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lunedì 13 luglio 2015

Frutta Noni ed i suoi benefici

Incontrai questo frutto a me totalmente sconosciuto in America Centrale. La gente del posto lo chiama volgarmente " frutta- formaggio" a causa del suo sapore ed odore pungente. Alcuni dei miei amici crudisti/fruttariani lo usano per insaporire insalate di fruttortaggi vari perche´ mangiato da solo, ha davvero un sapore forte ed in un certo senso, "piccante".



 Ho avuto una fase in cui non potevo davvero fare a meno di mangiare Noni in abbondanti quantita´, per il mio mono-meal pomeridiano. Ogni giorno per quasi due settimane, mi recavo presso le sponde di un fiume dove crescevano due alberi giovani e tornavo sempre con un cestino colmo di frutti che offrivo anche agli altri. A quei tempi le mie mestruazioni erano a volte dolorose ma riscontrai personalmente che dopo aver mangiato sufficiente Noni quotidianamente, il ciclo seguente non sono fu solamente meno doloroso ma anche con flusso minore.



 Molte persone mi dissero di non esagerare con le quantita´ma io semplicemente non riuscivo a smettere.. Poi, naturalmente, dopo un periodo di assenza del frutto e sua successiva riapparizione, feci molta fatica a reintrodurlo nella mia dieta. Ancora oggi non mi sento piu´ attratta dal frutto fresco ma ho imparato ad assumerlo sottoforma di frutti essiccati al sole e poi lasciati in acqua o sottoforma di bevanda calda. Quel sapore pungente che a molti disturba viene meno durante il processo di essiccazione.


 Gli erboristi Polinesiani e gli specialisti in medicine tradizionali, hanno da sempre enormemente apprezzato la polpa grigiastra del frutto Noni - scientificamente conosciuto come Morinda citrifolia - per le sue elevate proprieta´ medicinali. I frutti vengono posti in recipienti e lasciati fermentare a lungo nel proprio succo di color ambrato.

 Anche se la pianta e´originaria del Sud Est Asiatico, oggi viene coltivata nella maggior parte dei Tropici.

Tutto viene usato: foglie e frutti per la medicina/alimentazione, con il suo tronco legna da ardere e con le radici e la corteccia e´ possibile ottenere delle tinte naturali per colorare tessuti. Il frutto in sé non ha un aspetto invitante ma vale sicuramente la pena andare oltre le apparenze e guardare ai numerosi effetti terapeutici di questa pianta.

Vediamo insieme quali:

Azione Depurativa 

 Data la quasi impossibilitá nel separare la polpa dai semi (di medie dimensioni), questa frutta aiuta nei casi di costipazione, promuovendo la peristalsi anche grazie a delle sostanze chiamate antrachinoni.

Protezione contro Ictus

Bere il succo di Noni aiuta a proteggersi contro gli effetti dannosi che un ictus puo´causare. Esperimenti di laboratorio hanno dimostrato che le proprieta´antiossidanti e antinfiammatorie del succo proteggono il cervello durante l´interruzione temporanea di sangue.

 Proprieta´ Analgesiche 

Anche in questo caso, la ricerca scientifica ha provato che il succo di Noni e´in grado di ridurre la sensibilita´al dolore in patologie infiammatorie quali artrite, piú efficacemente di ben noti farmaci.

 Abbassa Colesterolo 

 Il colesterolo alto e´un fattore di rischio nello sviluppo di malattie cardiovascolari. Gli estratti delle foglie, del frutto e delle radici hanno dimostrato di ridurre in maniera significativa i livelli di colesterolo e trigliceridi.

 Proprieta´ Antibatteriche 

 Un team di ricercatori Indiani ha condotto studi sulla capacita´ antibatterica degli estratti di Noni in polvere contro batteri quali E.coli, Staphylococco Aureo, Candida Albicans e Proteus Vulgaris. Ancora una volta, le tradizioni medicinali erboristiche si sono riscontrate valide.


La frutta Noni possiede un basso Indice Glicemico.


Per tutti quelli che non hanno accesso diretto a questa pianta, il mercato ci viene in aiuto proponendo Integratori a Base di Noni di alta qualita´.


