutti piuttosto che bere ad una fontanella in strada o in un bar perché questo liquido inorganico appesantisce fortemente il mio stomaco ora che non è più abituato a certe zavorre completamente inutili e dannose per l’organismo.
La sobrietà è sicuramente una virtù come pure lo spirito di adattamento e l’elasticità mentale di riconoscere quando un certo “limite” viene passato per prevenire appunto fenomeni patologici di dipendenza malata verso il cibo ma non credo davvero si possa parlare in questi termini quando un fruttariano preferisce portarsi dietro un sacchetto di mele piuttosto che mangiare una pizza fuori con amici per non rinunciare alla “vita sociale”.
E’ importante tenere sempre a mente che non è il fruttariano ad essere “strano”, fuori luogo, anticonformista, ma è la società che ha adottato col tempo forme di valori sempre più sconnessi che portano facilmente l’individuo al completo annientamento se non si presta particolare attenzione a questo tipo di trappole psicologiche.
La vita in città/metropoli è più insidiosa di quella nella giungla amazzonica perché la morte è pronta dietro ogni angolo ed in più, abbiamo molti più richiami/tentazioni a cui abbiamo imparato ad indulgere.
Una vita naturale ha pochi (e per questo sani) desideri da soddisfare ed ha imparato così ad ottimizzare le risorse, anche quelle alimentari. Si mangia di meno, si fa più movimento, si parla di più e ci si distrae meno…
Il centro del proprio essere è la propria anima in relazione con il macrocosmo in un costante fluire armonico di energie e forme belle mentre la vita in città è decentrata verso la ricerca di un fuggevole desiderio di appagamento che appena viene soddisfatto lascia subito il posto ai sintomi di malessere paragonabili a quelli della falsa fame.
L’unica vera perversione dell’uomo non è stata tanto quella di consumare cibi inadatti alla propria specie quanto l’aver imparato ad accettare tali sostanza come naturali .
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mercoledì 12 maggio 2010
A ciascuno il suo latte!
A chi vogliono darla a bere?
Il Dr. Shelton ci svela i retroscena commerciali della vendita di latte vaccino
Il Latte Vaccino
Estratto da: The Hygienic Care of Children di H.Shelton - Tradotto in Italiano da FruiTanya.
Il cibo essenziale per una sana crescita ed un sano sviluppo di ogni cucciolo di mammifero, inclusi dunque i cuccioli umani, viene prodotto dal seno di sua madre. Il latte di ciascuna specie si differenzia molto da quello di un'altra, come mostreremo più tardi, ed ogni latte è fatto apposta per soddisfare i bisogni dei piccoli di quella specie. I cuccioli continuano, per un pò di tempo dopo la nascita a nutrirsi del latte della loro madre.
Siamo inclini a dare per scontato che l'uomo incominciò a dare ai propri figli latte di mucca o latte di qualsiasi altro animale appena Adamo ed Eva vennero espulsi dal Giardino delle Delizie e che si continuò a fare ciò da allora in poi. Siamo portati a pensare che questa pratica sia universale. Ci stiamo sbagliando di grosso.
Sappiamo per esempio, che pochissime donne Cinesi ed Indiane hanno possibilità di dare latte di mucca o di qualsiasi altro animale ai loro figli. Sappiamo che gli Americani del Nord e Sud America non possedevano alcun animale da latte ed i bambini non avevano più latte dopo che si separavano dai seni delle loro madri. Anche in altre parti del mondo funziona così.
La storia ci dice che fu un uomo dal nome di Underwood il primo ad aver rischiato l'esperimento di alimentare bambini con latte di mucca. Ciò accadde nell'anno 1793 - solamente 137 anni fa. Poco prima dell'invenzione della tettarella di plastica e possiamo immaginare benissimo quali risvolti ebbe dal nutrire bambini con latte di vacca. Prima di questa memorabile data - 1783 - se una madre moriva e lasciava suo figlio nel periodo della lattazione, veniva affidato ad una balia - e non ad una mucca. Da allora, non solo la mucca è diventata la madre adottiva della maggior parte di Americani ed Europei, ma abbiamo sviluppato anche l'assurda idea che un bambino non deve essere "svezzato". Deve avere latte, non solo durante il periodo della lattazione, come natura ha provveduto, ma anche attraverso l'infanzia, l'adolescenza e la vita adulta.
Il latte viene considerato il "cibo perfetto" per il bambino, l'atleta, per coloro che lavorano in ufficio, per gli invalidi, per tutti insomma. C'è una forte influenza commerciale dietro a tutto questo clamore sulle virtù magiche del latte. Non dobbiamo prendere troppo seriamente le parole di quelli che sono mossi dal profitto.
Il latte (di mucca) non è il cibo perfetto nè per l'infante nè per l'adulto.Ma l'abbiamo dotato di super potenzialità che addirittura allattiamo colei che allatta. Un quarto di latte al giorno, ed alcune volte di più, viene dato alla madre che allatta. Questo servile attaccamento al latte si è avuto come risultato di una combutta tra tra dottori e lattai, di cui, il presente estratto preso da Ice Cream Field (National Journal) del Luglio del 1927, ed intitolato "Dairy Council Plans Educational Work" è solo una piccola parte:
Questo è un business a sangue freddo ai danni della salute solamente per incrementare i profitti delle industrie casearie e dei dottori che sono affiliati con queste industrie, e che senza alcuna vergogna, chiamano la loro propaganda con il nome di educazione.
Il latte non è un "cibo per adulti" ma un espediente temporaneo nella vita di un animale giovane, che dura fin nel momento in cui questo sviluppa i denti per una masticazione indipendente ed è in grado di secernere succhi digestivi per digerire i cibi di cui si nutrirà poi per il resto della sua vita.
...E tu?
Il latte viene considerato il "cibo perfetto" per il bambino, l'atleta, per coloro che lavorano in ufficio, per gli invalidi, per tutti insomma. C'è una forte influenza commerciale dietro a tutto questo clamore sulle virtù magiche del latte. Non dobbiamo prendere troppo seriamente le parole di quelli che sono mossi dal profitto.
Il latte (di mucca) non è il cibo perfetto nè per l'infante nè per l'adulto.Ma l'abbiamo dotato di super potenzialità che addirittura allattiamo colei che allatta. Un quarto di latte al giorno, ed alcune volte di più, viene dato alla madre che allatta. Questo servile attaccamento al latte si è avuto come risultato di una combutta tra tra dottori e lattai, di cui, il presente estratto preso da Ice Cream Field (National Journal) del Luglio del 1927, ed intitolato "Dairy Council Plans Educational Work" è solo una piccola parte:
Dall'11 al 3 Giugno, in occasione della sesta conferenza estiva del consiglio caseario di Buffalo, N.Y sono stati discussi gli ultimi sviluppi nell'educazione alla salute e all'incremento di latticini nella dieta della nazione. I presenti alla conferenza furono M. D. Munn, Presidente; Dr. Charles H. Keene, professore di igiene, Università di Buffalo; Miss Mary E. Spencer, specialista in scienze dell'educazione alimentare,Washington, D. C.; Dr. W. W. Peter, segretario associato dell'American Public Health Association; Dr. H. E. Van Norman, presidente del Dry Milk Institute; Clifford Goldsmith, scrittore e docente universitario, Miss Sally Lucas Joan, consulante della salute, ed altre figure di specialisti del consiglio di amministrazione. Durante la conferenza vennero mostrati e presi in esame molti nuovi poster, depliant, mostre, film, storie, giochi ed altre forme didattiche in tema di salute che sponsorizzavano l'importanza di "cibi protettivi" nella dieta secondo il Dairy Council. Un' analisi del tipo di lavoro svolto e come questo aiuti l'industria casearia venne presentato da W. P. B. Lockwood, New England Dairy and Food Council, Boston, Mass. A chiudere il programma, ci furono pure interventi di uomini d'affari, lavoratrici donne e sessioni di strategia di marketing.
"Il Dairy Council sta giungendo alla conclusione che", disse il Dr C. W. Larson, direttore, "i suoi lavoratori più esperti devono dedicare la maggior parte del loro tempo nella preparazione di progetti interessanti e materale istruttivo da diffondere nelle scuole e nei colleges, alle organizzazioni della salute e della previdenza sociale e similari in tutti gli Stati Uniti. Abbiamo speso la maggior parte del nostro tempo nel lavoro delle scuole. Questa è solamente la fase uno delle attività del Dairy Council".
Questo è un business a sangue freddo ai danni della salute solamente per incrementare i profitti delle industrie casearie e dei dottori che sono affiliati con queste industrie, e che senza alcuna vergogna, chiamano la loro propaganda con il nome di educazione.
Il latte non è un "cibo per adulti" ma un espediente temporaneo nella vita di un animale giovane, che dura fin nel momento in cui questo sviluppa i denti per una masticazione indipendente ed è in grado di secernere succhi digestivi per digerire i cibi di cui si nutrirà poi per il resto della sua vita.
Il latte di mucca non solo non è il cibo perfetto per l'umano adulto; non lo è neppure per il bambino.
Così come non è neppure il cibo migliore per bambini proveniente da un animale. Se i dottori ed lattai fossero realmente interessati alla salute dei bambini, avrebbero notato che il latte di capra è molto superiore a quella di vacca. Invece di parlare dell'importanza di "cibi protettivi" nella dieta, avrebbero dovuto dedicare le loro "campagne informative" nell'informarele persone circa i pericoli dei cibi denaturati. Le loro campagne sono solamente uno sforzo volto alla vendita di più latte e non uno sforzo nell'informare la gente sulla verità della loro dieta denaturata. Non è naturale che una mucca dia tanta quantità di latte, così ricco di grassi, come fanno invece le nostre mucche. Grazie all'allevamento selettivo e all'allevamento forzato, vengono indotte a dare grandi quantità di latte e di produrrlo anche oltre il normale periodo di allattamento dei vitelli. Infatti queste mucche non sono mai prive di latte, ma continuano a produrlo per poi esser venduto nei supermercati, mucca dopo mucca, anno dopo anno. Ho visto mucche essere munte per dieci e forse più anni, senza essere mai a riposo, avendo avuto un solo vitello nella vita.
Ciò costituisce un indebolimento delle mucche che le fa stare male. Sono inclini alla tubercolosi e le loro vite sono molto accorciate. Mentre la maggior parte del bestiame d'allevamento è soggetto alla tubercolosi, questa malattia è molto rara nel bestiame libero. Oltre al male dell'eccessiva produzione di latte, c'è il male di sovralimentare con una dieta molto ricca in proteine. Questo tende a portare malattie nella mucca e ciò danneggia il suo latte. Un eccesso di proteine è molto pericoloso per il bambino. Se un eccesso di proteine nella dieta della madre danneggia il suo latte destinato per il suo piccolo, allora certamente un eccesso di proteine nella dieta della mucca, il cui latte già contiene molte proteine in più rispetto a quello della madre, è dannosso per l'infante. Anche un eccesso di grassi lo è. Le nostre mucche sono state alimentate così affinchè il loro latte contenga molti grassi.
