martedì 30 marzo 2010

Alla ricerca della Salute


Continua il mio percorso melariano, con eccellenti risultati devo ammettere.
Ogni giorno, c’è sempre quella vocina fastidiosa, figlia della mia intossicazione residua, che mi dice: “Tanya, mi sa che oggi non ce la fai ad arrivare fino a cena solo con le mele…” ma io non ci bado troppo. Conosco la sua identità, so da dove proviene e non mi lascio buttare giù così facilmente. Stamattina sono uscita, sono andata a colloquio con una persona. Ero alla mia seconda mela. L’appuntamento era vicino ad un ipermercato che conosco bene. Vicino a questo ipermercato c’è la stazione della metro dove c’è sempre un gran viavai di persone che vanno e vengono fino all’ora di cena e la maggior parte di queste è carica di buste di plastica piene di prodotti spazzatura provenienti da questo ipermercato oppure da altri lì intorno.
Non è la prima volta che vedo tante donne, uomini che entrano in questo negozio per rifornirsi di spazzatura e poi escono con pesanti fardelli appesi agli avambracci o, peggio ancora, sui polsi, percorrere centinaia di metri prima di arrivare a casa e finalmente liberarsi da tutto quel peso..
Ho visto queste scene centinaia di volte. Anche io sono uscita moltissime volte da quello stesso posto carica di spazzatura, a trasportare carichi di schifezze da un posto all’altro, dopo averle pagate care…
Oggi, però, è stata la prima volta in cui davvero ho visto le cose per quello che sono in realtà.
Oggi, vedere una donna che faticava a portare questi sacchetti della spesa mi ha aperto letteralmente un altro modesto pezzo di orizzonte..

Andare a fare la spesa è qualcosa di aberrante. E’ aberrante perché l’atto del recarsi in qualunque posto che non sia un frutteto/orto è un qualcosa di innaturale, il concetto di fare scorte pensando a cosa mangiare nei prossimi giorni è un inutile preoccupazione, scegliere prodotti cotti/inscatolati/lavorati quantomeno malato, stare composti in fila aspettando di pagare per i prodotti comprati assolutamente diabolico, ma uscire e caricarsi/spingere questi carrelli pieni zeppi di cadaveri/spazzatura fino a casa è davvero la peggior presa in giro che si possa sopportare…
Senza contare che una volta a casa, questi prodotti verranno fatti entrare in organismi umani che disperatamente cercano di comunicare in tutti i modi a quella parte di coscienza attiva, che non va bene nutrirsi in questo modo..
Non ci si può stupire davvero se alle persone non fa alcun effetto mangiare cadaveri di animali, riempirsi le budella di morte ed essere complici dei peggiori crimini contro l’ambiente, contro le altre creature, quando questo stesso uomo non si rende conto che in primis, sta danneggiando solamente se stesso, la sua salute.
Non possiamo sorprenderci se gli uomini facciano finta di non vedere come vengono massacrati gli animali destinati al macello, se gli uomini facciano fatica a sentire le urla di una carota, di un albero secolare, di un filo d’erba addirittura poco PRIMA di esser estirpato, perché l’uomo è sordo e cieco in primo luogo verso se stesso.
Il suo corpo manda segnali di dolore, infelicità in continuazione, addirittura si ribella contro se stesso (allergie, intolleranze) ma è tutto fiato sprecato, energie sprecate. E sfrattiamo la padrona di casa, la Sig.ra Igea, la salute, dal tempio sacro che è il corpo, costringendola sul marciapiede di una strada, fuori dalla sua legittima dimora, mentre noi ci impossessiamo di tutto ciò che era suo, profaniamo tutti i suoi beni (organi perfetti, meravigliosi, perfettamente funzionanti) da bravi invasori pagani.
Eppure, quando la Salute se ne va e ci scopriamo sofferenti e soli nei nostri tormenti notturni, ecco che usciamo per le strade a cercarla, disposti ad attraversare mari e monti per ritrovarla e scusarsi con lei. Nel frattempo però, la malattia ci ha reso deboli e stanchi, che siamo perduti e vaghiamo come ciechi senza saper esattamente dove andare. Così, dopo l’ennesima giornata di estenuante lavoro, incontriamo sulla via il Gatto e la Volpe, l’industriale ed il religioso, pronti ad aiutarci a trovare la nostra cara Igea. Ecco che il Gatto prontamente ci dice:
“L’ho vista nei locali angusti di un ospedale, nelle farmacie, nelle erboristerie e nelle parafarmacie, dentro i barattoli di integratori sugli scaffali di un supermercato, nei miei laboratori di ricerca, sulle labbra di medici/infermieri/nutri-zion-isti/biologi/psicologi/analisti che lavorano tutti per me; e’ logico, è scientifico, non vi sono dubbi; la Salute abita dalle mie parti e se non la trovi da me, stai pur certo che allora non è mai veramente esistita! Rifletti, solo io posso darti ciò di cui credi aver bisogno! Allora ecco che la Volpe, non potendo trattenersi dall’udir certe parole, temendo di perdere un potenziale schiavo/cliente, si lancia all’attacco: “Caro, non dar troppo retta al Gatto; ciò che dice è in parte vero, ma ricordati che la scienza non sa spiegare sempre tutto e qualora non trovassi Igea nei luoghi che lui ti ha indicato non è perché Igea è morta o non è mai esistita, piuttosto perché la sua dimora naturale si trova tra le quattro mura di pietra della mia chiesa e nei vari santuari terreni sparsi per il mondo e lì, solamente lì, ama soggiornare davvero. Perciò, abbi fede, credi in me, solo io conosco dove essa abiti realmente e quali siano i tuoi veri bisogni”.


