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mercoledì 1 dicembre 2010

L'importanza di vivere una vita Naturale

Continuo il mio percorso alla ricerca dell'Immortalita', alla ricerca del Gan Eden, alla ricerca dell'Etz haChayim (Albero della Vita) e man mano che avanzo, passo dopo passo imparo che la dieta fruttariana non e' davvero che un timido inizio rispetto a cio' che si va prospettando all'Orizzonte.
Sono in viaggio dallo scorso Agosto alla ricerca di un posto fisico dove poter iniziare una Comunita' Fruttariana Naturale, che significa in altre parole "tornare a vivere la Vera Vita Naturale dell'Uomo, nel suo habitat originario, con il suo cibo naturale".

Perche' ho appreso che non ha piu' senso per me continuare a fare la "fruttariana di citta'", svegliarsi al mattino per andare a lavorare, comprare la frutta, pagare le bollette, dormire in un appartamento/casa, indossare vestiti e ripararsi dal freddo dell'inverno; tutto questo non e' vita naturale e neanche il cibo lo e'.

La frutta che si vende nei supermercati (anche nei negozi biodinamici) non e' il massimo della qualita', non e' curata con lo stesso amore che le darebbe un fruttariano che ha selezionato, piantato e fertilizzato il seme sin dall'inizio; questa frutta e' stata fatta crescere solamente per trarne un profitto e non e' giusto sfruttare gli Alberi per i loschi fini del commercio.

Lavorare non e' naturale; nessun animale lavora per "guadagnarsi il pane", costretto a sottostare alle grinfie di un datore di lavoro preoccupato di mantenere i falsi bisogni egoistici della sua famiglia (portare i bambini in piscina, comprare il cellulare di ultima generazione alla figlia maggiore, il week-end per la moglie annoiata, il cibo velenoso per tutti ecc)

Indossare vestiti non e' naturale, vivere dentro 4 mura di cemento/legno neppure; tutto questo e' sfruttamento dell'habitat intorno a noi al fine di ricreare una zona di comfort in un ambiente totalmente innaturale.

Esistono tantissimi tipi di inquinamento, visibili ed invisibili. Le citta' sono piene zeppe di veleni ed insidie dovunque ci volgiamo. Non ha senso essere fruttariani se si vuole rimanere a vivere in un contesto urbano/rurale innaturale.

Ho provato tutto questo sulla mia pelle ed ho finalmente capito che non c'e' piu' posto per me in una citta', in un paesino, in un eremo sperduto da qualche parte in capo al mondo. Tutto questo e' solamente un illusione, una perversione/distorsione della realta'.

La frutta mi ha aiutato tantissimo in questo percorso di purificazione dell'Ego, aprendomi pian piano alla Vita Naturale ma ho dovuto constatare che piu' a lungo si rimane in un ambiente innaturale, piu' il processo di purificazione tarda a completarsi.

Da quando dormo all'aria aperta, sotto un cielo di stelle non riesco ( ma sopratutto, non desidero ) piu' dormire in un appartamento, circondata da muri di cemento perche' sento proprio che da questi si sprigiona un'aria malsana che impregna tutt'intorno e che ti entra dentro il corpo intossicandolo da cima a fondo. Da quando non lavo piu' i vestiti con saponi (anche i cosidetti "biologici") che ancora, purtroppo, sono costretta ad indossare quando mi reco nei centri abitati o per coprirmi dal freddo, ho notato che qualora ne indosso qualcuno che e' stato lavato con questi prodotti, la notte ho gli incubi perche' sono piu' sensibile al rilascio delle tossine sulla mia pelle. Di giorno infatti sono distratta da altro ed avverto "solamente" un bruciore fisico che mi induce a togliermi immediatamente questi panni per rimettermi gli altri, "sporchi".

Mi lavo solamente con acqua, possibilmente di sorgente, priva di cloro e sono sempre pulita, non emano alcun cattivo odore. La dieta aiuta tanto in questo senso ma non bisogna dimenticare anche che vivere in un contesto urbano/societario non produce lo stesso effetto che vivere il piu' possibile FUORI DALLA "CIVILTA'".

Respirare i fumi delle fabbriche, delle macchine, delle sigarette/sigari delle persone e' diventato impossibile; respirare odori di prodotti cotti per la strada nauseabondo; vedere la gente avvelenarsi tutt'intorno uno strazio, ma sopratutto rendersi conto che le citta', i contesti sociali, le strutture, la cultura e' totalmente inutile e falsa, nata e sviluppata solamente perche' l'uomo ha lasciato il suo ambiente naturale, ha abbandonato se stesso ed il suo Sapere.

Il teorema del "compromesso", della "via mediana" e' una triste illusione, un concetto che non esiste in Natura.
Il fruttarismo (la dieta) iniziata in citta' dopo un po' ti porta davanti ad un bivio dove si materializza uno strano tipo che ricorda un po' quel Morpheus del famoso film Matrix, che ti offre, in una mano, una pillola rossa (nel nostro caso, si tratterebbe di una deliziosa stark :) ) che rappresenta il completo cambiamento e dall'altra, un panino al salame (la pillola blu) che ti fa dimenticare tutte le volte che nella tua vita hai visto/percepito che c'era qualcosa di VERAMENTE sbagliato in cio' che facevi/vedevi ogni mattino appena aprivi gli occhi, prima di andare a lavoro.

Da questo momento, quando si arriva a questo punto, si e' "costretti" a fare una scelta "drastica": af-fidarsi alla Natura/D-o oppure all'uomo/ego.

E' un processo a cui si giunge man mano che si continua a mangiar frutta ed i nostri corpi (compresi quelli sottili, ovviamente) cominciano timidamente a risvegliarsi dal torpore in cui i prodotti cotti li avevano incatenati.

Alcuni di voi lettori potreste obiettare su due piedi che non e' necessario andare "completamente in Natura" per vivere una vita fruttariana soddisfacente; che e' necessario comprarsi un terreno e coltivarsi gli alberi per proprio conto, ma con questo discorso ci stiamo dimenticando del clima, fattore primario su cui ruotano molteplici e fondamentali questioni: frutta deliziosa tutto l'anno, temperature che permettono una vita all'aria aperta, nessuna cosidetta "tecnologia"...

Ricordate, essere fruttariani non significa mangiare frutta; significa tornare ad Essere Uno con D-o (Natura). E' un percorso lungo, che presto o tardi ci mettera' di fronte a delle scelte nette, ma che vale sicuramente la pena di essere vissuto perche' altrimenti non c'è vita (quella Vera) ma solamente una triste e grigia parodia di essa.

In Italia sappiamo che tutto questo non e' assolutamente possibile, neanche al piu' estremo sud (Calabria ed Isole). Non c'e' abbondanza di frutta dolce e succosa e al peggior dei modi si finisce a passare l'inverno mangiando tonnellate di arance/mandarini (di cui e' ben nota la elevata tossicita') mele e pere (che sono dei signori frutti, per carita') ma che dire dei mango, papaya, banane (locali, ovviamente) e altra frutta tropicale invitante e supercolorata.. Che dire poi della pioggia e dei venti freddi, che dire dei grandi spazi all'aperto senza incontrare alcun tipo di "civilizzazione" intorno, senza inquinamento elettromagnetico/terrestre, nudi e liberi, vivendo in simbiosi con i nostri Alberi da frutto e con le altre creature tutt'intorno, nel grembo della nostra Madre Terra, nelle braccia di D-o.

Devoluzione questa? Perche' credete davvero che tutto cio' che l'uomo ha prodotto sin ora sia intelligente?
La vita al di fuori dell'habitat naturale dell'uomo ha prodotto solamente malattie (fisiche, psicologiche, mentali, spirituali).