Gli allevatori producono latte per venderlo e più una mucca produce latte e burro-grasso, più profitto c'è per loro. Questi allevatori non sono differenti dalle industrie del carbone e del cotone - sono interessati solamente a veder crescere i loro profitti. Produrranno solamente quel tipo di latte e nelle quantità che gli danno maggior profitto, non curanti degli effetti dannosi sulle persone che fanno uso di questo latte. Le mucche da cui questo latte viene prodotto sono tenute tutto l'anno in stalle buie, senza luce solare, fanno pochissimo esercizio fisico e vengono alimentate con cibo secco, senza alcuna foraggio verde fresco. Tutto ciò fa ammalare la mucca e deteriora poi il suo latte. Le mucche hanno bisogno di erba, di esercizio, aria fresca e luce solare. Il Dr Hess, della Columbia University, mostrò che il latte delle mucche alimentate all'aperto mantiene la salute e la crescita degli animali, mentre il latte delle mucche alimentate con foraggio secco no. Le mucche da latte e specialmente quelle "certificate", vengono vaccinate contro la tubercolina, ossia avvelenate ed ammalate.
Il test della tubercolina è una frode. Non è un test affidabile per la tubercolosi, come molti dottori ben sanno. Se viene dato in grandi dosi agli animali questi "muoiono subito di forte intossicazione"; in "dosi moderate", "gli animali mostrano i sintomi di una profonda intossicazione ma si riprendono gradualmente, con una leggera e cronica forma della malattia". La tubercolina è il risultato putrescente della decomposizione del brodo di manzo contenente glicerina e viene conservato con acido carbolico. Non è solamente un veleno, è un insieme di veleni. La pastorizzazione del latte porta alla negligenza e ci assicura latte sporco. [Questo aspetto sarà ampliato in un prossimo capitolo]. Il latte dopo esser stato munto e lasciato riposare viene sottoposto ad un deterioramento. Il suo valore alimentare viene fortemente danneggiato dal surgelamento. I metodi attuali di produzione del latte rendono impossibile la produzione di buon latte sul mercato. I metodi attuali sono il risultato del lavoro dei medici che ci spingono ad usare sempre più latte. Non censuratemi allora quando dichiaro che la professione medica è determinata a far sì che non ci siano più bambini sani in America e che a questi gli venga negato di avere buon cibo. La parola "proteina" è un termine molto indefinito ed è risaputo che la stessa quantità di proteine e calorie da fonti diverse possono avere diversi valori. Il latte di mucca possiede proteine inferiori e diverse da quelle presenti nel latte materno e, mentre vanno bene ai bisogni del vitello, non lo sono affatto per il nutrimento del bambino. Il latte di mucca forma un caglio grande e duro difficile da digerire per l'infante. Il latte umano forma invece delle piccole e soffici masse flocculente facili da digerire. Queste differenze fisiche e chimiche del latte delle due madri sono strutturate per incontrare i diversi bisogni delle due giovani specie ed i due latti non sono dunque, interscambiabili. E' logico dunque dedurre che la mucca non è la madre migliore per il bambino e quando questa adottò i nostri figli, li danneggiò moltissimo.
In questo articolo possiamo ben confrontare le differenze tra latte materno e latte vaccino. Dalla lettura si evince chiaramente come il latte vaccino non sia adatto al lattante.
Così come non è neppure il cibo migliore per bambini proveniente da un animale. Se i dottori ed lattai fossero realmente interessati alla salute dei bambini, avrebbero notato che il latte di capra è molto superiore a quella di vacca. Invece di parlare dell'importanza di "cibi protettivi" nella dieta, avrebbero dovuto dedicare le loro "campagne informative" nell'informarele persone circa i pericoli dei cibi denaturati. Le loro campagne sono solamente uno sforzo volto alla vendita di più latte e non uno sforzo nell'informare la gente sulla verità della loro dieta denaturata. Non è naturale che una mucca dia tanta quantità di latte, così ricco di grassi, come fanno invece le nostre mucche. Grazie all'allevamento selettivo e all'allevamento forzato, vengono indotte a dare grandi quantità di latte e di produrrlo anche oltre il normale periodo di allattamento dei vitelli. Infatti queste mucche non sono mai prive di latte, ma continuano a produrlo per poi esser venduto nei supermercati, mucca dopo mucca, anno dopo anno. Ho visto mucche essere munte per dieci e forse più anni, senza essere mai a riposo, avendo avuto un solo vitello nella vita.
Ciò costituisce un indebolimento delle mucche che le fa stare male. Sono inclini alla tubercolosi e le loro vite sono molto accorciate. Mentre la maggior parte del bestiame d'allevamento è soggetto alla tubercolosi, questa malattia è molto rara nel bestiame libero. Oltre al male dell'eccessiva produzione di latte, c'è il male di sovralimentare con una dieta molto ricca in proteine. Questo tende a portare malattie nella mucca e ciò danneggia il suo latte. Un eccesso di proteine è molto pericoloso per il bambino. Se un eccesso di proteine nella dieta della madre danneggia il suo latte destinato per il suo piccolo, allora certamente un eccesso di proteine nella dieta della mucca, il cui latte già contiene molte proteine in più rispetto a quello della madre, è dannosso per l'infante. Anche un eccesso di grassi lo è. Le nostre mucche sono state alimentate così affinchè il loro latte contenga molti grassi.
Gli allevatori producono latte per venderlo e più una mucca produce latte e burro-grasso, più profitto c'è per loro. Questi allevatori non sono differenti dalle industrie del carbone e del cotone - sono interessati solamente a veder crescere i loro profitti. Produrranno solamente quel tipo di latte e nelle quantità che gli danno maggior profitto, non curanti degli effetti dannosi sulle persone che fanno uso di questo latte. Le mucche da cui questo latte viene prodotto sono tenute tutto l'anno in stalle buie, senza luce solare, fanno pochissimo esercizio fisico e vengono alimentate con cibo secco, senza alcuna foraggio verde fresco. Tutto ciò fa ammalare la mucca e deteriora poi il suo latte. Le mucche hanno bisogno di erba, di esercizio, aria fresca e luce solare. Il Dr Hess, della Columbia University, mostrò che il latte delle mucche alimentate all'aperto mantiene la salute e la crescita degli animali, mentre il latte delle mucche alimentate con foraggio secco no. Le mucche da latte e specialmente quelle "certificate", vengono vaccinate contro la tubercolina, ossia avvelenate ed ammalate.
Il test della tubercolina è una frode. Non è un test affidabile per la tubercolosi, come molti dottori ben sanno. Se viene dato in grandi dosi agli animali questi "muoiono subito di forte intossicazione"; in "dosi moderate", "gli animali mostrano i sintomi di una profonda intossicazione ma si riprendono gradualmente, con una leggera e cronica forma della malattia". La tubercolina è il risultato putrescente della decomposizione del brodo di manzo contenente glicerina e viene conservato con acido carbolico. Non è solamente un veleno, è un insieme di veleni. La pastorizzazione del latte porta alla negligenza e ci assicura latte sporco. [Questo aspetto sarà ampliato in un prossimo capitolo]. Il latte dopo esser stato munto e lasciato riposare viene sottoposto ad un deterioramento. Il suo valore alimentare viene fortemente danneggiato dal surgelamento. I metodi attuali di produzione del latte rendono impossibile la produzione di buon latte sul mercato. I metodi attuali sono il risultato del lavoro dei medici che ci spingono ad usare sempre più latte. Non censuratemi allora quando dichiaro che la professione medica è determinata a far sì che non ci siano più bambini sani in America e che a questi gli venga negato di avere buon cibo. La parola "proteina" è un termine molto indefinito ed è risaputo che la stessa quantità di proteine e calorie da fonti diverse possono avere diversi valori. Il latte di mucca possiede proteine inferiori e diverse da quelle presenti nel latte materno e, mentre vanno bene ai bisogni del vitello, non lo sono affatto per il nutrimento del bambino. Il latte di mucca forma un caglio grande e duro difficile da digerire per l'infante. Il latte umano forma invece delle piccole e soffici masse flocculente facili da digerire. Queste differenze fisiche e chimiche del latte delle due madri sono strutturate per incontrare i diversi bisogni delle due giovani specie ed i due latti non sono dunque, interscambiabili. E' logico dunque dedurre che la mucca non è la madre migliore per il bambino e quando questa adottò i nostri figli, li danneggiò moltissimo.
In questo articolo possiamo ben confrontare le differenze tra latte materno e latte vaccino. Dalla lettura si evince chiaramente come il latte vaccino non sia adatto al lattante.
Tutto ciò ci lascia basiti se pensiamo che la maggior parte dei medici nutrizionisti consiglia di dare latte di mucca ai bambini addirittura fino in età adulta e non è un caso che la totalità dei prodotti sul mercato contiene latte e derivati (merendine, torte, yoghurt, creme ecc)
Se non lo fanno per soldi, allora sarà per ignoranza? In entrambi i casi
IO NON MI FIDO DELLA MEDICINA UFFICIALE.
...E tu?
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mercoledì 5 maggio 2010
Fast Food? No grazie...
In uno scorso intervento abbiamo visto la situazione alimentare americana e ci eravamo lasciati chiedendoci come stessero le cose in Italia. Beh, sicuramente qui le cose non vanno meglio, dato che anche il nostro Paese finanzia maggiormente i prodotti animali rispetto a frutta e verdura.
Non ci vuole tanto a capire che stiamo andando di pari passo con l'America, solamente in scala minore.
Un esempio su tutti è stato il prodotto denominato MacItaly del ben noto fast food, patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole. Ci sono articoli in rete di persone che si chiedono come sia stato possibile per questo ministero, patrocinare un prodotto "così avulso alla tradizione italiana".
Mi domando davvero se questa sia una battuta sarcastica oppure un serio dilemma per l'autore stesso..
La pubblicità alla tele e per le strade non fa che proporci alla vista prodotti cotti, lavorati, carne, latte, derivati e ne parla come fossero motivo di vanto rispetto ai prodotti esteri. E' raro imbattersi in campagne pubblicitarie che reclamizzino frutta e verdura fresca, nel loro stato naturale. Per puro caso ho visto la pubblicità della mela melinda alla tele e un altro delle mele margutta per la strada e mi sono sinceramente chiesta in che razza di mondo vivessi...
Purtroppo le false credenze, i miti, i sensi intossicati giovano alle multinazionali che vendono prodotti cotti animali; sono pari ad un sistema religioso e scientifico basato sul dogma che l'uomo per vivere necessiti di elevate dosi di proteine.
Ora, ci stiamo muovendo lentamente (ma inesorabilmente) verso uno switch cerealicolo dove finiremo per aumentare la quantità di finanziamenti in questo settore vegetale senza però risolvere più di tanto in termini di inquinamento, sostenibilità, salute... Forse, e sono molto perplessa riguardo pure questo fattore, si arriverà a non segregare più animali in lager allucinanti ma paradossalmente è proprio un risultato misero se si pensa che, alla fine dei conti, è più ciò che si continua a distruggere che ciò che si finisce per "salvare"..
Per sottrarre certe specie di animali destinate al consumo alimentare umano e quindi promuovere uno stile di vita vegan-cotto a base di cereali e legumi, abbiamo contribuito ad inquinare il pianeta, ad ammalare i nostri corpi, a schiavizzare i paesi del Terzo Mondo, a rubare cibo naturalmente destinato ad uccelli granivori e a sterminare milioni di insetti legittimi fruitori di cereali solamente per quale motivo? Per mettere tra i denti un panino con hamburger vegetale e complimentarci con noi stessi pensando di aver salvato "una" mucca?