Finiamo così di regalare i nostri soldi e le nostre menti ad uno di questi personaggi (se non a tutti e due in tempi diversi) e cominciamo a seguire le loro indicazioni su come ritrovare la Salute: “Guarda, la salute si trova in questo prodotto, ora in quest’altro, in questa pillola, in questa scatola, compra qua, compra di là…" Quando i nostri soldi sono finiti e non possiamo più star dietro alle follie della scienza, ecco che, da malati cronici in cerca di un miracolo, andiamo a dare le ultime nostre forze in mano alle istituzioni religiose/new age che, trovandosi di fronte un portafogli già vuoto, un pollo mezzo spennato monetariamente parlando, puntano sull’appropriazione indebita del patrimonio psicologico dell’individuo tentando la scalata verso l’inesauribile riserva aurea dell’Anima umana.

Veniamo così spolpati, divorati nel corpo e nella mente/spirito, dalle lobbies della falsa scienza e della religione depravata ma ce lo siamo davvero cercati..
Abbiamo dato noi il permesso a questa gente di consumarci a proprio piacimento. Abbiamo permesso che prendessero controllo sulle nostre vite dapprima sul corpo, poi sulla mente quando abbiamo delegato loro l’incarico di cercare Igea al posto nostro.

Siamo venuti al mondo con tutto ciò di cui avevamo bisogno: la salute ed il sapere innati.

E’ sempre stato tutto racchiuso dentro di noi, dentro la consapevolezza delle nostre minuscole cellule, entità viventi, coscienti, totipotenti.

Ma più del dolore, dell’infelicità, della tristezza, della malattia, della morte, cosa devono fare i nostri organismi per richiamare l’attenzione della coscienza addormentata dell’uomo e destarlo dall’ipnosi sensoriale di cui è tristemente vittima?

Il sistema intossicato è riuscito ad anestetizzare pure questi sintomi indicatori di pericolo; è riuscito ad imbavagliare la voce cellulare, messaggera e testimone vivente del disegno di Hashem, creando potenti veleni tossici, falsi dèi ingannatori che con le loro arti demoniache hanno magicamente fatto scomparire i fastidiosi sintomi senza tuttavia rimuoverne la Causa prima, ossia il nutrimento sbagliato.