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mercoledì 1 dicembre 2010

L'importanza di vivere una vita Naturale

Continuo il mio percorso alla ricerca dell'Immortalita', alla ricerca del Gan Eden, alla ricerca dell'Etz haChayim (Albero della Vita) e man mano che avanzo, passo dopo passo imparo che la dieta fruttariana non e' davvero che un timido inizio rispetto a cio' che si va prospettando all'Orizzonte.
Sono in viaggio dallo scorso Agosto alla ricerca di un posto fisico dove poter iniziare una Comunita' Fruttariana Naturale, che significa in altre parole "tornare a vivere la Vera Vita Naturale dell'Uomo, nel suo habitat originario, con il suo cibo naturale".

Perche' ho appreso che non ha piu' senso per me continuare a fare la "fruttariana di citta'", svegliarsi al mattino per andare a lavorare, comprare la frutta, pagare le bollette, dormire in un appartamento/casa, indossare vestiti e ripararsi dal freddo dell'inverno; tutto questo non e' vita naturale e neanche il cibo lo e'.

La frutta che si vende nei supermercati (anche nei negozi biodinamici) non e' il massimo della qualita', non e' curata con lo stesso amore che le darebbe un fruttariano che ha selezionato, piantato e fertilizzato il seme sin dall'inizio; questa frutta e' stata fatta crescere solamente per trarne un profitto e non e' giusto sfruttare gli Alberi per i loschi fini del commercio.

Lavorare non e' naturale; nessun animale lavora per "guadagnarsi il pane", costretto a sottostare alle grinfie di un datore di lavoro preoccupato di mantenere i falsi bisogni egoistici della sua famiglia (portare i bambini in piscina, comprare il cellulare di ultima generazione alla figlia maggiore, il week-end per la moglie annoiata, il cibo velenoso per tutti ecc)

Indossare vestiti non e' naturale, vivere dentro 4 mura di cemento/legno neppure; tutto questo e' sfruttamento dell'habitat intorno a noi al fine di ricreare una zona di comfort in un ambiente totalmente innaturale.

Esistono tantissimi tipi di inquinamento, visibili ed invisibili. Le citta' sono piene zeppe di veleni ed insidie dovunque ci volgiamo. Non ha senso essere fruttariani se si vuole rimanere a vivere in un contesto urbano/rurale innaturale.

Ho provato tutto questo sulla mia pelle ed ho finalmente capito che non c'e' piu' posto per me in una citta', in un paesino, in un eremo sperduto da qualche parte in capo al mondo. Tutto questo e' solamente un illusione, una perversione/distorsione della realta'.

La frutta mi ha aiutato tantissimo in questo percorso di purificazione dell'Ego, aprendomi pian piano alla Vita Naturale ma ho dovuto constatare che piu' a lungo si rimane in un ambiente innaturale, piu' il processo di purificazione tarda a completarsi.

Da quando dormo all'aria aperta, sotto un cielo di stelle non riesco ( ma sopratutto, non desidero ) piu' dormire in un appartamento, circondata da muri di cemento perche' sento proprio che da questi si sprigiona un'aria malsana che impregna tutt'intorno e che ti entra dentro il corpo intossicandolo da cima a fondo. Da quando non lavo piu' i vestiti con saponi (anche i cosidetti "biologici") che ancora, purtroppo, sono costretta ad indossare quando mi reco nei centri abitati o per coprirmi dal freddo, ho notato che qualora ne indosso qualcuno che e' stato lavato con questi prodotti, la notte ho gli incubi perche' sono piu' sensibile al rilascio delle tossine sulla mia pelle. Di giorno infatti sono distratta da altro ed avverto "solamente" un bruciore fisico che mi induce a togliermi immediatamente questi panni per rimettermi gli altri, "sporchi".

Mi lavo solamente con acqua, possibilmente di sorgente, priva di cloro e sono sempre pulita, non emano alcun cattivo odore. La dieta aiuta tanto in questo senso ma non bisogna dimenticare anche che vivere in un contesto urbano/societario non produce lo stesso effetto che vivere il piu' possibile FUORI DALLA "CIVILTA'".

Respirare i fumi delle fabbriche, delle macchine, delle sigarette/sigari delle persone e' diventato impossibile; respirare odori di prodotti cotti per la strada nauseabondo; vedere la gente avvelenarsi tutt'intorno uno strazio, ma sopratutto rendersi conto che le citta', i contesti sociali, le strutture, la cultura e' totalmente inutile e falsa, nata e sviluppata solamente perche' l'uomo ha lasciato il suo ambiente naturale, ha abbandonato se stesso ed il suo Sapere.

