lunedì 3 maggio 2010

Mai dimenticare la Biodisponibilità...

 Quant'è deficiente 'sta B12!
pensieri critici sull'Economia e Politica Alimentare

Il tema della B12 e di altri integratori alimentari a complemento di un'alimentazione vegan-cotto/vegan crudista/ fruttariana è sempre molto accesa nel Web e mi è stato chiesto più volte se anch'io facessi uso di qualche integratore o se li ritenessi utili per la mia salute. La mia posizione in merito è stata subito molto chiara: sono fermamente convinta che la Natura/D-o non "giochi a dadi" per cui se ha creato l'uomo frugivoro e se questi vi è rimasto per milioni di anni senza prender alcun supplemento, vorrà pure dir qualcosa...
Sono diventata vegan-crudista (modello igienista) senza preoccuparmi per nulla di eventuali carenze di B12 perchè in fondo, ero andata avanti per 25 anni della mia vita conducendo un'alimentazione assolutamente errata senza che nessun dottore mi dicesse di fare analisi, prendere integratori di vitamine perchè mangiavo poca frutta e verdura mentre ora dovrei ascoltare pareri medici quando abbandono i prodotti animali?
Si perchè mi sembra proprio di capire che lo spauracchio della B12 arrivi sempre (e solo) quando si abbandonino senzientemente la carne e gli altri prodotti animali e dunque ci si rechi da un dottore e lo si informi della propria scelta vegan. Un tempo questi dottori avrebbero fatto pressioni pur di sconsigliare questa dieta ai propri pazienti cercando di rifilare bistecche, formaggi, latte, ora viene tollerata a patto che vengano introdotti gli integratori di B12...
Alcuni simpatici personaggi in camice bianco dicono che questo batterio non si trovi solamente nei prodotti animali e che quindi non sia necessario mangiare cadaveri per ottenerla, perchè il carnivoro la ottiene dall'erbivoro che si nutre di erba, dunque la B12 sta nell'erba, nella terra "sporca", sulla frutta "sporca"..
Quindi, a rigor di logica, perchè se un erbivoro non ha bisogno di integratori, un uomo invece si?
Non può mangiare frutta e verdura senza che la si lavi troppo maniacalmente come ci hanno insegnato a fare sin da piccoli, usando il bicarbonato, l'aceto, l'acido del limone ecc?
A questa domanda solitamente i medici rispondono: "non possiamo garantire in questo modo un sufficiente apporto di B12". Quasi quasi si sarebbe tentati di credere alla loro buona fede ma in realtà, se andiamo a vedere a fondo nella questione, vediamo che non esiste alcuna base scientifica sulla quale poter erigere questo enorme grattacielo di falsità.
C'è un motivo fondamentale da tenere in conto, ma non viene purtroppo, mai considerato da questi "luminari della scienza" e prende il nome di :

Fattore Biodisponibilità

Leggiamo così da Wikipedia:
In farmacologia, il termine viene utilizzato per descrivere quella parte di farmaco somministrato che raggiunge la circolazione sistemica senza subire alcuna modificazione di tipo chimico rispetto al totale.
Il termine viene talvolta utilizzato anche in relazione alle sostanze assimilate dagli alimenti.
Sempre nella stessa pagina, più sotto:

Fattori che influenzano la biodisponibilità

Svariati fattori fisiologici possono ridurre la disponibilità del farmaco prima del suo ingresso nella circolazione sistemica, quali ad esempio:
  1. lo scarso assorbimento del tratto gastrointestinale;
  2. la degradazione metabolica del farmaco prima dell'assorbimento;
  3. l'effetto first-pass a livello epatico.
Tali fattori possono variare da paziente a paziente, così come possono mutare nel tempo nello stesso paziente. Possono avere un effetto sulla biodisponibilità anche malattie che interessano il metabolismo epatico o la funzione gastrointestinale.
Il nostro organismo, come abbiamo avuto occasione di vedere a proposito della "reazione immunitaria" verso i prodotti cotti, denaturati e raffinati,  mostra chiari segni di avversione ogni volta che ingeriamo dei prodotti che non sono naturali. Il corpo li rifiuta, cerca di combatterli, di distruggerli, perchè li recepisce giustamente come nemici, come tossici. Il corpo "sa" che sono sostanze pericolose da cui occorre assolutamente proteggersi, mentre noi non sappiamo nulla e molto probabilmente, non ne sanno nulla neppure i nostri medici "di fiducia" che ci hanno prescritto tale integratore di sintesi quando avrebbero potuto consigliarci di mangiare semplicemente più frutta, più verdura cruda...Purtroppo per loro (e per noi) un medico non prende ancora la percentuale se manda il suo paziente in frutteria a comprare mele, pere, pesche, albicocche magari biodinamiche, mentre invece lo stipendio mensile è salvaguardato quanto più si prescrivono ricette di integratori prodotti dalle solite case farmaceutiche...
Siamo fatti per assimilare al meglio solamente cibi nel loro stato naturale: frutta e verdura, purchè sia rigorosamente cruda, fresca, integra.
I "super-dosaggi" multiconcentrati degli integratori di sintesi sono quantitativamente più alte che in qualsiasi alimento presento in natura perchè i contenuti sono qualitativamente molto inferiori e quindi, gran parte dei componenti non saranno assimilati dal corpo non solo dunque per i motivi elencati da wikipedia, ma pure perchè il corpo li rigetta naturalmente (nel caso per esempio, questi venissero assunti per via endovenosa).
Di fatto, stiamo pagando un integratore a prezzo pieno per ricevere un effetto nullo o quasi nullo.
Come possiamo pretendere di assimilare al meglio qualsiasi nutriente se i nostri organismi sono intasati?
Quando il cestino della spazzatura è pieno, non c'entra più nulla, non passa più niente attraverso un rifiuto ed un altro, dunque come posso aspettarmi di assimilare davvero un qualsiasi integratore sintetico?
E' "curioso" vedere come questi dottori alle prese con un neo-vegan non gli suggeriscano, oltre all'integratore, anche di abbandonare la malsana abitudine di alterare con il calore i prodotti che mangia ,che non solo denaturano i cibi ma li trasformano pure in pesanti neurotossine e credere ancora nella loro "buona fede" e "competenza medica".
Inoltre, tutta questa apprensione per le eventuali carenze di B12 la si ha esclusivamente per i vegan-cotto/vegan crudisti/fruttariani, vale a dire per tutta la categoria di persone che volutamente non fanno uso di prodotti animali e che hanno manifestato un chiaro dissenso verso un capitalismo carneo il cui unico interesse è il profitto a discapito di tutto e tutti. Questo equivale a dire che si da per scontato che un onnivoro-carnivoro assimili per forza la B12 (e qualsiasi altro integratore) perchè mangia prodotti animali, senza tenere in considerazione gli altri fattori che abbiamo elencato sopra, che ovviamente, valgono per tutti gli esseri umani indistintamente, onnivori-carnivori, vegan, crudisti e fruttariani!

E' chiaro allora che questo business della B12 è strettamente legato ad una logica consumistica creata ad hoc dal sistema onnivoro-carneo che è al potere, nel tentativo di seminare lo spauracchio tra le persone, sopratutto quelle che stanno accusando sempre più problemi di salute continuando a far uso di prodotti animali e vorrebbero eliminarli del tutto oppure per chi sente di voler far un gesto mosso dall'etica.
Il sistema dominante vuole a tutti i costi fare terrorismo alimentare seminando disinformazione attraverso la compiacenza di  medici onnivori e medici vegan costretti a loro volta, per mangiare a fine mese, di sottostare al gioco al fine di  imbavagliare e manipolare l'informazione facendo sì che i miti dominanti riguardanti la necessità di mangiare prodotti animali permangano sempre più a lungo nelle menti della gente e che quindi, si faccia più fatica a vivere pensando di poter essere finalmente liberi con una dieta più naturale. Quando l'individuo mangia cibi adatti alla sua specie (frutta) o comunque si ciba pure di verdure crude (modello igienista) acquista salute, lucidità mentale, maggior discernimento, sensibilità, compassione, gli istinti guerriglieri tendono ad affievolirsi con il tempo ed è sempre meno controllabile, sempre meno ricattabile dal sistema imperante.
Il messaggio distorto che queste lobbies stanno cercando di portare avanti è che non si può vivere senza carne e derivati! E' un messaggio subdolo, da leggere tra le righe, di cui sono vittime moltissime persone vegan-cotte che conosco e a cui ho portato la mia esperienza personale. Mi è stato risposto allora, di portare come "prova" inconfutabile le mie analisi del sangue, obiezione alla quale ho replicato dicendo che purtroppo (per tutti i San Tommaso della situazione) i miei valori non sarebbero stati d'aiuto per nessuno per due motivi