Astenersi dal mangiar carne e derivati è un palliativo se si pensa che la soluzione per evitare anche altre catastrofi esiste già ed è appannaggio di tutti, ma sopratutto, giova a tutti: il Fruttarismo.
Il veganismo cotto non libera l'uomo dalla schiavitù; non rende liberi gli uomini dalla schiavitù dei soldi, delle malattie, per assurdo anzi, perpetra lo sfruttamento e promuove la malnutrizione dei Paesi del Terzo Mondo. Il problema qui non è a CHI destinare la soya (se agli animali destinati al macello o alle persone povere in tutto il mondo) è COLTIVARLA in primis!
La soluzione davvero sostenibile per tutta la Creazione è una dieta fruttariana ma sarei fiduciosa anche verso un modello igienista laddove il 75% dell'alimentazione gira intorno alla frutta fresca.
In questo grafico vediamo a sx i sussidi all'attuale mercato che favorisce nettamente i prodotti di origine animale (meat, dairy), mentre a dx, le raccomandazioni alimentari che si poggiano su una ben salda base cerealicola (grains). Questo è esattamente il "sogno" che diverrà presto realtà perchè è in questa direzione che il mercato si sta muovendo, grazie anche alla promozione di uno stile di vita vegan-cotto di stampo tipicamente fast-food simile.
Tutte le più grandi multinazionali del cibo si convertiranno in vegan-friendly ma sempre multinazionali rimarranno, sempre obesità e malattie causeranno, sempre più inquinamento e spreco di risorse genereranno, sempre più povertà e divisione sociale creeranno. Non è un caso se i cosidetti Paesi del Terzo Mondo sono i maggiori produttori di cereali e l'Occidente sta letteralmente gravando sullo sfruttamento di queste aree del mondo per mantenere il suo tenore di vita e vizi malsani.
Dovremmo imparare molto di più dalle sofferenze che abbiamo inflitto e che stiamo continuando ad infliggere ad alcune specie di animali affinchè queste non gravino MAI più su nessun'altra creatura. Il messaggio che dovremmo cogliere da tutti questi orrori è che la schiavitù di qualunque essere vivente non è accettabile nè tantomeno auspicabile.
Il mondo vegetale assorbe energia e poi la dona incondizionatamente a tutti sottoforma di cibo solido (frutti) ed ossigeno, il mondo animale è in uno stato di conflitto-equilibrato (vedi difesa delle piante contro gli erbivori), l'uomo è completamente contro sè stesso e quindi con tutto il Creato. Egli è l'unica creatura in grado di invertire questo processo di crescente conflittualità nella Coscienza Umana che si è andata pervertendo con il passar del tempo solamente con una ri-volta alimentare. La creatura Uomo visse secondo Natura per molti milioni di anni, poi avvenne una "rottura" nella sua coscienza che lo fece disconnettere da questo stato idiallico in cui viveva in armonia con tutti gli esseri (Gan Eden, paradiso terrestre) quando prese dell'"Albero della Conoscenza del Bene e del Male" parafrasando con il linguaggio biblico. Quando ciò avvenne, ecco che le glaciazioni cominciarono ad imperversare sulla Terra; ecco i "venti del nord", i venti del "male" che arrivarono e distrussero tutto. L'uomo "uscì" dal giardino trovandosi in un mondo praticamente irriconoscibile, in grado di offrire solamente cibi non adatti alla sua specie che contribuirono a far avanzare la morte dapprima nel mondo esterno (attraverso l'uccisione di animali e vegetali per cibo) poi nel suo mondo interno (corpo fisico, emotivo, mentale, animico).
Al momento presente, siamo tutti uomini morti che camminano, tenuti "in vita" solamente da un motore immobile di cui ignoriamo e volutamente neghiamo l'esistenza solamente perchè così facendo, possiamo ancora continuare ad illuderci di esser "padroni" di qualche cosa, della "nostra" stessa vita mentre invece nulla ci appartiene perchè potremmo avere tutto, senza neanche possederlo..
Non è "vivo" chi si alza, cammina, mangia, ride, scherza, balla, pensa, scrive, parla; paradossalmente è più vivo ciò che è fisso, stanziale, tipo gli alberi e le piante; gli esseri umani sono come degli spettri che scalpitano e che infestano letteralmente questo mondo con le loro frequenze basse pretendendo di conoscere tutto ciò che vedono mentre in realtà brancolano nel buio più assoluto.
Vivere è quando si comincia a prendere coscienza di sè stessi e del mondo al di fuori di noi; vita è quando lentamente si ritorna all'Uno, Vita è quando si torna alla Natura, quando torniamo a nutrire i nostri corpi di frutta.
Non ci vuole tanto a capire che stiamo andando di pari passo con l'America, solamente in scala minore.
Un esempio su tutti è stato il prodotto denominato MacItaly del ben noto fast food, patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole. Ci sono articoli in rete di persone che si chiedono come sia stato possibile per questo ministero, patrocinare un prodotto "così avulso alla tradizione italiana".
Mi domando davvero se questa sia una battuta sarcastica oppure un serio dilemma per l'autore stesso..
La pubblicità alla tele e per le strade non fa che proporci alla vista prodotti cotti, lavorati, carne, latte, derivati e ne parla come fossero motivo di vanto rispetto ai prodotti esteri. E' raro imbattersi in campagne pubblicitarie che reclamizzino frutta e verdura fresca, nel loro stato naturale. Per puro caso ho visto la pubblicità della mela melinda alla tele e un altro delle mele margutta per la strada e mi sono sinceramente chiesta in che razza di mondo vivessi...
Purtroppo le false credenze, i miti, i sensi intossicati giovano alle multinazionali che vendono prodotti cotti animali; sono pari ad un sistema religioso e scientifico basato sul dogma che l'uomo per vivere necessiti di elevate dosi di proteine.
Ora, ci stiamo muovendo lentamente (ma inesorabilmente) verso uno switch cerealicolo dove finiremo per aumentare la quantità di finanziamenti in questo settore vegetale senza però risolvere più di tanto in termini di inquinamento, sostenibilità, salute... Forse, e sono molto perplessa riguardo pure questo fattore, si arriverà a non segregare più animali in lager allucinanti ma paradossalmente è proprio un risultato misero se si pensa che, alla fine dei conti, è più ciò che si continua a distruggere che ciò che si finisce per "salvare"..
Per sottrarre certe specie di animali destinate al consumo alimentare umano e quindi promuovere uno stile di vita vegan-cotto a base di cereali e legumi, abbiamo contribuito ad inquinare il pianeta, ad ammalare i nostri corpi, a schiavizzare i paesi del Terzo Mondo, a rubare cibo naturalmente destinato ad uccelli granivori e a sterminare milioni di insetti legittimi fruitori di cereali solamente per quale motivo? Per mettere tra i denti un panino con hamburger vegetale e complimentarci con noi stessi pensando di aver salvato "una" mucca?
Astenersi dal mangiar carne e derivati è un palliativo se si pensa che la soluzione per evitare anche altre catastrofi esiste già ed è appannaggio di tutti, ma sopratutto, giova a tutti: il Fruttarismo.
Il veganismo cotto non libera l'uomo dalla schiavitù; non rende liberi gli uomini dalla schiavitù dei soldi, delle malattie, per assurdo anzi, perpetra lo sfruttamento e promuove la malnutrizione dei Paesi del Terzo Mondo. Il problema qui non è a CHI destinare la soya (se agli animali destinati al macello o alle persone povere in tutto il mondo) è COLTIVARLA in primis!
Un'alimentazione basata su cereali e legumi impoverisce il mondo e la salute umana.
Ecco perchè la dieta vegan-cotta non è sostenibile esattamente come quella carnea!
Sono due facce della stessa medaglia, che si sorreggono l'una e l'altra, come appunto, due stampelle che contribuiscono a rendere e mantenere l'uomo handicappato!
In questo grafico vediamo a sx i sussidi all'attuale mercato che favorisce nettamente i prodotti di origine animale (meat, dairy), mentre a dx, le raccomandazioni alimentari che si poggiano su una ben salda base cerealicola (grains). Questo è esattamente il "sogno" che diverrà presto realtà perchè è in questa direzione che il mercato si sta muovendo, grazie anche alla promozione di uno stile di vita vegan-cotto di stampo tipicamente fast-food simile.
Tutte le più grandi multinazionali del cibo si convertiranno in vegan-friendly ma sempre multinazionali rimarranno, sempre obesità e malattie causeranno, sempre più inquinamento e spreco di risorse genereranno, sempre più povertà e divisione sociale creeranno. Non è un caso se i cosidetti Paesi del Terzo Mondo sono i maggiori produttori di cereali e l'Occidente sta letteralmente gravando sullo sfruttamento di queste aree del mondo per mantenere il suo tenore di vita e vizi malsani.
Dovremmo imparare molto di più dalle sofferenze che abbiamo inflitto e che stiamo continuando ad infliggere ad alcune specie di animali affinchè queste non gravino MAI più su nessun'altra creatura. Il messaggio che dovremmo cogliere da tutti questi orrori è che la schiavitù di qualunque essere vivente non è accettabile nè tantomeno auspicabile.
Liberiamo gli animali dalla schiavitù dell'uomo, liberiamo l'uomo dalla schiavitù!
Il nemico numero Uno di uomini, animali, dell'ambiente in toto, è la schiavitù della coscienza antropocentrica onnivora, l'Egoismo.
Al momento presente, siamo tutti uomini morti che camminano, tenuti "in vita" solamente da un motore immobile di cui ignoriamo e volutamente neghiamo l'esistenza solamente perchè così facendo, possiamo ancora continuare ad illuderci di esser "padroni" di qualche cosa, della "nostra" stessa vita mentre invece nulla ci appartiene perchè potremmo avere tutto, senza neanche possederlo..
Non è "vivo" chi si alza, cammina, mangia, ride, scherza, balla, pensa, scrive, parla; paradossalmente è più vivo ciò che è fisso, stanziale, tipo gli alberi e le piante; gli esseri umani sono come degli spettri che scalpitano e che infestano letteralmente questo mondo con le loro frequenze basse pretendendo di conoscere tutto ciò che vedono mentre in realtà brancolano nel buio più assoluto.
Siamo schiavi della nostra stessa coscienza limitata.
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Carne e Cereali: due facce della stessa medaglia
(Tradotto ed Adattato da FruiTanya)
Un decennio fa, la misura del girovita di una donna in media, era 5 cm più piccola.
I diciottenni di oggi pesano 10 kg in più rispetto a quelli degli anni settanta.
Un motivo che spiega questo fenomeno sono i sussidi alla produzione del cibo. Diamo uno sguardo a questi numeri:
- Carne/Latticini/Formaggi 73.8%
- Cereali 13.2%
- Zucchero/Olio/Amidi/Alcohol 10.7%
- Semi/Noci/Legumi 1.9%
- Verdura/Frutta 0.4%
Vediamo bene che solamente lo 0.4% viene investito per frutta e verdura.
Ecco perchè un'insalata costa più di un Big Mac!
Questo articolo apparso sul sito Trehugger contiene molti grafici interessanti che vale la pena di osservare attentamente. E' logico capire che i sussidi federali per alcuni tipi di cibo influenzano direttamente la produzione ed il successivo consumo di quel tipo di cibo.