Il teorema del "compromesso", della "via mediana" e' una triste illusione, un concetto che non esiste in Natura.
Il fruttarismo (la dieta) iniziata in citta' dopo un po' ti porta davanti ad un bivio dove si materializza uno strano tipo che ricorda un po' quel Morpheus del famoso film Matrix, che ti offre, in una mano, una pillola rossa (nel nostro caso, si tratterebbe di una deliziosa stark :) ) che rappresenta il completo cambiamento e dall'altra, un panino al salame (la pillola blu) che ti fa dimenticare tutte le volte che nella tua vita hai visto/percepito che c'era qualcosa di VERAMENTE sbagliato in cio' che facevi/vedevi ogni mattino appena aprivi gli occhi, prima di andare a lavoro.

Da questo momento, quando si arriva a questo punto, si e' "costretti" a fare una scelta "drastica": af-fidarsi alla Natura/D-o oppure all'uomo/ego.

E' un processo a cui si giunge man mano che si continua a mangiar frutta ed i nostri corpi (compresi quelli sottili, ovviamente) cominciano timidamente a risvegliarsi dal torpore in cui i prodotti cotti li avevano incatenati.

Alcuni di voi lettori potreste obiettare su due piedi che non e' necessario andare "completamente in Natura" per vivere una vita fruttariana soddisfacente; che e' necessario comprarsi un terreno e coltivarsi gli alberi per proprio conto, ma con questo discorso ci stiamo dimenticando del clima, fattore primario su cui ruotano molteplici e fondamentali questioni: frutta deliziosa tutto l'anno, temperature che permettono una vita all'aria aperta, nessuna cosidetta "tecnologia"...

Ricordate, essere fruttariani non significa mangiare frutta; significa tornare ad Essere Uno con D-o (Natura). E' un percorso lungo, che presto o tardi ci mettera' di fronte a delle scelte nette, ma che vale sicuramente la pena di essere vissuto perche' altrimenti non c'è vita (quella Vera) ma solamente una triste e grigia parodia di essa.

In Italia sappiamo che tutto questo non e' assolutamente possibile, neanche al piu' estremo sud (Calabria ed Isole). Non c'e' abbondanza di frutta dolce e succosa e al peggior dei modi si finisce a passare l'inverno mangiando tonnellate di arance/mandarini (di cui e' ben nota la elevata tossicita') mele e pere (che sono dei signori frutti, per carita') ma che dire dei mango, papaya, banane (locali, ovviamente) e altra frutta tropicale invitante e supercolorata.. Che dire poi della pioggia e dei venti freddi, che dire dei grandi spazi all'aperto senza incontrare alcun tipo di "civilizzazione" intorno, senza inquinamento elettromagnetico/terrestre, nudi e liberi, vivendo in simbiosi con i nostri Alberi da frutto e con le altre creature tutt'intorno, nel grembo della nostra Madre Terra, nelle braccia di D-o.

Devoluzione questa? Perche' credete davvero che tutto cio' che l'uomo ha prodotto sin ora sia intelligente?
La vita al di fuori dell'habitat naturale dell'uomo ha prodotto solamente malattie (fisiche, psicologiche, mentali, spirituali).

Sto facendo sempre meno uso delle scarpe e dei calzini perche' mi sto rendendo sempre piu' conto che sono delle fasce per "piedi malati", soffici, che non hanno mai camminato realmente. Il mio corpo li ha cominciati fondamentalmente a rigettare, dopo anni di "condizionamento" su piu' fronti.

Ho fatto recentemente esperienza della "pioggia tiepida" e non e' come quella fredda che ho provato molte, troppe volte in Italia. Ho camminato nell'acqua a piedi nudi, mentre la tempesta impazzava e veniva giu' il finimondo ma e' stato molto piu' facile che camminare sotto la pioggia a Roma centro...

Ogni giorno faccio sempre nuove esperienze in ambito di vita naturale e mi rendo sempre piu' conto che la Vita Naturale e' piu' facile di quanto si abbia modo di pensare ed e' proprio questo blocco che la nostra mente crea che da' origine al concetto del "compromesso".
Sono nata e cresciuta a Roma, in una citta', ho sempre usato la tecnologia (luce, telefono, internet, riscaldamento ecc) perche' in un contesto innaturale si e' costretti ad usare tutto questo, perche' e' tutto un falso bisogno, laggiu' nella citta' di Sodom (la cosidetta "societa'").