  1.  i valori standard usati si riferiscono ad un individuo medio che è sostanzialmente malato, ha un'alimentazione onnivora-carnea, mangia prodotti cotti/denaturati raffinati
  2.  i valori standard dell'individuo standard cambiano con il susseguirsi dei tempi e con i modelli alimentari del momento
Cinquant'anni fa i valori  di colesterolo accettati erano molto inferiori a quelli odierni perchè nessuno mangiava prodotti animali più di una volta alla settimana mentre ora abbiamo proteine animali a non finire in ogni piatto

Dunque, io fruttariana crudista, cosa c'entro con tutto questo? Abbiamo di fronte due tipi umani completamente diversi, è come paragonare un asiatico ed un caucasico per stabilire quale dei due sia "il tipo d'uomo ideale"...
C'è pure una terza ipotesi, se vogliamo dirla tutta: potrebbe essere che i miei valori, dato che non sono passati parecchi anni dal giorno in cui ho cambiato dieta siano ancora "accettabili" per i canoni convenzionali perchè magari ero talmente intossicata da aver smaltito "poco" in tutto questo tempo...Questa sarebbe la peggiore delle ipotesi se mi andassi a controllare perchè potrebbe generare interpretazioni errate e pericolose a cui non voglio neanche pensare..
Quando si fa una scelta di un certo tipo, verso una vita naturale, in armonia con tutta la Creazione, bisogna lasciarsi dietro molte cose, tra cui le stampelle che per anni abbiamo usato come inutile sostegno perchè ci avevano fatto credere di non poterne fare a meno perchè ne avevamo bisogno, perchè ci hanno detto che non ce l'avremmo fatta solamente con le nostre gambe, rendendoci dunque handicappati non perchè lo fossimo davvero alla nascita, ma perchè a forza di ripiegare su di esse, non abbiamo mai provato a camminare da soli.

