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venerdì 4 settembre 2015

Il Durian del popolo

Ieri pomeriggio sul far della sera, siamo andati al villaggio per comprare dei durians.
Abbiamo trovato ció che gli abitanti del luogo chiamano "durian nativo".

Non siamo riusciti a capire cosa realmente intendono per "nativi"..
Se una varietá selvatica spontanea, gestita dai soli pipistrelli  oppure una selezione umana piú spartana..

Le caratteristiche che lo distinguono dalle altre varietá commerciali sono la buccia piú spessa, i semi piú grandi, la quantitá minore di polpa, il colore della polpa (grigiastro, invece che color crema o giallo piú intenso), la consistenza fibrosa, il gusto meno dolce.

In alcuni casi, questo durian ricorda molto il sapore e consistenza del pane.

Interno del Durian "nativo"


Per tutti questi motivi, viene venduto ad un costo piú basso (0,30 eurocents/kg).

Un occhio esperto puó vedere la differenza anche solo guardando la buccia esterna ma per noi questo livello di esperienza e´ancora lontano..

Polpa del Durian "nativo"
Abbiamo portato a casa 03 durians di medio-grandi dimensioni (i piú grandi a disposizione) perché come accennato nel posto precedente, non volevamo avere un altro giorno all´insegna del Rambutan.

Stamattina a colazione, li apriamo e vi troviamo pure qualcosa di insolito! Cos´e´quel "gambo"? Ricorda un pó l´interno del Jackfruit da cui partono tutti i baccelli.




Cmq, nonostante tutto, abbiamo gradito il nostro pasto.
Il sapore dei primi due durians ricordava quello di un tipo di biscotti alla crema che mangiavo da bambina mentre l´ultimo aveva decisamente un sapore simile a quello delle cipolle fritte.
Yumm!

Da oggi in poi,  la nostra monodieta a base di Durian e´ufficialmente iniziata di nuovo! :)







giovedì 3 settembre 2015

Aprire il Durian a mani nude

Recentemente mi sono imbattuta in un articolo su WikiHow Italia, dove mostrano come aprire e mangiare il Durian in 7 passaggi..

Voglio condividere con voi il modo con il quale noi apriamo il Durian quando siamo a casa e ci sentiamo ispirati a non usare coltelli etc..

Innanzitutto, bisogna dire che e´ possibile aprire questo frutto dalla buccia davvero spinosa (piú di una volta per trasportarlo mi sono ferita, superficialmente..) a mani nude.

Specialmente quando e´maturo al punto giusto, se osservato attentamente, si possono intravvedere come delle "linee" tra le spine, che lo percorrono per tutta la sua lunghezza..

Queste sono le stesse linee che normalmente, a maturazione completa, si aprono automaticamente, rendendo ancora piú facile ed intuitiva la sua apertura senza alcun tipo di strumento.

Una volta localizzate le linee, basta dunque affondare le unghie e fare un pó di pressione in modo da creare un´apertura.
Una volta trovata una, e´facile.. Bisogna solo forzare lateralmente con entrambe le mani ed il frutto si apre in tutta la sua bontá!





Abbiamo girato un piccolo video per mostrare questo processo. Purtroppo e´accaduto che al mio compagno sia "scappato" un dito e ha finito per ferirsi un pochino..

Nulla di grave. Si e´richiuso in meno di un´ora..!






Frullato di Durian e Cocco

Alcuni giorni fa abbiamo comprato del Durian, varietá "Arancillo" ma alcune parti non erano propriamente mature e gustose, cosí, per non gettare via nulla, il mio compagno ha deciso di creare una variante semplice ed estemporanea in chiusura del nostro Durian monopranzo, appunto..

Vi presento, il frullato di Durian e acqua di cocco maturo!

Risultato? Semplice e delizioso! Due bicchieri colmi di un frullato leggero, dalla consistenza lattea ed un sapore di durian sicuramente piú lieve, adatto a coloro che ancora non sanno decidersi se amare od "odiare" questo frutto meraviglioso!

Volendo, avremmo potuto aggiungere anche un pó di cannella e noce moscata ma abbiamo deciso di restare minimalisti!

:))

Ps: E´veramente comune trovare in cittá del sud est asiatico dei negozietti di frutta che offrono frullati freschi di puro Durian senza aggiunta di zuccheri o creme di latte. A richiesta peró, ogni frullato puó essere personalizzato e ho sentito dire che frullano durian insieme all´avocado! Ancora non l´ho provato ma nella mia mente questi due frutti non combinano molto!
Fatemi sapere se lo provate, nel frattempo..


Durian-coco smoothie

domenica 7 giugno 2015

Dieta Paleolitica ed Entomofagia

Su tali presupposti, incominciai ad avventurarmi verso la dieta Paleolitica, ovvero quel regime alimentare che aspira ad essere quanto più possibile composto di cibi con i quali gli uomini cacciatori/raccoglitori del passato si nutrivano (ed in alcune tribu´indigene si nutrono tutt´ora) PRIMA dell´avvento dell´agricultura  e - qualora le quantità di cibi silvestri non fossero reperibili - si avvale del principio di "minor_domesticazione" possibile.

Vivendo a pochi kms dall'Oceano Atlantico, mi decisi di provare a mangiare pesce e scampi/gamberi crudi pescati alcune ore prima.