Come abbiamo visto nella lista di cui sopra, i sussidi americani sono sbilanciati su un consumo eccessivo di carne, cereali e zuccheri mentre si concentrano troppo poco sulla frutta fresca e sulla verdura, nonchè sui grassi naturali delle noci e dei semi.
La Radice del Problema
Credo che molti problemi di salute cronici della nostra società possano risolversi se l'attenzione venisse focalizzata verso la radice del problema - i sussidi all'agricoltura.
Se i produttori di frutta e verdura fossero stati la maggioranza, avremmo visto dovunque campagna pubblicitarie che incentivano al consumo di questi cibi.
Sfortunatamente, il Dipartimento dell'Agricoltura è profondamente radicato con l'agri-business, e la legislazione corrente protegge i profitti di queste grandi industrie a spese della salute pubblica.
Infatti, la lobbi agricola è più potente dell'industria farmaceutica! Non se ne sente parlare spesso, ma le ramificazioni della loro influenza politica sono dannose alla tua salute come quelle della Big Pharma (industria farmaceutica). Tristemente, vediamo questa influenza anche nella scienza dell'alimentazione. Non è strutturata per aiutarti a fare delle scelte salutari bensì a lasciare che le industrie del cibo facciano propaganda dei loro prodotti per aumentare le vendite. Prendiamo per esempio la Piramide del Cibo. Nel 1995, quando venne rivelata la versione aggiornata, la nutrizionista Luise Light, mostrò come il governo americano si inginocchia di fronte agli interessi dell'industria e gioca un ruolo fondamentale nell'obesità epidemica. Come recita questo articolo recente apparso sul New York Times, "Grazie al lobbismo, il Congresso sceglie di sussidiare i cibi che dovremmo mangiare meno".
Il Governo Americano sostiene i Fast Food
Le coltivazioni di cibo sussidiate al momento sono granturco, soia, grano e riso.
Che cosa ne ricaviamo? Una dieta da fast food!
E ciò che la maggior parte delle persone non comprende è che la pubblicizzazione di queste industrie ha un effetto diretto su ciò che mangiano i bambini nelle scuole e quali cibi i programmi di assistenza distribuiranno alle famiglie povere.
Appare molto chiaro che questa sponsorizzazione ha un effetto negativo che mantiene lo status quo della dieta americana standard. Perchè fornendo sussidi all'industria di granturco e soya, il governo americano sta supportando attivamente una dieta che consiste di queste cereali nella loro forma lavorata, ossia lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, olio di soya e bestiame alimentato a base di cereali - tutti alimenti che sono noti per il loro contributo all'obesità e alle malattie croniche.
(Inoltre, non dimentichiamo che la stragrande maggioranza di questi due raccolti sono pure modificati generalmente, che di per sè, costituiscono già un grave rischio per la salute!)
Lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio è probabilmente l'esempio più ovvio di come gli interessi distruggano la salute, invece di promuovere la produzione di cibi che meritano di essere chiamati tali. Questo sciroppo è presente in decine di centinaia di prodotti alimentari. Se un cibo è lavorato, allora lo conterrà quasi sicuramente; molto spesso è uno degli ingredienti principali. Con tutto ciò che sappiamo su questo sciroppo ed altri zuccheri, ossia che creano obesità e malattie croniche, non c'è da meravigliarsi se abbiamo una crisi della salute davanti a noi!
Le nostre politiche federali alimentari raggiungono il centro delle nostre vite quotidiane; il centro della nostra salute. Fino a quando non verranno cambiate, non ci potranno essere dei progressi per migliorare lo stato attuale delle cose. I collegamenti sono chiari: queste politiche alimentari hanno impatto diretto su cosa produciamo e come produciamo il nostro cibo, che ha effetti sul tasso delle malattie, che a sua volta fa impennare i costi del sistema sanitario. L'americano medio ha un sovrappeso di 5 kg, che si traduce in 250 miliardi di dollari aggiunti quotidianamente sui costi del sistema sanitario, senza considerare una speranza di vita più breve.
Le Politiche Agricole promuovono inoltre un consumo eccessivo di carbon fossile
Oltre a produrre questi fast food, questo tipo di monocultura dipende molto anche dal carbon fossile. Perchè quando si cresce un tipo solo di raccolto, il terreno si impoverisce, e ciò significa che bisogna utilizzare più fertilizzanti, che sono ricavati da carbon fossile. Le monoculture necessitano più pesticidi, che devono essere trattati con una quantità sempre maggiore di pesticidi - anche questi ultimi derivati dal petrolio. I cibi economici sono incredibilmente costosi se tutti i fattori vengono sommati, inclusi i costi stratosferici sulla salute, la dipendenza continua sul petrolio e la distruzione della terra nel suo insieme.
Boicotta - Scegli la Salute!
Se vuoi migliorare la tua salute, devi semplicemente ritornare alle basi di una scelta alimentare salutare. Le multinazionali del cibo non possono costringerti a comprare alcun cibo spazzatura. La scelta è solamente nostra, e la domanda del consumatore ha sempre la meglio, così se un maggior numero di persone chiederà cibi salutari, integri, più questi verranno prodotti per soddisfare la richiesta.
Incoraggio tutti a comprare frutta (e verdura) da un produttore locale, possibilmente biodinamico, così non solo supporteremo la nostra salute e quella della nostra famiglia ma pure quella dell'intera comunità.
C'è ancora molta confusione su ciò che sia salutare o meno. Il modo più facile per scegliere cosa comprare è dirigersi verso cibi Integri, nel loro stato naturale. Possibilmente cresciuto senza pesticidi, fertilizzanti ed additivi chimici. I cibi Integri, biodinamici contengono molte sostanze nutritive che lavorano insieme in maniera sinergica, rendendoli superiori a qualsiasi cosa che contenga una versione singola e frequentemente sintetica di questi. Scegliamo i prodotti come la Natura li ha fatti. Cosa significa questo? E' facile; stiamo parlando di frutta (e verdura). Siamo talmente disconnessi dal mondo naturale che siamo addirittura portati a pensare che il granturco sia cibo naturale per una mucca, quando invece non lo è mai stato. Una mucca in natura, a pascolo libero non mangerà mai granturco, neanche fosse l'unica cosa al mondo.
Avere una dieta che consiste nel mangiare prodotti lavorati prendendo vitamine sottoforma di pastiglie ed integratori pensando di star assimilando tutto ciò di cui hai bisogno per star bene, è un calcolo sbagliato e pericoloso che porterà il conto in termini di malattie croniche come diabete, malattie cardiache e cancro.
Ricorda, qualsiasi somma di tempo e soldi che risparmi oggi evitando di andare in qualsiasi fast food (anche ad un vegan fast food, nda), li ritroverai domani sottoforma di salute, di una vita libera e felice, priva di alcun farmaco/integratore.
Questa è la situazione in America.
Ma ti sei veramente chiesto come vanno le cose da noi, in Italia?
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martedì 30 marzo 2010
Alla ricerca della Salute
Continua il mio percorso melariano, con eccellenti risultati devo ammettere.
Ogni giorno, c’è sempre quella vocina fastidiosa, figlia della mia intossicazione residua, che mi dice: “Tanya, mi sa che oggi non ce la fai ad arrivare fino a cena solo con le mele…” ma io non ci bado troppo. Conosco la sua identità, so da dove proviene e non mi lascio buttare giù così facilmente. Stamattina sono uscita, sono andata a colloquio con una persona. Ero alla mia seconda mela. L’appuntamento era vicino ad un ipermercato che conosco bene. Vicino a questo ipermercato c’è la stazione della metro dove c’è sempre un gran viavai di persone che vanno e vengono fino all’ora di cena e la maggior parte di queste è carica di buste di plastica piene di prodotti spazzatura provenienti da questo ipermercato oppure da altri lì intorno.
Non è la prima volta che vedo tante donne, uomini che entrano in questo negozio per rifornirsi di spazzatura e poi escono con pesanti fardelli appesi agli avambracci o, peggio ancora, sui polsi, percorrere centinaia di metri prima di arrivare a casa e finalmente liberarsi da tutto quel peso..
Ho visto queste scene centinaia di volte. Anche io sono uscita moltissime volte da quello stesso posto carica di spazzatura, a trasportare carichi di schifezze da un posto all’altro, dopo averle pagate care…
Oggi, però, è stata la prima volta in cui davvero ho visto le cose per quello che sono in realtà.
Oggi, vedere una donna che faticava a portare questi sacchetti della spesa mi ha aperto letteralmente un altro modesto pezzo di orizzonte..
Andare a fare la spesa è qualcosa di aberrante. E’ aberrante perché l’atto del recarsi in qualunque posto che non sia un frutteto/orto è un qualcosa di innaturale, il concetto di fare scorte pensando a cosa mangiare nei prossimi giorni è un inutile preoccupazione, scegliere prodotti cotti/inscatolati/lavorati quantomeno malato, stare composti in fila aspettando di pagare per i prodotti comprati assolutamente diabolico, ma uscire e caricarsi/spingere questi carrelli pieni zeppi di cadaveri/spazzatura fino a casa è davvero la peggior presa in giro che si possa sopportare…
Senza contare che una volta a casa, questi prodotti verranno fatti entrare in organismi umani che disperatamente cercano di comunicare in tutti i modi a quella parte di coscienza attiva, che non va bene nutrirsi in questo modo..
Non ci si può stupire davvero se alle persone non fa alcun effetto mangiare cadaveri di animali, riempirsi le budella di morte ed essere complici dei peggiori crimini contro l’ambiente, contro le altre creature, quando questo stesso uomo non si rende conto che in primis, sta danneggiando solamente se stesso, la sua salute.
Non possiamo sorprenderci se gli uomini facciano finta di non vedere come vengono massacrati gli animali destinati al macello, se gli uomini facciano fatica a sentire le urla di una carota, di un albero secolare, di un filo d’erba addirittura poco PRIMA di esser estirpato, perché l’uomo è sordo e cieco in primo luogo verso se stesso.
Il suo corpo manda segnali di dolore, infelicità in continuazione, addirittura si ribella contro se stesso (allergie, intolleranze) ma è tutto fiato sprecato, energie sprecate. E sfrattiamo la padrona di casa, la Sig.ra Igea, la salute, dal tempio sacro che è il corpo, costringendola sul marciapiede di una strada, fuori dalla sua legittima dimora, mentre noi ci impossessiamo di tutto ciò che era suo, profaniamo tutti i suoi beni (organi perfetti, meravigliosi, perfettamente funzionanti) da bravi invasori pagani.