Mi sembra di sentirlo affermare un camice bianco di questi: "Va bene tutto signora, mangi patate, legumi e cereali per supplire alla mancanza di proteine animali, continui a cucinare cibi al forno, in padella, sulla griglia, ma si assicuri di passare in farmacia per acquistare integratori di B12 come le ho consigliato.."
Una dieta vegan-cotta che mette alla base un elevato consumo di amidi, cereali e legumi segue in pratica, i dettami di un modello alimentare onnivoro-carneo in versione vegetale. E' la stessa "pappa" in poche parole.
Difatti prodotti a base di tofu, seitan, "mortadella vegan", "salame vegan", "spezzatino di seitan" e chi ne ha più ne metta, non sono altro che dei surrogati vegetali per nostalgici della carne... sia nel gusto, sia nella forma, sia nell'elevato contenuto proteico, nocivo per l'essere umano.
Questo modello alimentare (vegan-cotto) ha veramente poco di buono da offrire al prossimo perchè sta solamente spostando il mercato verso un'altra forma di consumo, ossia quello vegetale ma le vecchie e stantie credenze delle proteine e dei cosidetti aminoacidi essenziali continuano a dominare la scena legittimando in background, la scelta di una grande fetta di popolazione nel rimanere onnivori-carnivori perchè convinti sia la dieta giusta, equilibrata e più gustosa... Perchè un onnivoro-carnivoro dovrebbe infatti rinunciare alla dieta cui è abituato da tanto tempo e di cui è soddisfatto per vari motivi, solamente per vedersi recapitare nel piatto un surrogato vegetale che ricorda molto (troppo) i tempi d'oro in cui giaceva nel piatto una "succulenta" bistecca di vitella? Per l'etica direbbero alcuni. In effetti questo sarebbe già un buon motivo di partenza ma purtroppo l'etica non spinge sempre tutti a fare un passo più lungo della gamba, specialmente finchè il modello alimentare basato sull'abbondanza delle proteine e degli integratori continuerà ad imperversare e ad ipnotizzare le menti delle persone...
La salute, se senti parlare una certa tipologia di vegan-cotti,  passa in secondo piano rispetto all'etica e non tutti sono disposti a rinunciarvi (MAI rinunciare alla salute) e siccome l'alternativa vegan viene proposta sempre più come un surrogato vegetale di quella onnivora-carnivora-cotta (lo dimostra il crescente mercato di prodotti vegetali che imitano colore, sapore, forma dei prodotti a base di proteine animali), molte persone recepiscono questa tendenza come legittimazione a rimanere tal quali, perchè non vedono benefici tangibili in questo nuovo modello alimentare, anzi, ne osservano tutte le sue deficienze (salutari, sociali, monetarie), in primis quella della B12...
Abbandonare i prodotti animali per abbracciare una dieta vegan-cotta surrogato di quella carnivora, sta diventando sempre più una scelta di lusso insostenibile per molti; "mortadella" di seitan, "polpette" di soya, "spezzatini" vegetali... solamente i nomi di questi prodotti mi fanno tremare perchè rievocano alla mente ancestrali ricordi di un tempo in cui mi cibavo di morte, senza pensare all'effetto che hanno pure sul portafogli..
Dunque chi vuole passare al vegan principalmente per etica, ci rimette! Questo è il messaggio che l'industria carnea fa passare.
Per uscire da questo meccanismo intossicato dobbiamo invece sbarazzarci del vecchio modello alimentare basato sull'elevato consumo proteico costruito dall'uomo e dalle sue credenze errate frutto della lussuria e degli eccessi di gola perchè neanche la sua versione vegetale è priva di macchia...

Le multinazionali del cibo e dell'industria farmaceutica si sono alleate e dalla loro unione, è nato "l'integratore alimentare", la cui punta di diamante si esprime al massimo con l'"integratore di B12", l'unico, il solo fattore (al momento) in grado di poter minacciare seriamente il potere onnivoro e l'industria carnea despotica.
Devo "complimentarmi" davvero con loro perchè stanno facendo davvero un buon lavoro focalizzandosi sulla carenza di UN batterio quando ogni giorno con la cottura e l'ingestione di cibi cotti, denaturati, sterilizzati, pieni di conservanti, coloranti ecc stanno uccidendo tutti i nutrienti presenti negli alimenti "grazie" all'uso del calore e dell'"ingegno umano" nato per esorcizzare la fobia dei batteri..
Andiamo così, disperatamente alla ricerca di un batterio quando ne uccidiamo miliardi tutte le volte che  mettiamo in bocca qualsiasi cosa...Che strano animale è l'uomo!

In sintesi...
Per assicurarsi di avere la B12, basterebbe solamente astenersi dal cuocere i cibi e mangiare più frutta; in questo modo andiamo a lavorare sui tre fronti che abbiamo analizzato prima:

  1. il corpo, grazie ai cibi crudi si disintossica e predispone l'organismo a ricevere nutrimento (B12 inclusa); 
  2. la fonte di nutrimento arriva all'organismo in forma organica, cioè che il corpo può utilizzare
  3. assimiliamo tutti i composti senza che il corpo sviluppi una reazione immunitaria difensiva di rigetto.

I nostri corpi sono delle meravigliose "bio-macchine" a cui manca solo la benzina ideale per funzionare egregiamente senza aver alcun bisogno artificiale a cui l'uomo tra l'altro, non è in grado di rispondere con una valida alternativa.
La Natura ci conosce da sempre, l'uomo non sa affatto chi è. Come possiamo in coscienza, paragonare l'ancestrale sapere creativo della Creazione con l'ignoranza distruttiva dell'uomo moderno?