Si puo' cessare di essere schiavi del sistema semplicemente abbandonando i falsi bisogni che essa ci fa credere siano "indispensabili" per la nostra vita.
In realta', non abbiamo che bisogno di noi stessi, per Essere, finalmente.
Fino a quando decideremo di restare a vivere in Sodom, saremo costretti a creare compromessi ogni passo decideremo di fare. E questi compromessi possono essere vari, ma non importa, sono sempre falsi, creati da una mente che e' stata programmata ad avere paura della Vera Vita.

In Natura non esistono frullatori, non esistono "insalate di fruttortaggi", non esiste olio (ne' spremuto a freddo, ne' spremuto dal frutto invece che dal seme), non esiste peperoncino (e tantomeno sale, che tra l'altro non e' neanche un frutto..) per condire tutta questa frutta di seconda scelta; conosco alcuni fruttariani che mangiano in questo modo e, seppur non condividendo tutto cio' (sebbene io stessa abbia avuto un periodo simile in cui mi nutrivo di quei frutti) non mi sento di "condannarli" fino in fondo perche' ho compreso che fin tanto che si vive nella falsita' della vita innaturale, falsi ed innaturali bisogni sorgono e con essi, queste insalate improbabili... per cui rinnovo l' invito a tutti coloro che vogliono GUARIRE con la frutta, di lasciare la citta' per andare a vivere nella Natura, dove sara' NATURALMENTE piu' facile mangiare 100% frutta, perche' nella foresta non esiste l'albero della carne e dei prodotti cotti...

Per cui, non perdete tempo a diventare fruttariani in citta' perche' alla lunga questo stile alimentare diventera' sempre piu' un peso per il vostro portafoglio e per la vostra vita sociale; andate in Natura ed aggregatevi ad altre persone che come voi, aspirano alla guarigione totale.
A meno che non siate veramente forti ed incorruttibili nel profondo del vostro Animo, vivere in Sodom vi mettera' ogni giorno alla prova con mille e mille tentazioni circa i prodotti cotti. Le "tentazioni" sono dovunque la' fuori e non rattristatevi troppo pensando di "non essere capaci abbastanza" o peggio, finire col pensare che "solo di frutta non si puo' vivere" perche' questo e' esattamente cio' che il Sistema vuole farvi credere, vivendo nei contesti urbani/rurali innaturali.

Tutte le persone che mi scrivono e vogliono guarire con una dieta a base di frutta devono capire che la frutta aiuta il corpo a purificarsi dalle tossine accumulate dalla dieta precendente (onnivora, vegetariana, vegana cotta) ma fin quando si rimane a contatto con QUALSIASI forma di inquinamento, non si puo' guarire fino in fondo.

Non ha senso andare a fare un soggiorno purificatore dove si digiuna per 21 giorni, d'estate, in un eremo lontani da tutto e tutti, pagare fior di soldi per poi tornare nuovamente alla vecchia vita di sempre...

Questo dovrebbe essere la norma e non l'eccezione!

martedì 8 giugno 2010

Fruttortaggio: la fine di un rapporto conflittuale

Sapevo che prima o poi mi sarei lasciata alle spalle il consumo di fruttortaggi ma mai avrei creduto di farlo in maniera così “apparentemente” repentina, da un giorno ad un altro, non provando più tra l’altro, alcuna attrazione/tentazione secondaria tipica di un’intossicazione consolidata negli ultimi 3 mesi a mangiare copiose insalatone di pomodori/peperoni/zucchine e peperoncino piccante ultimo araldo di una malsana abitudine civilizzata che fa del miscuglio di cibi selvaggio, dei condimenti e della manipolazione delle forme il suo piatto di portata principale.
Fu così che allora, dopo aver comprato una cassa di pomodoro piccadilly da 5 kg , qualche zucchina e due peperoni verdi, io smisi di mangiare fruttortaggi fino al momento presente, esattamente dal giorno 27 di Maggio ad oggi, lunedì 7 Giugno.

Ero diventata troppo schiava di tutti questi pomodori, zucchine, peperoni; mi piaceva consumarli a pezzettini e così dovevo usare un tagliere, un coltello ben affilato e per le zucchine, un pelapatate per ricavarne delle sottili striscioline.. Dovevo mettermi lì ogni sera a prepararmi questo pasto deviato mischiando innaturalmente frutti che tra loro in verità hanno poco da spartire e se potessero magari, neanche sceglierebbero di stare l’uno vicino all’altro…ed io invece, non solo non mi sono mai chiesta se volessero stare insieme, ma li ingerivo tutti contemporaneamente pensando fosse normale mischiare più cibi allo stesso momento.
Del resto, unire in uno stesso pasto più ingredienti è il fondamento su cui si basa qualunque dieta (errata) che esista al mondo, da quella onnivora a quella pseudo-fruttariana.
Ed è così che mi sono nutrita per ben 26 anni della mia vita; mescolando cibi.