Eppure, quando la Salute se ne va e ci scopriamo sofferenti e soli nei nostri tormenti notturni, ecco che usciamo per le strade a cercarla, disposti ad attraversare mari e monti per ritrovarla e scusarsi con lei. Nel frattempo però, la malattia ci ha reso deboli e stanchi, che siamo perduti e vaghiamo come ciechi senza saper esattamente dove andare. Così, dopo l’ennesima giornata di estenuante lavoro, incontriamo sulla via il Gatto e la Volpe, l’industriale ed il religioso, pronti ad aiutarci a trovare la nostra cara Igea. Ecco che il Gatto prontamente ci dice:
“L’ho vista nei locali angusti di un ospedale, nelle farmacie, nelle erboristerie e nelle parafarmacie, dentro i barattoli di integratori sugli scaffali di un supermercato, nei miei laboratori di ricerca, sulle labbra di medici/infermieri/nutri-zion-isti/biologi/psicologi/analisti che lavorano tutti per me; e’ logico, è scientifico, non vi sono dubbi; la Salute abita dalle mie parti e se non la trovi da me, stai pur certo che allora non è mai veramente esistita! Rifletti, solo io posso darti ciò di cui credi aver bisogno! Allora ecco che la Volpe, non potendo trattenersi dall’udir certe parole, temendo di perdere un potenziale schiavo/cliente, si lancia all’attacco: “Caro, non dar troppo retta al Gatto; ciò che dice è in parte vero, ma ricordati che la scienza non sa spiegare sempre tutto e qualora non trovassi Igea nei luoghi che lui ti ha indicato non è perché Igea è morta o non è mai esistita, piuttosto perché la sua dimora naturale si trova tra le quattro mura di pietra della mia chiesa e nei vari santuari terreni sparsi per il mondo e lì, solamente lì, ama soggiornare davvero. Perciò, abbi fede, credi in me, solo io conosco dove essa abiti realmente e quali siano i tuoi veri bisogni”.
Finiamo così di regalare i nostri soldi e le nostre menti ad uno di questi personaggi (se non a tutti e due in tempi diversi) e cominciamo a seguire le loro indicazioni su come ritrovare la Salute: “Guarda, la salute si trova in questo prodotto, ora in quest’altro, in questa pillola, in questa scatola, compra qua, compra di là…" Quando i nostri soldi sono finiti e non possiamo più star dietro alle follie della scienza, ecco che, da malati cronici in cerca di un miracolo, andiamo a dare le ultime nostre forze in mano alle istituzioni religiose/new age che, trovandosi di fronte un portafogli già vuoto, un pollo mezzo spennato monetariamente parlando, puntano sull’appropriazione indebita del patrimonio psicologico dell’individuo tentando la scalata verso l’inesauribile riserva aurea dell’Anima umana.
Veniamo così spolpati, divorati nel corpo e nella mente/spirito, dalle lobbies della falsa scienza e della religione depravata ma ce lo siamo davvero cercati..
Abbiamo dato noi il permesso a questa gente di consumarci a proprio piacimento. Abbiamo permesso che prendessero controllo sulle nostre vite dapprima sul corpo, poi sulla mente quando abbiamo delegato loro l’incarico di cercare Igea al posto nostro.
Siamo venuti al mondo con tutto ciò di cui avevamo bisogno: la salute ed il sapere innati.
E’ sempre stato tutto racchiuso dentro di noi, dentro la consapevolezza delle nostre minuscole cellule, entità viventi, coscienti, totipotenti.
Ma più del dolore, dell’infelicità, della tristezza, della malattia, della morte, cosa devono fare i nostri organismi per richiamare l’attenzione della coscienza addormentata dell’uomo e destarlo dall’ipnosi sensoriale di cui è tristemente vittima?
Il sistema intossicato è riuscito ad anestetizzare pure questi sintomi indicatori di pericolo; è riuscito ad imbavagliare la voce cellulare, messaggera e testimone vivente del disegno di Hashem, creando potenti veleni tossici, falsi dèi ingannatori che con le loro arti demoniache hanno magicamente fatto scomparire i fastidiosi sintomi senza tuttavia rimuoverne la Causa prima, ossia il nutrimento sbagliato.
Se non avessimo accettato i prodotti contaminati che Nabucodonosor ci offrì come fece con il profeta Daniel ed i suoi amici - Hananiah, Mishael, ed Azariah (che rappresentano i restanti livelli sottili dell’essere umano) - , allora avremmo mantenuto lucida la nostra mente e puliti i canali che collegano la coscienza dell’anima a quella del corpo ed avremmo visto l’inganno del serpente.
Se avessimo continuato a sentire il dolore, se non ci fossimo contaminati con pillole amare, forse prima o poi avremmo rivoluzionato la nostra alimentazione.
Invece, andiamo avanti ad assumere questi farmaci che ci fanno tirare avanti, giorno dopo giorno, occludendo le nostre menti, i nostri pensieri, i nostri sensi, i nostri vasi sanguigni, e qualora, dopotutto, questi veleni corporali falliscano nell’anestetizzarci completamente verso il dolore, allora ecco che entrano in gioco quelli psicologici che, grazie alla seducente parlatina dei loro ministri-terroristi si propongono di insegnarci l’Arte del Moderno Stoicismo (pervertito).
Fiumi di libri vengono scritti su come accettare passivamente dolori inutili, frutto dell’errore tutto umano di voler essere come D-o..
Ed ecco di nuovo che il paganesimo con i suoi falsi dèi, falsi miti, false leggende, false bibbie, complice l’ideologia maschilista imperante, induce la donna a credere che le abbondanti emorragie di cui cade vittima ogni mese, dicasi ciclo mestruale, siano, per natura, un fenomeno doloroso e addirittura salutare.
Su questo assorbente sporco vengono poi intessute perle di saggezza dei maestri del passato che associano questo fenomeno di morte cellulare/spirituale ad una fase di vita paragonabile all’effetto del freddo dell’inverno sulle piante, in un ciclo di morte e rinascita continuo..
Ma queste emorragie non sono un fenomeno naturale come lo è invece la stagione dell’Inverno!
Queste perdite eccessive di sangue accompagnate spesso da forti dolori, sono il sintomo di intossicazione da consumo di prodotti cotti!
Adottando in prima persona uno stile di vita naturale ed alimentandomi oramai da più di un anno esclusivamente di cibi crudi, ho avuto modo di constatare che i dolori come pure la quantità di sangue del mio periodo mestruale sono stati ampiamente ridotti tanto da richiedere solamente l’uso di 1 salvaslip Carefree nei due giorni di ovulazione contro quattro giorni ed un totale di 10 assorbenti di quando mangiavo cibo cotto!
Prometeo non ha un favore all’umanità donandole il Fuoco...
Difatti, nel Prometeo incatenato, Eschilo scrive:
Il buon Zeus fece di tutto per farci astenere dal consumo di carne che ci avrebbe reso inevitabilmente mortali e dall’uso distorto che avremmo fatto del fuoco ma riuscimmo lo stesso ad appropriarci indebitamente dell’uno e dell’altro, pagando peraltro, un salatissimo conto che ancora oggi sembra proprio, stentiamo realmente a quantificare. Prometeo non aiutò affatto il genere umano con le sue gesta perché si limitò solamente a nascondere in un vaso tutti i mali che potevano affliggere l’uomo, senza di fatto, debellandone alcuno."Il dolore è figlio dell'errore e della follia della mente"
Questi flagelli sono: fatica, malattia, vecchiaia, pazzia, passione e morte.
E come entrarono nel mondo colpendo l’uomo? Attraverso un gesto immaturo, come immaturo fu il frutto che Chava colse dall’Albero della Conoscenza del Bene e del Male; attraverso l’incapacità di Pandora di resistere alla tentazione di vedere cosa contenesse quel misterioso recipiente…
Lei, è la nostra Chava della mitologia greca.
“E subito l’inclito Ambidestro, per volere di Zeus, plasmò dalla terra (dalla costola dell’Adam – adamah in Ebraico significa “terra”) una figura simile a una vergine casta”
(Esiodo, Le opere e i giorni)
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venerdì 26 marzo 2010
La Violenza è servita
E’ sempre più difficile vivere in questa società quando stai sviluppando giorno dopo giorno un'elevata sensibilità verso tutte le creature intorno a te ed allo stesso tempo constatare quant’è radicata la violenza nei pensieri, nelle azioni e nelle parole dei tuoi consimili.
Ho sempre amato leggere libri. Credevo si potesse imparare tanto. Pensavo fosse un modo per tramandare la conoscenza attraverso il Tempo Umano. Un bel giorno mi sono accorta di quanta crudeltà si nasconde invece tra e dietro le pagine di un libro. Perchè un libro di per sé è già un eccidio di forme di vita vegetale, è già l'emblema di un Errore, è già un cadavere che portiamo nel letto con noi la sera prima di coricarci per la notte, è già un fardello che grava fisicamente sulla schiena di un bambino che gli impedisce di svilupparsi verso l'alto. E' il peso della morte che costringe le creature a piegarsi verso la terra, verso il non-essere, condizione antecedente la creazione dell'uomo.
Ci hanno detto che il sapere ha un peso che non sempre tutti riescono a sop-portare ma nessuno ci aveva detto dovevamo caricarcelo sulle spalle!
La nostra società è satura di violenza e tramanda valori di morte e distruzione di generazione in generazione attraverso mezzi quali ad esempio, l’in-form-a-zione, senza minimamente rendersene conto. Persino le pubblicazioni più innocue, quelle per bambini, supervisionate/approvate da centinaia di psicologi/psicoanalisti/dottori della scienza sono contaminate da crudeltà inaudite. Non c’è da sorprendersi poi se allora un bambino, arrivato alla pubertà, scelga di specializzarsi nell’Arte della Guerra, si dedichi allo Sport della Violenza con tanto entusiasmo, si consacri religiosamente al dio denaro. Ecco cosa leggo nei libri di passaggio del gabinetto di casa mia:
Siamo in guerra gli uni con gli altri, la soglia delle atrocità è arrivata a dei livelli pazzeschi..
E non c’entra niente imbracciare le armi, partire per il fronte.. La prima guerra è quella che si combatte per il cibo, sulle tavole di ogni famiglia.
Esiste una profonda relazione tra “cibo” e “guerra”. E non a caso.
La parola Ebraica milchama, deriva direttamente dalla parola locham, che significa sia “nutrire” sia “dichiarare guerra”. Lechem, “cibo principale”, generalmente tradotto come “pane” a causa dell’errata percezione di questo prodotto come “cibo” che non deve mai mancare su una tavola, deriva dalla stessa radice, lamed, chaf, mem.
Questa chiara connessione ci fa capire che la mancanza del cibo base spinge le persone a farsi la guerra. Il seme della guerra è l’impossibilità da parte di una nazione di provvedere ai bisogni alimentari del suo popolo.
L’Ebraismo insegna che la violenza e la morte hanno origine direttamente dall’ingiustizia. La spada è giunta in questo mondo perché la giustizia è lenta, perché è stata pervertita, per colpa di tutti quelli che prendono decisioni errate.
La spada, in questo contesto, è la falce, sono quei macchinari mostruosi che tagliano via i cereali senza alcun ritegno per darli da mangiare a uomini ed animali che non ne hanno alcun bisogno fisiologico. La spada dunque, è nata per tagliare il cereale che doveva rimanere integro e sfamare gli uccelli. L’uomo è la causa di tutto ciò: colui che prende decisioni errate, colui che mangia prodotti non destinati alla sua specie rovinando sé stesso, il pianeta e tutte le altre creature che coabitano questo luogo insieme a lui.
Se l’uomo avesse cercato il suo kosher lechem, ossia il suo cibo appropriato (frutta), l’avrebbe trovato senza alcuna guerra e soprattutto, senza che la spada entrasse a far parte del mondo. Infatti, la sua lama non avrebbe dovuto recidere alcun albero, alcuna pianta..
La guerra durerà fin quando l’uomo non capirà che se continuerà a desiderare prodotti non adatti alla sua specie, ci saranno solamente sofferenze ed atrocità ad aspettarlo dietro l’angolo.