Ottimi ai sensi, allietarono i miei pasti per alcuni mesi.

Trascorsi 3 mesi in compagnia di questo ragazzo (oramai ex fruttariano anche lui) e poi - in preda alla nostalgia di casa ed ai rimorsi per come aveva trattato i genitori a causa delle loro abitudini alimentari onnivore - vi fece ritorno per poi pentirsene quasi appena tornato..

Nel tempo trascorso insieme, esplorammo queste nuove idee, andammo a pescare alla laguna, al fiume ed al mare.. Facemmo fuochi a cielo aperto, dormimmo sotto lo stelle, arrostimmo una gallina ruspante (nata e cresciuta all´aperto con cibi naturali) che ci era stata offerta da un amico..

Andatosene, sprofondai nella tristezza e solitudine.
Spesi quasi 3 anni e mezzo (forse poco più) da sola, senza un compagno che il pensiero di rimanere solo un'altra volta, senza sapere quando l' Universo mi avrebbe dato un'altra chance, mi assaliva in continuazione.

La nuova dieta (un lauto pasto mattutino a base di frutta) ed uno pomeridiano (a base di proteine animali) mi andava bene e non ebbi alcuno spiacevole effetto (gas intestinali, odori del corpo forti, sensazioni di pesantezza etc..) in seguito all'adozione di questo regime.

I prodotti animali non erano sempre crudi; dipendeva dal tipo di carne.
Gli irriducibili del veganismo asseriscono - a supporto delle loro tesi - che il consumo di prodotti animali è possibile solo previa cottura e uso di sale/spezie..

Di solito il pesce lo mangiavo crudo, al naturale, ma quello di mare; una volta in Amazzonia, ebbi grandi difficoltà a mangiare pesce d'acqua dolce crudo che presi l'abitudine di cuocerlo intero in una foglia di banana a mo' di cartoccio sulla brace.

Il pesce era sempre selvatico, mai allevato. Provai anche a mangiare della carne di vitello cruda allevata all'aperto ma pur sempre una specie domesticata.

Non mangiai molte volte carne di vitella -sebbene mi piacesse alquanto - perchè non mi trovavo e trovo tutt'ora daccordo con il principio dell'allevamento forzato di animali in batterie e di piante, in piantagioni.

Per questo, guardai all' entomofagia (del mangiare insetti) e sue tradizioni  di tutto il mondo e mi resi conto che quando gli uomini vivevano da cacciatori/raccoglitori - prima dell'avvento dell'agricoltura e della domesticazione -  facevano (ed in alcuni aree del pianeta fanno tutt'ora) largo se non esclusivo uso di vari tipi di insetti presenti sul territorio circostante.

E non bisogna pensare esclusivamente alle tribù indigene dell'equatore per trovare tracce di questa forma sostenibile nonchè nutritiva di cibo. Culture come quella della Roma Antica, della Grecia e dell'Egitto ci mostrano come vivere (e nutrirsi) in armonia con la Natura.




Mangiai gli insetti crudi, appena "raccolti" tra le piante.
Sapevano proprio di erba fresca. Del resto era ciò di cui si cibavano.

Il pensiero di arrivare un giorno ad alimentarmi esclusivamente di funghi, piante, animali selvatici riempiva i miei giorni con tante speranze per un futuro più libero, senza più dipendere dal sistema almeno per quanto riguardava il discorso "cibo".

Fu un piccolo traguardo, vincere le mie repulsioni, instillate inconsciamente, all'oscuro della mia Volontà, dalla mente collettiva dell' Addomesticatore che ci desidera tutti uguali, controllabili e docili, da usare per i propri loschi fini.

Anche gli esseri umani, sono creature addomesticate, non più selvatiche (abitanti della Selva).
La nostra ragion d'essere - agli occhi dell'Addomesticatore - è di produrre soldi, che poi finiscono nelle tasche di industriali e politici guerrafondai a discapito del benessere di tutte le altre forme di vita su questo Pianeta.


Più che motivata da tali pensieri, la mia mente sognava l'Amazzonia, la grande foresta pluviale.

Dopo un soggiorno-lampo in America Centrale, per visitare alcuni amici ed assaporare per la prima volta frutti quali Durian, ChampedakMamey Sapote ed altri la cui fama mi aveva sempre incuriosito sin dai tempi delle chiacchierate fruttariane con il mio amico N, decisi di riprendere contatti con quel signore proprietario di una terra di oltre 70 ettari di foresta vergine in Brasile ma il pensiero di inoltrarmici da sola mi spaventava un pochino ma fu allora che l'Universo - attraverso questa persona - mi mandò un nuovo compagno (in principio, vegan) che in realtà già si trovava molto vicino a quel luogo dove volevo andare. Anzi, per dirla tutta, lui ci era già stato ma aveva preferito tornare a stare in una fazenda di amici per non restare isolato..

In previsione di questo rientro inaspettato, salvai delle sementi di DurianMamey SapoteAlupag e Ackee più una radice di Shampoo Ginger con i cui succhi dei fiori mi lavavo i capelli come usano tradizionalmente le donne in aree rurali della Polinesia perchè sapevo che purtroppo in Brasile queste specie fruttifere non vengono coltivate..


Io e R, ci incontrammo finalmente in Venezuela dove ci fermammo a stare per una decina di giorni e successivamente andammo a stare in quella terra di cui sopra, per 6 mesi.