Proprio come non si trae alcun piacere nel mangiare della pasta (tralasciando il fatto che il grano per diventare pasta deve subire varie lavorazioni industriali) senza alcun condimento sopra, allo stesso modo non si può trarre alcun piacere nel mangiare pomodori/zucchine/peperoni a morsi a meno che non siano davvero l’unica cosa che abbiamo a disposizione…
Possiamo forse mettere a confronto un pomodoro con una mela deliziosa? Una zucchina con una succosa pesca? Una delicata albicocca con un peperone?

Ci fu un periodo della mia vita (appunto, non molto tempo fa) in cui alla sera mi facevo queste insalate di fruttortaggio perché ero ancora intossicata da uno stile di vita malato, ero ancora schiava dalla presunzione umana di ritoccare ed alterare le forme della natura seguendo le direttive golose di uno stomaco pigro e voglioso che fa capo ad un egoismo smodato che non si cura della salute ma solamente di appagare triviali e bassi piaceri di gola.
Mescolavo, tagliuzzavo, decoravo queste insalatone non per santificare la mia salute ma per solleticare il mio palato.

Del resto, mi rendevo sempre più conto che di giorno –grazie agli effetti di un regime melariano diurno – ero completamente in un altro stato di coscienza rispetto alla sera, molto più elevato e prone all’altruismo rispetto a quello della sera che invece era tutto l’opposto, banalmente egoistico.
Di giorno mangiavo per nutrire il mio corpo e grazie alle energie ricevute volevo contribuire a fare qualcosa di buono ed utile per me e per il mio prossimo mentre alla sera tutto quel surplus di energie e di cibo non servivano principalmente a nulla se non ad alimentare il mio piacere egoistico…

Giorno dopo giorno era sempre più palese e tangibile la differenza che c’era nei miei flussi di coscienza; era sempre più forte il divario di energie del giorno e della notte. Percepivo letteralmente un “abbassamento” di “potenza” (non in senso di forza fisica, piuttosto spirituale) quando mi accingevo a mangiare questi mix assurdi.Mi trovavo davvero in due stati di coscienza opposti; quello altruistico (naturale) di giorno e quello egoistico (umano, deviato) alla sera e troppe volte mi chiesi dove volessi veramente stare, se nella dolcezza della Luce di D-o sottoforma di mela oppure nella bieca oscurità dei miei intestini.

Alla fine dei giochi, ho preso posizione. Naturalmente, istintivamente, felicemente.

Disintossicazione da Fruttortaggio
Passerò ora a descrivere le fasi che nell’ultimo mese circa mi hanno portato progressivamente ad allontanarmi dalla fruttortaggio.

1° Fase: Peperoncino
Il primo ingrediente che mi lasciai alle spalle fu il peperoncino fresco piccante. Avevo cominciato ad usarlo come sostituto della cipolla quando ero ancora intossicata dai piaceri violenti di un’alimentazione sadomaso che ricercava disperatamente il suo godimento in sapori forti e “crudi” (in entrambi i sensi interpretativi), retaggio di un rapporto malato con il cibo e conseguentemente anche con il sesso.
Ero arrivata ad intossicarmi a tal punto che quando andavo di corpo, l’ultimo tratto dell’intestino mi bruciava ed osservavo delle quantità medie di muco bianco nelle feci. Inoltre, poco prima che comparissero questi sintomi, accadeva che ogni qualvolta mi accingevo a tagliarlo per aggiungerlo nell’insalatona, mi toglieva letteralmente il respiro e altre volte invece, starnutivo spesso.
Il mio corpo stava facendo di tutto pur di tenermi lontana da lui, da questo “caldo” frutto proveniente dal vicino Egitto.

2°a Fase: Insalatone di Fruttortaggio senza alcun condimento
Da qui poi, continuai per un altro periodo dunque a mangiare pomodori/peperoni e zucchine (rigorosamente scondite) creando sofisticate orge alimentari a cui, all’epoca, non volevo assolutamente rinunciare.
Il muco nelle feci persisteva insieme alle numerose bucce di pomodoro indigeste che il mio organismo gettava via continuamente e che io invece, al contrario, gli propinavo copiose ogni giorno.
Continuai così fino alla sera del 26 Maggio 2010 quando inconsapevolmente mi cibai dell’ultima insalatona di fruttortaggi - credo di poter ben dire - della mia vita.
Continuai ad eliminare bucce di pomodori e muco per altri 3 giorni dopo la mia totale astensione verso questi cibi intossicanti.