Sto facendo sempre meno uso delle scarpe e dei calzini perche' mi sto rendendo sempre piu' conto che sono delle fasce per "piedi malati", soffici, che non hanno mai camminato realmente. Il mio corpo li ha cominciati fondamentalmente a rigettare, dopo anni di "condizionamento" su piu' fronti.

Ho fatto recentemente esperienza della "pioggia tiepida" e non e' come quella fredda che ho provato molte, troppe volte in Italia. Ho camminato nell'acqua a piedi nudi, mentre la tempesta impazzava e veniva giu' il finimondo ma e' stato molto piu' facile che camminare sotto la pioggia a Roma centro...

Ogni giorno faccio sempre nuove esperienze in ambito di vita naturale e mi rendo sempre piu' conto che la Vita Naturale e' piu' facile di quanto si abbia modo di pensare ed e' proprio questo blocco che la nostra mente crea che da' origine al concetto del "compromesso".
Sono nata e cresciuta a Roma, in una citta', ho sempre usato la tecnologia (luce, telefono, internet, riscaldamento ecc) perche' in un contesto innaturale si e' costretti ad usare tutto questo, perche' e' tutto un falso bisogno, laggiu' nella citta' di Sodom (la cosidetta "societa'").

Si puo' cessare di essere schiavi del sistema semplicemente abbandonando i falsi bisogni che essa ci fa credere siano "indispensabili" per la nostra vita.
In realta', non abbiamo che bisogno di noi stessi, per Essere, finalmente.
Fino a quando decideremo di restare a vivere in Sodom, saremo costretti a creare compromessi ogni passo decideremo di fare. E questi compromessi possono essere vari, ma non importa, sono sempre falsi, creati da una mente che e' stata programmata ad avere paura della Vera Vita.

In Natura non esistono frullatori, non esistono "insalate di fruttortaggi", non esiste olio (ne' spremuto a freddo, ne' spremuto dal frutto invece che dal seme), non esiste peperoncino (e tantomeno sale, che tra l'altro non e' neanche un frutto..) per condire tutta questa frutta di seconda scelta; conosco alcuni fruttariani che mangiano in questo modo e, seppur non condividendo tutto cio' (sebbene io stessa abbia avuto un periodo simile in cui mi nutrivo di quei frutti) non mi sento di "condannarli" fino in fondo perche' ho compreso che fin tanto che si vive nella falsita' della vita innaturale, falsi ed innaturali bisogni sorgono e con essi, queste insalate improbabili... per cui rinnovo l' invito a tutti coloro che vogliono GUARIRE con la frutta, di lasciare la citta' per andare a vivere nella Natura, dove sara' NATURALMENTE piu' facile mangiare 100% frutta, perche' nella foresta non esiste l'albero della carne e dei prodotti cotti...

Per cui, non perdete tempo a diventare fruttariani in citta' perche' alla lunga questo stile alimentare diventera' sempre piu' un peso per il vostro portafoglio e per la vostra vita sociale; andate in Natura ed aggregatevi ad altre persone che come voi, aspirano alla guarigione totale.
A meno che non siate veramente forti ed incorruttibili nel profondo del vostro Animo, vivere in Sodom vi mettera' ogni giorno alla prova con mille e mille tentazioni circa i prodotti cotti. Le "tentazioni" sono dovunque la' fuori e non rattristatevi troppo pensando di "non essere capaci abbastanza" o peggio, finire col pensare che "solo di frutta non si puo' vivere" perche' questo e' esattamente cio' che il Sistema vuole farvi credere, vivendo nei contesti urbani/rurali innaturali.

Tutte le persone che mi scrivono e vogliono guarire con una dieta a base di frutta devono capire che la frutta aiuta il corpo a purificarsi dalle tossine accumulate dalla dieta precendente (onnivora, vegetariana, vegana cotta) ma fin quando si rimane a contatto con QUALSIASI forma di inquinamento, non si puo' guarire fino in fondo.

Non ha senso andare a fare un soggiorno purificatore dove si digiuna per 21 giorni, d'estate, in un eremo lontani da tutto e tutti, pagare fior di soldi per poi tornare nuovamente alla vecchia vita di sempre...

Questo dovrebbe essere la norma e non l'eccezione!

giovedì 2 settembre 2010

Falsi bisogni: la cultura umana

Tutta la cultura umana e' nata dall'insorgenza dei problemi dell'uomo legati alla progressiva civilizzazione e conseguente distacco dal suo ambiente naturale.

FruiTanya

mercoledì 5 maggio 2010

Fast Food? No grazie...

In uno scorso intervento abbiamo visto la situazione alimentare americana e ci eravamo lasciati chiedendoci come stessero le cose in Italia. Beh, sicuramente qui le cose non vanno meglio, dato che anche il nostro Paese finanzia maggiormente i prodotti animali rispetto a frutta e verdura.
Non ci vuole tanto a capire che stiamo andando di pari passo con l'America, solamente in scala minore.
Un esempio su tutti è stato il prodotto denominato MacItaly del ben noto fast food, patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole. Ci sono articoli in rete di persone che si chiedono come sia stato possibile per questo ministero, patrocinare un prodotto "così avulso alla tradizione italiana".
Mi domando davvero se questa sia una battuta sarcastica oppure un serio dilemma per l'autore stesso..
La pubblicità alla tele e per le strade non fa che proporci alla vista prodotti cotti, lavorati, carne, latte, derivati e ne parla come fossero motivo di vanto rispetto ai prodotti esteri. E' raro imbattersi in campagne pubblicitarie che reclamizzino frutta e verdura fresca, nel loro stato naturale. Per puro caso ho visto la pubblicità della mela melinda alla tele e un altro delle mele margutta per la strada e mi sono sinceramente chiesta in che razza di mondo vivessi...
Purtroppo le false credenze, i miti, i sensi intossicati giovano alle multinazionali che vendono prodotti cotti animali; sono pari ad un sistema religioso e scientifico basato sul dogma che l'uomo per vivere necessiti di elevate dosi di proteine.
Ora, ci stiamo muovendo lentamente (ma inesorabilmente) verso uno switch cerealicolo dove finiremo per aumentare la quantità di finanziamenti in questo settore vegetale senza però risolvere più di tanto in termini di inquinamento, sostenibilità, salute... Forse, e sono molto perplessa riguardo pure questo fattore, si arriverà a non segregare più animali in lager allucinanti ma paradossalmente è proprio un risultato misero se si pensa che, alla fine dei conti, è più ciò che si continua a distruggere che ciò che si finisce per "salvare"..
Per sottrarre certe specie di animali destinate al consumo alimentare umano e quindi promuovere uno stile di vita vegan-cotto a base di cereali e legumi, abbiamo contribuito ad inquinare il pianeta, ad ammalare i nostri corpi, a schiavizzare i paesi del Terzo Mondo, a rubare cibo naturalmente destinato ad uccelli granivori e a sterminare milioni di insetti legittimi fruitori di cereali solamente per quale motivo? Per mettere tra i denti un panino con hamburger vegetale e complimentarci con noi stessi pensando di aver salvato "una" mucca?

Astenersi dal mangiar carne e derivati è un palliativo se si pensa che la soluzione per evitare anche altre catastrofi esiste già ed è appannaggio di tutti, ma sopratutto, giova a tutti: il Fruttarismo.
Il veganismo cotto non libera l'uomo dalla schiavitù; non rende liberi gli uomini dalla schiavitù dei soldi, delle malattie, per assurdo anzi, perpetra lo sfruttamento e promuove la malnutrizione dei Paesi del Terzo Mondo. Il problema qui non è a CHI destinare la soya (se agli animali destinati al macello o alle persone povere in tutto il mondo) è COLTIVARLA in primis!