La Leucocitosi Digestiva

Cos'è la leucocitosi digestiva? Come possiamo evitarla?

Nel 1930, sotto la direzione del Dr Paul Kouchakoff, l'Istituto di Chimica Clinica a Losanna (Svizzera) testò e documentò gli effetti del cibo (cotto e crudo) sul sistema immunitario. La scoperta del Dr Kouchakoff riguardava i leucociti, cioè i globuli bianchi.
Da questi studi emerse che quando una persona mangia cibo cotto, il suo sangue risponde immediatamente con l'aumento del numero di globuli bianchi. Questo fenomeno viene chiamato "leucocitosi digestiva", in cui c'è un aumento nel numero di leucociti - globuli bianchi - dopo aver mangiato. Siccome la leucocitosi digestiva venne osservata sempre dopo un pasto, fu considerata essere una normale risposta fisiologica all'atto del mangiare. Nessuno sapeva perchè il numero di globuli bianchi cresceva dopo un pasto, perchè sembrava essere un segnale di stress, come se il corpo stesse reagendo in qualche modo contro qualcosa di pericoloso come un'infezione, un'esposizione a delle sostanze tossiche oppure ad un trauma.
Nel 1930, questi ricercatori Svizzeri fecero una scoperta straordinaria. Osservarono che mangiare cibi crudi, ossia non alterati in nessun modo, non causava alcuna reazione nel sangue.
Inoltre, videro che se un cibo veniva riscaldato oltre una certa temperatura, oppure se il cibo era lavorato (raffinato, con l'aggiunta di conservanti, ecc), ciò causava un aumento nel numero di globuli bianchi nel sangue.
I ricercatori chiamarono questa reazione "leucocitosi patologica" perchè il corpo stava reagendo a cibi molto alterati. Testarono numerosi tipi di cibi e scoprirono che quelli non raffinati e non alterati dal calore, non provocavano questa reazione. Il corpo li sentiva come "alimenti amici". Questi stessi cibi se trattati ad alte temperature, causavano una reazione negativa nel sangue, una reazione che si riscontrava solamente quando il corpo veniva invaso da gravi traumi e malattie.
I nemici peggiori di tutti, sia cotti che crudi, erano i cibi lavorati che erano stati raffinati (come ad esempio la farina bianca ed il riso), oppure pastorizzati (processo in cui i cibi vengono sottoposti ad alte temperature per essere sterilizzati), omogeneizzati, conservati (quando sono aggiunte sostanze chimiche per ritardarne il deperimento o per aumentarne sapore e consistenza), in altre parole, cibi che hanno perso la loro forma originale.

FATE ATTENZIONE!

Anche la frutta se cotta, pastorizzata, appertizzata non è salutare e può causare la leucocitosi digestiva.

Ecco una lista di prodotti a base di frutta che sarebbe sicuramente meglio, evitare:

Al Supermercato/Negozio Biologico


Succhi di frutta/bevande a base di frutta; ultimamente sul mercato si trovano bevande a base di frutta le cui etichette recitano: solo frutta, senza coloranti, senza conservanti ecc. Innanzitutto notate bene che un "succo di frutta ai mirtilli" non contiene unicamente mirtilli come recita l'etichetta invitante, ma solamente una tot percentuale di succo di mirtilli obbligatoria per legge affinchè quel prodotto possa esser denominato "succo di mirtilli" e non altro. Di solito ci mettono sempre estratti di qualche altro frutto meno costoso, tipo la banana, la mela, la pera per "riempire". Sappiate dunque che non solo state bevendo 3/4 frutti tutti insieme, cosa che magari potrebbe far piacere ad alcuni, ma che questi succhi vengono sottoposti per forza ad operazioni di sterilizzazione ed appertizzazione, processi necessari al fine di evitare naturali proliferazioni batteriche. Comprare un succo al supermercato non è la stessa cosa di uno fatto in casa! E' sempre meglio mangiare la frutta nella sua forma originale, intera, senza alterazione di nessun tipo, ma quando vogliamo concederci un bel frullatone di mela, fragole e banana, per esempio, cosa c'è di meglio che autoprodurselo? E' un'operazione così semplice e gustosa del resto, nonchè educativa per i vostri figli/amici/parenti che si lasceranno "tentare" a prenderne sicuramente qualche cucchiaiata abbondante, rischiando di farvi rimanere a bocca asciutta!