Viviamo in un mondo dove interi ettari di foreste vengono rasi al suolo per lasciare posto a coltivazioni di soya ed altri cereali, di cui, una parte è destinata ad alimentare animali erbivori che un giorno verranno trasformati in bistecche/salsicce/affettati ed un’altra, alla sempre crescente (deviata) richiesta umana di prodotti a base di cereali/granaglie.
Vediamo chiaramente che in questo sistema, gira tutto sempre intorno ai bisogni umani. A ciò che l’uomo crede sia un suo effettivo bisogno.
L’uomo crede di aver bisogno di nutrirsi di carne ed altri prodotti animali: per questo alimenta delle creature che gli forniscono la materia prima.
L’uomo crede di aver bisogno di nutrirsi di cereali/granaglie: per questo deforesta preziosi ettari di foreste tropicali.
L'uomo crede che gli animali da compagnia che tiene con se abbiano bisogno di una dieta etica, dunque priva di carni e derivati, per questo sono nate crocchette vegan dal nome che è tutto un programma "Human Choice". La scelta, povere creature carnivorelle, non l'hanno mai avuta. I loro "amici" umani, convinti di fare una scelta etica a favore del pianeta, hanno contribuito in questo modo ad aumentare indirettamente il problema della deforestazione e stanno attentando direttamente alla salute di questi animali alimentandoli con prodotti inappropriati, residui dell'industria umana. Non si rendono neanche conto che stanno pagando a peso d'oro gli scarti dei cereali non più destinati ad un consumo umano che altrimenti andrebbero bruciati nell'aria..
Per andare dietro alle sue false credenze l’uomo sta mettendo in serio pericolo la vita di TUTTE le creature del pianeta, nonchè del pianeta stesso. Ed il guaio è che non se ne rende neanche conto. I vegani sono dei nazisti moralisti. Vorrebbero che tutti mangiassero pasta/soya/cereali/legumi come loro, che gli onnivori adottassero il loro stesso sistema di credenze, ossia che l'essere umano ha bisogno di elevate quantità di proteine e per questo deve mettersi all'anima quintali di cadaveri vegetali per tutto il resto della sua vita.
L’onnivoro ed il vegetariano sono complici del deforestamento, dell’impoverimento del suolo, dell’inquinamento e dello spreco di energie causato dai macchinari per rendere commestibili prodotti non destinati ad un consumo umano (cereali/granaglie varie per sé e per gli animali d’affezione che spesso tiene con sé, prodotti e derivati degli animali), delle sofferenze atroci perpetrati agli animali dirette ed indirette (comprese le violenze alimentari perpetrate sui propri animali d’affezione), delle sofferenze del regno vegetale, della malnutrizione nel mondo.
Il vegan è complice del deforestamento, dell’impoverimento del suolo, dell’inquinamento e dello spreco di energie causato dai macchinari per rendere commestibile prodotti non destinati ad un consumo umano tanto meno animale (cereali/granaglie varie per sé e per gli animali d’affezione che spesso tengono con sè), delle sofferenze del regno vegetale , delle violenze alimentari perpetrate sui propri animali d’affezione.
E’ necessario tenere a mente che cani e gatti sono carnivori per cui è violenza somministrare qualsiasi tipo di cereale a queste specie, senza contare poi che stiamo abbattendo migliaia di alberi per un pugno di riso che non giova a nessuno, né dal punto di vista della salute dell’animale, né dal punto di vista dell’ambiente.
Secondo buona parte dei vegan la soya/cereali andrebbero impiegati per alimentare le persone dei cosiddetti “paesi più poveri” piuttosto che venir impiegata nell’alimentazione animale destinata al macello ma così facendo si commetterebbe un altro ingiurioso crimine; un crimine verso l’umanità.
La soya ed i cereali non sono cibo adatto alla specie umana. Non apportano alcun nutriente utile all’uomo, per cui è solamente un’illusione tentar di nutrire le persone con questi prodotti! In un certo senso, è una vera e propria dittatura del cibo. Secondo i vegan, dovrebbero mangiare tutti come loro. Certo, si potrà obiettare, in fondo lo fanno affinché cessino le violenze sugli animali, ma chi si occupa di quelle degli uomini? E’ assurdo pensare di salvare gli animali uccidendo gli uomini attraverso i cereali. Piuttosto, cessiamo tutti quanti di mangiare questi cereali/granaglie per una causa che le riguarda tutte: il benessere del Pianeta e di tutte le sue creature.
Questi cereali/farinacei fanno solamente ingrassare e nient’altro. Difatti non a caso vengono somministrati agli erbivori (un altro crimine che viene taciuto), affinché ingrassino e creino più carne da destinare poi come cibo ad un uomo che a sua volta, sta ingerendo un cadavere nocivo alla sua salute.
I paesi poveri sono i più ricchi in realtà. Sono “poveri” perché non hanno industrie, perché l’agricoltura è ancora in mano ai contadini locali e non alle multinazionali della spazzatura ; quei paesi sono “poveri” perché non hanno McDonalds, perché gli abitanti non hanno quattro macchine in famiglia, perché non hanno i vestiti firmati, perché non hanno un collegamento Internet.
Ecco la nostra definizione di “povero”. Quei posti sono ancora incontaminati e si potrebbero trasformare in enormi frutteti capaci di soddisfare la richiesta alimentare di tutta la popolazione. Invece, il mondo occidente, sta spingendo le economie di paesi come India, Cina, ad intensificare le coltivazioni di cereali, distruggendo foreste per mantenere l’economia ed il tenore di vita tipicamente Occidentale. In verità, sono i poveri che stanno sfamando i ricchi. Ed è sempre stato così. Le cose non cambieranno se ci saranno poveri e ricchi. Ma è giusto, democratico che 100 persone debbano lavorare in condizioni miserabili per mantenere i bisogni (inutili) di una persona sola?
Io non voglio andare a lavorare per pagare le aberrazioni alimentari di un altro!
Non è giusto che un animale muoia per soddisfare le aberrazioni alimentari di un uomo intossicato!
Perchè un vegetale dovrebbe sacrificare la sua vita per finire nel piatto di un animale che in condizioni naturali non si ciberebbe di lui?
Arriviamo al crudista-vegan. Questa tipologia d'uomo comincia già a far sentire la differenza nella società. Difatti egli rappresenta il modello transitorio tendente al fruttarismo 100%. Con le sue scelte alimentari che si orientano sempre verso un prodotto integrale, fresco, evita conserve, dispersioni di materiali quali vetro, latta, cartone e taglia definitivamente i costi dell’inquinamento ambientale dovuti alla cottura, alla lavorazione e al mantenimento dei cibi. Pensate a tutti quei prodotti congelati nei supermercati.
Quelle sono letteralmente delle bare-frigorifere dove dentro vi giace cibo morto avvolto in plastiche inquinanti. Che senso ha vendere un prodotto morto, privato dei suoi valori nutritivi, non adatto ad un consumo umano, imbellettato da un involucro nocivo pure all’ambiente?
Ditemi, che senso di esistere ha un prodotto morto che causa morte a tutto ciò che gli sta intorno?
La morte chiama morte.
A chi giova tutto ciò?
Il fruttariano è al vertice di questa piramide terrena dell’alimentazione umana. Nutrendosi esclusivamente di frutta egli non esercita alcun tipo di crudeltà verso nessuna forma vivente sul pianeta. Non inquina perché mangia tutto crudo, senza involucri di plastica/cellophane. Fa del bene a se stesso e a tutto il pianeta, nutrendosi di vita ed allontanando da lui gli effetti nefasti della morte.
Ecco, io leggo nei libri di passaggio del gabinetto di casa mia frasi di questo tipo: “In una vasca con acqua fredda i nostri molluschi stanno spurgando la sabbia. Alle quattro la luce del giorno è già quasi sparita. Facciamo bollire i molluschi in una pentola larga e li guardiamo aprirsi come fiori che sbocciano. Li stacchiamo dal guscio e, dopo averli tritati, li mettiamo a marinare con spezie e limone. Più tardi, di nuovo a letto, mangiamo la zuppa di frutti di mare che abbiamo cucinato”.
I personaggi di questo libro dovrebbero vergognarsi di fare cose del genere. L’autore dovrebbe auto-censurarsi. Non si dovrebbero pubblicare libri contenenti frasi come quelle. Per la nostra società è normale mangiare prodotti cotti, darli in pasto a persone malate/deboli, pubblicare libri di ricette che prevedano qualunque tipo di cottura/uso di prodotti animali/vegetali ed affini.
Questo materiale dovrebbe esser considerato fuorilegge.
Sono caduti così tutti i miei miti letterari. Uno ad uno. La maggior parte di loro mangiava prodotti cotti, si cibava di cadaveri animali/vegetali…ed avevano la faccia tosta di parlare della compassione verso il prossimo. Erano bocche quelle, che si riempivano di aria mentre ammonivano il comportamento discutibile dell’altro e che poi non si facevano trovare impreparate di fronte ad un piatto di spaghetti/verdure/carne.
Erano libri di maestri spirituali che al massimo predicavano il vegetarismo ma nulla dicevano a proposito dei prodotti cotti, della schiavitù dei legumi e dei cereali in cui l’uomo ha finito per soggiogare se stesso e le creature che si tiene accanto.
La gente mangia con la bocca aperta ed il cuore chiuso.
La società è accecata, comatosa. I nostri occhi sono ipnotizzati, le nostre papille gustative contaminate a tal punto che si fa fatica a riconoscere la genuinità di un frutto rispetto ad un piatto di spaghetti!
In questa nostra follia abbiamo trascinato pure gli animali che abbiamo addomesticato per asservircene, quali ad esempio i cani.
A queste povere bestie rifiliamo tutto il peso delle nostre scelte, il peso delle nostre credenze.
E loro, in silenzio, sono costretti a mandar giù quel boccone velenoso che giorno dopo giorno gli affatica l’intero organismo fino poi a vederceli morire, così, senza capire neanche il perché.
Allergie, intolleranze, gastriti, diarrea, vomito: effetti collaterali da prodotti cotti, carni e sottoprodotti animali/vegetali di ultima scelta, granaglie provenienti dallo scarto dell’industria umana.
E’ tutto un gran riciclo di sostanze inutili che girano e rigirano sotto varie forme in tutto il pianeta: dai gas dell’inquinamento fin sopra le nostre tavole.
E’ una palla di schifezze che ci si scambia, avanti ed indietro come in una partita da tennis giocata da professionisti, lasciandosi alle spalle una lunga scia di impurità che stanno insudiciando, che stanno soffocando sempre di più il corpo del nostro Pianeta. Che è anche il corpo di ognuno di noi.
Stiamo esaurendo pian piano le riserve di questo pianeta alimentandoci soprattutto in una maniera errata e poi creiamo storie fantastiche di alieni che dovrebbero venire a visitarci per fare altrettanto e tremiamo al solo pensiero.
Ma perché, mi chiedo, un essere tecnologicamente “superiore” dovrebbe venire su questo nostro pianeta quando non c’è rimasto più nulla da rubare? Che si accontentino delle briciole? Perché dovrebbero venire qua a ripulire lo schifo che abbiamo lasciato? Solamente degli arroganti, presuntuosi, in una parola UOMINI, possono davvero pensare ciò! Solamente dei perdigiorno intossicati al 100% possono pensare ad una possibilità del genere mentre continuano ad ingozzarsi di cereali, carne e non capiscono la vera causa di tutte le sofferenze umane e non umane: la corretta alimentazione.