Un'alimentazione basata su cereali e legumi impoverisce il mondo e la salute umana.

Ecco perchè la dieta vegan-cotta non è sostenibile esattamente come quella carnea!
Sono due facce della stessa medaglia, che si sorreggono l'una e l'altra, come appunto, due stampelle che contribuiscono a rendere e mantenere l'uomo handicappato!

La soluzione davvero sostenibile per tutta la Creazione è una dieta fruttariana ma sarei fiduciosa anche verso un modello igienista laddove il 75% dell'alimentazione gira intorno alla frutta fresca.


In questo grafico vediamo a sx i sussidi all'attuale mercato che favorisce nettamente i prodotti di origine animale (meat, dairy), mentre a dx, le raccomandazioni alimentari che si poggiano su una ben salda base cerealicola (grains). Questo è esattamente il "sogno" che diverrà presto realtà perchè è in questa direzione che il mercato si sta muovendo, grazie anche alla promozione di uno stile di vita vegan-cotto di stampo tipicamente fast-food simile.
Tutte le più grandi multinazionali del cibo si convertiranno in vegan-friendly ma sempre multinazionali rimarranno, sempre obesità e malattie causeranno, sempre più inquinamento e spreco di risorse genereranno, sempre più povertà e divisione sociale creeranno. Non è un caso se i cosidetti Paesi del Terzo Mondo sono i maggiori produttori di cereali e l'Occidente sta letteralmente gravando sullo sfruttamento di queste aree del mondo per mantenere il suo tenore di vita e vizi malsani.

Dovremmo imparare molto di più dalle sofferenze che abbiamo inflitto e che stiamo continuando ad infliggere ad alcune specie di animali affinchè queste non gravino MAI più su nessun'altra creatura. Il messaggio che dovremmo cogliere da tutti questi orrori è che la schiavitù di qualunque essere vivente non è accettabile nè tantomeno auspicabile.

Liberiamo gli animali dalla schiavitù dell'uomo, liberiamo l'uomo dalla schiavitù!

Il nemico numero Uno di uomini, animali, dell'ambiente in toto, è la schiavitù della coscienza antropocentrica onnivora, l'Egoismo.

Il mondo vegetale assorbe energia e poi la dona incondizionatamente a tutti sottoforma di cibo solido (frutti) ed ossigeno, il mondo animale è in uno stato di conflitto-equilibrato (vedi difesa delle piante contro gli erbivori), l'uomo è completamente contro sè stesso e quindi con tutto il Creato. Egli è l'unica creatura in grado di invertire questo processo di crescente conflittualità nella Coscienza Umana che si è andata pervertendo con il passar del tempo solamente con una ri-volta alimentare. La creatura Uomo visse secondo Natura per molti milioni di anni, poi avvenne una "rottura" nella sua coscienza che lo fece disconnettere da questo stato idiallico in cui viveva in armonia con tutti gli esseri (Gan Eden, paradiso terrestre) quando prese dell'"Albero della Conoscenza del Bene e del Male" parafrasando con il linguaggio biblico. Quando ciò avvenne, ecco che le glaciazioni cominciarono ad imperversare sulla Terra; ecco i "venti del nord", i venti del "male" che arrivarono e distrussero tutto. L'uomo "uscì" dal giardino trovandosi in un mondo praticamente irriconoscibile, in grado di offrire solamente cibi non adatti alla sua specie che contribuirono a far avanzare la morte dapprima nel mondo esterno (attraverso l'uccisione di animali e vegetali per cibo) poi nel suo mondo interno (corpo fisico, emotivo, mentale, animico).

Al momento presente, siamo tutti uomini morti che camminano, tenuti "in vita" solamente da un motore immobile di cui ignoriamo e volutamente neghiamo l'esistenza solamente perchè così facendo, possiamo ancora continuare ad illuderci di esser "padroni" di qualche cosa, della "nostra" stessa vita mentre invece nulla ci appartiene perchè potremmo avere tutto, senza neanche possederlo..
Non è "vivo" chi si alza, cammina, mangia, ride, scherza, balla, pensa, scrive, parla; paradossalmente è più vivo ciò che è fisso, stanziale, tipo gli alberi e le piante; gli esseri umani sono come degli spettri che scalpitano e che infestano letteralmente questo mondo con le loro frequenze basse pretendendo di conoscere tutto ciò che vedono mentre in realtà brancolano nel buio più assoluto.

Siamo schiavi della nostra stessa coscienza limitata.

Vivere è quando si comincia a prendere coscienza di sè stessi e del mondo al di fuori di noi; vita è quando lentamente si ritorna all'Uno, Vita è quando si torna alla Natura, quando torniamo a nutrire i nostri corpi di frutta.

domenica 4 aprile 2010

Fruttarismo: dieci OTTIMI motivi per esserlo

Essere Fruttariani non significa mangiare esclusivamente frutta bensì entrare in una nuova dimensione dell Essere con il corpo, la mente e con lo spirito! Il Fruttarismo è un viaggio meraviglioso alla Ri-scoperta di se stessi!

Ecco 10 validi motivi per cui ho scelto di applicare il Fruttarismo alla mia vita.


1. Fattore Salutistico: Sono stata una purista del crudismo vegan per qualche tempo e grazie a questo stile di vita ho migliorato molto la mia salute rispetto a prima, quando ero onnivora, ma il successivo passaggio al Fruttarismo ha davvero rivoluzionato significativamente il mio concetto di Salute e del sentirsi in splendida forma. Un cambiamento straordinario, tangibile, illuminante.

2. Fattore Etico: La Natura ha creato i frutti affinchè le altre creature mangiandone, potessero ottenere il massimo del nutrimento corretto di cui hanno bisogno per vivere una vita piena e significativa e, allo stesso tempo, dare possibilità all'albero madre di moltiplicarsi per assicurare di nuovo cibo per tutti, gratis! L'unico lavoro per assicurare cibo a tutti era...mangiare! E' possibile di fatto, nutrirsi senza uccidere alcuna creatura!

3. Fattore Antropologico: L'uomo è nato frugivoro. Non possiede enzimi per scindere la cellulosa nei vegetali (che ne contiene i nutrienti) come non possiede quelli per assimilare la carne, latticini, cereali. Si e' evoluto in simbiosi con gli alberi da frutta (in special modo il melo); ecco perche' non e' in grado di sintetizzare la vitamina C, come pure alcune scimmie ed una particolare specie di pipistrello fruttariano.

4. Fattore Ecologico: L'unica dieta veramente sostenibile per il pianeta è quella fruttariana. Uno stile di vita vegan basato principalmente su prodotti cerealicoli per giunta cotti, è insostenibile per il pianeta. Se tutto il mondo mangiasse cereali, ci vorrebbero 5 pianeti come la Terra per assicurare cibo a tutti - uomini ed animali. Per non parlare dell'inquinamento causato dalla cottura, dalla conservazione/lavorazione dei prodotti.

5. Fattore Economico: Milioni di persone muoiono al mondo perchè sono malnutrite. Le malattie del mondo Occidentale e la Fame nel mondo possono esser sconfitte semplicemente fornendo cibo appropriato alla specie umana in grado di provvedere a tutte le necessità nutritive dell'individuo.

6. Fattore BioEnergetico: La carne, i latticini, i cereali (specialmente quelli cotti) non fanno altro che abbassare le nostre frequenze vibratorie e quando ciò accade ci ammaliamo, diventiamo tristi e non riusciamo più a trovare un senso alla nostra vita. Questo perchè siamo come svuotati da dentro; siamo dei gusci vuoti che camminano.