"Mousse" di frutta : Stesso discorso vale pure per queste "novità" mordi e fuggi, disperato tentativo umano di copiare la praticità del frutto Intero per Natura, che è stato tradotto dall'industria sottoforma di un surrogato cotto, denaturato e tra l'altro, pure abbastanza costoso per il portafogli. Questi prodotti infatti sono appertizzati vale a dire "cotti" ad alte temperature per qualche minuto al fine di uccidere batteri ed impedire di fatto la loro innaturale conservazione sugli scaffali di un supermercato.

Marmellate/frutta candita: Sono delle "autentiche composte di morte". Anche se le prime non presentano l'aggiunta di zuccheri, coloranti ed altri conservanti vari sono pur sempre prodotti  denaturati a causa dell'azione distruttiva del calore.

Chips di mela: quelle che si trovano spesso nei negozi bio ma che ho visto anche nel reparto frutta di vari centri commerciali, rientrano sempre in quei prodotti che uno farebbe sicuramente meglio ad autoprodursi per essere tranquillo al 100% su ciò che mangia; non viene specificato infatti a quale temperatura queste patatine di mela vengano essiccate (ricordate sempre che per preservare quanto più possibile gli enzimi e tutti i nutrienti la temperatura non deve mai superare i 40 gradi), nè quali trattamenti subisca il frutto prima, durante e dopo la preparazione, senza contare i processi di confezionatura a cui il prodotto viene sottoposto.

In Erboristeria:

Papaya Fermentata: Vengono vendute delle polveri ottenute dall'essiccazione della papaya fermentata. I cibi fermentati sono di per sè dei "sottoprodotti" della materia prima originale che subiscono modificazioni grazie all'azione prolungata dei batteri che si nutrono del frutto. Inoltre, per quanto riguarda questi prodotti industriali, sulle confezioni non vengono specificati i trattamenti a cui sono stati sottoposti perciò nel dubbio, non facciamoci tentare e preferiamo acquistare invece il frutto Integro, sicuramente più buono, più sano, più fresco e sopratutto più vivo. Possiamo star certi in questo modo, di aver fatto la scelta giusta, di aver fatto una scelta intelligente secondo Natura.


Ricordate sempre che...

L'industria alimentare e tutte le tecniche umane di conservazione innaturale del cibo non potranno mai competere con la perfezione e la genuinità della Natura, che ha creato i frutti interi affinchè potessimo goderne al massimo nel gusto, alla vista, all'odore, al tatto, senza parlare di tutti i benefici a cui abbiamo accesso a livelli dell'essere più sottili, quali ad esempio, maggiore acutezza mentale, stabilità emotiva, sensibilità spirituale.
Cibatevi sempre più di cibi crudi, freschi, Interi; solo così infatti, avrete il completo controllo di ciò che state mangiando, della qualità dei cibi di cui state nutrendo i vostri corpi e le vostre anime.

Siamo ciò che mangiamo;
dobbiamo tutti disintossicarci dai numerosi anni in cui abbiamo abusato di certi alimenti non adatti ad un consumo umano e la Frutta ci offre un validissimo aiuto per rigenerare le cellule del nostra DNA fisico e spirituale, penetrando a fondo nel nostro essere, contribuendo giorno dopo giorno a renderci persone migliori.

sabato 1 maggio 2010

Strategie di difesa naturali

Gli Adattamenti degli Erbivori alle difese delle Piante

(tradotto ed adattato da Wikipedia)