La gente dorme a tal punto che per vedere le cose deve crearsele necessariamente “al di fuori” di sé.
Ecco che allora tu diventi me ed io divento quello. Spesse volte però, neanche questo è sufficiente.
Gli uomini indossano i paraocchi, come quelli che attaccano ai cavalli delle carrozzelle del centro di Roma, per evitare di guardare la realtà dei fatti e mettersi davvero paura.
Qui bisogna aver paura dell’uomo, non dell’alieno che viene da fuori! Ma la buona notizia c’è: non solo abbiamo reso questo pianeta inospitale per noi stessi, ma pure per quelli che volevano occuparlo dall’esterno tanto da aver eliminato, in questo modo, qualsiasi eventualità di insediamento. Perciò, ora possiamo stare più che tranquilli.
La pubblicità inganna. Ecco cosa recita il sito di una famosa marca di prodotti per animali:
Almo Nature è per i cani ciò che gli spaghetti sono per gli uomini: un piatto buono per tutte le età, basta variare dosi e condimento!
Questa frase è esattamente fatta della stessa pasta di quella che pronunciò il serpente nel Gan Eden.
Il serpente difatti non mentì spudoratamente ad Adam e Chava, bensì coprì l’inganno servendosi di un sottile velo di verità.
La citazione di cui sopra si fa forza sull’assunto che gli spaghetti siano un prodotto centrale nella dieta di un uomo, uno di quelli di cui se ne sente sicuramente la mancanza. Si fa forza sul fatto che siamo tutti cresciuti, da generazione in generazione, con un piatto fumante di spaghetti al pomodoro, che col tempo sia divenuta una di famiglia, protagonista dei pranzi e delle cene più significative della nostra vita, che sia il prodotto di punta dell’economia italiana e per questi e tanti altri motivi, non possa esser percepita assolutamente come un nemico. La pasta gode insomma di un’ottima reputazione sotto molti punti di vista. Dottori e nutrizionisti, sempre più collusi con il potere la raccomandano a tutto spiano nei giornali, ai programmi televisivi guardati da centinaia di persone, soprattutto casalinghe a cui si deve l’organizzazione della cucina..
Tutto ciò è effettivamente “vero”. Infatti la frase non usa aggettivi chiari come “salutare”, “che fa bene”ma il neutrale “buono”.
Inoltre, addirittura, pone una condizione vincolante al risultato finale: basta variare dosi a seconda dell’età ed usare condimenti vari.
La frase sta dicendo che la pasta di per sé non sa di niente e dunque non può essere buona se sopra non ci metti un condimento qualsiasi. E questo vale per tutte le persone di tutte le età!
Alla pubblicità/serpente non interessa l’origine del condimento. Sopra possiamo infatti pure metterci un copertone affumicato, tanto basta che la pasta risulti “buona” che va tutto bene…
Qual è il succo del loro discorso?
Traduciamo: Almo Nature è per i cani ciò che gli spaghetti sono per gli uomini: un prodotto inutile/non adatto alla specie, che se venisse proposto da solo, senza l’impiego di additivi, coloranti, aromi ecc non verrebbe consumato da nessuno.
Questo è il reale messaggio che l’azienda sta mandando al potenziale consumatore: vi sto dando la verità che volete sentirvi dire!
In questo modo non fanno neanche la parte dei cattivi bugiardi!
Ed intanto milioni di vite animali e vegetali cadono vittime della nostra cecità.
Ho sempre amato leggere libri. Credevo si potesse imparare tanto. Pensavo fosse un modo per tramandare la conoscenza attraverso il Tempo Umano. Un bel giorno mi sono accorta di quanta crudeltà si nasconde invece tra e dietro le pagine di un libro. Perchè un libro di per sé è già un eccidio di forme di vita vegetale, è già l'emblema di un Errore, è già un cadavere che portiamo nel letto con noi la sera prima di coricarci per la notte, è già un fardello che grava fisicamente sulla schiena di un bambino che gli impedisce di svilupparsi verso l'alto. E' il peso della morte che costringe le creature a piegarsi verso la terra, verso il non-essere, condizione antecedente la creazione dell'uomo.
Ci hanno detto che il sapere ha un peso che non sempre tutti riescono a sop-portare ma nessuno ci aveva detto dovevamo caricarcelo sulle spalle!
La nostra società è satura di violenza e tramanda valori di morte e distruzione di generazione in generazione attraverso mezzi quali ad esempio, l’in-form-a-zione, senza minimamente rendersene conto. Persino le pubblicazioni più innocue, quelle per bambini, supervisionate/approvate da centinaia di psicologi/psicoanalisti/dottori della scienza sono contaminate da crudeltà inaudite. Non c’è da sorprendersi poi se allora un bambino, arrivato alla pubertà, scelga di specializzarsi nell’Arte della Guerra, si dedichi allo Sport della Violenza con tanto entusiasmo, si consacri religiosamente al dio denaro. Ecco cosa leggo nei libri di passaggio del gabinetto di casa mia:
“In una vasca con acqua fredda i nostri molluschi stanno spurgando la sabbia. Alle quattro la luce del giorno è già quasi sparita. Facciamo bollire i molluschi in una pentola larga e li guardiamo aprirsi come fiori che sbocciano. Li stacchiamo dal guscio e, dopo averli tritati, li mettiamo a marinare con spezie e limone. Più tardi, di nuovo a letto, mangiamo la zuppa di frutti di mare che abbiamo cucinato”.
Siamo in guerra gli uni con gli altri, la soglia delle atrocità è arrivata a dei livelli pazzeschi..
E non c’entra niente imbracciare le armi, partire per il fronte.. La prima guerra è quella che si combatte per il cibo, sulle tavole di ogni famiglia.
Esiste una profonda relazione tra “cibo” e “guerra”. E non a caso.
La parola Ebraica milchama, deriva direttamente dalla parola locham, che significa sia “nutrire” sia “dichiarare guerra”. Lechem, “cibo principale”, generalmente tradotto come “pane” a causa dell’errata percezione di questo prodotto come “cibo” che non deve mai mancare su una tavola, deriva dalla stessa radice, lamed, chaf, mem.
Questa chiara connessione ci fa capire che la mancanza del cibo base spinge le persone a farsi la guerra. Il seme della guerra è l’impossibilità da parte di una nazione di provvedere ai bisogni alimentari del suo popolo.
L’Ebraismo insegna che la violenza e la morte hanno origine direttamente dall’ingiustizia. La spada è giunta in questo mondo perché la giustizia è lenta, perché è stata pervertita, per colpa di tutti quelli che prendono decisioni errate.
La spada, in questo contesto, è la falce, sono quei macchinari mostruosi che tagliano via i cereali senza alcun ritegno per darli da mangiare a uomini ed animali che non ne hanno alcun bisogno fisiologico. La spada dunque, è nata per tagliare il cereale che doveva rimanere integro e sfamare gli uccelli. L’uomo è la causa di tutto ciò: colui che prende decisioni errate, colui che mangia prodotti non destinati alla sua specie rovinando sé stesso, il pianeta e tutte le altre creature che coabitano questo luogo insieme a lui.
Se l’uomo avesse cercato il suo kosher lechem, ossia il suo cibo appropriato (frutta), l’avrebbe trovato senza alcuna guerra e soprattutto, senza che la spada entrasse a far parte del mondo. Infatti, la sua lama non avrebbe dovuto recidere alcun albero, alcuna pianta..
La guerra durerà fin quando l’uomo non capirà che se continuerà a desiderare prodotti non adatti alla sua specie, ci saranno solamente sofferenze ed atrocità ad aspettarlo dietro l’angolo.
Viviamo in un mondo dove interi ettari di foreste vengono rasi al suolo per lasciare posto a coltivazioni di soya ed altri cereali, di cui, una parte è destinata ad alimentare animali erbivori che un giorno verranno trasformati in bistecche/salsicce/affettati ed un’altra, alla sempre crescente (deviata) richiesta umana di prodotti a base di cereali/granaglie.
Vediamo chiaramente che in questo sistema, gira tutto sempre intorno ai bisogni umani. A ciò che l’uomo crede sia un suo effettivo bisogno.
L’uomo crede di aver bisogno di nutrirsi di carne ed altri prodotti animali: per questo alimenta delle creature che gli forniscono la materia prima.
L’uomo crede di aver bisogno di nutrirsi di cereali/granaglie: per questo deforesta preziosi ettari di foreste tropicali.
L'uomo crede che gli animali da compagnia che tiene con se abbiano bisogno di una dieta etica, dunque priva di carni e derivati, per questo sono nate crocchette vegan dal nome che è tutto un programma "Human Choice". La scelta, povere creature carnivorelle, non l'hanno mai avuta. I loro "amici" umani, convinti di fare una scelta etica a favore del pianeta, hanno contribuito in questo modo ad aumentare indirettamente il problema della deforestazione e stanno attentando direttamente alla salute di questi animali alimentandoli con prodotti inappropriati, residui dell'industria umana. Non si rendono neanche conto che stanno pagando a peso d'oro gli scarti dei cereali non più destinati ad un consumo umano che altrimenti andrebbero bruciati nell'aria..
Per andare dietro alle sue false credenze l’uomo sta mettendo in serio pericolo la vita di TUTTE le creature del pianeta, nonchè del pianeta stesso. Ed il guaio è che non se ne rende neanche conto. I vegani sono dei nazisti moralisti. Vorrebbero che tutti mangiassero pasta/soya/cereali/legumi come loro, che gli onnivori adottassero il loro stesso sistema di credenze, ossia che l'essere umano ha bisogno di elevate quantità di proteine e per questo deve mettersi all'anima quintali di cadaveri vegetali per tutto il resto della sua vita.
L’onnivoro ed il vegetariano sono complici del deforestamento, dell’impoverimento del suolo, dell’inquinamento e dello spreco di energie causato dai macchinari per rendere commestibili prodotti non destinati ad un consumo umano (cereali/granaglie varie per sé e per gli animali d’affezione che spesso tiene con sé, prodotti e derivati degli animali), delle sofferenze atroci perpetrati agli animali dirette ed indirette (comprese le violenze alimentari perpetrate sui propri animali d’affezione), delle sofferenze del regno vegetale, della malnutrizione nel mondo.
Il vegan è complice del deforestamento, dell’impoverimento del suolo, dell’inquinamento e dello spreco di energie causato dai macchinari per rendere commestibile prodotti non destinati ad un consumo umano tanto meno animale (cereali/granaglie varie per sé e per gli animali d’affezione che spesso tengono con sè), delle sofferenze del regno vegetale , delle violenze alimentari perpetrate sui propri animali d’affezione.
E’ necessario tenere a mente che cani e gatti sono carnivori per cui è violenza somministrare qualsiasi tipo di cereale a queste specie, senza contare poi che stiamo abbattendo migliaia di alberi per un pugno di riso che non giova a nessuno, né dal punto di vista della salute dell’animale, né dal punto di vista dell’ambiente.
Secondo buona parte dei vegan la soya/cereali andrebbero impiegati per alimentare le persone dei cosiddetti “paesi più poveri” piuttosto che venir impiegata nell’alimentazione animale destinata al macello ma così facendo si commetterebbe un altro ingiurioso crimine; un crimine verso l’umanità.