7. Fattore Politico: Il Fruttarismo è libertà dalla schiavitù del lavoro in cambio di cibo, è liberta dalle multinazionali dell'industria alimentare e farmaceutica, ed è l'unico sistema per arrivare velocemente ad abolire la moneta. Il Fruttariano per vivere, dipende esclusivamente dall'albero e pertanto, non può essere ricattabile. Questo del cibo, è ovviamente un primo passo verso una sempre più crescente (ed auspicabile) consapevolezza Anarchica.

8. Fattore Scientifico: Ci sono moltissime pubblicazioni scientifiche oggi che provano i benefici concreti della frutta sull'organismo umano ma per verificarne la veridicità, consiglio di provare a tutti in prima persona!

9. Fattore Filosofico: "Non uccidere" non si applica all'omicidio di una sola specie, bensì a tutti gli esseri viventi e questo comandamento fu scritto nel cuore dell'uomo molto prima di essere proclamato sul Sinai". Lev Tolstoy

10. Fattore Spirituale: La Torah (Pentateuco) è l'unico testo che ci informa della natura spirituale e fisica dell'essere umano; nel libro di Genesi infatti, apprendiamo che D-o creò il Giardino di Eden affinchè l'uomo lo coltivasse e se ne prendesse cura, mangiando liberamente dei frutti di tutti gli alberi.

NOT: L'ordine con cui ho elencato tutti i benefici dell'Esser Fruttariani non è perentorio; posso ben dire che tutte le motivazioni hanno lo stesso valore per me perchè non ha alcun senso mettere prima una cosa anzichè un'altra quando sono tutte importanti e sopratutto - interdipendenti.
Ma sopratutto, chi è l'uomo per poter decidere quale motivazione sia la migliore?
Nell'umiltà il fruttariano abbandona il suo ego, la sua scala di valori fittizia, costruita solamente sulla propria percezione delle cose senza pretendere che "una" (o più) scelte siano da favorire rispetto ad altre perchè OGGETTIVAMENTE giuste e razionali, tanto da avere una qualche priorità...
I motivi che fin'ora ho sperimentato sulla mia pelle sono TUTTI importanti, sono TUTTI sullo stesso piano; sono carte da gioco stese su di un tavolo e noi dobbiamo solamente SCEGLIERE quale carta scoprire per incominciare il gioco.
Se ci blocchiamo (mai sia!) e cominciamo a pensare di limitarci ad uno (o più) aspetti che il nostro antropocentrismo deviato ci fa apparire come "sufficienti" per condurre una vita dignitosa, stiamo oggettivamente dando ascolto ai NOSTRI bisogni personali, non a quelli della natura (di cui fanno parte gli animali, le piante ed i minerali) ma stiamo favorendo solamente il nostro moralismo, per giunta finto.
Così facendo l'uomo non applica una compassione genuina, bensì fa uso dell'antropocentrismo deviato che gli impedisce di vedere quanto egli stesso sia cieco e sordo ai problemi del mondo, preferendo di nuovo, soddisfare le urgenze del proprio ego e non quelle delle altre creature che invece, si è promesso di aiutare.

Da qualche parte bisogna pur cominciare... Bene, di motivi ce ne sono per tutti i gusti e non importa quale sia il punto di partenza che uno sente più vicino al proprio modo di essere: ciò che conta è fare il primo passo per migliorare se stessi, in tutti i sensi.
Bisogna tenere bene a mente che la natura è strutturata talmente in maniera perfetta che riesce a far coincidere il benessere di un individuo con quello dell'intero pianeta ed il Fruttarismo pratico ne è la palese dimostrazione.

Tuttavia si fa spesso fatica a concepire questo concetto perchè viviamo in un mondo dove ognuno pensa ai propri problemi, ai propri vantaggi, talvolta ottenendoli a discapito degli altri.
Esiste il concetto di giustizia in Natura e funziona egregiamente, non come il corrotto sistema giuridico umano.

venerdì 2 aprile 2010

Il Fruttariano e l'Anarchia

Domanda: Lavori attualmente? Intendo dire, possiedi del denaro con cui comprare di che nutrirti e vestirti o autoproduci tutto ?

Del Lavoro del Fruttariano


Attualmente non lavoro ed il mio obbiettivo è quello di non lavorare assolutamente. Ultimamente sto cercando un lavoro per il breve tempo in cui mi tratterrò a casa dei miei genitori perchè sicuramente ho altri progetti per la mente. Lavorare è un'altra cosa innaturale resa purtroppo necessaria per sopravvivere in questa giungla ci-vili-zzata. Mi basta un frutteto per mangiare - non ho necessità di comprare pasta, seitan, farina, carne, latte per cui dipendere da terzi. Ho vestiti e mobili credo, per il resto della mia vita e se avrò bisogno di altri baratterò con chi sarà disposto a fare lo stesso oppure mi farò regalare da chi vuole disfarsene.
Il mio unico produttore di fiducia è l'albero o la pianta di pomodoro/peperone/zucchina. I miei unici operai sono le gambe e le braccia che mi consentono di raccogliere i frutti della terra. Mangio tutto crudo, fresco ed integrale perciò non ho bisogno di bombole a gas/forni/essiccatori/ frullatori per cucinare - mi basta un coltello (ed una forchetta..) neanche troppo affilato altrimenti rischio di tagliuzzarmi pure qualche dito.
Vivo con poco; cerco di vivere nell'essenzialità. Questo è il mio rispetto e la mia gratitudine per il mio prossimo umano ed animale, vegetale e terrestre. Quando prendo del superfluo mi accerto sempre di farlo con coscienza, riconoscendo in precedenza la fonte da cui proviene tale "beneficio" cercando di non divenirne dipendente.

Essere liberi non significa rinunciare a certe comodità occasionali bensì goderne senza divenirne schiavi.

Adesso il Sign-re D-o prese l'uomo ed Egli lo mise nel Giardino di Eden affinchè lo lavorasse e lo custodisse. Gn 2:15

Qualsiasi altro lavoro che non sia prendersi cura del proprio frutteto è innaturale e non dovrebbe esser svolto ma purtroppo, da quando l'uomo ha ceduto la sua libertà con l'abbandono della terra per conoscere il lato frivolo delle cose (leggi onnivorismo), è divenuto servo del padrone che non solo la possiede ma l'ha pure cementificata per produrre spazzatura artificiale con cui mantenere se stesso ed i propri schiavi.

L'uomo è la matrigna cattiva di tutte le favole che cerca di usurpare il trono alla bella Natura, regina legittima del regno di Malchut.

martedì 30 marzo 2010

Alla ricerca della Salute


Continua il mio percorso melariano, con eccellenti risultati devo ammettere.
Ogni giorno, c’è sempre quella vocina fastidiosa, figlia della mia intossicazione residua, che mi dice: “Tanya, mi sa che oggi non ce la fai ad arrivare fino a cena solo con le mele…” ma io non ci bado troppo. Conosco la sua identità, so da dove proviene e non mi lascio buttare giù così facilmente. Stamattina sono uscita, sono andata a colloquio con una persona. Ero alla mia seconda mela. L’appuntamento era vicino ad un ipermercato che conosco bene. Vicino a questo ipermercato c’è la stazione della metro dove c’è sempre un gran viavai di persone che vanno e vengono fino all’ora di cena e la maggior parte di queste è carica di buste di plastica piene di prodotti spazzatura provenienti da questo ipermercato oppure da altri lì intorno.
Non è la prima volta che vedo tante donne, uomini che entrano in questo negozio per rifornirsi di spazzatura e poi escono con pesanti fardelli appesi agli avambracci o, peggio ancora, sui polsi, percorrere centinaia di metri prima di arrivare a casa e finalmente liberarsi da tutto quel peso..
Ho visto queste scene centinaia di volte. Anche io sono uscita moltissime volte da quello stesso posto carica di spazzatura, a trasportare carichi di schifezze da un posto all’altro, dopo averle pagate care…
Oggi, però, è stata la prima volta in cui davvero ho visto le cose per quello che sono in realtà.
Oggi, vedere una donna che faticava a portare questi sacchetti della spesa mi ha aperto letteralmente un altro modesto pezzo di orizzonte..