Gli Erbivori per cibarsi, dipendono dalle piante ed hanno co-evoluto dei meccanismi per ottenere questo cibo nonostante l'evoluzione di un vario arsenale di sistema di difesa contro gli erbivori messo a punto dalle piante. Gli adattamenti degli erbivori alle difese delle piante sono stati paragonati a dei "sistema offensivi" e consistono nel permettere maggiore nutrimento e l'uso di un ospite. Le piante, dal canto loro, proteggono le loro risorse per la crescita e la riproduzione, limitando l'abilità degli erbivori di mangiarli. Le relazioni tra gli erbivori e le loro piante ospite portano ad un cambiamento evolutivo reciproco. Quando un erbivoro mangia una pianta la selezione dalle piante che possono aumentare una risposta difensiva, sia che la risposta venga incorporata biochimicamente oppure fisicamente, oppure indotta come contrattacco. Nei casi in quei questa relazione dimostra "specificità" (l'evoluzione di ciascun tratto è dovuto all'altro) e alla "reciprocità" (entrambe le caratteristiche devono evolvere), si dice che le specie si sono co-evolute. I meccanismi di "escape and radiation" per la co-evoluzione, presentano l'idea che gli adattamenti negli erbivori e nelle loro piante ospite, sono state la forza dietro la speciazione.

Adattamenti Meccanici

Gli Erbivori hanno sviluppato un'ampia gamma di strutture fisiche che facilitano il consumo del materiale delle piante. Per rompere i tessuti delle piante, i mammiferi hanno sviluppato delle strutture dentali che rispecchiano le loro preferenze alimentari. Per esempio i frugivori (animali che si cibano principalmente di frutta) e gli erbivori che si cibano delle foglie morbide hanno delle corone dentarie inferiiori specializzate nel tritare le foglie ed i semi. I ruminanti che tendono a mangiare erba dura, ricca di silice, hanno le corone dentali superiori in grado di tritare tessuti della pianta duri e non si danneggiano velocemente come i denti della corona inferiore. Gli uccelli tritano le piante oppure rompono i semi usando il becco ed il gozzo (secondo stomaco degli uccelli). Gli insetti erbivori hanno sviluppato un vario numero di strumenti per facilitare l'alimentazione. Molto spesso questi strumenti riflettono una strategia alimentare individuale ed il cibo preferito. Nella famiglie delle Sfingi (falene), è stato osservato che le specie che mangiano relativamente le foglie tenere sono equipaggiate con incisivi che lacerano e masticano, mentre le specie che si nutrono delle foglie mature e l'erba li tagliano con mascelle prive di denti taglienti (il paio di fauci superiore dedicato all'alimentazione). La dieta di un erbivoro prende forma con i suoi adattamenti alimentari. Le dimensioni della testa delle cavallette, e dunque il loro potere masticatorio, era maggiore per quelli che erano soliti mangiare segale selvatica (relativamente dura) in contrasto con altri che si erano alimentati con trifoglio rosso (soffice). Le larve di lepidotteri alimentate con alte dosi di tannini condensati (degli alberi) hanno intestini più alcalini rispetto a quelli che si sono cibati di erbe ((rispettivamente pH of 8.67 contro 8.29). Questa differenza morfologica è spiegata con il fatto che i complessi tannino-proteina insolubili possono essere scissi ed assorbiti come nutrienti a livelli di ph alcalini.

Adattamenti Biochimici

Gli Erbivori generano enzimi che contrastano e riducono l'effettività di numerosi prodotti metabolici secondari tossici prodotti dalle piante. Gli Erbivori producono pure enzimi salivari che riducono il grado di difesa generato dalla pianta ospite.