Ci furono pure altri fattori che mi fecero render conto dell’inutilità di questi frutti e della dannosità di determinate azioni che compivo pur di continuare imperterrita in questa malsana abitudine di mangiare fruttortaggi – frutti non appropriati per la specie umana - quali per esempio l’impossibilità di fare un pasto frugale, la couperose sulle guance, la chiarezza mentale ottenebrata dall’ingestione di cibi diversi fra loro, l’abbassamento dell’energia spirituale, una certa stabilità emotiva compromessa…

Tutto questo processo avanzò inesorabilmente in parte all’oscuro in parte al chiaro della mia coscienza ma la cosa sorprendente fu appunto, la mia capacità di cavalcare certe energie particolari nell’ambiente intorno a me senza pormi troppe domande, ascoltando semplicemente il corpo.
Dunque mi trovai in questo modo a disconnettermi completamente con questi frutti in maniera così netta da percepire oggi un netto abisso vibrazionale tra i loro corpi, tra le loro forme e le mie.

Titubai a lungo, lasciai stramaturare la scelta finale di liberarmi da questi prodotti della terra soffrendo anche un poco, stressando sensibilmente il mio organismo ma grazie a D-o non mi feci trovare impreparata nel momento di fare il grande salto verso ciò che sarà e ciò che è -già in parte – il mio futuro.


I pomodori e la falsa fame

I sintomi della falsa fame che accusavo specificatamente la mattina sono enormemente migliorati da quando ho cessato di cibarmi di fruttortaggi, specialmente di pomodori.
Sono convinta infatti che i veri responsabili di questi spiacevoli ed ingannatori sintomi siano le bacche di pomodoro. Anche se sei supersazio ed il cibo ti esce letteralmente dagli occhi, uno di questi frutti preso da solo ne chiama subito un altro e poi un altro ancora, convalidando sempre più la teoria dell’intossicazione egoistica per mezzo del cibo terreno, in questo caso il frutto del pomodoro.

Conclusioni

Le mele mi hanno insegnato tanto. Grazie a loro, mangiandole sono riuscita ad estrapolarvi non solo i preziosi nutrienti per il corpo biologico, ma anche per quello spirituale, riuscendo ad assimilare l’essenza intrinseca della loro stessa esistenza, ossia la meravigliosa essenza del dare e darsi incondizionatamente.
Mangiare quindi non per il piacere personale ma per ricavare il giusto nutrimento per portare avanti un progetto di vita che trascende “me” e “te”, il “qui ed ora” ma che allo stesso tempo li comprende in un universo olistico in continuo movimento è dunque ora il mio obiettivo primario a cui spero presto di giungervi serenamente. Aver abbandonato questi frutti e l’usanza di mescolarli tutti insieme per me non significa solamente astensione dal perpetrare abitudini alimentari artificiali bensì liberazione da un certo approccio egoistico alla vita, legato intrinsecamente in questo caso, alla rettificazione della sfera sessuale.


Ricapitolando…
Da quando ho eliminato la fruttortaggio dalla mia dieta ho rettificato i seguenti aspetti della mia vita/salute


Livello fisico:
Couperose enormemente alleviata
Niente più muco nelle feci
Niente più bruciore nell’intestino al momento dell’evacuazione
Nessuno stress inutile per l’organismo nel tentativo di separare le bucce indigeste di pomodoro dalla sua polpa
Niente più insalubri ed artificiali miscugli di vari tipi di cibi

Livello Emotivo/Spirituale:
Maggiore tranquillità interiore
Stabilità emotiva
Nessuna dispersione

Livello Mentale:
Maggiore capacità di sintesi

Livello materiale (frugalità):
Niente più uso di coltelli, forchette, taglieri, pelapatate, mandoline per alterare la forma naturale della fruttortaggio ed ingannare in questo modo i vari sensi dell’essere umano che altrimenti potrebbe non essere in sintonia con l’essenza dell’alimento nella sua forma integra. (dispersione energetica dell’alimento)

Mangiare frutti integri significa smettere di prendere in giro se stessi, guardare in faccia la realtà, la vita, fare scelte giuste.
Mangiare prodotti cotti, raffinati, opera dell’uomo significa deresponsabilizzarsi, superficialità, finzione.