Andare a fare la spesa è qualcosa di aberrante. E’ aberrante perché l’atto del recarsi in qualunque posto che non sia un frutteto/orto è un qualcosa di innaturale, il concetto di fare scorte pensando a cosa mangiare nei prossimi giorni è un inutile preoccupazione, scegliere prodotti cotti/inscatolati/lavorati quantomeno malato, stare composti in fila aspettando di pagare per i prodotti comprati assolutamente diabolico, ma uscire e caricarsi/spingere questi carrelli pieni zeppi di cadaveri/spazzatura fino a casa è davvero la peggior presa in giro che si possa sopportare…
Senza contare che una volta a casa, questi prodotti verranno fatti entrare in organismi umani che disperatamente cercano di comunicare in tutti i modi a quella parte di coscienza attiva, che non va bene nutrirsi in questo modo..
Non ci si può stupire davvero se alle persone non fa alcun effetto mangiare cadaveri di animali, riempirsi le budella di morte ed essere complici dei peggiori crimini contro l’ambiente, contro le altre creature, quando questo stesso uomo non si rende conto che in primis, sta danneggiando solamente se stesso, la sua salute.
Non possiamo sorprenderci se gli uomini facciano finta di non vedere come vengono massacrati gli animali destinati al macello, se gli uomini facciano fatica a sentire le urla di una carota, di un albero secolare, di un filo d’erba addirittura poco PRIMA di esser estirpato, perché l’uomo è sordo e cieco in primo luogo verso se stesso.
Il suo corpo manda segnali di dolore, infelicità in continuazione, addirittura si ribella contro se stesso (allergie, intolleranze) ma è tutto fiato sprecato, energie sprecate. E sfrattiamo la padrona di casa, la Sig.ra Igea, la salute, dal tempio sacro che è il corpo, costringendola sul marciapiede di una strada, fuori dalla sua legittima dimora, mentre noi ci impossessiamo di tutto ciò che era suo, profaniamo tutti i suoi beni (organi perfetti, meravigliosi, perfettamente funzionanti) da bravi invasori pagani.
Eppure, quando la Salute se ne va e ci scopriamo sofferenti e soli nei nostri tormenti notturni, ecco che usciamo per le strade a cercarla, disposti ad attraversare mari e monti per ritrovarla e scusarsi con lei. Nel frattempo però, la malattia ci ha reso deboli e stanchi, che siamo perduti e vaghiamo come ciechi senza saper esattamente dove andare. Così, dopo l’ennesima giornata di estenuante lavoro, incontriamo sulla via il Gatto e la Volpe, l’industriale ed il religioso, pronti ad aiutarci a trovare la nostra cara Igea. Ecco che il Gatto prontamente ci dice:
“L’ho vista nei locali angusti di un ospedale, nelle farmacie, nelle erboristerie e nelle parafarmacie, dentro i barattoli di integratori sugli scaffali di un supermercato, nei miei laboratori di ricerca, sulle labbra di medici/infermieri/nutri-zion-isti/biologi/psicologi/analisti che lavorano tutti per me; e’ logico, è scientifico, non vi sono dubbi; la Salute abita dalle mie parti e se non la trovi da me, stai pur certo che allora non è mai veramente esistita! Rifletti, solo io posso darti ciò di cui credi aver bisogno! Allora ecco che la Volpe, non potendo trattenersi dall’udir certe parole, temendo di perdere un potenziale schiavo/cliente, si lancia all’attacco: “Caro, non dar troppo retta al Gatto; ciò che dice è in parte vero, ma ricordati che la scienza non sa spiegare sempre tutto e qualora non trovassi Igea nei luoghi che lui ti ha indicato non è perché Igea è morta o non è mai esistita, piuttosto perché la sua dimora naturale si trova tra le quattro mura di pietra della mia chiesa e nei vari santuari terreni sparsi per il mondo e lì, solamente lì, ama soggiornare davvero. Perciò, abbi fede, credi in me, solo io conosco dove essa abiti realmente e quali siano i tuoi veri bisogni”.


Finiamo così di regalare i nostri soldi e le nostre menti ad uno di questi personaggi (se non a tutti e due in tempi diversi) e cominciamo a seguire le loro indicazioni su come ritrovare la Salute: “Guarda, la salute si trova in questo prodotto, ora in quest’altro, in questa pillola, in questa scatola, compra qua, compra di là…" Quando i nostri soldi sono finiti e non possiamo più star dietro alle follie della scienza, ecco che, da malati cronici in cerca di un miracolo, andiamo a dare le ultime nostre forze in mano alle istituzioni religiose/new age che, trovandosi di fronte un portafogli già vuoto, un pollo mezzo spennato monetariamente parlando, puntano sull’appropriazione indebita del patrimonio psicologico dell’individuo tentando la scalata verso l’inesauribile riserva aurea dell’Anima umana.

Veniamo così spolpati, divorati nel corpo e nella mente/spirito, dalle lobbies della falsa scienza e della religione depravata ma ce lo siamo davvero cercati..
Abbiamo dato noi il permesso a questa gente di consumarci a proprio piacimento. Abbiamo permesso che prendessero controllo sulle nostre vite dapprima sul corpo, poi sulla mente quando abbiamo delegato loro l’incarico di cercare Igea al posto nostro.

Siamo venuti al mondo con tutto ciò di cui avevamo bisogno: la salute ed il sapere innati.

E’ sempre stato tutto racchiuso dentro di noi, dentro la consapevolezza delle nostre minuscole cellule, entità viventi, coscienti, totipotenti.

Ma più del dolore, dell’infelicità, della tristezza, della malattia, della morte, cosa devono fare i nostri organismi per richiamare l’attenzione della coscienza addormentata dell’uomo e destarlo dall’ipnosi sensoriale di cui è tristemente vittima?

Il sistema intossicato è riuscito ad anestetizzare pure questi sintomi indicatori di pericolo; è riuscito ad imbavagliare la voce cellulare, messaggera e testimone vivente del disegno di Hashem, creando potenti veleni tossici, falsi dèi ingannatori che con le loro arti demoniache hanno magicamente fatto scomparire i fastidiosi sintomi senza tuttavia rimuoverne la Causa prima, ossia il nutrimento sbagliato.