Adattamenti Comportamentali

Gli Erbivori evitano le difese delle piante mangiando selettivamente alcune piante nello spazio e nel tempo. Per la falena invernale, mangiare foglie di quercia in stagione, massimizza la quantità di proteine e nutrienti disponibili per lei, mentre minimizza la quantità di tannini prodotti dall'albero. Gli Erbivori possono anche evitare le difese delle piante nello spazio. Le parti perforanti della bocca nelle specie Hemiptera permettono di nutrirsi intorno ad aree con alte concentrazioni tossiche. Alcuni animali ingeriscono grandi quantità di veleni con il loro cibo, ma poi mangiano argilla od altri minerali che neutralizzano questi veleni. Questo comportamento è noto con il nome di geofagia. Le difese delle piante spiegano in parte, perchè gli erbivori hanno impiegato nel tempo diverse strategie. Le specie monofaghe (animali che mangiano piante di una sola specie) devono produrre enzimi specifici per disintossicare il loro cibo, oppure sviluppare strutture specializzate per trattare con sostanze chimiche. Le specie polifaghe (animali che si cibano di piante di diverse famiglie) producono più enzimi disintossicanti per contrastare un'ampia gamma di difese chimiche. La polifagia si sviluppa spesso quando le piante ospite degli erbivori sono rare e non sono sufficienti per offrire cibo a sufficienza. La monofagia è favorita quando c'è una competizione interspecifica per il cibo, dove la specializzazione spesso aumenta l'abilità competitiva dell' animale di usare una risorsa.

Simbionti Microbici

Gli Erbivori non sono in grado di digerire la cellulosa complessa e fanno affidamento a dei batteri mutuali interni, funghi o protozoi per rompere questa cellulosa affinchè possa venire usata dall'erbivoro. I simbionti microbici permettono agli erbivori di mangiare piante altrimenti non commestibili disintossicando i metaboliti secondari della pianta. I simbionti microbici assistono nell'acquisizione di materiale della pianta indebolendo le difese della pianta ospite. Alcuni erbivori si cibano mangiando piante danneggiate. Per esempio, alcune specie di scarafaggi introducono un fungo negli alberi prima di poterse cibare. Questo fungo provoca delle lesioni che riducono i meccanismi di difesa dell'albero permettendo allo scarafaggio di potersi cibare.

Manipolazione dell'Ospite

Spesso gli Erbivori manipolano le loro piante ospite per usarle al meglio come risorse. Gli insetti erbivori alterano a loro favore il microhabitat in cui gli erbivori si cibano per abbassare le difese esistenti della pianta.
Gli Erbivori manipolano pure il loro microhabitat formando delle galle, strutture formate da tessuto della pianta, controllate dall'erbivoro. Le galle fanno da casa e da fonte di cibo. La parte interna di questa galla è composta da tessuto edibile. Offrono anche protezione dai predatori.
Alcuni erbivori usano dei modelli alimentari in grado di disarmare le difese delle loro piante ospite. Un esempio di risposta difensiva della pianta è l'uso di lattice e dei canali della resina che contengono tossine altamente tossiche e riducono la digeribilità. Questo sistema di canali accumula liquidi sotto pressione e quando vengono rotti dagli erbivori, il prodotto metabolico secondario della pianta fluisce all'esterno.
Gli erbivori possono evadere queste difese danneggiando le vene della foglia. Questa tecnica minimizza la fuoriscita di lattice o della resina attraverso il taglio e permette agli erbivori di cibarsi liberamente della parte danneggiata.

L'uso delle sostanze chimiche da parte degli Erbivori

Le difese chimiche delle piante possono essere usate dagli Erbivori, accumulando sostanze chimiche mangiate della pianta ed usandole come difesa contro i predatori. Per agire da efficienti agenti difensivi, queste sostanze non possono essere metabolizzate in prodotti inattivi. Le farfalle monarche adulte accumulano glicosidi cardiaci dalle piante della famiglia delle Asclepie così, se un uccello predatore le mangerà, sarà costretto subito dopo a vomitarle ed eviterà di mangiare farfalle dall'aspetto simile la prossima volta. I colori di alcune farfalle di questa famiglia sono colorate con un colore arancione acceso e nero e questa colorazione viene definita aposematica perchè avverte attraverso il colore, il suo cattivo sapore. I prodotti metabolici secondari possono venir impiegati dagli erbivori anche per le loro proprietà antibiotiche delle tossine, e li aiutano a proteggersi da agenti patogeni. Possono agire inoltre come indizio per identificare una pianta come cibo o come luogo dove poter deporre le uova.