Se non avessimo accettato i prodotti contaminati che Nabucodonosor ci offrì come fece con il profeta Daniel ed i suoi amici - Hananiah, Mishael, ed Azariah (che rappresentano i restanti livelli sottili dell’essere umano) - , allora avremmo mantenuto lucida la nostra mente e puliti i canali che collegano la coscienza dell’anima a quella del corpo ed avremmo visto l’inganno del serpente.
Se avessimo continuato a sentire il dolore, se non ci fossimo contaminati con pillole amare, forse prima o poi avremmo rivoluzionato la nostra alimentazione.
Invece, andiamo avanti ad assumere questi farmaci che ci fanno tirare avanti, giorno dopo giorno, occludendo le nostre menti, i nostri pensieri, i nostri sensi, i nostri vasi sanguigni, e qualora, dopotutto, questi veleni corporali falliscano nell’anestetizzarci completamente verso il dolore, allora ecco che entrano in gioco quelli psicologici che, grazie alla seducente parlatina dei loro ministri-terroristi si propongono di insegnarci l’Arte del Moderno Stoicismo (pervertito).
Fiumi di libri vengono scritti su come accettare passivamente dolori inutili, frutto dell’errore tutto umano di voler essere come D-o..
Ed ecco di nuovo che il paganesimo con i suoi falsi dèi, falsi miti, false leggende, false bibbie, complice l’ideologia maschilista imperante, induce la donna a credere che le abbondanti emorragie di cui cade vittima ogni mese, dicasi ciclo mestruale, siano, per natura, un fenomeno doloroso e addirittura salutare.
Su questo assorbente sporco vengono poi intessute perle di saggezza dei maestri del passato che associano questo fenomeno di morte cellulare/spirituale ad una fase di vita paragonabile all’effetto del freddo dell’inverno sulle piante, in un ciclo di morte e rinascita continuo..
Ma queste emorragie non sono un fenomeno naturale come lo è invece la stagione dell’Inverno!
Queste perdite eccessive di sangue accompagnate spesso da forti dolori, sono il sintomo di intossicazione da consumo di prodotti cotti!

Adottando in prima persona uno stile di vita naturale ed alimentandomi oramai da più di un anno esclusivamente di cibi crudi, ho avuto modo di constatare che i dolori come pure la quantità di sangue del mio periodo mestruale sono stati ampiamente ridotti tanto da richiedere solamente l’uso di 1 salvaslip Carefree nei due giorni di ovulazione contro quattro giorni ed un totale di 10 assorbenti di quando mangiavo cibo cotto!

Prometeo non ha un favore all’umanità donandole il Fuoco...
Difatti, nel Prometeo incatenato, Eschilo scrive:
"Il dolore è figlio dell'errore e della follia della mente"
Il buon Zeus fece di tutto per farci astenere dal consumo di carne che ci avrebbe reso inevitabilmente mortali e dall’uso distorto che avremmo fatto del fuoco ma riuscimmo lo stesso ad appropriarci indebitamente dell’uno e dell’altro, pagando peraltro, un salatissimo conto che ancora oggi sembra proprio, stentiamo realmente a quantificare. Prometeo non aiutò affatto il genere umano con le sue gesta perché si limitò solamente a nascondere in un vaso tutti i mali che potevano affliggere l’uomo, senza di fatto, debellandone alcuno.
Questi flagelli sono: fatica, malattia, vecchiaia, pazzia, passione e morte.
E come entrarono nel mondo colpendo l’uomo? Attraverso un gesto immaturo, come immaturo fu il frutto che Chava colse dall’Albero della Conoscenza del Bene e del Male; attraverso l’incapacità di Pandora di resistere alla tentazione di vedere cosa contenesse quel misterioso recipiente…
Lei, è la nostra Chava della mitologia greca.

“E subito l’inclito Ambidestro, per volere di Zeus, plasmò dalla terra (dalla costola dell’Adam – adamah in Ebraico significa “terra”) una figura simile a una vergine casta”
(Esiodo, Le opere e i giorni)