Se non avessimo accettato i prodotti contaminati che Nabucodonosor ci offrì come fece con il profeta Daniel ed i suoi amici - Hananiah, Mishael, ed Azariah (che rappresentano i restanti livelli sottili dell’essere umano) - , allora avremmo mantenuto lucida la nostra mente e puliti i canali che collegano la coscienza dell’anima a quella del corpo ed avremmo visto l’inganno del serpente.
Se avessimo continuato a sentire il dolore, se non ci fossimo contaminati con pillole amare, forse prima o poi avremmo rivoluzionato la nostra alimentazione.
Invece, andiamo avanti ad assumere questi farmaci che ci fanno tirare avanti, giorno dopo giorno, occludendo le nostre menti, i nostri pensieri, i nostri sensi, i nostri vasi sanguigni, e qualora, dopotutto, questi veleni corporali falliscano nell’anestetizzarci completamente verso il dolore, allora ecco che entrano in gioco quelli psicologici che, grazie alla seducente parlatina dei loro ministri-terroristi si propongono di insegnarci l’Arte del Moderno Stoicismo (pervertito).
Fiumi di libri vengono scritti su come accettare passivamente dolori inutili, frutto dell’errore tutto umano di voler essere come D-o..
Ed ecco di nuovo che il paganesimo con i suoi falsi dèi, falsi miti, false leggende, false bibbie, complice l’ideologia maschilista imperante, induce la donna a credere che le abbondanti emorragie di cui cade vittima ogni mese, dicasi ciclo mestruale, siano, per natura, un fenomeno doloroso e addirittura salutare.
Su questo assorbente sporco vengono poi intessute perle di saggezza dei maestri del passato che associano questo fenomeno di morte cellulare/spirituale ad una fase di vita paragonabile all’effetto del freddo dell’inverno sulle piante, in un ciclo di morte e rinascita continuo..
Ma queste emorragie non sono un fenomeno naturale come lo è invece la stagione dell’Inverno!
Queste perdite eccessive di sangue accompagnate spesso da forti dolori, sono il sintomo di intossicazione da consumo di prodotti cotti!

Adottando in prima persona uno stile di vita naturale ed alimentandomi oramai da più di un anno esclusivamente di cibi crudi, ho avuto modo di constatare che i dolori come pure la quantità di sangue del mio periodo mestruale sono stati ampiamente ridotti tanto da richiedere solamente l’uso di 1 salvaslip Carefree nei due giorni di ovulazione contro quattro giorni ed un totale di 10 assorbenti di quando mangiavo cibo cotto!

Prometeo non ha un favore all’umanità donandole il Fuoco...
Difatti, nel Prometeo incatenato, Eschilo scrive:
"Il dolore è figlio dell'errore e della follia della mente"
Il buon Zeus fece di tutto per farci astenere dal consumo di carne che ci avrebbe reso inevitabilmente mortali e dall’uso distorto che avremmo fatto del fuoco ma riuscimmo lo stesso ad appropriarci indebitamente dell’uno e dell’altro, pagando peraltro, un salatissimo conto che ancora oggi sembra proprio, stentiamo realmente a quantificare. Prometeo non aiutò affatto il genere umano con le sue gesta perché si limitò solamente a nascondere in un vaso tutti i mali che potevano affliggere l’uomo, senza di fatto, debellandone alcuno.
Questi flagelli sono: fatica, malattia, vecchiaia, pazzia, passione e morte.
E come entrarono nel mondo colpendo l’uomo? Attraverso un gesto immaturo, come immaturo fu il frutto che Chava colse dall’Albero della Conoscenza del Bene e del Male; attraverso l’incapacità di Pandora di resistere alla tentazione di vedere cosa contenesse quel misterioso recipiente…
Lei, è la nostra Chava della mitologia greca.

“E subito l’inclito Ambidestro, per volere di Zeus, plasmò dalla terra (dalla costola dell’Adam – adamah in Ebraico significa “terra”) una figura simile a una vergine casta”
(Esiodo, Le opere e i giorni)

venerdì 26 marzo 2010

La Violenza è servita

E’ sempre più difficile vivere in questa società quando stai sviluppando giorno dopo giorno un'elevata sensibilità verso tutte le creature intorno a te ed allo stesso tempo constatare quant’è radicata la violenza nei pensieri, nelle azioni e nelle parole dei tuoi consimili.
Ho sempre amato leggere libri. Credevo si potesse imparare tanto. Pensavo fosse un modo per tramandare la conoscenza attraverso il Tempo Umano. Un bel giorno mi sono accorta di quanta crudeltà si nasconde invece tra e dietro le pagine di un libro. Perchè un libro di per sé è già un eccidio di forme di vita vegetale, è già l'emblema di un Errore, è già un cadavere che portiamo nel letto con noi la sera prima di coricarci per la notte, è già un fardello che grava fisicamente sulla schiena di un bambino che gli impedisce di svilupparsi verso l'alto. E' il peso della morte che costringe le creature a piegarsi verso la terra, verso il non-essere, condizione antecedente la creazione dell'uomo.
Ci hanno detto che il sapere ha un peso che non sempre tutti riescono a sop-portare ma nessuno ci aveva detto dovevamo caricarcelo sulle spalle!
La nostra società è satura di violenza e tramanda valori di morte e distruzione di generazione in generazione attraverso mezzi quali ad esempio, l’in-form-a-zione, senza minimamente rendersene conto. Persino le pubblicazioni più innocue, quelle per bambini, supervisionate/approvate da centinaia di psicologi/psicoanalisti/dottori della scienza sono contaminate da crudeltà inaudite. Non c’è da sorprendersi poi se allora un bambino, arrivato alla pubertà, scelga di specializzarsi nell’Arte della Guerra, si dedichi allo Sport della Violenza con tanto entusiasmo, si consacri religiosamente al dio denaro. Ecco cosa leggo nei libri di passaggio del gabinetto di casa mia:
“In una vasca con acqua fredda i nostri molluschi stanno spurgando la sabbia. Alle quattro la luce del giorno è già quasi sparita. Facciamo bollire i molluschi in una pentola larga e li guardiamo aprirsi come fiori che sbocciano. Li stacchiamo dal guscio e, dopo averli tritati, li mettiamo a marinare con spezie e limone. Più tardi, di nuovo a letto, mangiamo la zuppa di frutti di mare che abbiamo cucinato”.


Siamo in guerra gli uni con gli altri, la soglia delle atrocità è arrivata a dei livelli pazzeschi..
E non c’entra niente imbracciare le armi, partire per il fronte.. La prima guerra è quella che si combatte per il cibo, sulle tavole di ogni famiglia.
Esiste una profonda relazione tra “cibo” e “guerra”. E non a caso.
La parola Ebraica milchama, deriva direttamente dalla parola locham, che significa sia “nutrire” sia “dichiarare guerra”. Lechem, “cibo principale”, generalmente tradotto come “pane” a causa dell’errata percezione di questo prodotto come “cibo” che non deve mai mancare su una tavola, deriva dalla stessa radice, lamed, chaf, mem.
Questa chiara connessione ci fa capire che la mancanza del cibo base spinge le persone a farsi la guerra. Il seme della guerra è l’impossibilità da parte di una nazione di provvedere ai bisogni alimentari del suo popolo.
L’Ebraismo insegna che la violenza e la morte hanno origine direttamente dall’ingiustizia. La spada è giunta in questo mondo perché la giustizia è lenta, perché è stata pervertita, per colpa di tutti quelli che prendono decisioni errate.
La spada, in questo contesto, è la falce, sono quei macchinari mostruosi che tagliano via i cereali senza alcun ritegno per darli da mangiare a uomini ed animali che non ne hanno alcun bisogno fisiologico. La spada dunque, è nata per tagliare il cereale che doveva rimanere integro e sfamare gli uccelli. L’uomo è la causa di tutto ciò: colui che prende decisioni errate, colui che mangia prodotti non destinati alla sua specie rovinando sé stesso, il pianeta e tutte le altre creature che coabitano questo luogo insieme a lui.