La soya ed i cereali non sono cibo adatto alla specie umana. Non apportano alcun nutriente utile all’uomo, per cui è solamente un’illusione tentar di nutrire le persone con questi prodotti! In un certo senso, è una vera e propria dittatura del cibo. Secondo i vegan, dovrebbero mangiare tutti come loro. Certo, si potrà obiettare, in fondo lo fanno affinché cessino le violenze sugli animali, ma chi si occupa di quelle degli uomini? E’ assurdo pensare di salvare gli animali uccidendo gli uomini attraverso i cereali. Piuttosto, cessiamo tutti quanti di mangiare questi cereali/granaglie per una causa che le riguarda tutte: il benessere del Pianeta e di tutte le sue creature.
Questi cereali/farinacei fanno solamente ingrassare e nient’altro. Difatti non a caso vengono somministrati agli erbivori (un altro crimine che viene taciuto), affinché ingrassino e creino più carne da destinare poi come cibo ad un uomo che a sua volta, sta ingerendo un cadavere nocivo alla sua salute.
I paesi poveri sono i più ricchi in realtà. Sono “poveri” perché non hanno industrie, perché l’agricoltura è ancora in mano ai contadini locali e non alle multinazionali della spazzatura ; quei paesi sono “poveri” perché non hanno McDonalds, perché gli abitanti non hanno quattro macchine in famiglia, perché non hanno i vestiti firmati, perché non hanno un collegamento Internet.
Ecco la nostra definizione di “povero”. Quei posti sono ancora incontaminati e si potrebbero trasformare in enormi frutteti capaci di soddisfare la richiesta alimentare di tutta la popolazione. Invece, il mondo occidente, sta spingendo le economie di paesi come India, Cina, ad intensificare le coltivazioni di cereali, distruggendo foreste per mantenere l’economia ed il tenore di vita tipicamente Occidentale. In verità, sono i poveri che stanno sfamando i ricchi. Ed è sempre stato così. Le cose non cambieranno se ci saranno poveri e ricchi. Ma è giusto, democratico che 100 persone debbano lavorare in condizioni miserabili per mantenere i bisogni (inutili) di una persona sola?
Io non voglio andare a lavorare per pagare le aberrazioni alimentari di un altro!
Non è giusto che un animale muoia per soddisfare le aberrazioni alimentari di un uomo intossicato!
Perchè un vegetale dovrebbe sacrificare la sua vita per finire nel piatto di un animale che in condizioni naturali non si ciberebbe di lui?
Arriviamo al crudista-vegan. Questa tipologia d'uomo comincia già a far sentire la differenza nella società. Difatti egli rappresenta il modello transitorio tendente al fruttarismo 100%. Con le sue scelte alimentari che si orientano sempre verso un prodotto integrale, fresco, evita conserve, dispersioni di materiali quali vetro, latta, cartone e taglia definitivamente i costi dell’inquinamento ambientale dovuti alla cottura, alla lavorazione e al mantenimento dei cibi. Pensate a tutti quei prodotti congelati nei supermercati.
Quelle sono letteralmente delle bare-frigorifere dove dentro vi giace cibo morto avvolto in plastiche inquinanti. Che senso ha vendere un prodotto morto, privato dei suoi valori nutritivi, non adatto ad un consumo umano, imbellettato da un involucro nocivo pure all’ambiente?
Ditemi, che senso di esistere ha un prodotto morto che causa morte a tutto ciò che gli sta intorno?
La morte chiama morte.
A chi giova tutto ciò?
Il fruttariano è al vertice di questa piramide terrena dell’alimentazione umana. Nutrendosi esclusivamente di frutta egli non esercita alcun tipo di crudeltà verso nessuna forma vivente sul pianeta. Non inquina perché mangia tutto crudo, senza involucri di plastica/cellophane. Fa del bene a se stesso e a tutto il pianeta, nutrendosi di vita ed allontanando da lui gli effetti nefasti della morte.
Ecco, io leggo nei libri di passaggio del gabinetto di casa mia frasi di questo tipo: “In una vasca con acqua fredda i nostri molluschi stanno spurgando la sabbia. Alle quattro la luce del giorno è già quasi sparita. Facciamo bollire i molluschi in una pentola larga e li guardiamo aprirsi come fiori che sbocciano. Li stacchiamo dal guscio e, dopo averli tritati, li mettiamo a marinare con spezie e limone. Più tardi, di nuovo a letto, mangiamo la zuppa di frutti di mare che abbiamo cucinato”.
I personaggi di questo libro dovrebbero vergognarsi di fare cose del genere. L’autore dovrebbe auto-censurarsi. Non si dovrebbero pubblicare libri contenenti frasi come quelle. Per la nostra società è normale mangiare prodotti cotti, darli in pasto a persone malate/deboli, pubblicare libri di ricette che prevedano qualunque tipo di cottura/uso di prodotti animali/vegetali ed affini.
Questo materiale dovrebbe esser considerato fuorilegge.
Sono caduti così tutti i miei miti letterari. Uno ad uno. La maggior parte di loro mangiava prodotti cotti, si cibava di cadaveri animali/vegetali…ed avevano la faccia tosta di parlare della compassione verso il prossimo. Erano bocche quelle, che si riempivano di aria mentre ammonivano il comportamento discutibile dell’altro e che poi non si facevano trovare impreparate di fronte ad un piatto di spaghetti/verdure/carne.
Erano libri di maestri spirituali che al massimo predicavano il vegetarismo ma nulla dicevano a proposito dei prodotti cotti, della schiavitù dei legumi e dei cereali in cui l’uomo ha finito per soggiogare se stesso e le creature che si tiene accanto.
La gente mangia con la bocca aperta ed il cuore chiuso.
La società è accecata, comatosa. I nostri occhi sono ipnotizzati, le nostre papille gustative contaminate a tal punto che si fa fatica a riconoscere la genuinità di un frutto rispetto ad un piatto di spaghetti!
In questa nostra follia abbiamo trascinato pure gli animali che abbiamo addomesticato per asservircene, quali ad esempio i cani.
A queste povere bestie rifiliamo tutto il peso delle nostre scelte, il peso delle nostre credenze.
E loro, in silenzio, sono costretti a mandar giù quel boccone velenoso che giorno dopo giorno gli affatica l’intero organismo fino poi a vederceli morire, così, senza capire neanche il perché.
Allergie, intolleranze, gastriti, diarrea, vomito: effetti collaterali da prodotti cotti, carni e sottoprodotti animali/vegetali di ultima scelta, granaglie provenienti dallo scarto dell’industria umana.
E’ tutto un gran riciclo di sostanze inutili che girano e rigirano sotto varie forme in tutto il pianeta: dai gas dell’inquinamento fin sopra le nostre tavole.
E’ una palla di schifezze che ci si scambia, avanti ed indietro come in una partita da tennis giocata da professionisti, lasciandosi alle spalle una lunga scia di impurità che stanno insudiciando, che stanno soffocando sempre di più il corpo del nostro Pianeta. Che è anche il corpo di ognuno di noi.
Stiamo esaurendo pian piano le riserve di questo pianeta alimentandoci soprattutto in una maniera errata e poi creiamo storie fantastiche di alieni che dovrebbero venire a visitarci per fare altrettanto e tremiamo al solo pensiero.
Ma perché, mi chiedo, un essere tecnologicamente “superiore” dovrebbe venire su questo nostro pianeta quando non c’è rimasto più nulla da rubare? Che si accontentino delle briciole? Perché dovrebbero venire qua a ripulire lo schifo che abbiamo lasciato? Solamente degli arroganti, presuntuosi, in una parola UOMINI, possono davvero pensare ciò! Solamente dei perdigiorno intossicati al 100% possono pensare ad una possibilità del genere mentre continuano ad ingozzarsi di cereali, carne e non capiscono la vera causa di tutte le sofferenze umane e non umane: la corretta alimentazione.
La gente dorme a tal punto che per vedere le cose deve crearsele necessariamente “al di fuori” di sé.
Ecco che allora tu diventi me ed io divento quello. Spesse volte però, neanche questo è sufficiente.
Gli uomini indossano i paraocchi, come quelli che attaccano ai cavalli delle carrozzelle del centro di Roma, per evitare di guardare la realtà dei fatti e mettersi davvero paura.
Qui bisogna aver paura dell’uomo, non dell’alieno che viene da fuori! Ma la buona notizia c’è: non solo abbiamo reso questo pianeta inospitale per noi stessi, ma pure per quelli che volevano occuparlo dall’esterno tanto da aver eliminato, in questo modo, qualsiasi eventualità di insediamento. Perciò, ora possiamo stare più che tranquilli.
La pubblicità inganna. Ecco cosa recita il sito di una famosa marca di prodotti per animali:
Almo Nature è per i cani ciò che gli spaghetti sono per gli uomini: un piatto buono per tutte le età, basta variare dosi e condimento!
Questa frase è esattamente fatta della stessa pasta di quella che pronunciò il serpente nel Gan Eden.
Il serpente difatti non mentì spudoratamente ad Adam e Chava, bensì coprì l’inganno servendosi di un sottile velo di verità.
La citazione di cui sopra si fa forza sull’assunto che gli spaghetti siano un prodotto centrale nella dieta di un uomo, uno di quelli di cui se ne sente sicuramente la mancanza. Si fa forza sul fatto che siamo tutti cresciuti, da generazione in generazione, con un piatto fumante di spaghetti al pomodoro, che col tempo sia divenuta una di famiglia, protagonista dei pranzi e delle cene più significative della nostra vita, che sia il prodotto di punta dell’economia italiana e per questi e tanti altri motivi, non possa esser percepita assolutamente come un nemico. La pasta gode insomma di un’ottima reputazione sotto molti punti di vista. Dottori e nutrizionisti, sempre più collusi con il potere la raccomandano a tutto spiano nei giornali, ai programmi televisivi guardati da centinaia di persone, soprattutto casalinghe a cui si deve l’organizzazione della cucina..
Tutto ciò è effettivamente “vero”. Infatti la frase non usa aggettivi chiari come “salutare”, “che fa bene”ma il neutrale “buono”.
Inoltre, addirittura, pone una condizione vincolante al risultato finale: basta variare dosi a seconda dell’età ed usare condimenti vari.
La frase sta dicendo che la pasta di per sé non sa di niente e dunque non può essere buona se sopra non ci metti un condimento qualsiasi. E questo vale per tutte le persone di tutte le età!
Alla pubblicità/serpente non interessa l’origine del condimento. Sopra possiamo infatti pure metterci un copertone affumicato, tanto basta che la pasta risulti “buona” che va tutto bene…
Qual è il succo del loro discorso?
Traduciamo: Almo Nature è per i cani ciò che gli spaghetti sono per gli uomini: un prodotto inutile/non adatto alla specie, che se venisse proposto da solo, senza l’impiego di additivi, coloranti, aromi ecc non verrebbe consumato da nessuno.
Questo è il reale messaggio che l’azienda sta mandando al potenziale consumatore: vi sto dando la verità che volete sentirvi dire!
In questo modo non fanno neanche la parte dei cattivi bugiardi!
Ed intanto milioni di vite animali e vegetali cadono vittime della nostra cecità.
Maturato da
FruiTanya
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