Se l’uomo avesse cercato il suo kosher lechem, ossia il suo cibo appropriato (frutta), l’avrebbe trovato senza alcuna guerra e soprattutto, senza che la spada entrasse a far parte del mondo. Infatti, la sua lama non avrebbe dovuto recidere alcun albero, alcuna pianta..
La guerra durerà fin quando l’uomo non capirà che se continuerà a desiderare prodotti non adatti alla sua specie, ci saranno solamente sofferenze ed atrocità ad aspettarlo dietro l’angolo.

Viviamo in un mondo dove interi ettari di foreste vengono rasi al suolo per lasciare posto a coltivazioni di soya ed altri cereali, di cui, una parte è destinata ad alimentare animali erbivori che un giorno verranno trasformati in bistecche/salsicce/affettati ed un’altra, alla sempre crescente (deviata) richiesta umana di prodotti a base di cereali/granaglie.
Vediamo chiaramente che in questo sistema, gira tutto sempre intorno ai bisogni umani. A ciò che l’uomo crede sia un suo effettivo bisogno.
L’uomo crede di aver bisogno di nutrirsi di carne ed altri prodotti animali: per questo alimenta delle creature che gli forniscono la materia prima.
L’uomo crede di aver bisogno di nutrirsi di cereali/granaglie: per questo deforesta preziosi ettari di foreste tropicali.
L'uomo crede che gli animali da compagnia che tiene con se abbiano bisogno di una dieta etica, dunque priva di carni e derivati, per questo sono nate crocchette vegan dal nome che è tutto un programma "Human Choice". La scelta, povere creature carnivorelle, non l'hanno mai avuta. I loro "amici" umani, convinti di fare una scelta etica a favore del pianeta, hanno contribuito in questo modo ad aumentare indirettamente il problema della deforestazione e stanno attentando direttamente alla salute di questi animali alimentandoli con prodotti inappropriati, residui dell'industria umana. Non si rendono neanche conto che stanno pagando a peso d'oro gli scarti dei cereali non più destinati ad un consumo umano che altrimenti andrebbero bruciati nell'aria..

Per andare dietro alle sue false credenze l’uomo sta mettendo in serio pericolo la vita di TUTTE le creature del pianeta, nonchè del pianeta stesso. Ed il guaio è che non se ne rende neanche conto. I vegani sono dei nazisti moralisti. Vorrebbero che tutti mangiassero pasta/soya/cereali/legumi come loro, che gli onnivori adottassero il loro stesso sistema di credenze, ossia che l'essere umano ha bisogno di elevate quantità di proteine e per questo deve mettersi all'anima quintali di cadaveri vegetali per tutto il resto della sua vita.

L’onnivoro ed il vegetariano sono complici del deforestamento, dell’impoverimento del suolo, dell’inquinamento e dello spreco di energie causato dai macchinari per rendere commestibili prodotti non destinati ad un consumo umano (cereali/granaglie varie per sé e per gli animali d’affezione che spesso tiene con sé, prodotti e derivati degli animali), delle sofferenze atroci perpetrati agli animali dirette ed indirette (comprese le violenze alimentari perpetrate sui propri animali d’affezione), delle sofferenze del regno vegetale, della malnutrizione nel mondo.
Il vegan è complice del deforestamento, dell’impoverimento del suolo, dell’inquinamento e dello spreco di energie causato dai macchinari per rendere commestibile prodotti non destinati ad un consumo umano tanto meno animale (cereali/granaglie varie per sé e per gli animali d’affezione che spesso tengono con sè), delle sofferenze del regno vegetale , delle violenze alimentari perpetrate sui propri animali d’affezione.

E’ necessario tenere a mente che cani e gatti sono carnivori per cui è violenza somministrare qualsiasi tipo di cereale a queste specie, senza contare poi che stiamo abbattendo migliaia di alberi per un pugno di riso che non giova a nessuno, né dal punto di vista della salute dell’animale, né dal punto di vista dell’ambiente.

Secondo buona parte dei vegan la soya/cereali andrebbero impiegati per alimentare le persone dei cosiddetti “paesi più poveri” piuttosto che venir impiegata nell’alimentazione animale destinata al macello ma così facendo si commetterebbe un altro ingiurioso crimine; un crimine verso l’umanità.
La soya ed i cereali non sono cibo adatto alla specie umana. Non apportano alcun nutriente utile all’uomo, per cui è solamente un’illusione tentar di nutrire le persone con questi prodotti! In un certo senso, è una vera e propria dittatura del cibo. Secondo i vegan, dovrebbero mangiare tutti come loro. Certo, si potrà obiettare, in fondo lo fanno affinché cessino le violenze sugli animali, ma chi si occupa di quelle degli uomini? E’ assurdo pensare di salvare gli animali uccidendo gli uomini attraverso i cereali. Piuttosto, cessiamo tutti quanti di mangiare questi cereali/granaglie per una causa che le riguarda tutte: il benessere del Pianeta e di tutte le sue creature.
Questi cereali/farinacei fanno solamente ingrassare e nient’altro. Difatti non a caso vengono somministrati agli erbivori (un altro crimine che viene taciuto), affinché ingrassino e creino più carne da destinare poi come cibo ad un uomo che a sua volta, sta ingerendo un cadavere nocivo alla sua salute.

I paesi poveri sono i più ricchi in realtà. Sono “poveri” perché non hanno industrie, perché l’agricoltura è ancora in mano ai contadini locali e non alle multinazionali della spazzatura ; quei paesi sono “poveri” perché non hanno McDonalds, perché gli abitanti non hanno quattro macchine in famiglia, perché non hanno i vestiti firmati, perché non hanno un collegamento Internet.
Ecco la nostra definizione di “povero”. Quei posti sono ancora incontaminati e si potrebbero trasformare in enormi frutteti capaci di soddisfare la richiesta alimentare di tutta la popolazione. Invece, il mondo occidente, sta spingendo le economie di paesi come India, Cina, ad intensificare le coltivazioni di cereali, distruggendo foreste per mantenere l’economia ed il tenore di vita tipicamente Occidentale. In verità, sono i poveri che stanno sfamando i ricchi. Ed è sempre stato così. Le cose non cambieranno se ci saranno poveri e ricchi. Ma è giusto, democratico che 100 persone debbano lavorare in condizioni miserabili per mantenere i bisogni (inutili) di una persona sola?
Io non voglio andare a lavorare per pagare le aberrazioni alimentari di un altro!
Non è giusto che un animale muoia per soddisfare le aberrazioni alimentari di un uomo intossicato!
Perchè un vegetale dovrebbe sacrificare la sua vita per finire nel piatto di un animale che in condizioni naturali non si ciberebbe di lui?

Arriviamo al crudista-vegan. Questa tipologia d'uomo comincia già a far sentire la differenza nella società. Difatti egli rappresenta il modello transitorio tendente al fruttarismo 100%. Con le sue scelte alimentari che si orientano sempre verso un prodotto integrale, fresco, evita conserve, dispersioni di materiali quali vetro, latta, cartone e taglia definitivamente i costi dell’inquinamento ambientale dovuti alla cottura, alla lavorazione e al mantenimento dei cibi. Pensate a tutti quei prodotti congelati nei supermercati.
Quelle sono letteralmente delle bare-frigorifere dove dentro vi giace cibo morto avvolto in plastiche inquinanti. Che senso ha vendere un prodotto morto, privato dei suoi valori nutritivi, non adatto ad un consumo umano, imbellettato da un involucro nocivo pure all’ambiente?
Ditemi, che senso di esistere ha un prodotto morto che causa morte a tutto ciò che gli sta intorno?
La morte chiama morte.
A chi giova tutto ciò?

Il fruttariano è al vertice di questa piramide terrena dell’alimentazione umana. Nutrendosi esclusivamente di frutta egli non esercita alcun tipo di crudeltà verso nessuna forma vivente sul pianeta. Non inquina perché mangia tutto crudo, senza involucri di plastica/cellophane. Fa del bene a se stesso e a tutto il pianeta, nutrendosi di vita ed allontanando da lui gli effetti nefasti della morte.

Ecco, io leggo nei libri di passaggio del gabinetto di casa mia frasi di questo tipo: “In una vasca con acqua fredda i nostri molluschi stanno spurgando la sabbia. Alle quattro la luce del giorno è già quasi sparita. Facciamo bollire i molluschi in una pentola larga e li guardiamo aprirsi come fiori che sbocciano. Li stacchiamo dal guscio e, dopo averli tritati, li mettiamo a marinare con spezie e limone. Più tardi, di nuovo a letto, mangiamo la zuppa di frutti di mare che abbiamo cucinato”.

I personaggi di questo libro dovrebbero vergognarsi di fare cose del genere. L’autore dovrebbe auto-censurarsi. Non si dovrebbero pubblicare libri contenenti frasi come quelle. Per la nostra società è normale mangiare prodotti cotti, darli in pasto a persone malate/deboli, pubblicare libri di ricette che prevedano qualunque tipo di cottura/uso di prodotti animali/vegetali ed affini.
Questo materiale dovrebbe esser considerato fuorilegge.

Sono caduti così tutti i miei miti letterari. Uno ad uno. La maggior parte di loro mangiava prodotti cotti, si cibava di cadaveri animali/vegetali…ed avevano la faccia tosta di parlare della compassione verso il prossimo. Erano bocche quelle, che si riempivano di aria mentre ammonivano il comportamento discutibile dell’altro e che poi non si facevano trovare impreparate di fronte ad un piatto di spaghetti/verdure/carne.
Erano libri di maestri spirituali che al massimo predicavano il vegetarismo ma nulla dicevano a proposito dei prodotti cotti, della schiavitù dei legumi e dei cereali in cui l’uomo ha finito per soggiogare se stesso e le creature che si tiene accanto.

La gente mangia con la bocca aperta ed il cuore chiuso.
La società è accecata, comatosa. I nostri occhi sono ipnotizzati, le nostre papille gustative contaminate a tal punto che si fa fatica a riconoscere la genuinità di un frutto rispetto ad un piatto di spaghetti!

In questa nostra follia abbiamo trascinato pure gli animali che abbiamo addomesticato per asservircene, quali ad esempio i cani.
A queste povere bestie rifiliamo tutto il peso delle nostre scelte, il peso delle nostre credenze.
E loro, in silenzio, sono costretti a mandar giù quel boccone velenoso che giorno dopo giorno gli affatica l’intero organismo fino poi a vederceli morire, così, senza capire neanche il perché.
Allergie, intolleranze, gastriti, diarrea, vomito: effetti collaterali da prodotti cotti, carni e sottoprodotti animali/vegetali di ultima scelta, granaglie provenienti dallo scarto dell’industria umana.
E’ tutto un gran riciclo di sostanze inutili che girano e rigirano sotto varie forme in tutto il pianeta: dai gas dell’inquinamento fin sopra le nostre tavole.
E’ una palla di schifezze che ci si scambia, avanti ed indietro come in una partita da tennis giocata da professionisti, lasciandosi alle spalle una lunga scia di impurità che stanno insudiciando, che stanno soffocando sempre di più il corpo del nostro Pianeta. Che è anche il corpo di ognuno di noi.
Stiamo esaurendo pian piano le riserve di questo pianeta alimentandoci soprattutto in una maniera errata e poi creiamo storie fantastiche di alieni che dovrebbero venire a visitarci per fare altrettanto e tremiamo al solo pensiero.
Ma perché, mi chiedo, un essere tecnologicamente “superiore” dovrebbe venire su questo nostro pianeta quando non c’è rimasto più nulla da rubare? Che si accontentino delle briciole? Perché dovrebbero venire qua a ripulire lo schifo che abbiamo lasciato? Solamente degli arroganti, presuntuosi, in una parola UOMINI, possono davvero pensare ciò! Solamente dei perdigiorno intossicati al 100% possono pensare ad una possibilità del genere mentre continuano ad ingozzarsi di cereali, carne e non capiscono la vera causa di tutte le sofferenze umane e non umane: la corretta alimentazione.
La gente dorme a tal punto che per vedere le cose deve crearsele necessariamente “al di fuori” di sé.
Ecco che allora tu diventi me ed io divento quello. Spesse volte però, neanche questo è sufficiente.

Gli uomini indossano i paraocchi, come quelli che attaccano ai cavalli delle carrozzelle del centro di Roma, per evitare di guardare la realtà dei fatti e mettersi davvero paura.
Qui bisogna aver paura dell’uomo, non dell’alieno che viene da fuori! Ma la buona notizia c’è: non solo abbiamo reso questo pianeta inospitale per noi stessi, ma pure per quelli che volevano occuparlo dall’esterno tanto da aver eliminato, in questo modo, qualsiasi eventualità di insediamento. Perciò, ora possiamo stare più che tranquilli.

La pubblicità inganna. Ecco cosa recita il sito di una famosa marca di prodotti per animali:
Almo Nature è per i cani ciò che gli spaghetti sono per gli uomini: un piatto buono per tutte le età, basta variare dosi e condimento!

Questa frase è esattamente fatta della stessa pasta di quella che pronunciò il serpente nel Gan Eden.
Il serpente difatti non mentì spudoratamente ad Adam e Chava, bensì coprì l’inganno servendosi di un sottile velo di verità.
La citazione di cui sopra si fa forza sull’assunto che gli spaghetti siano un prodotto centrale nella dieta di un uomo, uno di quelli di cui se ne sente sicuramente la mancanza. Si fa forza sul fatto che siamo tutti cresciuti, da generazione in generazione, con un piatto fumante di spaghetti al pomodoro, che col tempo sia divenuta una di famiglia, protagonista dei pranzi e delle cene più significative della nostra vita, che sia il prodotto di punta dell’economia italiana e per questi e tanti altri motivi, non possa esser percepita assolutamente come un nemico. La pasta gode insomma di un’ottima reputazione sotto molti punti di vista. Dottori e nutrizionisti, sempre più collusi con il potere la raccomandano a tutto spiano nei giornali, ai programmi televisivi guardati da centinaia di persone, soprattutto casalinghe a cui si deve l’organizzazione della cucina..
Tutto ciò è effettivamente “vero”. Infatti la frase non usa aggettivi chiari come “salutare”, “che fa bene”ma il neutrale “buono”.
Inoltre, addirittura, pone una condizione vincolante al risultato finale: basta variare dosi a seconda dell’età ed usare condimenti vari.
La frase sta dicendo che la pasta di per sé non sa di niente e dunque non può essere buona se sopra non ci metti un condimento qualsiasi. E questo vale per tutte le persone di tutte le età!
Alla pubblicità/serpente non interessa l’origine del condimento. Sopra possiamo infatti pure metterci un copertone affumicato, tanto basta che la pasta risulti “buona” che va tutto bene…
Qual è il succo del loro discorso?
Traduciamo: Almo Nature è per i cani ciò che gli spaghetti sono per gli uomini: un prodotto inutile/non adatto alla specie, che se venisse proposto da solo, senza l’impiego di additivi, coloranti, aromi ecc non verrebbe consumato da nessuno.
Questo è il reale messaggio che l’azienda sta mandando al potenziale consumatore: vi sto dando la verità che volete sentirvi dire!
In questo modo non fanno neanche la parte dei cattivi bugiardi!
Ed intanto milioni di vite animali e vegetali cadono vittime della nostra cecità.